{"id":2347,"date":"2011-05-31T00:01:58","date_gmt":"2011-05-30T22:01:58","guid":{"rendered":"http:\/\/www.siderlandia.it\/?p=2347"},"modified":"2012-10-12T16:13:53","modified_gmt":"2012-10-12T14:13:53","slug":"se-una-telefonata-deve-allungare-la-vita-diario-da-teleperformance","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.siderlandia.it\/1\/?p=2347","title":{"rendered":"Se una telefonata deve allungare la vita. Diario da Teleperformance"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-2348\" src=\"http:\/\/www.siderlandia.it\/wp-content\/uploads\/2011\/05\/teleperformance-300x225.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"225\" srcset=\"http:\/\/www.siderlandia.it\/1\/wp-content\/uploads\/2011\/05\/teleperformance-300x225.jpg 300w, http:\/\/www.siderlandia.it\/1\/wp-content\/uploads\/2011\/05\/teleperformance.jpg 500w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">di <strong><em>Gaetano De Monte<\/em><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Poco pi\u00f9 di due anni fa, Carlo Petrini, fondatore di Slow Food, suggeriva, in un\u2019intervista a Repubblica: \u201calle nuove generazioni dico uscite dai call center, andate nei campi!\u201d. Petrini giustificava questo suo monito come un consiglio ai giovani per fare un lavoro meno precario, pi\u00f9 creativo, pi\u00f9 gratificante,  e come una delle possibili vie d&#8217;uscita dalla crisi economica attraverso l\u2019agricoltura e il ritrovamento di un sano rapporto con noi stessi e con il mondo. A giudicare dalla vicenda  che stiamo per raccontarvi, chi oserebbe dargli torto?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Teleperformance<\/strong> \u00e9 un colosso industriale francese che gestisce per conto di aziende come: Vodafone Eni, Enel, Sky e Mediaset, e che da alcuni mesi, \u00e8 \u201cprotagonista\u201d di un piano di ristrutturazione aziendale,  che prevede 1.464 esuberi tra le strutture di Roma, in zona Fiumicino, e  Taranto, nel quartiere Paolo VI. Una realt\u00e0 quella tarantina in cui purtroppo, e sempre pi\u00f9 spesso, le aziende di call center sono l\u2019unica vera risorsa lavorativa per i giovani, a fronte di un il tasso di disoccupazione fermo al 12,5%, cosi come risulta dal Rapporto 2011 stilato dal Centro Studi della Camera di Commercio di Taranto. Nel solo call center situato al quartiere Paolo VI, nel quale attualmente lavorano 2000 persone, sono previsti 712 esuberi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><!--more-->Ma la multinazionale sembra non volerne sapere, e cosi, a distanza di un anno dall\u2019ultimo accordo sottoscritto anche dal Ministero del Lavoro per la gestione di \u201csoli\u201d 864 esuberi, si presenta senza avere rispettato i patti, con un conto che \u00e8 salatissimo dal punto di vista sociale. Oltre al danno c&#8217;\u00e8  anche la beffa: contemporaneamente viene varata una politica di delocalizzazione con la quale si apriranno 700 nuove postazioni in Albania, che svolgeranno attivit\u00e0 su commesse italiane. In verit\u00e0 l&#8217;azienda non ha neanche rispettato la direttiva che eman\u00f2 l\u2019allora Ministro del Lavoro, Cesare Damiano, ad inizio 2007, in virt\u00f9 della quale la societ\u00e0 decise di stabilizzare tutti i collaboratori a progetto, interpretando in modo ampio la cos\u00ec detta \u201cCircolare Damiano\u201d, che prevedeva tra l\u2019altro che le aziende che non avessero assunto a tempo indeterminato i dipendenti sarebbero state punite dagli organi di vigilanza con multe severissime. Inaffidabilit\u00e0 dell&#8217;azienda, dunque, ma soprattutto inaffidabilit\u00e0 di un Governo incompetente ed ormai al collasso, che evidentemente fino a qualche mese fa considerava la vertenza Teleperformance una di quelle &#8220;piccole crisi senza importanza&#8221; sparse da Nord a Sud, da Sestri Levante a Castellammare di Stabia, in tutta Italia \u2013 crisi che fra l&#8217;altro indicano che la recessione \u00e8 tutt&#8217;altro che finita e solo \u201c loro\u201d sembrano non  accorgersene.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Chiss\u00e0 invece cosa avranno pensato dalle parti di Palazzo Chigi quando si sono visti arrivare lo scorso 23 Maggio centinaia di \u201c Indignados\u201d,  di cui molti provenienti dalla Puglia, accompagnati dall\u2019Assessore al Lavoro del Comune di Taranto, Dante Capriulo; la loro piazza, cos\u00ec come quella dei giovani spagnoli, che vediamo in questi giorni mobilitarsi per un malessere generazionale,  \u00e8 una piazza esistenziale, un\u2019agor\u00e0, che riempiono di corpi e di colori, ma anche degli stessi sentimenti \u201ccontro\u201d, di indignazione e  rabbia, e della stessa consapevolezza di essere orfani di un presente e privi di un futuro. Giovani con condizioni di vita sempre pi\u00f9 deteriorate, con salari irrisori, senza la possibilit\u00e0 di accedere ad una soluzione abitativa decente, senza la possibilit\u00e0 di mettere su una famiglia, dolorosamente consapevoli del fatto che vivranno peggio della generazione che li ha preceduti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201cDalla stabilizzazione dei contratti ad oggi &#8211; scrivono i lavoratori del call center in un appello al presidente Napolitano del 25 Maggio \u2013 sono nati 530 bambini, si sono create nuove famiglie e si sono acquistate case con mutui anche trentennali\u201d. Al Presidente i lavoratori hanno chiesto di fare pressioni affinch\u00e9 la proposta di legge Damiano-Vico, elaborata proprio per far ordine nella giungla dei call-center, almeno venga presa in considerazione dal momento che, a quanto pare, in questo settore il Governo attuale \u00e8 invece complice ed artefice allo stesso tempo di un sistema criminale: quello cio\u00e8 di  appaltare le esternalizzazioni dei sistemi di call center secondo la logica del massimo ribasso.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Giovani, quelli di Teleperfomance, che sembrano ricordare i protagonisti di \u201cTutta la Vita Davanti\u201d, la commedia di Paolo Virzi\u2019 che racconta magistralmente questa fetta di precariato  e descrive quel tipo di lavoro che dovrebbe essere di \u201cseconda generazione\u201d, ma che in realt\u00e0 si presta a dinamiche quasi di tipo schiavistico. Sbaglia chi crede infatti che la descrizione di Virzi\u2019 sia inventata o fuori misura perch\u00e9 invece pare che le caratteristiche di tale mondo, a sentire chi lo vive e chi ci lavora, siano proprio quelle rappresentate dal film. Alle aspettative di chi entra, subentrano subito le delusioni. Per le condizioni di lavoro, per le prospettive professionali, per lo stress continuo e per la paga, che rimane sempre troppo bassa. Una realt\u00e0, quella dei call center, dove organizzazione del lavoro, salute, soddisfazione e prospettive, sono ridotte ai minimi termini. E dove tutto \u00e8 legato insieme in una specie di spirale che si torce su se stessa. Quella stessa spirale che fa dire oggi ai vertici di Teleperformance che \u201ca causa di un mercato sregolato, dove vi sono societ\u00e0 che giocano al ribasso, in particolare sul costo del lavoro, e che attuerebbero una concorrenza sleale nei confronti delle altre che hanno stabilizzato i propri dipendenti, Teleperformance si vede costretta ad attuare un piano di delocalizzazione in Albania\u201d. E di fronte a questo stato di cose sembra essere quasi normale quindi che la multinazionale stia licenziando in Italia, mentre dall&#8217;altra parte dell&#8217;Adriatico assumer\u00e0 dipendenti che lavoreranno comunque per aziende del mercato italiano, ma a 3 euro l&#8217;ora!!!<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma gli unici a parlare chiaro in questa vicenda sono gli stessi  movimenti di borsa di Teleperformance:  il 14 aprile sono state aperte le procedure di licenziamento e pochi giorni dopo sono schizzati i titoli. Per i dipendenti invece l\u2019impressione \u00e8 che, comunque si concluda la vicenda, non potr\u00e0 scomparire almeno per il momento il loro malessere, il loro futuro spezzato, i loro \u2013 ed in verit\u00e0 anche \u201ci nostri\u201d \u2013 lavori precari.<\/p>\n<div id=\"wp_fb_like_button\" style=\"margin: 0; float: none\"><iframe src=\"http:\/\/www.facebook.com\/plugins\/like.php?href=http:\/\/www.siderlandia.it\/1\/?p=2347&amp;layout=standard&amp;show_faces=true&amp;action=like&amp;colorscheme=light&amp;width=450&amp;height=30\" scrolling=\"no\" frameborder=\"0\" allowTransparency=\"true\" style=\"border:none; overflow:hidden; width: 450px; height: 30px;\"><\/iframe><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Gaetano De Monte Poco pi\u00f9 di due anni fa, Carlo Petrini, fondatore di Slow Food, suggeriva, in un\u2019intervista a Repubblica: \u201calle nuove generazioni dico uscite dai call center, andate nei campi!\u201d. 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