{"id":1958,"date":"2011-04-11T02:17:00","date_gmt":"2011-04-11T00:17:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.siderlandia.it\/?p=1958"},"modified":"2012-10-07T22:07:16","modified_gmt":"2012-10-07T20:07:16","slug":"il-punto-di-vista-dei-fuorisede","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.siderlandia.it\/1\/?p=1958","title":{"rendered":"Il punto di vista dei &#8220;fuorisede&#8221;"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-1960\" src=\"http:\/\/www.siderlandia.it\/wp-content\/uploads\/2011\/04\/fuorisede-300x225.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"225\" srcset=\"http:\/\/www.siderlandia.it\/1\/wp-content\/uploads\/2011\/04\/fuorisede-300x225.jpg 300w, http:\/\/www.siderlandia.it\/1\/wp-content\/uploads\/2011\/04\/fuorisede.jpg 500w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/>di <em><strong>Salvatore Romeo (&#8217;84)<\/strong><\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Come rilevato da Stea, la popolazione giovanile a Taranto ha subito un tracollo nel corso dell&#8217;ultimo decennio. Tale dinamica \u00e8 strettamente legata alla cosiddetta \u201cfuga dei cervelli\u201d. Ci si interroga spesso su questo argomento, ma raramente si cerca di cogliere il punto di vista dei \u201cfuorisede\u201d. E allora perch\u00e9 non provare a lanciare una traccia di lavoro? Abbiamo cos\u00ec elaborato un questionario, che \u00e8 stato sottoposto a 53 giovani originari di Taranto e provincia residenti in altre citt\u00e0 d&#8217;Italia. Il campione non \u00e8 stato selezionato sulla base di criteri specifici, per cui la ricerca non ha valore scientifico. Essa tuttavia pu\u00f2 servire per iniziare a comprendere ci\u00f2 che spinge i giovani tarantini a lasciare il proprio territorio.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\"><strong>Definizione del campione<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La maggior parte delle 53 persone che hanno risposto al sondaggio studiano (36), gli altri lavorano (12) o cercano lavoro (5) [<a href=\"http:\/\/www.siderlandia.it\/wp-content\/uploads\/2011\/04\/Senza-nome3-e1302455594191.jpg\">vedi grafico<\/a>]. Quasi tutti sono fuori da\u00a0almeno pi\u00f9 di un anno (48), di questi una componente significativa (23) da oltre cinque anni[<a href=\"http:\/\/www.siderlandia.it\/wp-content\/uploads\/2011\/04\/grafico2-e1302451289595.jpg\">v.g.<\/a>]. Si tratta quindi di  un campione di fuorisede \u201cdi lungo corso\u201d, persone che hanno ormai  stabilizzato da tempo la propria condizione di emigrati. La maggioranza degli intervistati ha scelto di vivere in un luogo relativamente lontano: 36 sono quelli che attualmente risiedono a una distanza superiore  a 500 km. dal territorio d&#8217;origine (fra questi i pi\u00f9, 26 persone, fra i 500 e i 1.000 km.); in tutto 17 sono quelli che invece vivono a una distanza inferiore ai 500 km[<a href=\"http:\/\/www.siderlandia.it\/wp-content\/uploads\/2011\/04\/grafico3-e1302451759410.jpg\">v.g.]<\/a>. I fuorisede interrogati risiedono dunque prevalentemente nel centro-Nord.<\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<p style=\"text-align: left;\"><strong>Cause dell&#8217;emigrazione e rapporto col contesto d&#8217;origine<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Iniziamo a vedere quali sono i giudizi di queste persone a proposito dell&#8217;emigrazione. Le due cause principali che le hanno spinte ad allontanarsi dalla nostra provincia sono l&#8217;assenza di corsi di laurea adeguati alle inclinazioni personali e la mancanza di stimoli dell&#8217;ambiente circostante. Solo dopo viene l&#8217;assenza di prospettive professionali e per ultimo \u00e8 considerata la voglia di provare un&#8217;esperienza nuova lontano da casa.[<a href=\"http:\/\/www.siderlandia.it\/wp-content\/uploads\/2011\/04\/grafico4-e1302452047837.jpg\">v.g.<\/a>] Alla base della scelta di emigrare viene posta dunque la povert\u00e0 dell&#8217;ambiente culturale della nostra provincia (vedremo pi\u00f9 avanti che la cultura \u00e8 un argomento molto sentito da questo piccolo gruppo).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tuttavia l&#8217;emigrazione non \u00e8 considerata come un esito irreversibile. La maggior parte si mostra indecisa alla domanda \u201cse nel tuo territorio di origine ci fosse stato il corso di studi\/lavoro che ti piace saresti rimasto\/a?\u201d (il 40% risponde \u201cforse\u201d, mentre i \u201cno\u201d e i \u201cs\u00ec\u201d quasi si equivalgono, con una leggera prevalenza dei primi: 32 contro 28%)[<a href=\"http:\/\/www.siderlandia.it\/wp-content\/uploads\/2011\/04\/grafico5-e1302452224374.jpg\">v.g.<\/a>]; ma i \u201cs\u00ec\u201d prevalgono (48%) quando si chiede \u201cse in questo momento si creassero le condizioni favorevoli saresti disposto\/a a ritornare?\u201d (i \u201cforse\u201d seguono al 29%, mentre i \u201cno\u201d crollano al 23)[<a href=\"http:\/\/www.siderlandia.it\/wp-content\/uploads\/2011\/04\/grafico6-e1302452393198.jpg\">v.g.<\/a>]. Parrebbe che l&#8217;emigrazione venga intesa come un passaggio provvisorio, legato a particolari necessit\u00e0 (anzitutto formative e \u201cculturali\u201d in senso ampio). Una volta soddisfatte queste esigenze si reclama la possibilit\u00e0 di tornare \u2013 naturalmente se le condizioni lo permettono.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A rispondere in questo modo non sono persone che denunciano problemi d&#8217;inserimento nei contesti dove risiedono. Anzi, pi\u00f9 dei tre quarti del campione (77%) si dichiara abbastanza (52%) o molto (25%) integrato nelle  realt\u00e0 in cui vive la maggior parte del suo tempo[<a href=\"http:\/\/www.siderlandia.it\/wp-content\/uploads\/2011\/04\/grafico7-e1302452572365.jpg\">v.g.<\/a>]. Questo dato  sembrerebbe confermato dalla frequenza con cui si fa ritorno al  territorio d&#8217;origine. La maggior parte degli intervistati non torna  frequentemente (il 60% in tutto), di questi il 36% dichiara di tornare  solo in occasione delle feste; soltanto il 38% afferma di \u201crimpatriare\u201d  spesso (21%) o appena pu\u00f2 (17%)[<a href=\"http:\/\/www.siderlandia.it\/wp-content\/uploads\/2011\/04\/grafico8-e1302452872842.jpg\">v.g.<\/a>]. Inevitabilmente su questi risultati  gioca il fattore distanza, dal momento che presso il campione  considerato prevalgono mete relativamente \u201clontane\u201d. Tuttavia tale  situazione non determina un progressivo distacco dal contesto d&#8217;origine.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\"><strong>L&#8217;attivit\u00e0 sociale e politica<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La met\u00e0 delle persone intervistate (in realt\u00e0 il 51%) prima di emigrare svolgeva una qualche attivit\u00e0 sociale o politica[<a href=\"http:\/\/www.siderlandia.it\/wp-content\/uploads\/2011\/04\/grafico9-e1302453061900.jpg\">v.g.<\/a>]; l&#8217;attivit\u00e0 di alcune di loro si \u00e8 invece affievolita a distanza di tempo e nel nuovo spazio di vita (il 58% degli interpellati dichiara di non essere pi\u00f9 attivo socialmente o pubblicamente)[<a href=\"http:\/\/www.siderlandia.it\/wp-content\/uploads\/2011\/04\/grafico11-e1302453477997.jpg\">v.g.<\/a>]. Restano attivi prevalentemente i soggetti che si occupavano di politica o associazionismo (la quota sul totale passa rispettivamente da 32 a 40% e da 35 a 38%)[<a href=\"http:\/\/www.siderlandia.it\/wp-content\/uploads\/2011\/04\/grafico10-e1302453289761.jpg\">v.g.<\/a>], mentre il distacco pi\u00f9 significativo riguarda il campo del volontariato[<a href=\"http:\/\/www.siderlandia.it\/wp-content\/uploads\/2011\/04\/grafico12-e1302453689495.jpg\">v.g.<\/a>]. Evidentemente la forma pi\u00f9 \u201cconcreta\u201d di impegno \u2013  quella che chiama in causa dinamiche di relazione e di cura molto intense \u2013 risente pi\u00f9 di altre del distacco da un certo contesto e della conseguente dispersione di legami.<br \/>\nTuttavia, il relativo affievolimento dell&#8217;attivit\u00e0 sociale o politica non determina il venir meno dell&#8217;attenzione nei confronti delle vicende pubbliche e politiche del contesto d&#8217;origine. Il persistente legame che si \u00e8 prima messo in luce \u00e8 confermato dalla percentuale di persone che dichiara di essere abbastanza o molto interessata alle faccende pubbliche locali.[<a href=\"..\/wp-content\/uploads\/2011\/04\/grafico13-e1302453928758.jpg\">v.g.<\/a>] Questa resta stabile attorno ai tre quarti degli intervistati anche ad emigrazione avvenuta[<a href=\"http:\/\/www.siderlandia.it\/wp-content\/uploads\/2011\/04\/grafico14-e1302454039952.jpg\">v.g.<\/a>].<br \/>\nAncora pi\u00f9 significativo il dato relativo alla partecipazione elettorale. Se il 64% dichiara di aver votato alle precedenti elezioni per il sindaco[<a href=\"http:\/\/www.siderlandia.it\/wp-content\/uploads\/2011\/04\/grafico15-e1302454480435.jpg\">v.g.<\/a>], il 68 dice di averlo fatto nell&#8217;ultima tornata (presumibilmente le regionali dell&#8217;anno scorso)[<a href=\"http:\/\/www.siderlandia.it\/wp-content\/uploads\/2011\/04\/grafico16-e1302454767712.jpg\">v.g.<\/a>] e ben il 72% prevede di andare a votare alle prossime comunali. Si conferma quindi un legame crescente con la realt\u00e0 d&#8217;origine[<a href=\"http:\/\/www.siderlandia.it\/wp-content\/uploads\/2011\/04\/grafico17-e1302455083487.jpg\">v.g.<\/a>].<br \/>\nQuesto attaccamento prescinde completamente dal grado di fiducia nei confronti della politica locale, riguardo alla quale si esprime un giudizio negativo abbastanza netto: il 62% la considera mediocre (25%) o pessima (37%) (della restante parte, il 25% esprime un giudizio di sufficienza, mentre solo il 13% la considera \u201cbuona\u201d e nessuno \u201cottima\u201d!)[<a href=\"http:\/\/www.siderlandia.it\/wp-content\/uploads\/2011\/04\/grafico18-e1302455384196.jpg\">v.g.<\/a>]. Tale giudizio sembra per\u00f2 dettato da una generale sfiducia nei confronti della politica: un terzo degli intervistati non vede differenze fra il livello nazionale e quello locale, mentre i restanti due terzi si dividono quasi perfettamente fra chi pensa che la politica locale sia migliore e chi invece la considera peggiore di quella nazionale[<a href=\"http:\/\/www.siderlandia.it\/wp-content\/uploads\/2011\/04\/grafico19-e1302455633966.jpg\">v.g.<\/a>].<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\"><strong>Problemi del territorio e prospettive per i giovani<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma quali sono i principali problemi del nostro contesto secondo i fuorisede? Sopra ogni altra cosa troviamo la situazione ambientale, seguita dalla cultura e dal lavoro, posti quasi sullo stesso piano. L&#8217;allarme \u00e8 invece molto meno sentito a livello della socialit\u00e0. [<a href=\"http:\/\/www.siderlandia.it\/wp-content\/uploads\/2011\/04\/grafico20-e1302455762840.jpg\">v.g.<\/a>] Prescindendo dalla sensibilit\u00e0 per l&#8217;ambiente \u2013 che caratterizza ormai buona parte della societ\u00e0 tarantina, come molte ricerche dimostrano \u2013, la preoccupazione per lo stato della cultura e dell&#8217;occupazione sembra confermare quanto gi\u00e0 detto: alla base della migrazione c&#8217;\u00e8 un&#8217;esigenza di apertura al mondo esterno che si pu\u00f2 spiegare con la relativa arretratezza del nostro contesto culturale \u2013 e in misura minore con la giovane et\u00e0 di chi intraprende quel percorso (una sorta di \u201crito di iniziazione\u201d); ma a rendere cronico l&#8217;allontanamento \u00e8 l&#8217;assenza di prospettive professionali.<br \/>\nE&#8217; quindi inevitabile che alla domanda \u201cquanta importanza ritieni si dia ai giovani nel tuo territorio di origine?\u201d l&#8217;89% risponda con \u201cpoca\u201d(55%) o \u201cnulla\u201d(34%), mentre la restante parte la ritiene solo \u201csufficiente\u201d (nessuno \u201cbuona\u201d e tanto meno \u201cmolta\u201d!)[<a href=\"http:\/\/www.siderlandia.it\/wp-content\/uploads\/2011\/04\/grafico211-e1302455893727.jpg\">v.g.<\/a>]. Evidentemente l&#8217;assenza di condizioni culturali e di prospettive professionali in grado di arrestare il deflusso di giovani viene considerato come il riflesso della scarsissima attenzione che la comunit\u00e0 dedica loro.<br \/>\nL&#8217;ultimissima domanda sembra per\u00f2 accendere un barlume di speranza. Il 60% degli intervistati ritiene infatti che con un maggior coinvolgimento politico e sociale dei giovani stessi le cose potrebbero cambiare in meglio. Ma si tratta di una speranza resa \u201cprudente\u201d dalla notevole quantit\u00e0 di \u201cforse\u201d (30%)[<a href=\"http:\/\/www.siderlandia.it\/wp-content\/uploads\/2011\/04\/grafico22-e1302456025545.jpg\">v.g.<\/a>].<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\"><strong>Conclusioni<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alla fine di questa analisi si possono azzardare alcune conclusioni. Iniziamo con lo sfatare alcuni \u201cmiti\u201d: i giovani che abbiamo intervistato in prevalenza non emigrano \u201cper fare un&#8217;esperienza fuori casa\u201d, come alcuni ingenui ancora credono. Essi sono mossi per lo pi\u00f9 dall&#8217;esigenza di completare la propria formazione attingendo da contesti che possono offrire opportunit\u00e0 e stimoli che il territorio d&#8217;origine presenta in qualit\u00e0 e quantit\u00e0 inadeguate.<br \/>\nNon \u00e8 vero che l&#8217;emigrazione coincida con uno sradicamento; abbiamo anzi visto che nelle ragazze e nei ragazzi intervistati il legame con il contesto di origine \u00e8 andato rafforzandosi dopo che si sono stabiliti altrove; nondimeno essi ritengono plausibile l&#8217;eventualit\u00e0 di ritornare, a patto che si vengano a determinare condizioni materiali favorevoli.<br \/>\nInfine non \u00e8 del tutto vero che quegli stessi giovani siano \u201cindividualisti\u201d e \u201cspoliticizzati\u201d. Anzi, si constata che la loro attenzione nei confronti delle vicende pubbliche del contesto d&#8217;origine cresce con l&#8217;emigrazione, che persino la loro partecipazione elettorale si fa pi\u00f9 intensa. Il segno definitivo del loro credere nel cambiamento \u00e8 espresso dalla convinzione che un ricambio generazionale nella vita pubblica potrebbe cambiare le cose \u2013 magari intervenendo proprio sulle leve che determinano la migrazione. Ma per promuovere questa trasformazione \u2013 paiono dirci i nostri 53 \u2013 bisogna rimuovere una classe politica ritenuta ampiamente inadeguata ai compiti che \u00e8 chiamata a svolgere. Cos\u00ec, se aumenta l&#8217;interesse nei confronti della vita pubblica, cresce anche la consapevolezza che solo una rottura degli equilibri correnti potrebbe portare a qualcosa di realmente nuovo.<\/p>\n<div id=\"wp_fb_like_button\" style=\"margin: 0; float: none\"><iframe src=\"http:\/\/www.facebook.com\/plugins\/like.php?href=http:\/\/www.siderlandia.it\/1\/?p=1958&amp;layout=standard&amp;show_faces=true&amp;action=like&amp;colorscheme=light&amp;width=450&amp;height=30\" scrolling=\"no\" frameborder=\"0\" allowTransparency=\"true\" style=\"border:none; overflow:hidden; width: 450px; height: 30px;\"><\/iframe><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Salvatore Romeo (&#8217;84) Come rilevato da Stea, la popolazione giovanile a Taranto ha subito un tracollo nel corso dell&#8217;ultimo decennio. Tale dinamica \u00e8 strettamente legata alla cosiddetta \u201cfuga dei cervelli\u201d. 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