{"id":2411,"date":"2011-06-06T00:00:39","date_gmt":"2011-06-05T22:00:39","guid":{"rendered":"http:\/\/www.siderlandia.it\/?p=2411"},"modified":"2012-10-12T16:06:44","modified_gmt":"2012-10-12T14:06:44","slug":"2411","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.siderlandia.it\/1\/?p=2411","title":{"rendered":"San Raffaele a Taranto: oltre la &#8220;lite delle comari&#8221;"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-full wp-image-2414\" src=\"http:\/\/www.siderlandia.it\/wp-content\/uploads\/2011\/06\/san-raffaele-taranto-300x200.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"200\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">di <strong><em>Salvatore Romeo (&#8217;84)<\/em><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non ha avuto neanche il tempo di godersi la vittoria elettorale Nichi Vendola. Prima il rimbrotto del neo-sindaco di Milano, Giuliano Pisapia, che lo ha invitato ad ascoltare prima di parlare quando si trova in contesti che non conosce; poi le furibonde polemiche scatenatesi all&#8217;annuncio dell&#8217;aumento dell&#8217;addizionale IRPEF, che dovrebbe servire a ripianare definitivamente il disavanzo del bilancio sanitario regionale. Per far quadrare i conti della sanit\u00e0 pugliese in realt\u00e0 nei mesi scorsi \u00e8 stato varato un Piano di riordino, tristemente noto per le chiusure e i ridimensionamenti di diversi presidi territoriali. Ma evidentemente la ristrutturazione non \u00e8 bastata. I critici dell&#8217;inasprimento fiscale, d&#8217;altra parte, propongono di rimettere mano al progetto del San Raffaele del Mediterraneo, approvato in via definitiva dalla Giunta regionale con la delibera 331 del 2 febbraio 2010 e gi\u00e0 in parte finanziato con una prima tranche di 60 milioni di euro. Ma incredibilmente a chiedere la revisione degli impegni gi\u00e0 assunti non sono solo le forze che \u201cda sempre\u201d si oppongono alla realizzazione del nuovo ospedale: ora si unisce al coro dei dissenzienti anche una parte del principale partito di maggioranza in Consiglio regionale, il PD.<!--more--><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Andiamo per\u00f2 con ordine. Il buco da coprire ammonta a 93,6 milioni di euro. La manovra fiscale, concordata col Ministero dell&#8217;Economia, mira a portare l&#8217;addizionale IRPEF dallo 0,9% del reddito imponibile a 1,2% per i redditi inferiori ai 28 mila euro\/anno e a 1,5% per quelli superiori. I due scaglioni \u00e8 stato quanto la Giunta \u00e8 riuscita a ottenere dalla trattativa col Ministero.<br \/>\nUna delle prime voci a levarsi contro l&#8217;operazione \u00e8 stata quella dei sindacati. Il primo a fare riferimento esplicito al San Raffaele \u00e8 stato Aldo Pugliese, segretario regionale della UIL. \u201cMi chiedo perch\u00e9 Vendola non prende i soldi necessari sottraendo l&#8217;investimento pubblico nel San Raffaele di Taranto? Perch\u00e9 dobbiamo pagare 60 milioni a don Verz\u00e8?\u201d, ha sbottato il sindacalista (Corriere del Mezzogiorno, 31\/05\/2011). Ma il vero mattatore dell&#8217;arena \u00e8 diventato, dall&#8217;indomani, il Sindaco di Bari e Presidente regionale del PD, Michele Emiliano. Un indice particolarmente eloquente dell&#8217;umore dell&#8217;ex magistrato \u00e8 la bacheca del suo profilo facebook. Bene, dall&#8217;1 giugno il massimo esponente del PD pugliese inizia a pubblicare link che fanno riferimento alla \u201cquestione San Raffaele\u201d e alla liason dangeroux fra Vendola e il famigerato don Verz\u00e8.<br \/>\nMa la veemenza con cui Emiliano ha preso a scagliarsi contro il progetto del San Raffaele lascia perplessi: perch\u00e9 proprio ora? Perch\u00e9 posizioni analoghe non sono state espresse quando il progetto era ancora in discussione? In quel caso forse il pronunciamento del leader del primo partito della maggioranza \u2013 magari formulate non su facebook, ma in sedi ufficiali \u2013 avrebbero sortito un effetto ben diverso; chiss\u00e0&#8230; sarebbero persino riuscite a bloccare il disegno della \u201cstrana coppia\u201d Vendola-Verz\u00e8. Ma questo non lo sapremo mai.<br \/>\nLe parole del sindaco di Bari in ogni caso sorprendono non solo per l&#8217;assoluta intempestivit\u00e0, ma soprattutto perch\u00e9, pur non citandolo mai per esteso, si rivolgono neanche troppo indirettamente all&#8217;artefice della manovra di bilancio, nonch\u00e9 grande sponsor dell&#8217;operazione San Raffaele: il sodale di partito Michele Pelillo. Un Michele sembra dire all&#8217;altro: \u201cCaro, perch\u00e9 i soldi coi quali devi mettere apposto i conti della sanit\u00e0 non li togli al tuo amico don Verz\u00e8?\u201d D&#8217;altra parte gi\u00e0 la scorsa estate Pelillo era stato tirato nel pieno della bufera, quando divenne di pubblico dominio la notizia che il designato presidente della Fondazione San Raffaele del Mediterraneo \u2013 che dovrebbe realizzare e gestire il nuovo ospedale \u2013, avvocato Paolo Ciaccia, fosse associato al medesimo studio legale di cui \u00e8 componente lo stesso assessore regionale. Ripresa dalle forze politiche d&#8217;opposizione, che l&#8217;hanno rilanciata unendola all&#8217;accusa di \u201cconflitto d&#8217;interesse\u201d, la rivelazione ha provocato le dimissioni di Ciaccia.<br \/>\nOra, non resta che chiedersi: la polemica suscitata da Emiliano ha carattere puramente strumentale, servendo a giochi di potere interni al principale partito di maggioranza? Il dubbio \u00e8 pi\u00f9 che legittimo, ma non pu\u00f2 che restare aperto&#8230;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Certo, sarebbe un vero peccato sprecare per calcoli di retrobottega politico un&#8217;occasione propizia per ripensare un progetto che presenta non poche criticit\u00e0. Queste sono gi\u00e0 emerse nel corso dei mesi e degli anni scorsi principalmente grazie all&#8217;iniziativa di alcuni soggetti della societ\u00e0 civile tarantina. Da segnalare in particolare il ricorso contro i criteri di istituzione della fondazione San Raffaele del Mediterraneo presentato dall&#8217;avvocato Nicola Russo, esponente del Comitato Taranto Futura. L&#8217;attenzione dell&#8217;avvocato si \u00e8 concentrata in particolare sull&#8217;assegnazione di una struttura pubblica a una societ\u00e0 terza senza gara d&#8217;appalto; non conta in questo caso il fatto che la Fondazione sia una onlus, dal momento che una sentenza del Consiglio di Stato (26 agosto 2010, n. 5956) rende soggette a gara anche le associazioni senza fini di lucro. Il ricorso presentato da Russo coglie nel segno quello che forse \u00e8 il principale punto debole dell&#8217;intera operazione. La struttura ospedaliera che dovrebbe vedere la luce nel quartiere Paolo VI \u00e8 interamente finanziata da fondi pubblici: oltre ai 60 milioni gi\u00e0 stanziati dalla Regione, ve ne saranno altrettanti che dovr\u00e0 erogare il governo centrale; quel che resta per coprire la spesa complessiva \u2013 stimata in 210 milioni di euro \u2013 dovrebbero derivare da un project-financing. La Fondazione San Raffaele del Mediterraneo, il cui consiglio d&#8217;amministrazione d&#8217;altra parte \u00e8 composto per il 55% da rappresentanti dei poteri pubblici (ma, al momento, nessuno di questi \u00e8 stato indicato dal Comune di Taranto), non sar\u00e0 proprietaria della struttura, ma dovr\u00e0 gestirla. Non sono tuttavia chiari i termini dell&#8217;accordo e, in particolare, \u201ccosa ci guadagna il San Raffaele\u201d \u2013 e magari&#8230; cosa ci investe. D&#8217;altra parte il gruppo capitanato da Don Verz\u00e8 non sembra passarsela benissimo: dopo aver denunciato debiti per 900 milioni di euro e aver elaborato un programma di rientro che dovrebbe consentirgli di recuperare a breve almeno 120 milioni, la Fondazione milanese pi\u00f9 che di investimenti sembra aver bisogno di liquidit\u00e0 immediata.<br \/>\nMa oltre agli aspetti propriamente istituzionale e aziendale, l&#8217;operazione presenta problemi significativi sul piano sanitario. Li riporta il Presidente dell&#8217;Ordine dei Medici della Provincia di Taranto, dott. Cosimo Nume, gi\u00e0 estensore di una lettera aperta sul tema indirizzata al presidente Vendola e agli assessori Pelillo e Fiore (Sanit\u00e0) e datata 28 ottobre 2009 \u2013 lettera che non ha mai ricevuto risposta. Il dott. Nume precisa immediatamente che \u201cnon si tratta di un ospedale di eccellenza. Presumibilmente sar\u00e0 un centro di alto livello, ma pur sempre multi-specialistico, come le strutture gi\u00e0 esistenti (Santissima Annunziata e Moscati). E infatti queste ultime si trasformeranno in pronto soccorso&#8230; ma gestire dei pronto soccorso in locali cos\u00ec ampi sar\u00e0 indubbiamente complicato.\u201d Un&#8217;altra cosa che va chiarita \u00e8 il carattere di \u201cstruttura universitaria\u201d che la delibera di approvazione del progetto riconosce al nuovo ospedale \u2013 e che il consigliere Alfredo Cervellera ha rimarcato nella sua recente (e colorita) replica a Michele Emiliano. \u201cin realt\u00e0 \u2013 afferma Nume \u2013 il nuovo ospedale conter\u00e0 500 posti circa, contro i 700\/750 attualmente disponibili al moscati e al Santissima Annunziata; questa riduzione tuttavia non incider\u00e0 sul rapporto fra organico e pazienti, che rester\u00e0 quello di un qualsiasi altro ospedale. Di contro, gli ospedali universitari (si pensi al Policlinico di Bari), hanno un numero maggiore di addetti per ciascun posto letto \u2013 e questo proprio perch\u00e9 vi sono anche i ricercatori. A questo punto \u00e8 legittimo chiedersi se non abbiano sbagliato i conti&#8230; oppure se in effetti non vi sia un investimento in ricerca.\u201d Un vero e proprio errore di programmazione riguarda poi la struttura di farmacia. \u201cE&#8217; uno degli elementi fondamentali della strategia di cura ed \u00e8 allo stesso tempo una delle pi\u00f9 robuste voci di spesa di qualsiasi centro sanitario. Ebbene, la delibera sottostima significativamente i costi legati a questo capitolo. E&#8217; stato detto da parte della Regione che si \u00e8 trattato di un errore, ma se pensiamo che alla stesura del progetto hanno partecipato le migliori menti dell&#8217;Assessorato alla Sanit\u00e0 e della Fondazione San Raffaele, la cosa preoccupa&#8230;\u201d<br \/>\nAltra questione delicata \u00e8 quella della localizzazione del nuovo centro: \u201c\u00e8 lontano da aree molto popolose: la stessa citt\u00e0, ma anche Leporano e Pulsano&#8230; e poi non si tiene conto del fatto che l&#8217;utenza \u00e8 composta da persone che hanno oggettivi problemi di mobilit\u00e0 (si pensi agli anziani). La Regione garantisce che sono gi\u00e0 stati approntati sistemi adeguati di viabilit\u00e0, ma ancora non sono noti.\u201d<br \/>\nMa i limiti del progetto sono ancora pi\u00f9 profondi e chiamano in causa la stessa politica sanitaria regionale e nazionale: \u201cla legge 502 \u2013 argomenta Nume \u2013 stabilisce che vi possa essere concorrenza fra pubblico e privato nella gestione dei servizi sanitari, al fine di tutelare l&#8217;interesse del cittadino. Il circolo virtuoso della competizione funziona per\u00f2 laddove si confrontano strutture private erogatrici di servizi di qualit\u00e0 e strutture pubbliche in grado di esprimere gli stessi standard. A Taranto invece avremmo la scomparsa del pubblico e quindi l&#8217;alterazione del meccanismo contemplato dalla legge.\u201d Questa anomalia si inserisce nella tendenza al sotto-finanziamento che da tempo riguarda i sistemi sanitari delle regioni meridionali: \u201ci criteri di riparto del fondo sanitario nazionale sono inadeguati a garantire il soddisfacimento dei bisogni di cura che la societ\u00e0 esprime. Essi si basano ancora molto su elementi demografici come l&#8217;et\u00e0 media della popolazione, non tenendo conto che la cura di malattie non necessariamente legate all&#8217;et\u00e0 (si pensi alle leucemie) incide notevolmente sulla spesa sanitaria. Ad essere particolarmente penalizzate negli ultimi anni sono state le regioni del Sud; si \u00e8 allora determinato un circolo vizioso: al Nord il maggiore volume di finanziamenti ha consentito alle stesse strutture pubbliche livelli d&#8217;investimento relativamente alti, che ne hanno migliorato l&#8217;efficienza; in questo modo il dislivello nelle prestazioni sanitarie fra le due parti del paese \u00e8 andato aumentando progressivamente. E ci\u00f2 ha contribuito alla maturazione dei noti deficit che affliggono la sanit\u00e0 delle regioni meridionali. Per quel che riguarda la nostra, si \u00e8 cercato di migliorare la situazione finanziaria attraverso il taglio di centri e servizi, ma un grande limite di quel piano \u00e8 stato non disporre \u00abparacadute\u00bb adeguati sul territorio. Si chiudono gli ospedali, ma senza centri di assistenza distribuiti in maniera pi\u00f9 capillare la gente dove si cura?\u201d<br \/>\nIn ogni caso il risanamento del deficit non pu\u00f2 passare secondo Nume dallo storno delle somme stanziate o previste per l&#8217;ospedale tarantino. \u201cBisogna sottolineare una cosa importantissima: tre anni fa Lecce e Brindisi (provincie la cui struttura sanitaria \u00e8 simile alla nostra) ebbero ciascuna 120 milioni di euro di finanziamento per ammodernare le rispettive strutture ospedaliere. Ora, gi\u00e0 all&#8217;epoca era in ballo la questione San Raffaele, per cui si decise di disporre per Taranto un finanziamento minore (14 milioni di euro) in attesa del nuovo grande investimento. Comunque vadano le cose \u2013 e cio\u00e8 che si faccia o meno il nuovo ospedale \u2013 il denaro gi\u00e0 stanziato e l&#8217;altra quota prevista non possono essere sottratti ai tarantini a vantaggio di tutta la Puglia! Non sarebbe giusto: se si deve tagliare, si tagli equamente, andando a colpire soprattutto gli sprechi.\u201d<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le parole di Nume non lasciano adito a dubbi: prelevare sic et simpliciter i 60 milioni di euro di denaro pubblico dal fondo per la realizzazione del nuovo centro e destinarli alla manovra di bilancio equivarrebbe a penalizzare nettamente la sanit\u00e0 tarantina. Altro \u2013 si potrebbe aggiungere \u2013 sarebbe trovare per quei soldi una destinazione diversa dal progettato ospedale \u2013 magari una soluzione pi\u00f9 adeguata ai bisogni della cittadinanza e pi\u00f9 consona a uno sviluppo \u201csostenibile\u201d della struttura urbanistica della citt\u00e0 (un articolo a parte meriterebbe l&#8217;\u201coperazione Fintecna\u201d, con la quale il Comune ha acquisito dalla societ\u00e0 di propriet\u00e0 del Ministero dell&#8217;Economia i terreni sui quali dovrebbe sorgere l&#8217;ospedale, dando in cambio lotti edificabili, sui quali Fintecna prevede di realizzare una nuova area residenziale). Ma non pare sia questo l&#8217;oggetto del contendere nella \u201clite delle comari\u201d fra i due Michele.<\/p>\n<div id=\"wp_fb_like_button\" style=\"margin: 0; float: none\"><iframe src=\"http:\/\/www.facebook.com\/plugins\/like.php?href=http:\/\/www.siderlandia.it\/1\/?p=2411&amp;layout=standard&amp;show_faces=true&amp;action=like&amp;colorscheme=light&amp;width=450&amp;height=30\" scrolling=\"no\" frameborder=\"0\" allowTransparency=\"true\" style=\"border:none; overflow:hidden; width: 450px; height: 30px;\"><\/iframe><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Salvatore Romeo (&#8217;84) Non ha avuto neanche il tempo di godersi la vittoria elettorale Nichi Vendola. 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