{"id":2213,"date":"2011-05-09T00:02:42","date_gmt":"2011-05-08T22:02:42","guid":{"rendered":"http:\/\/www.siderlandia.it\/?p=2213"},"modified":"2012-10-12T16:38:24","modified_gmt":"2012-10-12T14:38:24","slug":"il-federalismo-demaniale-e-la-salina-dei-veleni","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.siderlandia.it\/1\/?p=2213","title":{"rendered":"Il Federalismo demaniale e la Salina dei veleni"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-full wp-image-2215\" src=\"http:\/\/www.siderlandia.it\/wp-content\/uploads\/2011\/05\/saline_SalinaGrande1.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"196\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">di <strong><em>Antonio Anteneh Mariano<\/em><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il federalismo demaniale \u00e8 entrato nella sua fase attutiva e fra le propriet\u00e0 che lo Stato vorrebbe cedere gratuitamente al Comune di Taranto c&#8217;\u00e8 la Salina Grande. Estesa per 9,8 km\u00b2 a sud-est del centro abitato, per il suo particolare habitat l&#8217;area \u00e8 stata considerata d&#8217;interesse comunitario. Tuttavia la ex Salina, bonificata gi\u00e0 in epoca napoleonica, risulta compresa nel perimetro del \u201csito d&#8217;interesse nazionale\u201d di Taranto, cio\u00e8 fra le zone maggiormente contaminate del nostro circondario. La cosa impressiona perch\u00e9 l&#8217;intero sito \u00e8 circoscritto all&#8217;area industriale e ai terreni su cui sorgono le discariche. Per quale ragione una parte di territorio di notevole rilievo naturalistico \u00e8 stata messa sullo stesso piano di spazi certamente inquinati?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il 23 aprile 1998 l&#8217;allora Presidente della Repubblica, Oscar Luigi Scalfaro, promulga un decreto nel quale viene descritto con precisione notevole per l&#8217;epoca \u2013 considerato che ancora non si disponeva di rilevazioni quantitative \u2013 lo stato ambientale della nostra citt\u00e0. Nell&#8217;opera di recupero viene inserita anche l&#8217;area della Salina Grande. I rischi ambientali correlati a quest&#8217;ultima vengono cos\u00ec descritti: \u201ci pericoli e le interferenze antropiche sono rappresentate dalla presenza di numerose discariche abusive, dalla presenza di alcune strutture di distribuzione elettrica e di trasmissione\/ricezione radiotelevisive e da improprie utilizzazioni agricole; si segnala anche la presenza di attivit\u00e0 di autodemolizione.\u201d<!--more--> Insomma, i danni all&#8217;habitat straordinario della zona sarebbero derivati da sversamenti di rifiuti. Ma risulta difficile pensare che livelli di contaminazione allarmanti potessero derivare dallo scarico di semplici rifiuti solidi urbani. E infatti il decreto precisa che, laddove nel circondario si riscontrano situazioni di degrado del suolo, queste sono da attribuirsi alla presenza di \u201csiti in cui sono stati abusivamente accumulati rifiuti, in quantitativi stimati inferiori o pari al migliaio di metri cubi, dei quali risulta difficile definire puntualmente la tipologia ma che, in linea di massima, possono essere identificati per lo pi\u00f9 come inerti o speciali.\u201d<br \/>\nL&#8217;intervento di bonifica della Salina viene considerato \u201cpriorit\u00e0 1: interventi fondamentali rispetto alle problematiche principali dell&#8217;area a rischio\u201d; esso viene pensato per \u201cmigliorare lo stato dei canali ricolmi di rifiuti e le zone vicino alle strade utilizzate come zone di abbandono di rifiuto di vario genere.\u201d Tuttavia tanto i tempi quanto l&#8217;impegno finanziario previsti per portare a termine la messa in sicurezza della zona sono relativamente modesti: in un periodo di 6\/12 mesi si sarebbero dovuti spendere 600 milioni di Lire, a spese del Comune di Taranto.<br \/>\nDi l\u00ec a pochi mesi il Parlamento approva la legge 426, \u201cNuovi interventi in campo ambientale\u201d, con cui si istituiscono i \u201csiti di interesse nazionale\u201d e si stanziano, per il triennio 1998-2000, 180 miliardi per la bonifica dei territori contaminati. La responsabilit\u00e0 progettuale e finanziaria del recupero di queste aree passa dunque allo Stato: viene infatti dato mandato al Ministero dell&#8217;Ambiente di elaborare un programma nazionale di bonifica e di definire nello specifico le aree geografiche dell&#8217;intervento. In attesa di una pi\u00f9 precisa perimetrazione, fra le 14 situazioni a rischio viene inserita anche Taranto.<br \/>\nFinalmente con decreto del 10 gennaio 2000 l&#8217;allora ministro dell&#8217;Ambiente, il verde Edo Ronchi, stabilisce i confini del sito d&#8217;interesse nazionale di Taranto. Viene inserita anche la Salina Grande, assieme agli spazi su cui insistono ILVA, ENI, Cementir e le discariche, ma per pi\u00f9 precise informazioni sulle condizioni di inquinamento si rimanda all&#8217;\u201cattivit\u00e0 da svolgere nella successiva fase di caratterizzazione\u201d. Nient&#8217;altro viene detto a proposito delle cause che avrebbero provocato la contaminazione dell&#8217;area e sulla natura dei rifiuti sversati abusivamente nella ex-Salina. Senz&#8217;altro la caratterizzazione avrebbe permesso di stabilire quantomeno la gravit\u00e0 e l&#8217;entit\u00e0 dei danni e di avviare il percorso di bonifica.<br \/>\nL&#8217;intera procedura viene normata da un successivo decreto del Ministero dell&#8217;Ambiente,  promulgato il 18 settembre 2001. In questa sede si approva definitivamente il Programma nazionale di bonifica e viene stabilita una modalit\u00e0 d&#8217;intervento in due tempi. Prima la messa in sicurezza d&#8217;emergenza e la caratterizzazione e solo dopo la bonifica (o messa in sicurezza permanente) e il ripristino ambientale. Fra gli interventi approvati risulta anche quello relativo al sito di Taranto, ma la scheda tecnica allegata al Decreto precisa che per la caratterizzazione di quest&#8217;area il Ministero  ha gi\u00e0 approntato \u201cun documento di linee guida\u201d; l&#8217;intervento di bonifica resta invece ancora \u201cda elaborare\u201d.<br \/>\nPassano gli anni e le caratterizzazioni iniziano a svolgersi anche nel sito di Taranto. Una relazione ARPA del 2009 avverte che \u201cse si considerassero nel calcolo solo le aree industriali con aziende in esercizio, la percentuale di caratterizzazione sarebbe pari al 90%. Contemplando nel calcolo allo stato di avanzamento della caratterizzazione anche le aree a Nord e Sud dell&#8217;area Italcave, risulta che quasi l&#8217;80% delle aree industriali hanno completato la caratterizzazione, principalmente ad opera delle grandi aziende.\u201d Vi \u00e8 per\u00f2 un buco nero relativo alle aree pubbliche (sia demaniali, come la Salina Grande e l&#8217;area portuale, sia quelle di propriet\u00e0 del Comune, l&#8217;area Romanelli-Gennarini). La stessa autrice rileva che \u201cper il 92% di queste aree non \u00e8 stato ancora prodotto un piano di caratterizzazione\u201d. Quasi la met\u00e0 di questo spazio \u00e8 occupato dalla Salina Grande.<br \/>\nIntanto in quello stesso anno nel Piano Strategico dell&#8217;Area Vasta Tarantina viene inserito un progetto relativo proprio alla \u201cmessa in sicurezza di emergenza del sito Salina Grande e della Palude Erbara\u201d, la cifra stimata \u00e8 10 milioni di euro. Insomma, la tanto agognata caratterizzazione.<br \/>\nMa quest&#8217;opera sembra segnata da un destino grottesco. Infatti nel 2006 Pierluigi Bersani, all&#8217;epoca Ministro per lo Sviluppo economico, decide di far rientrare il piano nazionale di bonifica nel programma dei fondi FAS 2007-2013. 2 miliardi di euro vengono assegnati direttamente tramite finanziamenti destinati alle aree sottosviluppate, mentre 1 miliardo e 300 milioni arriva invece dai fondi strutturali co-gestiti da Stato e Regioni. Come tuttavia ha rilevato Giorgio Mottola dalle colonne del quotidiano ecologista Terra, l&#8217;intera cifra stanziata a suo tempo per la riqualificazione delle aree contaminate \u00e8 stata spesa per altre emergenze: Alitalia, ICI, terremoto in Abruzzo, cassa integrazione. Cos\u00ec anche il progetto di caratterizzazione della Salina Grande \u00e8 rimasto al palo. A tutt&#8217;oggi l&#8217;intero piano di area vasta \u00e8 stato ridimensionato a seguito della ricollocazione dei Fondi FAS all&#8217;esterno delle aree geografiche cui erano stati originariamente rivolti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Intanto per\u00f2 si affacciano alla ribalta delle cronache inquietanti evidenze: una parte delle 600 pecore mandate al macello alla fine dello scorso anno perch\u00e9 contaminate da diossina provenivano dalla masseria Epifani, situata proprio nell&#8217;area della Salina Grande. Questa rilevazione getta un&#8217;ombra inquietante sulla situazione ambientale del nostro territorio. Com&#8217;\u00e8 possibile che a distanza di decine di chilometri dall&#8217;epicentro dell&#8217;inquinamento (l&#8217;area industriale) si rilevino inquinanti tanto pericolosi? Questo interrogativo allude al vero mistero della Salina Grande: che tipo di rifiuti venivano smaltiti in quella zona? Erano forse di natura industriale?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Con la municipalizzazione di quel terreno quali sarebbero le conseguenze? Il rischio maggiore \u00e8 che la caratterizzazione e la successiva bonifica dell&#8217;area ricadrebbero sotto la responsabilit\u00e0 del Comune. Ci\u00f2 non solo snaturerebbe l&#8217;indirizzo conferito agli interventi sin dal 1998, creando per l&#8217;ente locale un ulteriore onere, ma rappresenterebbe una vera e propria beffa politica Taranto, citt\u00e0 disastrata dal punto di vista ambientale ad opera dell&#8217;industria di Stato, si vedrebbe recapitare dallo Stato medesimo un nuovo conto. Se questo \u00e8 il tanto decantato federalismo c&#8217;\u00e8 da essere pi\u00f9 che scettici sulla sua capacit\u00e0 di vivificare i contesti locali. Ci chiediamo per esempio perch\u00e9 non si parli del trasferimento di autentici \u201cgioielli di famiglia\u201d compresi nel demanio militare \u2013 si pensi all&#8217;Arsenale. Ma non \u00e8 questa la sede per affrontare tali nodi; qui siamo costretti a constatare che una delle aree verdi pi\u00f9 significative del territorio \u00e8 stata per chiss\u00e0 quanto tempo scarico di rifiuti altamente tossici. Di quale provenienza questi fossero non lo sappiamo ancora; ma soprattutto non possiamo conoscere fino in fondo quali danni gli inquinanti depositatisi nella Salina continuano a provocare all\u2019habitat naturale e alla salute umana.<\/p>\n<div id=\"wp_fb_like_button\" style=\"margin: 0; float: none\"><iframe src=\"http:\/\/www.facebook.com\/plugins\/like.php?href=http:\/\/www.siderlandia.it\/1\/?p=2213&amp;layout=standard&amp;show_faces=true&amp;action=like&amp;colorscheme=light&amp;width=450&amp;height=30\" scrolling=\"no\" frameborder=\"0\" allowTransparency=\"true\" style=\"border:none; overflow:hidden; width: 450px; height: 30px;\"><\/iframe><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Antonio Anteneh Mariano Il federalismo demaniale \u00e8 entrato nella sua fase attutiva e fra le propriet\u00e0 che lo Stato vorrebbe cedere gratuitamente al Comune di Taranto c&#8217;\u00e8 la Salina Grande. Estesa per 9,8 km\u00b2 a sud-est del centro abitato, per il suo particolare habitat l&#8217;area \u00e8 stata considerata d&#8217;interesse comunitario. Tuttavia la ex Salina, [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[36],"tags":[],"class_list":["post-2213","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-numero-9"],"_links":{"self":[{"href":"http:\/\/www.siderlandia.it\/1\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/2213"}],"collection":[{"href":"http:\/\/www.siderlandia.it\/1\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"http:\/\/www.siderlandia.it\/1\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.siderlandia.it\/1\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.siderlandia.it\/1\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=2213"}],"version-history":[{"count":5,"href":"http:\/\/www.siderlandia.it\/1\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/2213\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":6765,"href":"http:\/\/www.siderlandia.it\/1\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/2213\/revisions\/6765"}],"wp:attachment":[{"href":"http:\/\/www.siderlandia.it\/1\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=2213"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"http:\/\/www.siderlandia.it\/1\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=2213"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"http:\/\/www.siderlandia.it\/1\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=2213"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}