{"id":2230,"date":"2011-05-17T00:02:53","date_gmt":"2011-05-16T22:02:53","guid":{"rendered":"http:\/\/www.siderlandia.it\/?p=2230"},"modified":"2012-10-12T16:27:03","modified_gmt":"2012-10-12T14:27:03","slug":"croce-e-ciminiere","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.siderlandia.it\/1\/?p=2230","title":{"rendered":"Croce e ciminiere. La &#8220;santa alleanza&#8221; dell&#8217;acciaio"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-full wp-image-2233\" src=\"http:\/\/www.siderlandia.it\/wp-content\/uploads\/2011\/05\/parrocchia-gesu-divin-lavoratore-il-mosaico-dellaltare-154x3001.jpg\" alt=\"\" width=\"154\" height=\"300\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">di <strong><em>Salvatore Romeo (&#8217;84)<\/em><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ha destato scalpore e persino scandalo la recente vicenda dello \u201cscambio di favori\u201d fra ILVA e Chiesa di Taranto. Se la prima ha finanziato \u2013 come d&#8217;altra parte fa da diversi anni \u2013 le celebrazioni di San Cataldo, l&#8217;altra ha ricambiato conferendo il \u201cCataldus d&#8217;argento\u201d a Girolamo Archin\u00e0, attuale responsabile dei rapporti istituzionali dell&#8217;azienda per la regione Puglia. Eppure questo simpatico do ut des non avrebbe dovuto meravigliare pi\u00f9 di tanto. Risale a poco pi\u00f9 di un anno fa il contributo che ILVA ha elargito alla parrocchia Ges\u00f9 Divin Lavoratore per il rifacimento della parte esterna della chiesa. In quell&#8217;occasione sia il parroco, Padre Angelo Catapano, sia lo stesso vescovo spesero \u2013 com&#8217;era normale che fosse \u2013 parole di estrema gratitudine nei confronti dell&#8217;azienda \u2013 Catapano, fra l&#8217;altro, \u00e8 attualmente cappellano di fabbrica del siderurgico. Quest&#8217;ultima, d&#8217;altra parte, nel comunicato stampa diramato per l&#8217;occasione tenne a sottolineare che \u201ci parrocchiani, circa 6 mila, sono in prevalenza lavoratori ILVA, che negli anni di espansione del siderurgico si sono stabilizzati al quartiere Tamburi.\u201d La costruzione della Ges\u00f9 Divin Lavoratore \u2013 soggiunge il comunicato \u2013 \u00e8 infatti iniziata nel 1967 e conclusa solo alla fine degli anni &#8217;60. Questa breve nota ha in realt\u00e0 grande valore per almeno due ragioni: ci dice quanto antico sia il rapporto fra Chiesa e grande industria (siderurgica) e quale funzione esso abbia svolto e continui a svolgere.<!--more--> Per cogliere almeno un risvolto dell&#8217;alleanza fra potere ecclesiastico ed economico il lettore provi a porsi una domanda: quale partito o sindacato vanta al momento 6 mila iscritti in quella parte di citt\u00e0? Una sommaria ricostruzione di questo legame \u00e8 offerta dall&#8217;<a href=\"http:\/\/www.siderlandia.it\/?page_id=2231\">articolo di Antonio Mariano presente in questo stesso numero.<\/a> Da esso si evince che in passato la Chiesa ha svolto nei confronti del siderurgico un servizio ben preciso: il controllo sociale della manodopera, che ha visto le istituzioni del mondo cattolico impegnate persino nel campo della selezione del personale. Questa mediazione \u00e8 declinata con il \u201craddoppio\u201d e con l&#8217;ingresso in fabbrica di nuove leve meno dipendenti dai poteri tradizionali. Oggi la situazione sembra essersi ribaltata.<br \/>\nLe vicende di questi mesi sembrano confermare che, a seguito della privatizzazione, si \u00e8 fatto un passo indietro di qualche decennio sul piano delle relazioni industriali e istituzionali che riguardano il siderurgico, recuperando metodi di gestione del consenso che sembravano essere stati sepolti dalla stessa secolarizzazione della societ\u00e0 italiana. D&#8217;altra parte non \u00e8 un mistero che diverse assunzioni, all&#8217;epoca del turn over generazionale, siano state gestite facendo leva su poteri locali. Ma in questo contesto la Chiesa svolge forse anche un&#8217;altra funzione, non contemplata dal modello dominante negli &#8217;60.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L&#8217;attuale cappellano di fabbrica dell&#8217;ILVA \u00e8 lo stesso Angelo Catapano. Ma per pi\u00f9 di dieci anni a curare le anime dei lavoratori siderurgici e delle loro famiglie ci ha pensato don Nino Borsci. Figura carismatica, attualmente parroco di un&#8217;altra chiesa dei Tamburi, la San Francesco de&#8217; Geronimo, Borsci \u00e8 per\u00f2 soprattutto \u2013 dal 2001 \u2013 direttore della Caritas diocesana di Taranto, incarico di prestigio e di potere. Ma per capire il senso dell&#8217;intreccio clerico-industriale non \u00e8 solo alle attivit\u00e0 ufficiali di don Nino che bisogna guardare, bens\u00ec alla sua quotidiana opera nel quartiere. Le immagini che ho presenti sono due: la prima \u00e8 la famosa scena del documentario di Alessandro Sortino su Taranto in cui il fulvo giornalista si avventura nel cuore dei Tamburi, a \u201cparlare con la gente\u201d. Ben indirizzato dalle sue guide locali, i posti che visita sono proprio le due chiese del rione. A Ges\u00f9 Divin Lavoratore parla con Catapano e raccoglie le impressioni dei bambini dell&#8217;oratorio, di fronte alla San Francesco de&#8217; Geronimo invece assiste alla processione in onore del santo. Ed \u00e8 questo senz&#8217;altro il momento pi\u00f9 significativo della narrazione. Sortino prova a interrogare i fedeli presenti; quasi tutti hanno parenti, amici o  conoscenti che lavorano in ILVA \u2013 insomma, il dato rivelato dal comunicato aziendale sembrerebbe valere anche per questa parrocchia \u2013 ed \u00e8 da queste persone che raccoglie le risposte pi\u00f9 significative. I pi\u00f9 a dire il vero tacciono; i pochi che rispondono replicano il refrain del \u201cricatto occupazionale\u201d: \u201cmeglio il lavoro dell&#8217;aria pulita\u201d, dice la signora con malcelato buon senso. L&#8217;omert\u00e0 e la rassegnazione contrastano con la partecipazione sentita alla celebrazione, con le note della banda. Una prova di forza: la Chiesa riesce a portare in strada la gente del quartiere, gli ambientalisti no \u2013 come nota amaramente un altro abitante del quartiere.<br \/>\nMa su cosa si basa questa forza? Mi tornano alla memoria le impressioni dell&#8217;incontro che ebbi l&#8217;anno scorso con Don Nino nella sua canonica. Eravamo stati \u201cconvocati\u201d dopo una nostra inchiesta sul centro per richiedenti asilo gestito anche dalla Caritas, nel quale si mettevano in evidenza diverse inefficienze che il prelato ci teneva a rettificare. Appena entro mi impressiona la quantit\u00e0 di persone che all&#8217;interno dell&#8217;ampia sagrestia. Tutte sembravano indaffarate, intente nell&#8217;organizzazione di chiss\u00e0 cosa&#8230; Dovemmo aspettare qualche minuto prima di essere ricevuti nello studio del parroco, a sua volta evidentemente impegnato. Finalmente dentro, la nostra conversazione venne interrotta dal continuo affacciarsi di persone che chiedevano a Don Nino \u201cdue minuti\u201d, quasi sempre con un foglio in mano. Don Nino fu molto fermo nel respingerli e continu\u00f2<br \/>\nil confronto. Alla fine mi rest\u00f2 l&#8217;impressione che la nostra questione non fosse che una delle tante che il \u201cvulcanico\u201d Borsci (cos\u00ec lo definiscono i suoi collaboratori) aveva dovuto affrontare nel corso di quella giornata. Per cogliere almeno in parte l&#8217;articolazione delle attivit\u00e0 che la Don Francesco svolge basta visitare il suo sito (!). Oltre alla tradizionale Azione Cattolica e al gruppo scout, troviamo: centro sportivo, scuola di ballo, scuola materna, coro parrocchiale, centro di recupero per tossicodipendenti, casa famiglia, persino un gruppo carismatico (credevo esistessero solo fra i protestanti!). Un&#8217;attivit\u00e0 che nelle citt\u00e0 del centro Italia viene svolta dai circoli ARCI o UISP, ormai da tempo trasformatisi in centri polifunzionali. Insomma, la Chiesa \u00e8 nel quartiere e interagisce attivamente col quartiere. Riformuliamo la domanda posta sopra: quante istituzioni laiche (partiti, sindacati o anche semplici associazioni) sono in grado di fare tutto questo oggi?<br \/>\nNon basta a questo punto brandire la \u201cragione laicista\u201d, cio\u00e8 dire che Borsci, Catapano e i preti in generale fanno quello che fanno perch\u00e9 alle spalle hanno un&#8217;istituzione potente, l&#8217;8 per mille ecc. ecc. Perch\u00e9 sorge spontanea una domanda: i Tamburi non sono lo stesso quartiere in cui fino ancora agli anni &#8217;80 le forze di sinistra avevano la maggioranza assoluta dei consensi? In cui esisteva una socialit\u00e0 operaia strutturata e composita che faceva concorrenza attiva alla Chiesa? Che fine ha fatto questo patrimonio, mentre quello delle parrocchie \u00e8 cresciuto? E soprattutto, perch\u00e9 si \u00e8 verificato tale esito?<br \/>\nDa quest&#8217;ultimo interrogativo rischierebbe di venire fuori un discorso infinito, che non \u00e8 proprio il caso di affrontare in questa sede. Per\u00f2 alcune suggestioni le si pu\u00f2 esprimere. L&#8217;arretramento delle istituzioni laiche ha coinciso cronologicamente con la crisi del mito dell&#8217;industria e con l&#8217;emergere degli aspetti problematici legati alle grandi fabbriche. Fra tutti questi una posizione di assoluto rilievo \u00e8 andata assumendo la questione ambientale, che tradotta nei termini dell&#8217;esistenza individuale vuol dire: paura della morte precoce e dolorosa. E&#8217; questo il campo su cui la religione come fenomeno umano \u00e8 nata e si \u00e8 consolidata. E quanto pi\u00f9 l&#8217;idea e l&#8217;immagine stessa della morte diventa forte, tanto pi\u00f9 il potere della religione \u2013 e cio\u00e8 la sua capacit\u00e0 di rispondere ad un bisogno sociale oggettivo \u2013 si espande. D&#8217;altra parte non diceva Spinoza che \u201cl&#8217;uomo libero a nulla pensa meno che alla morte\u201d? E dunque libero non \u00e8 l&#8217;uomo che deve fare i conti quotidianamente con l&#8217;ombra della \u201cnera signora\u201d: egli si trova a dover cercare continuamente consolazione per non finire stritolato dall&#8217;angoscia e dal terrore che da un momento all&#8217;altro la sua esistenza possa essere travolta da un male imprevedibile. E quello che la Chiesa offre non \u00e8 solo consolazione della coscienza, ma anche \u201cimpegno\u201d in tutti i momenti vuoti della quotidianit\u00e0 \u2013 quelli in cui, complice la solitudine che caratterizza la quotidianit\u00e0 dell&#8217;individuo moderno, potrebbe riaffiorare il pensiero della fine. Il corso di ballo piuttosto che la partita di pallone o la preghiera collettiva sono gioiose alienazioni, che in un quartiere dove l&#8217;alienazione \u201ccupa\u201d \u2013 quella delle case parcheggio, delle strade continuamente trafficate, dell&#8217;assenza di spazi verdi&#8230; \u2013 \u00e8 di casa assumono un valore sociale altissimo.<br \/>\nCerto, questo spiega solo in parte il potere sociale della Chiesa in citt\u00e0, perch\u00e9 poi le istituzioni laiche hanno messo abbondantemente del loro nel determinare la situazione corrente. Dopo aver accettato supinamente la privatizzazione del siderurgico, le forze laiche &#8211; e la sinistra in particolare &#8211; sono rimaste disorientate e stordite di fronte agli atteggiamenti della nuova dirigenza. Nessuno forse si aspettava la delegittimazione dei sindacati, gli atteggiamenti intimidatori nei confronti dei lavoratori che non piegavano il capo (si pensi alla tristissima vicenda della Palazzina LAF), lo sprezzo assoluto verso la citt\u00e0 che ha caratterizzato almeno il primo decennio della nuova propriet\u00e0. Ma a questa violentissima sfida non \u00e8 corrisposta una reazione uguale e contraria. Anzi, sindacati e partiti della sinistra hanno assecondato l&#8217;arretramento politico dei lavoratori: accettando nella sostanza il nuovo modello di relazioni industriali e ridimensionando la propria presenza in fabbrica e nei quartieri.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ecco allora che la posizione della Chiesa rispetto alla grande industria non \u00e8 dettata da mero opportunismo (certo, c&#8217;\u00e8 anche questo). L&#8217;alleanza fra Chiesa e ILVA si basa sulla funzione che la prima svolge e che mette a servizio dell&#8217;azienda. Essa cura il malessere che quest&#8217;ultima produce e di cui nessun altro si interessa. Lo fa alla sua solita maniera, cio\u00e8 neutralizzando il conflitto, dando risposte consolatorie. Cos\u00ec certo non si risolve il problema \u2013 che consiste in ultima istanza nel fatto paradossale che quelle persone sono costrette a morire per vivere \u2013 anzi: le false soluzioni lasciano intatta la situazione, creando allo stesso tempo dipendenza. Se pregando il male non passa il prete dice che non si  \u00e8 pregato abbastanza: \u00e8 un trucco che va avanti da migliaia di anni, ma \u00e8 proprio questa la radice del potere delle religioni. Ma non basta dire che \u00e8 tutta un&#8217;illusione per vedere finalmente la ragione trionfare; se non ci sono altre soluzioni anche la non-soluzione va bene. Gli uomini, come la natura, non tollerano il vuoto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E allora che fare? Una prima cosa potrebbe essere smetterla con la propaganda della morte. Le persone che per prime subiscono l&#8217;inquinamento non devono sentirsi \u201cdeboli\u201d, ma \u201cforti\u201d. Devono sentirsi ci\u00f2 che realmente sono \u2013 e cio\u00e8 la leva che fa funzionare un meccanismo ben oliato che ogni anno trasforma lavoro e macchine in centinaia di milioni di euro di profitti. Gli operai possono a loro volta \u201cricattare\u201d l&#8217;azienda se smettono di lavorare (lo ha dimostrato la vertenza sul contratto dello scorso anno). Essi non possono sentirsi cronicamente malati e bisognosi di assistenza e di cure; devono essere orgogliosi di s\u00e9 stessi, della funzione sociale che svolgono e sicuri di poter cambiare a piacimento il proprio destino. Ma questo orgoglio e questa sicurezza non emergeranno fino a quando, oltre a cambiare il registro della \u201cnarrazione\u201d che dall&#8217;esterno si fa di loro, la societ\u00e0 civile che ha interesse a cambiare le cose non lavorer\u00e0 con gli operai dentro le periferie per costruire nei luoghi di lavoro e di vita una presenza sociale diversa da quella sostenuta dal blocco clerico-aziendale. L&#8217;avvenire di questa citt\u00e0 \u00e8 indissolubilmente legato alla volont\u00e0 che esprimeranno (o non esprimeranno) le 11 mila persone che quotidianamente varcano i cancelli della fabbrica. Taranto, piaccia o no, \u00e8 principalmente citt\u00e0 operaia; e sar\u00e0 l&#8217;azione o l&#8217;inerzia di questa enorme massa di uomini a costruirne \u2013 o distruggerne \u2013 l&#8217;avvenire.<\/p>\n<div id=\"wp_fb_like_button\" style=\"margin: 0; float: none\"><iframe src=\"http:\/\/www.facebook.com\/plugins\/like.php?href=http:\/\/www.siderlandia.it\/1\/?p=2230&amp;layout=standard&amp;show_faces=true&amp;action=like&amp;colorscheme=light&amp;width=450&amp;height=30\" scrolling=\"no\" frameborder=\"0\" allowTransparency=\"true\" style=\"border:none; overflow:hidden; width: 450px; height: 30px;\"><\/iframe><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Salvatore Romeo (&#8217;84) Ha destato scalpore e persino scandalo la recente vicenda dello \u201cscambio di favori\u201d fra ILVA e Chiesa di Taranto. Se la prima ha finanziato \u2013 come d&#8217;altra parte fa da diversi anni \u2013 le celebrazioni di San Cataldo, l&#8217;altra ha ricambiato conferendo il \u201cCataldus d&#8217;argento\u201d a Girolamo Archin\u00e0, attuale responsabile dei [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[37],"tags":[],"class_list":["post-2230","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-numero-10"],"_links":{"self":[{"href":"http:\/\/www.siderlandia.it\/1\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/2230"}],"collection":[{"href":"http:\/\/www.siderlandia.it\/1\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"http:\/\/www.siderlandia.it\/1\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.siderlandia.it\/1\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.siderlandia.it\/1\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=2230"}],"version-history":[{"count":10,"href":"http:\/\/www.siderlandia.it\/1\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/2230\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":6745,"href":"http:\/\/www.siderlandia.it\/1\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/2230\/revisions\/6745"}],"wp:attachment":[{"href":"http:\/\/www.siderlandia.it\/1\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=2230"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"http:\/\/www.siderlandia.it\/1\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=2230"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"http:\/\/www.siderlandia.it\/1\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=2230"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}