{"id":1858,"date":"2011-04-04T00:00:49","date_gmt":"2011-04-03T22:00:49","guid":{"rendered":"http:\/\/www.siderlandia.it\/?p=1858"},"modified":"2012-10-07T22:06:35","modified_gmt":"2012-10-07T20:06:35","slug":"la-riconversione-ecologica-cominci-dal-basso","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.siderlandia.it\/1\/?p=1858","title":{"rendered":"&#8220;La riconversione ecologica cominci dal basso&#8221;"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-1840\" src=\"http:\/\/www.siderlandia.it\/wp-content\/uploads\/2011\/03\/Guido-Viale-300x199.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"199\" srcset=\"http:\/\/www.siderlandia.it\/1\/wp-content\/uploads\/2011\/03\/Guido-Viale-300x199.jpg 300w, http:\/\/www.siderlandia.it\/1\/wp-content\/uploads\/2011\/03\/Guido-Viale.jpeg 400w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">di <strong><em>Salvatore Romeo (&#8217;84)<\/em><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Gioved\u00ec, 7 aprile, si terr\u00e0 presso la biblioteca Comunale di Taranto un incontro con Guido Viale, organizzato dalla cooperativa sociale \u201cErnesto De Martino\u201d con la collaborazione di Sinistra Critica. Economista ambientale, autore di numerosi saggi (si ricordano \u201cVita e morte dell&#8217;automobile\u201d, Bollati Boringhieri, 2007, \u201cLa civilt\u00e0 del riuso \u2013 riparare, riutilizzare, ridurre\u201d, Laterza, 2009), Viale sostiene in particolare la conversione in senso ecologico del sistema produttivo come necessit\u00e0 (per la sopravvivenza degli organismi viventi) e opportunit\u00e0 (per le nostre economie). Lo abbiamo sentito per farci spiegare meglio la sua prospettiva<!--more--><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Uno degli argomenti preferiti da chi vuol eludere le tematiche ambientali \u00e8 il contrasto col livello economico. Viene tirata in ballo la dicotomia ambiente\/sviluppo o ambiente\/lavoro per sostenere che, tanto pi\u00f9 in un momento di crisi, non possiamo permetterci il \u201clusso\u201d di adottare modi di produzione e consumo eco-sostenibili. Lei ritiene valido questo argomento?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Indubbiamente i movimenti in difesa dell&#8217;ecosistema sono sorti in contesti rurali, prevalentemente nei paesi del Terzo Mondo, come reazione al tentativo delle forze economiche e politiche sia locali che straniere di imporre modelli di sviluppo analoghi a quelli dei sistemi occidentali. Solo successivamente si sono diffusi anche nelle regioni avanzate. Tuttavia oggi appare evidente che i paesi che ottengono risultati economici migliori sono proprio quelli che hanno un livello maggiore di investimento nei settori \u201cverdi\u201d (si pensi alla Germania). Viceversa, paesi come l&#8217;Italia sono in difficolt\u00e0 sull&#8217;uno e sull&#8217;altro versante. E ci\u00f2, per quel che riguarda il nostro paese, nonostante vigano agevolazioni estremamente favorevoli all&#8217;installazione di impianti di produzione di energia \u201cpulita\u201d(da noi gli incentivi sono i pi\u00f9 alti del mondo!). Il problema \u00e8 che l&#8217;Italia ha s\u00ec aumentato la produzione di energia con metodi a basso impatto ambientale negli ultimi anni, ma continua ad importare i mezzi di produzione, che rappresentano un peso notevole per la nostra bilancia commerciale. E fra i principali produttori di questi strumenti c&#8217;\u00e8 proprio la Germania.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>La conversione \u201cverde\u201d della produzione sarebbe quindi un&#8217;opportunit\u00e0 per rendere pi\u00f9 solido il nostro sistema economico?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non solo pi\u00f9 solido. I vantaggi sarebbero principalmente di due tipi: in primo luogo, ci sottrarremmo alla concorrenza internazionale ritirandoci da settori che sono ormai maturi e nei quali i vantaggi di costo dei paesi emergenti sono insostenibili; inoltre avvicineremmo la produzione al fabbisogno locale. Si consideri, infine, che proprio quei settori \u2013 stiamo parlando di una gamma vasta di produzioni: cogenerazione, solare, eolico, geotermico ecc. ecc. \u2013 sono ad alta intensit\u00e0 di lavoro, per cui la loro diffusione avrebbe effetti benefici anche sul piano occupazionale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Lei \u00e8 intervenuto nel dibattito sul futuro della FIAT proponendo una radicale trasformazione dell&#8217;assetto produttivo del gruppo: sostituire la realizzazione di autoveicoli con la produzione di impianti di cogenerazione di energia. Come sarebbe possibile?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La proposta della conversione alla cogenerazione l&#8217;avevo avanzata a proposito dello stabilimento di Termini Imerese. Un&#8217;occasione persa, perch\u00e9 intanto \u00e8 stato varato un piano industriale assolutamente fumoso. D&#8217;altra parte abbiamo sotto gli occhi evidenze molto precise: nell&#8217;ultimo anno le immatricolazioni di veicoli FIAT sono scesi del 30%. E&#8217; un dato allarmante, che dimostra quanto la nostra principale impresa automobilistica non riesca a stare sul mercato. D&#8217;altra parte la stessa FIAT avrebbe il know how e la tecnologia per avviare produzioni \u201cverdi\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>A monte della produzione automobilistica c&#8217;\u00e8 la siderurgia. Veniamo cos\u00ec a Taranto e alla sua acciaieria, che detiene due primati: \u00e8 la principale in Europa per capacit\u00e0 produttiva, ma anche quella che produce il 90% di diossine del continente. Lei ritiene che in questo caso sarebbe possibile una \u201cconversione\u201d della produzione dello stabilimento o non sarebbe piuttosto necessaria la sua sostituzione con altre unit\u00e0 produttive, specializzate magari proprio nei settori \u201cverdi\u201d?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Credo che nel caso di Taranto sarebbero necessarie entrambe le cose: anzitutto, un ridimensionamento della capacit\u00e0 produttiva del siderurgico, perch\u00e9 non \u00e8 sostenibile l&#8217;attuale livello se nel frattempo la produzione automobilistica nazionale \u2013 che \u00e8 la principale consumatrice di prodotti siderurgici \u2013 va contraendosi. Vi \u00e8 dunque una convenienza economica a limitare la produzione dell&#8217;acciaieria. E poi il dato del 90% di diossina europeo emessa dal solo siderurgico tarantino dimostra che quello stabilimento \u00e8 tecnologicamente arretrato. Occorrerebbero dunque investimenti anche sul versante dell&#8217;ammodernamento del processo produttivo. Se si fa il paragone con l&#8217;impianto di Bagnoli si resta stupefatti perch\u00e9 l\u00ec il centro era stato quasi interamente rifatto e nonostante ci\u00f2 \u00e8 stato \u201cdismesso\u201d e venduto pezzo per pezzo ai coreani; nel caso di Taranto invece parliamo di strutture vecchie di 40\/50 anni che restano ancora in attivit\u00e0. C&#8217;\u00e8 da dire che le responsabilit\u00e0 sono senz&#8217;altro della siderurgia pubblica che lo ha realizzato e sfruttato nel suo primo trentennio di vita, ma poi bisogna chiamare in causa soprattutto i nuovi proprietari privati per non aver fatto sufficienti investimenti.<br \/>\nAccanto a questa linea bisognerebbe inoltre sviluppare una strategia di diversificazione del sistema produttivo locale, considerando che \u2013 come dicevo prima \u2013 le produzioni \u201cverdi\u201d sono ad elevata intensit\u00e0 di lavoro, per cui sarebbe possibile conservare i livelli occupazionali correnti anche con un significativo ridimensionamento delle capacit\u00e0 del siderurgico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Questa strategia di diversificazione richiederebbe un nuovo intervento pubblico? E di quale tipo?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A livello di governo nazionale \u2013 ma non vi sarebbero differenze se questo fosse nelle mani di altre forze politiche \u2013 non esiste la cultura politica per avviare una programmazione centralizzata. E&#8217; necessario piuttosto costruire esperienze locali di programmazione, che prevedano il coinvolgimento diretto della cittadinanza attiva, delle forze produttive locali e delle istituzioni politiche (comuni, provincie e Regione).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>I movimenti ambientalisti in Italia agiscono prevalentemente a livello locale, svolgendo soprattutto opera di denuncia. Lei non crede che sarebbe necessario un maggiore coordinamento quanto meno nazionale e un atteggiamento pi\u00f9 \u201cpropositivo\u201d?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In realt\u00e0 esistono gi\u00e0 alcuni momenti di coordinamento nazionale. Io credo per\u00f2 che i movimenti ambientalisti dovrebbero agire proprio a livello locale con qualcosa di pi\u00f9 che la pur meritoria opera di denuncia e di sensibilizzazione. Certo, non si pu\u00f2 pretendere che la soluzione a questioni estremamente difficili le diano i cittadini attivi, per\u00f2 essi possono promuovere momenti di confronto e di studio dai quali possano emergere eventuali strategie di conversione. Per esempio costituendo forum o uffici studi in cui si inizino a studiare le possibili alternative.<\/p>\n<div id=\"wp_fb_like_button\" style=\"margin: 0; float: none\"><iframe src=\"http:\/\/www.facebook.com\/plugins\/like.php?href=http:\/\/www.siderlandia.it\/1\/?p=1858&amp;layout=standard&amp;show_faces=true&amp;action=like&amp;colorscheme=light&amp;width=450&amp;height=30\" scrolling=\"no\" frameborder=\"0\" allowTransparency=\"true\" style=\"border:none; overflow:hidden; width: 450px; height: 30px;\"><\/iframe><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Salvatore Romeo (&#8217;84) Gioved\u00ec, 7 aprile, si terr\u00e0 presso la biblioteca Comunale di Taranto un incontro con Guido Viale, organizzato dalla cooperativa sociale \u201cErnesto De Martino\u201d con la collaborazione di Sinistra Critica. 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