{"id":2391,"date":"2011-06-06T00:02:53","date_gmt":"2011-06-05T22:02:53","guid":{"rendered":"http:\/\/www.siderlandia.it\/?p=2391"},"modified":"2012-10-12T16:06:12","modified_gmt":"2012-10-12T14:06:12","slug":"2391","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.siderlandia.it\/1\/?p=2391","title":{"rendered":"La democrazia in un bicchier d&#8217;acqua"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><strong><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-2393\" src=\"http:\/\/www.siderlandia.it\/wp-content\/uploads\/2011\/06\/altan-referendum-241x300.jpg\" alt=\"\" width=\"241\" height=\"300\" srcset=\"http:\/\/www.siderlandia.it\/1\/wp-content\/uploads\/2011\/06\/altan-referendum-241x300.jpg 241w, http:\/\/www.siderlandia.it\/1\/wp-content\/uploads\/2011\/06\/altan-referendum-822x1024.jpg 822w\" sizes=\"(max-width: 241px) 100vw, 241px\" \/><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">di <strong><em>Francesca Razzato<\/em><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Margherita Ciervo \u00e8 una giovane ricercatrice dell&#8217;Universit\u00e0 di Bari, autrice del libro &#8220;Geopolitica dell&#8217;acqua&#8221; (Carocci, 2009), referente del Comitato Pugliese Acqua Bene Comune e Forum Italiano dei Movimenti per l&#8217;Acqua. Nel 2007 ha collaborato alla stesura del ddl della Regione Puglia che avrebbe dovuto portare alla ripubblicizzazione dell&#8217;Acquedotto Pugliese &#8211; ma che non \u00e8 mai stato approvato dal Consiglio regionale. Attualmente impegnata nella campagna referendaria per il SI all&#8217;acqua bene comune. Venerd\u00ec 3 giugno \u00e8 stata a Taranto proprio per un&#8217;iniziativa sul voto del 12 e 13 giugno&#8230; un&#8217;ottima occasione per chiederle quale sia il senso della consultazione e cosa ruoti attorno alla questione idrica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Il dato cos\u00ec rilevante delle firme raccolte in Puglia dal comitato Acqua Bene Comune, sottolinea il grado di consapevolezza dei cittadini pugliesi rispetto alla tematica della difesa dell&#8217;acqua come bene comune. Qual \u00e8 per Margherita Ciervo il bilancio di questa esperienza a una settimana dal referendum popolare per la sottrazione del bene acqua alle logiche del profitto?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il bilancio \u00e8 davvero straordinario in termini di partecipazione. Noi stiamo parlando \u2013 e dobbiamo davvero comprenderlo fino in fondo \u2013 di un referendum storico: per la prima volta dalla nascita della Repubblica per una consultazione popolare sono state raccolte oltre un milione quattrocento mila firme, a fronte delle cinquecento mila necessarie \u2013 di cui oltre un quinto solo in Puglia!<!--more-->Altro elemento particolarissimo \u00e8 che, a differenza dei referendum precedenti, non \u00e8 stato promosso da partiti, ma dalla cittadinanza. E&#8217; il Forum italiano dell&#8217;acqua che lo ha lanciato, invitando poi i partiti ad appoggiarlo. Accanto a questi elementi si deve considerare l&#8217;ostruzionismo del governo \u2013 anzi, si pu\u00f2 parlare di vero e proprio boicottaggio, dal momento che sono stati sprecati soldi pubblici per impedire che il referendum fosse accorpato alle elezioni amministrative, per non parlare della legge sul nucleare&#8230; Confrontando questi avvenimenti ricaviamo che il governo sta cercando di svilire la grande mobilitazione popolare che c&#8217;\u00e8 stata attorno al referendum. Arriviamo cos\u00ec alla questione centrale: la \u201cquestione democratica\u201d. Il secondo comma dell&#8217;articolo 1 della Costituzione dice a chiare lettere che \u201cla sovranit\u00e0 appartiene al popolo che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione\u201d. E la sovranit\u00e0 consiste proprio nella capacit\u00e0 di decidere sulle risorse e su come vadano gestite. Ora, se su queste cose il popolo non pu\u00f2 incidere perch\u00e9 non \u00e8 messo nelle condizioni di farlo, allora a decidere \u00e8 un governo spinto dagli interessi finanziari ed economici. Dovremmo infatti ricordarci che il giorno successivo alla conversione in legge del decreto Ronchi, il valore azionario delle societ\u00e0 del settore idrico quotate in borsa \u00e8 aumentato, se non in diversi casi addirittura raddoppiato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>La straordinaria partecipazione dei cittadini alle tematiche referendarie ha sfatato la retorica dell&#8217;indifferenza. Come motivi questa partecipazione?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I motivi sono rintracciabili nella storia stessa del Forum italiano dei movimenti per l&#8217;acqua. Il forum nasce ufficialmente prima della raccolta firme per il referendum, nel marzo 2006, come tentativo di mettere insieme su scala nazionale movimenti gi\u00e0 attivi nei territori, in particolare di quelli che gi\u00e0 avevano fatto esperienza della privatizzazione dei servizi idrici. La prima iniziativa \u00e8 stata la raccolta firme per una legge di iniziativa popolare che gi\u00e0 prevedeva la trasformazione delle societ\u00e0 per azioni in soggetti di diritto pubblico per la gestione del servizio idrico potabile con meccanismi di partecipazione sociale. Anche allora furono raccolte quattrocento mila firme \u2013 a fronte delle cinquantamila necessarie in quel caso. La proposta venne depositata nelle mani dell&#8217;allora Presidente della Camera, Fausto Bertinotti, il 10 luglio 2007, ma non \u00e8 mai stata calendarizzata \u2013 n\u00e9 dal passato governo n\u00e9, tanto meno, dall&#8217;attuale. Successivamente c&#8217;\u00e8 stato il tentativo di coinvolgere pi\u00f9 direttamente gli enti pubblici locali attraverso la creazione del Coordinamento degli enti locali per la ripubblicizzazione dei servizi idrici; ancora una volta la Puglia \u00e8 stata capofila. Quindi il percorso che ha condotto al referendum \u00e8 cresciuto nel tempo sia come diffusione che come analisi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Come la modalit\u00e0 \u201corizzontale\u201d con la quale si organizzano i vari comitati territoriali pu\u00f2 aver stimolato il coinvolgimento popolare?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E&#8217; stata determinante sia la modalit\u00e0 \u201corizzontale\u201d che quella territoriale. I Comitati regionali non sono lottizzati, non ci sono referenti di questo piuttosto che di quel partito, ma ogni componente \u00e8 espressione di quel particolare gruppo di persone che in un certo territorio si occupa della questione. Ovviamente non esistono leader. Questo ha portato a conseguire risultati sul piano pratico, ma \u00e8 servito anche ad auto-responsabilizzare ognuno. Quando non si \u00e8 pagati per dedicarsi a qualcosa, lo si fa solo se alla base c&#8217;\u00e8 un nuovo (ma in realt\u00e0 vecchio) modo di intendere il mondo, non pi\u00f9 basato sull&#8217;individualismo, ma sulla solidariet\u00e0 e sulla collaborazione. Quindi il percorso \u00e8 partito concentrandosi sull&#8217;acqua ma poi si \u00e8 esteso al recupero di pratiche politiche e sociali che ultimamente erano state un po&#8217; trascurate.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Nei giorni scorsi il Comune di Taranto ha approvato un ordine del giorno a favore dei quesiti referendari in materia di servizio idrico. Qual \u00e8 l&#8217;importanza della presa di posizione in questi termini dei vari enti locali?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E&#8217; enorme. Checch\u00e9 ne dica il decreto Ronchi, che giustifica la privatizzazione degli acquesdotti richiamando la ricezione di norme comunitarie, l&#8217;Unione Europea, nonostante la sua generale impostazione liberista, ha lasciato libert\u00e0 agli Stati-membri o alle autonomie locali di decidere se la i servizi idrici sono o meno da considerarsi \u201cdi rilevanza economica\u201d, dunque se possono essere privatizzati oppure sono da intendersi alla stregua di diritti inalienabili. Per cui sono importantissimi gli atti legislativi \u2013 ordini del giorno o, ancor meglio, modifiche degli Statuti \u2013 con cui i Comuni hanno riconosciuto il valore di bene comune all&#8217;acqua: in questo modo si \u00e8 posto un limite alla privatizzazione da parte di quegli stessi soggetti che eventualmente avrebbero dovuto attuarla. C&#8217;\u00e8 poi da segnalare che proprio la questione dell&#8217;acqua bene comune ha messo d&#8217;accordo amministrazioni di diverso colore politico: nel Coordinamento ci sono giunte di centrosinistra e di centrodestra; il vero fronte del conflitto sembra passare quindi fra livello centrale \u2013 meno vicino ai cittadini e pi\u00f9 influenzabile da parte dei poteri forti \u2013 e livello locale \u2013 pi\u00f9 sensibile alle esigenze delle persone.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Il tortuoso percorso intrapreso dalla regione Puglia per la ripubblicizzazione  dell&#8217;acquedotto pugliese,come sappiamo \u00e8 stato caratterizzato da numerose frenate e tentennamenti. A che punto \u00e8 l&#8217;iter e qual \u00e8 il giudizio di Margherita Ciervo su questa vicenda?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Iniziamo a ricordare a beneficio di quelli che non lo sanno che nel 1999 il governo D&#8217;Alema trasform\u00f2 l&#8217;Acquedotto Pugliese in una societ\u00e0 per azioni a intero capitale pubblico \u2013 anche se era previsto che successivamente le azioni sarebbero dovute essere vendute. Ancora oggi vige questa struttura: il capitale della societ\u00e0 \u00e8 per l&#8217;87% nelle mani della Regione Puglia e per il 13% in quelle della Basilicata. Nel 2009 \u00e8 iniziata un&#8217;interlocuzione fra il Comitato per l&#8217;acqua e il governo regionale, che nell&#8217;ottobre del 2009 ha prodotto un tavolo tecnico \u2013 composto paritariamente da 5 tecnici, giuristi o persone indicate dalla Regione e 5 individuati dal Comitato \u2013  che aveva come obbiettivo l&#8217;elaborazione di un disegno di legge che ripubblicizzasse il nostro acquedotto \u2013 cio\u00e8 lo trasformasse da s.p.a. a \u201csoggetto di diritto pubblico\u201d. Peraltro l&#8217;articolo 6 del testo partotito dal tavolo prevedeva la realizzazione di meccanismi di partecipazione alla gestione da parte dei lavoratori e della cittadinanza. Il ddl \u00e8 stato consegnato il 23 dicembre 2009. Stando agli impegni assunti dalla Regione, il testo sarebbe dovuto diventare legge prima delle elezioni regionali \u2013 e non \u00e8 successo. L&#8217;approvazione allora \u00e8 stata rimandata ai primi 100 giorni di attivit\u00e0 del nuovo governo; cos\u00ec il 10 maggio 2010 la Giunta ha votato all&#8217;unanimit\u00e0 a favore del ddl, disponendo che il Consiglio lo approvasse entro il settembre successivo \u2013 appunto a 100 giorni esatti di distanza. Ma anche questa promessa non \u00e8 stata mantenuta. Un nuovo impegno a portarlo in Consiglio entro gennaio 2011 \u00e8 stato successivamente assunto dall&#8217;assessore Amati; ma al momento della presentazione ci siamo ritrovati con alcuni emendamenti al testo originario, proposti dallo stesso assessore, che, se approvati, andrebbero a snaturare il disegno di legge. Il primo prevede che le \u201cattivit\u00e0 collegate\u201d al servizio idrico (che non si capisce quali siano e cosa si intenda con quella formula) possano essere affidate a societ\u00e0 miste; il secondo abolisce il fondo che dovrebbe garantire quel quantitativo minimo di acqua necessario ad una vita dignitosa \u2013 o quanto meno alla sopravvivenza. Il terzo riguarda gli organi di governo: al posto del consiglio di amministrazione viene introdotta la figura dell&#8217;\u201camministratore unico\u201d; e il meccanismo di nomina molto articolato ma basato in ultima istanza sul parere dei comuni previsto dal testo originario viene sostituito con la decisione del Presidente della Regione \u201csentita la Giunta\u201d. Noi il 12 marzo scorso contro questo progetto abbiamo tenuto una mobilitazione regionale di rilevanza nazionale perch\u00e9 la Puglia potrebbe essere un&#8217;esperienza innovativa, ma lo diventer\u00e0 se si assumeranno nuovi indirizzi nella realt\u00e0, non solo sul piano della retorica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>In che modo il comitato acqua bene comune pu\u00f2 avere un effetto paradigmatico, fungendo come modello per affrontare altre tematiche della partecipazione democratica?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quello che dici \u00e8 gi\u00e0 avvenuto in Bolivia con la Coordinadora de l&#8217;agua e la vida. Indubbiamente l&#8217;acqua sta diventando simbolo di una situazione, da una parte, di appropriazione privata dei beni comuni (quello che accade all&#8217;acqua \u00e8 solo la punta dell&#8217;iceberg di un sistema e dell&#8217;ideologia liberista) e, dall&#8217;altra, di riappropriazione collettiva degli stessi. Da quando \u00e8 iniziato questo percorso in ogni assemblea c&#8217;\u00e8 qualcuno che si alza e dice: \u201cscusate, voi parlate dell&#8217;acqua&#8230; ma l&#8217;energia non \u00e8 un bene comune? E i trasporti? E l&#8217;istruzione?\u201d Si comincia quindi dall&#8217;acqua per realizzare la sovranit\u00e0 popolare cui facevo prima riferimento.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\"><strong>Il comitato si chiama \u201cacqua bene comune\u201d e non \u201c acqua bene pubblico\u201d. Qual \u00e8 la differenza concettuale tra questi due termini?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La differenza \u00e8 profonda. Nel nostro ordinamento giuridico noi abbiamo due tipologie: pubblico e privato; il pubblico sarebbe lo Stato e il privato sono i singoli o i soggetti giuridici. Nel diritto romano c&#8217;erano per\u00f2 altre due tipologie: le <em>res nullius<\/em>, le cose che non appartenevano a nessuno, e le <em>res communes<\/em>, cio\u00e8 le cose che appartenevano alla comunit\u00e0, che \u00e8 diversa dallo Stato. Allora dire \u201cacqua bene pubblico\u201d significherebbe dire \u201cacqua gestita dallo Stato\u201d; usando l&#8217;espressione \u201cbene comune\u201d si richiama un concetto di appartenenza alla collettivit\u00e0 e quindi di responsabilizzazione dei singoli che la compongono. Non si tratta per\u00f2 solo di una riflessione filosofica: nel 2007 si \u00e8 insediata una commissione ministeriale presieduta dal prof. Stefano Rodot\u00e0, che sta cercando di tradurre politicamente e giuridicamente questo concetto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Per concludere, i tre motivi su tutti ,che Margherita Ciervo percepisce come pi\u00f9 importanti per andare il 12 e 13 giugno, a votare per il referendum ed esprimere 2 SI in favore dell&#8217;acqua bene comune.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Anzitutto, si va a votare al referendum perch\u00e9 \u00e8 uno degli strumenti sanciti dalla nostra Costituzione attraverso i quali possiamo praticare la sovranit\u00e0 popolare: dobbiamo decidere noi e non gli interessi finanziari e il governo al loro servizio. Secondo motivo: si parla di un bene vitale, senza il quale non \u00e8 possibile nessun tipo di attivit\u00e0 umana. Terzo motivo perch\u00e9 con il primo quesito si blocca la privatizzazione e col secondo si elimina la ragione alla base di quel processo, cio\u00e8 il profitto sulla tariffa. Ma la cosa fondamentale \u00e8 portare ai seggi quante pi\u00f9 persone possibile; abbiamo ormai appena una settimana e c&#8217;\u00e8 tanta gente che ancora non ne sa niente del referendum \u2013 grazie al silenzio governativo. Serviranno 25 milioni di voti e ce la dobbiamo fare!<\/p>\n<div id=\"wp_fb_like_button\" style=\"margin: 0; float: none\"><iframe src=\"http:\/\/www.facebook.com\/plugins\/like.php?href=http:\/\/www.siderlandia.it\/1\/?p=2391&amp;layout=standard&amp;show_faces=true&amp;action=like&amp;colorscheme=light&amp;width=450&amp;height=30\" scrolling=\"no\" frameborder=\"0\" allowTransparency=\"true\" style=\"border:none; overflow:hidden; width: 450px; height: 30px;\"><\/iframe><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Francesca Razzato Margherita Ciervo \u00e8 una giovane ricercatrice dell&#8217;Universit\u00e0 di Bari, autrice del libro &#8220;Geopolitica dell&#8217;acqua&#8221; (Carocci, 2009), referente del Comitato Pugliese Acqua Bene Comune e Forum Italiano dei Movimenti per l&#8217;Acqua. 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