{"id":2051,"date":"2011-04-18T00:02:22","date_gmt":"2011-04-17T22:02:22","guid":{"rendered":"http:\/\/www.siderlandia.it\/?p=2051"},"modified":"2012-10-07T22:08:10","modified_gmt":"2012-10-07T20:08:10","slug":"il-dito-nella-piaga-due-iniziative-per-discutere-della-citta-dellacciaio","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.siderlandia.it\/1\/?p=2051","title":{"rendered":"&#8220;Il dito nelle piaghe&#8221;: due iniziative per discutere della citt\u00e0 dell&#8217;acciaio"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-full wp-image-2054\" src=\"http:\/\/www.siderlandia.it\/wp-content\/uploads\/2011\/04\/tommaso_caravaggio.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"200\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">di <em><strong>Roberto Polidori<\/strong> <\/em>e <strong><em>Salvatore Romeo (&#8217;84)<\/em><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Si apre la settimana della Passione. Taranto si prepara a celebrare quello che \u00e8 forse il suo pi\u00f9 intenso simbolo di unit\u00e0. Ma una comunit\u00e0 esiste se non si interroga su s\u00e9 stessa? Se non mette &#8220;il dito nelle piaghe&#8221; sparse sul suo corpo? Abbiamo voluto improvvisarci moderni San Tommaso, convinti che chi scrive non debba &#8220;credere&#8221; nelle cose che passano di bocca in bocca, ma &#8220;vedere (e toccare)&#8221; soprattutto gli aspetti pi\u00f9 dolorosi della realt\u00e0.<br \/>\nAbbiamo individuato due ferite aperte, che scavano a fondo il corpo della citt\u00e0 e rischiano di portarlo alla paralisi: l&#8217;emarginazione di un&#8217;intera generazione e la frattura fra ambiente e lavoro. Per ciascuno di questi argomenti abbiamo organizzato un&#8217;iniziativa pubblica. La prima, dal titolo \u201cQuesta non \u00e8 una citt\u00e0 per giovani\u201d (un confronto gli esponenti di alcune fra le realt\u00e0 giovanili pi\u00f9 vivaci della nostra citt\u00e0) si svolger\u00e0 luned\u00ec 18, a partire dalle 16:00, presso la Facolt\u00e0 di Giurisprudenza (via Acton, 77); la seconda, che abbiamo chiamato \u201cDentro e fuori la fabbrica\u201d (un forum fra esponenti del movimento ambientalista e lavoratori dell&#8217;ILVA) si terr\u00e0 mercoled\u00ec, dalle 17:00, a Palazzo Galeota (via Duomo, 124). Di seguito vi proponiamo alcuni degli spunti che animeranno i dibattiti.<!--more--><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: left;\"><em><strong><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-2052\" src=\"http:\/\/www.siderlandia.it\/wp-content\/uploads\/2011\/04\/prova-assemblea-18-3-199x300.jpg\" alt=\"\" width=\"199\" height=\"300\" srcset=\"http:\/\/www.siderlandia.it\/1\/wp-content\/uploads\/2011\/04\/prova-assemblea-18-3-199x300.jpg 199w, http:\/\/www.siderlandia.it\/1\/wp-content\/uploads\/2011\/04\/prova-assemblea-18-3-680x1024.jpg 680w\" sizes=\"(max-width: 199px) 100vw, 199px\" \/>Questa non \u00e8 una citt\u00e0 per giovani.<\/strong><\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel numero precedente di Siderlandia abbiamo provato a lanciare l&#8217;allarme sul progressivo invecchiamento della citt\u00e0. L&#8217;emigrazione giovanile ha toccato livelli di guardia. I giovani lasciano Taranto principalmente perch\u00e9 le opportunit\u00e0 di formazione sono estremamente limitate; al contempo non riescono a tornare a causa della particolare situazione del mercato del lavoro locale. Abbiamo visto anche come questi ostacoli oggettivi si combinino con una decisa sfiducia nei confronti della politica. Queste tre dimensioni \u2013 formazione (e cultura), lavoro e politica \u2013 saranno al centro del dibattito \u201cQuesta non \u00e8 una citt\u00e0 per giovani\u201d. Ma vediamo di accennare ai problemi che ciascuno di questi ambiti pone.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La questione della formazione a Taranto chiama in causa due grandi incognite: l&#8217;universit\u00e0 e il mondo dell&#8217;associazionismo. Il polo universitario jonico, <a href=\"http:\/\/www.siderlandia.it\/?page_id=1982\">come ha spiegato bene Remo Pezzuto<\/a>, oggi rischia un grave ridimensionamento. La ragione va ricercata nelle scelte assunte negli utimi dieci anni. Lo sviluppo dell&#8217;universit\u00e0 a Taranto, sin dall&#8217;insediamento dei primi corsi di laurea, aveva di fronte a s\u00e9 due possibili esiti: dare vita a un semplice avamposto di Bari, in funzione del decongestionamento dell&#8217;Universit\u00e0-madre, o maturare una specializzazione peculiare. Per  quest&#8217;ultima opzione sarebbero serviti significativi investimenti e una strategia di lungo periodo. Le politiche nazionali \u2013 orientate al contenimento della spesa \u2013, il debole interesse mostrato dall&#8217;Ateneo barese nei confronti del polo jonico e la scarsa lungimiranza dimostrata dai gruppi dirigenti locali (politici ed economici) hanno fatto naufragare questa possibilit\u00e0. Ma senza una netta specializzazione ogni nuova iniziativa si trova a subire la concorrenza delle realt\u00e0 pi\u00f9 forti. Ecco allora che, a fronte dell&#8217;obbligo imposto dalla Legge Gelmini di contenere entro un massimo di 12 le facolt\u00e0 di ogni Ateneo, le 3 facolt\u00e0 di Taranto (Giurisprudenza, Economia e Scienze della Comunicazione) rischiano di scomparire. La ragione \u00e8 semplice: sono meri \u201cdoppioni\u201d di quelle baresi, con una qualit\u00e0 che per\u00f2 non \u00e8 neanche lontanamente paragonabile a quella delle facolt\u00e0 del capoluogo. Una opportunit\u00e0 di crescita culturale, sociale ed economica rischia cos\u00ec di venir meno.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il contesto culturale tarantino \u00e8 stato gi\u00e0 analizzato in <a href=\"p:\/\/www.siderlandia.it\/?page_id=1781\">un contributo di qualche settimana fa<\/a>. La pi\u00f9 grave criticit\u00e0 riguarda il carattere ampiamente volontaristico delle iniziative correnti. Non esiste una significativa \u201cproduzione culturale\u201d, intesa anche come produzione di valore, nella nostra provincia. Ci\u00f2 rende problematica la sopravvivenza delle attivit\u00e0 esistenti. Una parte notevole di queste \u00e8 infatti sostenuta da giovani che molto probabilmente, non potendo affrontare con i soli  propri mezzi i rischi correlati ad un percorso di professionalizzazione, abbandoneranno presto l&#8217;impegno (e quasi certamente il territorio). Tale esito getterebbe Taranto e la provincia in una profonda depressione culturale e precluderebbe ogni ulteriore possibilit\u00e0 di differenziazione del sistema produttivo locale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La situazione del mercato del lavoro \u00e8 intimamente correlata a quanto si \u00e8 appena detto. La miseria del panorama culturale \u2013 inclusa la tendenziale scomparsa dell&#8217;universit\u00e0 e degli studenti, che ne sono il corpo vivo \u2013 ha un effetto economico dirompente: a Taranto non esiste una componente fondamentale delle moderne economie: i servizi culturali (o \u201cproduzione cognitiva\u201d, come direbbero quelli bravi). Questo vuol dire che tutta una serie di soggetti che vanno formandosi per quel tipo di sbocchi sono automaticamente tagliati fuori; devono pertanto necessariamente emigrare per poter realizzare le loro aspettative. Quali tipi di lavori restano? A parte quelli di tipo manuale, per i quali la concorrenza resta feroce a causa della limitatezza della domanda di lavoro \u2013 esauritasi dopo la fine del <em>turn over <\/em>in ILVA e la campagna di assunzioni seguite all&#8217;insediamento di Alenia e Vestas \u2013, il campo dei servizi appare caratterizzato da qualifiche prevalentemente di basso profilo. Questo perch\u00e9 il terziario resta caratterizzato dalla forte presenza della distribuzione (commercio di piccola e media dimensione, ma anche grandi centri commerciali). Un altro ambito dove si registrano significative criticit\u00e0 \u00e8 quello delle professioni. Alcuni mestieri sono saturi (si pensi all&#8217;avvocatura) e le dinamiche di accesso delle giovani leve va assumendo aspetti feudali: i padri trasmettono direttamente la clientela ai figli. Se Taranto gi\u00e0 non \u00e8 una citt\u00e0 per giovani, rischia soprattutto di diventare una citt\u00e0 bloccata, in cui le componenti intellettualmente pi\u00f9 vivaci rischiano di scomparire.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quest&#8217;ultimo pericolo lo si avverte in modo particolare a livello della politica. Non si tratta semplicemente di constatare che vi \u00e8 una scarsissima presenza di giovani nei partiti o nelle istituzioni, anche perch\u00e9 questa evidenza contrasta con una partecipazione che negli ultimi anni si \u00e8 fatta particolarmente intensa in forme meno tradizionali di impegno (movimenti autorganizzati, comitati ecc.). Quello che per\u00f2 preoccupa \u00e8 l&#8217;emarginazione cui vengono sottoposte queste ultime realt\u00e0 da parte dei soggetti \u201cufficiali\u201d. Il Palazzo, nella nostra provincia, \u00e8 quanto mai impenetrabile. Alcune importanti innovazioni di prassi e di contenuto stentano a raggiungere le sue stanze; la pressione sociale \u00e8 spesso inefficace. Se una parte di responsabilit\u00e0 deve essere ascritta a certi limiti dei movimenti, non si pu\u00f2 tuttavia negare che nella sostanza \u00e8 proprio l&#8217;impermeabilit\u00e0 dei partiti e delle istituzioni alle sollecitazioni della cittadinanza attiva il problema. Il rapporto fra politica e societ\u00e0 civile, d&#8217;altra parte, \u00e8 viziato da forme di interazione che favoriscono l&#8217;emergere di situazioni di dipendenza. Per esempio, a causa delle ristrettezze del contesto culturale locale molte iniziative per sopravvivere sono costrette a costruire legami solidi con le istituzioni; ma la loro debolezza relativa pu\u00f2 far trascendere tali rapporti in una dipendenza strutturale dalla spesa e dalle scelte pubbliche. In questo modo, anzich\u00e9 funzionare da fattori di stimolo per il rinnovamento del contesto locale, i soggetti della societ\u00e0 civile si trasformano in altrettanti puntelli dell&#8217;attuale sistema di potere. Lo stallo diventa cos\u00ec quasi irremovibile; e la conseguenza principale \u00e8 che i problemi strutturali del territorio continuano ad essere affrontati con impostazioni tradizionali, orientate a perpetuare l&#8217;esistente. Si viene dunque a configurare un circolo vizioso: la politica difende il modello sociale ed economico corrente, le energie migliori \u2013 non trovando posto in tale situazione \u2013 continuano ad emigrare, il contesto locale si deprime ulteriormente e, di conseguenza, i centri di potere esistenti tendono a rafforzarsi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E&#8217; possibile rompere questa tenaglia? E come? Queste le domande che consegniamo al dibattito di luned\u00ec pomeriggio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\"><em><strong><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-2053\" src=\"http:\/\/www.siderlandia.it\/wp-content\/uploads\/2011\/04\/forum-ambientalisti-operai-5-199x300.jpg\" alt=\"\" width=\"199\" height=\"300\" srcset=\"http:\/\/www.siderlandia.it\/1\/wp-content\/uploads\/2011\/04\/forum-ambientalisti-operai-5-199x300.jpg 199w, http:\/\/www.siderlandia.it\/1\/wp-content\/uploads\/2011\/04\/forum-ambientalisti-operai-5-680x1024.jpg 680w\" sizes=\"(max-width: 199px) 100vw, 199px\" \/>Dentro e fuori la fabbrica.<\/strong><\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\">La grande industria siderurgica di Taranto \u00e8 il simbolo della moderna vecchiaia di un sistema economico- sociale contraddittorio e polarizzato su contrastanti interessi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019ILVA \u00e8 lavoro; l\u2019ILVA \u00e8 inquinamento. Ma l\u2019ILVA \u00e8 anche il fulcro di accese polemiche: da una parte ambientalisti e cittadini che vorrebbero semplicemente chiudere l\u2019impianto rimandando ad un secondo momento la risoluzione dell\u2019evidente problema occupazionale conseguente alla chiusura; dall\u2019altra ambientalisti che vorrebbero che l\u2019azienda rispettasse almeno le normative europee, \u201cambientalizzando\u201d le produzioni e riducendo l\u2019impatto inquinante; da un\u2019altra parte ancora importanti scienziati (medici e chimici) che elencano gli studi effettuati sul territorio e gli effetti letali o altamente invalidanti dell\u2019esposizione a certi tipi di sostanze inquinanti, sentenziando l\u2019improbabile ecocompatibilit\u00e0 della grande industria. C\u2019\u00e8 qualcuno che cerca di proporre soluzioni alternative.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Siderlandia ha affrontato le problematiche connesse alla convivenza del \u201cgrande mostro\u201d con i cittadini, constatando che l\u2019acciaio \u00e8 nel sangue della gente, nel bene e nel male.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Abbiamo intervistato medici, ambientalisti con idee differenti, cittadini; abbiamo partecipato a convegni ed eventi impreziositi da esposizioni di scienziati ed economisti; abbiamo tratto le nostre conclusioni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Prima conclusione: l\u2019assordante silenzio delle istituzioni, mai sufficientemente stigmatizzata dalle testate giornalistiche locali, rare eccezioni a parte; Riva Group \u00e8 la multinazionale dell\u2019acciaio con amicizie governative che pu\u00f2 permettersi di entrare nelle scuole pubbliche programmando giornate di visita degli scolari nei suoi impianti (come se si trattasse di una fabbrica di birra); \u00e8 la corazzata che sul suo sito internet pubblicizza un giochino multimediale per bimbi nel quale \u201ceduca\u201d l\u2019opinione pubblica attuale e futura alla convivenza \u201cfelice\u201d con il carbone e con l\u2019acciaio (facendo leva sulle moderne dipendenze \u201ctecnologiche\u201d dei nostri figli e dimostrando di avvalersi delle consulenza di veri e propri \u201cmaghi\u201d del marketing e della sociologia); \u00e8 l\u2019azienda che pu\u00f2 permettersi di presentare la pubblicazione del Rapporto Ambiente e Sicurezza 2010 alla presenza delle pi\u00f9 alte cariche istituzionali di Comune, Provincia e Regione (nonch\u00e9 ARPA Puglia) annunciando di aver risolto il problema ambientale tra i commenti soddisfatti di alcune personalit\u00e0 politiche, senza aver ancora ottenuto l\u2019Autorizzazione Integrata Ambientale prevista dalla normativa europea e, notizia recente, bench\u00e9 il nostro paese sia stato condannato dalla Comunit\u00e0 Europea a risarcire i danni per il mancato adeguamento alla Direttiva Europea IPPC 2008 e si prevede che debba pagare almeno 2MLD di euro nel 2012 per lo sforamento degli obiettivo del Protocollo di Kyoto \u2013 indovinate quale impianto produce pi\u00f9 anidride carbonica in Italia e chi pagher\u00e0 le multe.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Facile capire come il colosso sia ovviamente e lecitamente argomento d\u2019interesse e di campagna elettorale da parte di ambientalisti, nuovi e vecchi politici, nuovi e vecchi sindacalisti: i problemi nascono quando, ad elezione ottenuta, bisognerebbe incidere sulle scelte organizzative di un&#8217;impresa che pervade la quotidianit\u00e0 della provincia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In questi mesi abbiamo appurato che l\u2019informazione locale su ILVA non va oltre la pubblicazione delle dichiarazioni degli attori, se si eccettuano rare e coraggiose eccezioni che si \u201cpermettono\u201d di verificare le fonti legislative, collegare le notizie e offrirne una valutazione. Ne \u00e8 la prova la timida presenza dei giornalisti tarantini in \u201cstanza  a parte\u201d il giorno della presentazione in ILVA del Rapporto Ambiente e Sicurezza 2010: solo pochissimi hanno osato proporre qualche domanda un po\u2019 \u201cimpegnativa\u201d al management e alle autorit\u00e0 presenti.  Qualcuno potrebbe dirci che giornalismo vuol dire fotografare  il fatto e pubblicarlo; potremmo rispondere che secondo noi \u2013 che non siamo giornalisti professionisti \u2013 giornalismo vuol dire soprattutto leggere le fonti ed azzardare collegamenti tra notizie per evidenziarne le eventuali incoerenze e quindi fornire una valutazione di ci\u00f2 che accade, la pi\u00f9 obiettiva possibile. Tutto questo, a Taranto e non solo, \u00e8 un miraggio (fatte salve le solite mosche bianche): le inchieste su ILVA non esistono, chiss\u00e0 perch\u00e9.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Seconda conclusione: la disarticolazione e la mancata integrazione di iniziative settoriali realmente encomiabili, dal potenziale \u201cinformativo\u201d enorme ma dall\u2019effetto reale decisamente smorzato a causa della scarsa diffusione; ci\u00f2 accade quando il pubblico di questi eventi \u00e8 sostanzialmente costituito da gente appartenente allo stesso tessuto sociale degli individui che hanno organizzato e creato tale evento. Se non c\u2019\u00e8 pubblicit\u00e0, dibattito e trasmissione di informazioni tra tutti gli strati sociali, \u00e8 facile prevedere un effetto depotenziato e blando di tali informazioni; se i medici parlano ai medici e\/o agli ambientalisti, se i sindacalisti parlano ai sindacalisti e\/o agli operai, se le problematiche specifiche di un enorme dilemma comune restano confinate nel perimetro di \u201cisole di competenza\u201d, come \u00e8 possibile cercare anche solo semplicemente il dialogo tra portatori di interessi contrapposti? Figurarsi preconizzare la costruzione di proposte alternative.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Terza conclusione: la mancanza di coinvolgimeno nelle iniziative degli \u201cscudi umani\u201d. A nostro parere l\u2019assenza di coinvolgimento degli operai nel dibattito ambientalista \u00e8 sintomatico della mancanza di \u201cprospettiva economica\u201d di un problema che \u00e8 essenzialmente economico e sociale. Fermo restando il valore di iniziative continue da parte di associazioni ambientaliste che hanno il merito di mantenere alta l\u2019attenzione sul preoccupante dramma sanitario di Taranto, il voler bypassare (consciamente o meno) la classe operaia per \u201crisolvere di persona\u201d una questione che va ben la di l\u00e0 del Dott. Riva \u2013 e tutto ci\u00f2 il management di Riva Group lo sa benissimo \u2013 dimostra a nostro avviso una concezione elitaria dell\u2019ambientalismo che non tiene conto di cosa siano quei 220 milioni di euro annui in stipendi per chi li guadagna. Prova ne sia che qualsiasi cittadino a Taranto ha almeno un parente che lavora in ILVA; poco importa se, dopo aver contratto una malattia, i lavoratori ILVA rimpiangono di aver lavorato l\u00ec dentro. Le politiche sindacali delle moderne aziende hanno sbriciolato la \u201ccoscienza di classe\u201ddegli operai, indivualizzando il rapporto azienda-lavoratore per poterli controllare e ricattare meglio. E\u2019 in atto una guerra fra poveri. Circa la necessit\u00e0 di uno stipendio, per\u00f2, gli operai ritrovano l\u2019accordo tra loro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Da queste questioni prenderemo le mosse nel forum ambientalisti\/operai che si terr\u00e0 mercoled\u00ec a Palazzo Galeota.<\/p>\n<div id=\"wp_fb_like_button\" style=\"margin: 0; float: none\"><iframe src=\"http:\/\/www.facebook.com\/plugins\/like.php?href=http:\/\/www.siderlandia.it\/1\/?p=2051&amp;layout=standard&amp;show_faces=true&amp;action=like&amp;colorscheme=light&amp;width=450&amp;height=30\" scrolling=\"no\" frameborder=\"0\" allowTransparency=\"true\" style=\"border:none; overflow:hidden; width: 450px; height: 30px;\"><\/iframe><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Roberto Polidori e Salvatore Romeo (&#8217;84) Si apre la settimana della Passione. Taranto si prepara a celebrare quello che \u00e8 forse il suo pi\u00f9 intenso simbolo di unit\u00e0. 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