{"id":2204,"date":"2011-05-09T00:01:14","date_gmt":"2011-05-08T22:01:14","guid":{"rendered":"http:\/\/www.siderlandia.it\/?p=2204"},"modified":"2012-10-12T16:38:49","modified_gmt":"2012-10-12T14:38:49","slug":"lo-sciopero-la-cgil-e-l%e2%80%99esigenza-di-restare-%e2%80%9cuniti-contro-la-crisi%e2%80%9d","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.siderlandia.it\/1\/?p=2204","title":{"rendered":"Lo sciopero, la CGIL e l\u2019esigenza di restare \u201cuniti contro la crisi\u201d"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-2205\" src=\"http:\/\/www.siderlandia.it\/wp-content\/uploads\/2011\/05\/1021_cipputi-di-altan-300x300.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"300\" srcset=\"http:\/\/www.siderlandia.it\/1\/wp-content\/uploads\/2011\/05\/1021_cipputi-di-altan-300x300.jpg 300w, http:\/\/www.siderlandia.it\/1\/wp-content\/uploads\/2011\/05\/1021_cipputi-di-altan-150x150.jpg 150w, http:\/\/www.siderlandia.it\/1\/wp-content\/uploads\/2011\/05\/1021_cipputi-di-altan.jpg 450w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">di <strong><em>Roberto Polidori<\/em><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abE uno sciopero politico, \u00e8 la solita CGIL di sempre\u00bb: ecco il commento preferito di pi\u00f9 di qualche collega di lavoro e pi\u00f9 di qualche iscritto quando ho illustrato le ragioni dello sciopero del 6 Maggio; anche loro evidentemente plagiati dalle armi di diffusione di massa berlusconiane e non. \u00abMeno male che la CGIL fa scioperi politici\u00bb ho risposto io, anche perch\u00e9 continua a sfuggirmi la differenza tra uno sciopero politico ed uno sciopero non politico. Inutile ricordare che il sostantivo \u201cpolitca\u201d discende dal sostantivo greco \u201cpolis\u201d. E\u2019 pi\u00f9 utile ricordare che quando gli scioperi sono proclamati unitariamente sono scioperi veri, quando sono proclamati dall sola CGIl sono politici (in senso dispregiativo, ovviamente). Forse leggo troppi libri e vedo poca TV ma, quando si tratta di scendere in piazza per difendere i diritti conquistati con anni di lotte ed avanzare qualche proposta di politica economica dettata dalla normale intelligenza umana, mi chiedo che senso abbia tirare fuori il colore di istanze legittime. Questa volta le motivazioni dello sciopero erano talmente numerose (dodici ragioni essenziali) che chiunque avesse voluto perdere un po\u2019 di tempo per leggerle sul volantino predisposto e distribuito \u2013 piuttosto che ripetere la solita cantilena \u2013 avrebbe poi dovuto contestare nel merito la consistenza delle criticit\u00e0 elencate. Chi non lo ha fatto ha perso un\u2019ottima occasione per fermarsi un attimo e riflettere sulle sfide future che ci attendono. Peccato.<!--more--><br \/>\nQuesto governo aveva promesso una riduzione delle tasse e la pressione fiscale dell\u2019Italia \u00e8 passata in un anno dal 42,4% al 44% sul lavoro dipendente (dati ufficiali Eurostat): si tratta del livello di imposizione fiscale pi\u00f9 alto in Europa; con queste tasse il governo avrebbe dovuto garantire una quantit\u00e0 ed una qualit\u00e0 di servizi pubblici almeno pari alla Svezia (che ha una pressione fiscale del 43,4% ed \u00e8 al secondo posto nella classifica). A me risulta che questi servizi siano stati tagliati e che il Ministro Tremonti abbia lasciato alla Regioni lo sgradevole compito di aumentare ulteriormente le imposte per il prossimo anno.. una scelta forzata alla luce dei tagli previsti nei Patti di Stabilit\u00e0. Secondo la Banca d\u2019Italia il nostro \u00e8 il paese europeo che ha fatto registrare nell\u2019ultimo decennio il pi\u00f9 grande trasferimento di ricchezze dai cittadini pi\u00f9 poveri ai cittadini pi\u00f9 ricchi: il 10% della popolazione italiana detiene il 47% della ricchezza totale mentre il 50% della popolazione detiene il 10% della ricchezza totale (dati Istat); si tratta di un livello di distribuzione di ricchezza tra i pi\u00f9 disuguali nello scenario OCSE: solo Messico, Turchia, Stati Uniti e Polonia presentano una distribuzione pi\u00f9 iniqua.<br \/>\nL\u2019Italia \u00e8 il paese i cui lavoratori dipendenti hanno perso nell\u2019ultimo decennio il maggior numero di garanzie sociali e legali legate al lavoro secondo i dati ufficiali OCSE (indice IPL). E questa maggiore flessibilit\u00e0 lavorativa \u2013 con ben 35 tipologie di contratti lavorativi precari \u2013 non \u00e8 che abbia garantito maggiore produttivit\u00e0\u2026tutt\u2019altro.<br \/>\nPer esempio lo sciopero indetto dalla CGIL chiedeva l\u2019istituzione della tassa sulle grandi ricchezze \u2013 ricchezze totali nette del nucleo familiare superiore ad 800.000 Euro per una imposizione netta pari a circa 1.000 Euro a famiglia iper-ricca &#8211; con la quale si potrebbero raggranellare 18 MLD di Euro per garantire ammortizzatori e programmi di inserimento occupazionale per il milione di precari gi\u00e0 espulsi dal mondo del lavoro in questo biennio. Il Governo ha risposto con un Decreto Sviluppo ridicolo nel quale, ad esempio, si concedono le spiagge in gestione ai concessionari per 90 anni, garantendo loro la possibilit\u00e0 di edificare liberamente a due passi dalla battigia (diritto di superficie): un\u2019ulteriore appropriazione privata di risorse pubbliche in barba alla normativa europea, che prevedeva entro il 2015 un rinnovato processo di gara d\u2019appalto per le concessioni in gestione delle spiagge ai privati, che in Italia si sono gi\u00e0 appropriati dei lidi da decenni tramandandoseli di padre in figlio per mezzo di una sorta di diritto successorio mai scritto. Noi cittadini pagheremo le multe certe che l\u2019Europa comminer\u00e0 all\u2019Italia per la trasgressione della normativa: un altro caso di appropriazione privata di diritti pubblici con beffa e danno certo. In compenso, per non disturbare gli imprenditori incapaci di ideare e rinnovare per essere competitivi su un mercato realmente libero, Attilio Befera, Direttore dell\u2019Agenzia delle Entrate, impone alla Guardia di finanza di effettuare ispezioni nelle aziende a 6 mesi di distanza l\u2019una dall\u2019altra e a comportarsi in modo tale da non infastidire troppo i titolari e gli amministratori; si vuole uscire dalla crisi \u201cdal lato del padrone\u201d appunto, ammiccando sfacciatamente all\u2019evasione fiscale per chi pu\u00f2 permettersela (ma in questo, secondo Banca d\u2019Italia, siamo gi\u00e0 primatisti mondiali secondo Banca d\u2019Italia e Trasparency International con i nostri 120 MLD di importo evaso all\u2019anno su 250 MLd di imponibile). Azioni di politica economica in questo Decreto Sviluppo: zero.<br \/>\nGrazie ad un\u2019omologazione culturale iniziata trent\u2019anni fa ad un martellamento mediatico finanziato dalle lobbies che contano, il pensiero unico economico \u00e8 penetrato talmente nell\u2019immaginario collettivo e nello stile di vita delle persone da condurre al non prevedere altra ineluttabile soluzione finale per uscire dalla crisi se non la seguente: la collettivit\u00e0 deve privatizzare velocemente ogni residuo bene pubblico per renderlo \u201ceconomico\u201d e permettere cos\u00ec all\u2019imprenditore privato di estrarne il valore massimo da distribuire tra se stesso e le collettivit\u00e0. Bisogna lasciar fare alle aziende private per rendere il lavoro \u201cmeno costoso\u201d e, in questo modo, aumentare la \u201cproduttivit\u00e0\u201d del sistema Italia e distribuire pi\u00f9 ricchezza per tutti. Questo ci dicono. Peccato per\u00f2 che la crisi economica altro non sia che l\u2019effetto collaterale di una \u201cmancata redistribuzione\u201d di redditi a livello globale sfociata in indebitamento privato che ha generato una bolla speculativa immobiliare (dato universalmente accettato ormai anche dagli economisti \u201cliberisti\u201d). Peccato che sia scientificamente provato come, soprattuto negli ultimi 10 anni (dati OCSE per l\u2019Europa e dati Ispes ed Istat per l\u2019Italia), i profitti delle grandi multinazionali siano cresciuti enormemente in termini reali a fronte di un abbassamento \u2013 sempre in termini reali \u2013 dei redditi di lavoratori (di quei lavoratori che non hanno perso il posto, ovviamente): una diminuzione in termini reali dei redditi da lavoro equivale ad un impoverimento secco. Peccato che, \u201clasciando fare al mercato\u201d, la disoccupazione strutturale sia aumentata in tutto il mondo occidentale negli ultimi trent\u2019anni. Peccato che il \u201clibero mercato privato\u201d non esista o esista solamente per i pesci piccoli della catena produttiva: per i piccoli coltivatori diretti del sud strozzati dalla concorrenza marocchina e turca esiste eccome; esiste anche per gli operai del distretto del mobile di Santeramo, per esempio, che hanno recentemente firmato un contratto integrativo nel quale sono minuziosamente misurati dall\u2019azienda i tempi di assemblamento di un mobile onde percepire il premio di produttivit\u00e0 per combattere la concorrenza dell\u2019omologo operaio cinese. Ma la nostra intellighentia politica nazionale ed internazionale sta cercando di risolvere la crisi consegnando nelle mani dei carnefici che la hanno generata le ultime importantissime risorse la cui attuale condivisione ci permette di non essere chiamati del tutto \u201cschiavi\u201d. Ci dicono che \u201cdiversamente non si pu\u00f2 fare\u201d, che non esiste alternativa alle liberalizzazioni senza regolamentazione ferrea, che la flessibilit\u00e0 in ambito lavorativo \u00e8 necessaria per assorbire i \u201cpicchi di produzione\u201d. A questo serve il lavoro precario, dicono loro. Intanto per\u00f2, con il processo di privatizzazioni selvagge in corso, il primo effetto che i cittadini potranno constatare sar\u00e0 l\u2019eliminazione di una serie di servizi che erano abituati a ricevere dallo Stato a prezzi \u201cnon di mercato\u201d, poich\u00e9 beni essenziali alla vita e per questo garantiti dallo Stato: uno Stato di diritto e le sue imposte dovrebbero servire a questo, non a trasferire risorse dalle moltitudine pi\u00f9 povera a pochi gi\u00e0 ricchi. Constateremo a breve sulla nostra pelle quali saranno gli effetti di ci\u00f2. Tutti sanno che quando le grosse multinazionali mettono le mani su alcuni beni, creano un oligopolio o un monopolio e \u201cfanno il prezzo\u201d di un prodotto. La gestione privata dell\u2019acqua a Latina ha scatenato una sollevazione popolare legata al triplicamento del prezzo della fornitura e all\u2019abbassamento della qualit\u00e0 del servizio \u2013 le quantit\u00e0 di arsenico nell\u2019acqua erano doppie rispetto al generoso limite stabilito dal Ministero dell\u2019Ambiente in Italia. Dopo 30 anni di servizio privato, Parigi \u00e8 tornata al gestore pubblico Acqua di Francia. Stiamo danzando allegramente sull\u2019orlo del burrone senza accorgerci che la frana \u00e8 gi\u00e0 iniziata, questa \u00e8 la verit\u00e0.<br \/>\nIl 6 Maggio la CGIL ha scioperato da sola perch\u00e9 le altre associazioni sindacali maggioritarie, la CISL e la Uil, ritengono che la \u201cmodernizzazione\u201d del contesto lavorativo nell\u2019attuale situazione produttiva ed economica  richieda maggiore flessibilit\u00e0 dei lavoratori e uno statuto dei lavori che sostituisca lo Statuto dei Lavoratori (L. 300\/70): bisogna andare dietro il datore di lavoro, insomma, assecondare le esigenze produttive (e di profitto) dell\u2019azienda che ti concede il lavoro. Il lavoro ora \u00e8 merce rara, ma quali dinamiche economiche e politiche hanno determinato questa situazione a livello globale e siamo sicuri che perpetuando tali dinamiche non verr\u00e0 inferto il colpo definitivo al Lavoro? Il ricatto di Marchionne a Pomigliano, Mirafiori e Bertone con richiesta di rinuncia a diritti indisponibili costituzionalmente garantiti non \u00e8 forse una prova decisiva in tal senso?<br \/>\nSembra invece che la crescente flessibilit\u00e0 degli impieghi, il crescente tasso di disoccupazione, il crescente tasso di riduzione dei salari reali vadano di pari passo con la concentrazione del capitale e l\u2019aumento vertiginoso dei profitti.<br \/>\nIl Segretario della Fiom di Taranto Rosario Rappa illustra benissimo le differenze tra le organizzazioni sindacali: \u00abC\u2019\u00e8 un modello di Sindacato del Novecento \u2013 quello della FIOM \u2013 che ritiene che il datore di lavoro ed i lavoratori siano portatori di interessi diversi e talvolta contrapposti: ci si siede ad un tavolo e si raggiunge un accordo contrattuale facendosi concessioni reciproche; il modello sindacale di Cisl e Uil \u00e8 un modello \u201cmoderno\u201d secondo cui la centralit\u00e0 dell\u2019impresa \u00e8 sacrosanta, l\u2019azienda decide in solitudine le strategie organizzative che comportano la programmazione di utilizzo e i diritti della forza lavoro ed i sindacati che ci stanno forniscono servizi agli associati e solo a questi. Gli altri sindacati non contano. Non si parla di diritti dei lavoratori ma solo di servizi concessi agli iscritti. E\u2019 uno scambio in cui Cisl e Uil creano gli enti bilaterali con i rappresentanti dell\u2019azienda (che finanziano questi enti bilaterali) per assumere personale, assicurarlo, fornirgli assistenza fiscale, copertura sanitaria, fondi pensione e formazione. Questi sindacati non sottopongono a referendum tra i lavoratori le piattaforme contrattuali decise con l\u2019azienda: \u00e8 l\u2019azienda che decide in solitudine concedendo ai sindacati che ci stanno servizi per gli iscritti. Dov\u2019\u00e8 il processo democratico di certificazione del consenso  a politiche aziendali che comportano cambiamenti di vita per i lavoratori? Si tratta dell\u2019attuale nostro modello di rappresentanza parlamentare trasferito alle imprese. E un  modello corporativo di sindacato che nulla ha a che vedere con quello tedesco di co-gestione d\u2019impresa e che mette sotto scacco continuo anche i sindacati \u201camici\u201d del datore di lavoro. Marchionne ha dimostrato che sindacati di questo tipo possono essere sempre by-passati dall\u2019azienda: con i recenti referendum, infatti, \u00e8 uscito da Confindustria e ha disdettato l\u2019accordo separato siglato con Cisl e Uil ma non da CGIL nel Gennaio 2009; per creare la New Company in cui fossero cassati i diritti individuali dei lavoratori trasferiti, Marchionne \u00e8 tranquillamente passato sopra l\u2019accordo firmato con i due sindacati consenzienti, lo ha dichiarato nullo e ha dimostrato che il padrone pu\u00f2 decidere di dar da mangiare al cane fedele o pu\u00f2 bastonarlo a piacimento\u00bb.  E dire che Bonanni, Segretario Generale della Cisl, aveva detto che il contratto imposto da Marchionne ai lavoratori di Pomigliano \u2013 \u201co firmi o chiudo la fabbrica\u201d \u2013 sarebbe stata un\u2019eccezione legata alla particolarit\u00e0 del momento\u2026infatti \u00e8 stato esteso immediatamente al comparto intero.<br \/>\nMi chiedo come sia possibile avallare ricatti occupazionali che prevedono la chiusura di una fabbrica che produce autovetture, l\u2019apertura di una fabbrica nuova che continua a produrre le stesse autovetture e l\u2019assunzione degli stessi lavoratori licenziati dalla fabbrica chiusa con le stesse mansioni e con contestuale applicazione di un contratto aziendale (poich\u00e9 il contratto collettivo \u00e8 stato stracciato) nettamente pi\u00f9 sfavorevole rispetto al contratto precedente. E\u2019 una cessione di azienda mascherata, per la quale la legge italiana ancora prevederebbe stesso trattamento economico ai lavoratori e stesse protezioni sindacali. Una porcheria del genere pu\u00f2 essere firmata solo da rappresentanze sindacali che assecondino il processo di redistribuzione al contrario che ha generato la crisi. Cisl e Uil hanno firmato: ecco perch\u00e8 non erano in piazza il 6 Maggio. Cisl e Uil hanno preferito bersi le menzogne di Marchionne sui 20 Mld di investimenti produttivi a Mirafiori, sapendo che, come successo, nel caso in cui Marchionne non avesse mantenuto i patti (non scritti) non avrebbero mosso dito: ecco perch\u00e9 non erano in piazza il 6 Maggio. A questi sindacati il pensiero unico liberista va benissimo perch\u00e9 sono interessati pi\u00f9 al business degli enti bilaterali e agli iscritti che non alla salvaguardia dei posti di lavoro. Ma scusate, questa non \u00e8 politica?<br \/>\nIl motivo per cui invece la piazza era piena di giovani precari e studenti \u00e8 chiarissimo ed \u00e8 stato ancora una volta illustrato magistralmente da Rosario Rappa: \u00ab Con Ilva nel 2007 noi abbiamo siglato un contratto unitario dopo che Riva aveva interrotto le trattative perch\u00e9 non accettava le nostre proposte: abbiamo proclamato lo sciopero unitario ed abbiamo incassato un\u2019adesione dell\u201980% dei lavoratori; lo sciopero pi\u00f9 partecipato da quando l\u2019industria \u00e8 diventata di propriet\u00e0 privata; gli impianti si sono fermati e l\u2019azienda, dopo aver subito una perdita economica ingente, si \u00e8 seduta nuovamente al tavolo delle trattative dopo 15 giorni. Abbiamo incassato l\u2019integrativo migliore della categoria e non perch\u00e9 il padrone fosse buono. Taranto \u00e8 una citt\u00e0 unica difficilmente riproducibile nel contesto produttivo mondiale: \u00e8 dominata da una grandissima industria con un impianto che il datore di lavoro non pu\u00f2 delocalizzare (date le dimensioni) e che genera tantissimo fatturato. Ora, se i lavoratori si accordano e rivendicano condizioni di lavoro migliori, si dimostra che il datore di lavoro, impossibilitato a delocalizzare e desideroso comunque di continuare a fare utili, \u00e8 costretto a firmare contratti pi\u00f9 vantaggiosi rispetto a quelli firmati in contesti in cui ha le mani pi\u00f9 libere. Immaginiamo di recuperare la coscienza di classe, che trent\u2019anni di liberismo, alcuni partiti politici e alcuni sindacati hanno scientemente annichilito; immaginiamo che Taranto sia l\u2019Italia e l\u2019Europa, immaginiamoci uniti con chi il lavoro lo ha perso, rischia di perderlo ogni giorno o studia per cercare pi\u00f9 opportunit\u00e0. Taranto \u00e8 la prova in piccolo che, potendolo attuare, conflitto e contrattazione sono due facce della stessa medaglia che ha nome lavoro\u00bb<br \/>\nLa teoria economica neoclassica ci aveva giurato che la creazione di un unico mercato globale caratterizzato da libera circolazione di merci, lavoratori capitali ed idee avrebbe determinato la piena occupazione del lavoro e la massimizzazione di profitti e salari. Alla libert\u00e0 di concentrare i capitali per poi trasferirli, di trasportare le merci e di far circolare le idee non \u00e8 corrisposta uguale libert\u00e0 di circolazione dei lavoratori \u2013 meno che mai in questi giorni. La disoccupazione strutturale crescente ha aumentato le capacit\u00e0 di ricatto occupazionale di pochi proprietari di capitale \u2013molto spesso preso a prestito. Le aziende, con la connivenza di gran parte della politca, hanno poi frammentato i rapporti di lavoro e gli stessi processi produttivi per isolare gli operai e instillare paure ed insicurezze nella gente. Da questa situazione si esce con pochi contratti collettivi e con il conflitto politico. Adesso \u00e8 tempo di essere uniti contro la crisi, uniti contro chi vuole rubare il futuro nostro e dei nostri figli.<\/p>\n<div id=\"wp_fb_like_button\" style=\"margin: 0; float: none\"><iframe src=\"http:\/\/www.facebook.com\/plugins\/like.php?href=http:\/\/www.siderlandia.it\/1\/?p=2204&amp;layout=standard&amp;show_faces=true&amp;action=like&amp;colorscheme=light&amp;width=450&amp;height=30\" scrolling=\"no\" frameborder=\"0\" allowTransparency=\"true\" style=\"border:none; overflow:hidden; width: 450px; height: 30px;\"><\/iframe><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Roberto Polidori \u00abE uno sciopero politico, \u00e8 la solita CGIL di sempre\u00bb: ecco il commento preferito di pi\u00f9 di qualche collega di lavoro e pi\u00f9 di qualche iscritto quando ho illustrato le ragioni dello sciopero del 6 Maggio; anche loro evidentemente plagiati dalle armi di diffusione di massa berlusconiane e non. \u00abMeno male che [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[36],"tags":[],"class_list":["post-2204","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-numero-9"],"_links":{"self":[{"href":"http:\/\/www.siderlandia.it\/1\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/2204"}],"collection":[{"href":"http:\/\/www.siderlandia.it\/1\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"http:\/\/www.siderlandia.it\/1\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.siderlandia.it\/1\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.siderlandia.it\/1\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=2204"}],"version-history":[{"count":5,"href":"http:\/\/www.siderlandia.it\/1\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/2204\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":6767,"href":"http:\/\/www.siderlandia.it\/1\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/2204\/revisions\/6767"}],"wp:attachment":[{"href":"http:\/\/www.siderlandia.it\/1\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=2204"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"http:\/\/www.siderlandia.it\/1\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=2204"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"http:\/\/www.siderlandia.it\/1\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=2204"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}