{"id":3026,"date":"2011-11-28T00:00:17","date_gmt":"2011-11-27T22:00:17","guid":{"rendered":"http:\/\/www.siderlandia.it\/?p=3026"},"modified":"2012-10-11T16:00:55","modified_gmt":"2012-10-11T14:00:55","slug":"il-risorgimento-dietro-le-sbarre","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.siderlandia.it\/1\/?p=3026","title":{"rendered":"Il Risorgimento dietro le sbarre"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-3027\" src=\"http:\/\/www.siderlandia.it\/wp-content\/uploads\/2011\/11\/ascanio_celestini_in_pro_patria_al_bellini_di_napoli-210x300.jpg\" alt=\"\" width=\"210\" height=\"300\" srcset=\"http:\/\/www.siderlandia.it\/1\/wp-content\/uploads\/2011\/11\/ascanio_celestini_in_pro_patria_al_bellini_di_napoli-210x300.jpg 210w, http:\/\/www.siderlandia.it\/1\/wp-content\/uploads\/2011\/11\/ascanio_celestini_in_pro_patria_al_bellini_di_napoli.jpg 250w\" sizes=\"(max-width: 210px) 100vw, 210px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">di <strong><em>Salvatore Romeo (&#8217;85)<\/em><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ogni giorno, psicologi e pedagoghi di tutto il mondo si interrogano su quale sia il momento preciso in cui i bambini abbandonano l\u2019infanzia per entrare  nel complesso universo di vestiti sempre pi\u00f9 grandi ed ormoni propri dell\u2019adolescenza. Nonostante il dibattito sia molto acceso e interessi diverse \u201ccorrenti\u201d della psicologia moderna, gli studiosi non riescono a pervenire ad una risultato comune: non si riesce a stabilire la giusta et\u00e0 in cui si comincia la scalata verso la \u201cmaturit\u00e0\u201d . Al riguardo, ho un\u2019idea del tutto personale. Provate a ripensare, con estrema attenzione ed un poderoso sforzo di memoria, a quando da bambini, molti dei vostri \u201cmiti ed eroi\u201d sono svaniti. Chi di voi non ha sentito crescere dentro di s\u00e9 una sensazione di delusione mista ad ira, alla vista del proprio padre prono dinnanzi all\u2019albero di natale, nella notte della vigilia, nell\u2019intento di porre i regali tra la grotta del nascituro e le luci dagli improbabili colori?<!--more--> O chi non ha  provato un vago senso di inquietudine e stupore nel frangente in cui, un cugino pi\u00f9 grande e certamente pi\u00f9 smaliziato, non gli ha spiegato la vera alchimia celata dietro la nascita dei bambini? Dunque, la distruzione dei \u201cmiti\u201d segna ineluttabilmente il passaggio dallo stato di \u201csoggetto infante ad soggetto adolescente\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Vi starete domandando quale sia il reale intento di questa introduzione. Bene, sar\u00e0 presto spiegato. Pensate se un giorno un ragazzo \u201cdi borgata\u201d, con un racconto di cento minuti ed uno spazio di due metri per due, venisse e sradicasse 150 anni di certezze e \u201cmiti\u201d. Come vi sentireste se rappresentassero la figura di Giuseppe Garibaldi non come l\u2019 \u201deroe dei due Mondi\u201d  ma piuttosto di un abile stratega che tramite accordi, saggiamente alternati, con Stato sabaudo, latifondisti locali ed eserciti pi\u00f9 o meno regolari, riuscisse ad ottenere l\u2019unificazione dell\u2019Italia?  Ma non solo della distruzione dei miti dell\u2019unit\u00e0 d\u2019Italia racconta il nuovo lavoro di Ascanio Celestini.<br \/>\nPro patria \u00e8 la storia, ambientata negli anni settanta, incipit del periodo del \u201cterrore\u201d italiano, di un detenuto che, nell\u2019intento di scrivere l\u2019arringa del processo in cui \u00e8 imputato, rivolge il suo sguardo, giovane ed innocente, ed i suoi pensieri agli avvenimenti che portarono all\u2019unificazione italiana. E non  per ampliare la sua cultura storica o per particolare curiosit\u00e0 ma \u201ccostretto\u201d dalla legge: stando alle norme infatti, i detenuti possono leggere al massimo tre libri al giorno, la maggior parte dei quali sono censurati: ci\u00f2 per evitare che testi troppo \u201cforti\u201d possano favorire l\u2019insorgere di ribellioni. Gli unici libri esenti dalla \u201ccorrezione\u201d dello Stato, sono i libri che raccontano avventure del passato. Cos\u00ec per un detenuto \u00e8 facile imbattersi nelle \u201cMemorie politiche \u201d di Felice Orsini o nelle \u201cLettere\u201d dei fratelli Bandiera e di Ciro Menotti o le \u201cGuerre combattute in Italia\u201d di  Carlo Pisacane, in cui il Risorgimento \u00e8 raccontato per come \u00e8 realmente avvenuto: storie di lotta armata e galera. E come potrebbero mai queste storie incitare alla ribellione? Il monologo, come da tradizione negli spettacoli di Celestini, \u00e8 tutto incentrato sulla dissonanza tra i racconti di ribellione propri dell\u2019unit\u00e0 italiana, raccontati con un abile stratagemma ad una velocit\u00e0 davvero sostenuta, e lo \u201cstato\u201d di detenuto, costretto a scontare una pena esemplare (\u201cfino al giorno 99 del mese 99 dell\u2019anno 9999\u201d e non provate a chiamarlo ergastolo) , per istigazione alla rivoluzione (il detenuto arrestato per il furto di due mele,  si \u00e8 ritrovato immischiato in un tentativo di evasione). E la monotonia della vita in cella viene spezzata solo da qualche topo e dal dialogo con un interlocutore molto particolare: Giuseppe Mazzini. Ed \u00e8 proprio sulla figura silenziosa e sconfitta dell\u2019 \u201ceroe\u201d della Repubblica Romana, che in realt\u00e0 si limita ad unica ma fondamentale battuta finale, che si snoda la narrazione. La Repubblica Romana, laboratorio di idee rivoluzionarie in cui, nella breve parentesi della sua durata,\u201d ci fu un governo democratico, si vot\u00f2 per la scuola pubblica e laica, per la libert\u00e0 di culto e contro la religione di Stato, si sanc\u00ec che il lavoro \u00e8 un diritto e nacque la Costituzione che cento anni dopo diventer\u00e0 quella della Repubblica italiana. Poi torn\u00f2 il Papa e ripristin\u00f2 censura e ghigliottina, stracci\u00f2 la Costituzione e process\u00f2 tremila cittadini\u201d. A capo della repubblica romana un triumvirato: Carlo Armellini, Aurelio Saffi e Giuseppe Mazzini, provarono ad offrire l\u2019unica speranza che ancora univa la popolazione ormai stanca di soprusi e violenza: la libert\u00e0. Particolarmente \u201ceretica\u201d fu una proposta: l\u2019abolizione delle carceri, per uno Stato senza processi, senza galere. Le galere : luoghi di circolazione di idee e possibilit\u00e0 di contatto tra strati sociali differenti; cos\u00ec nell\u2019Ottocento. Luoghi di corruzione e malaffare, governate da secondini corrotti e senza scrupoli, cos\u00ec potenti da scavalcare anche gli ordini dei superiori: questo lo stato attuale per Celestini. E come dargli torto. Oggi le nostre carceri ci parlano di immigrati, tossicodipendenti, problemi sanitari, di tentativi di suicidi che nella maggior parte delle volte i trasformano in tragedia. E come non potrebbe fare comodo un suicidio nelle carceri odierne: sovraffollamento, tensioni, indulti e malcontento popolare: perch\u00e9 un secondino dovrebbe impedire ad un detenuto di volare via e dunque liberare un posto?<br \/>\nLa narrazione prosegue a ritmo incalzante. Si parla dei ragazzi morti per strada a Roma nel tentativo di disinnescare le bombe; si parla dei soldati francesi che entrati in citt\u00e0 hanno sterminato la popolazione romana malgrado l\u2019articolo V\u00b0 della Costituzione francese, che vietava l\u2019aggressione da parte dell\u2019esercito francese a qualsiasi fratello repubblicano; si racconta come il presidente della repubblica francese Carlo Luigi Napoleone Bonaparte, successivamente auto proclamatosi imperatore con il nome di Napoleone III, abbia riportato il papa Pio IX a Roma; parla dei ragazzi italiani che persero la vita per un\u2019UNITA\u2019, che ancora oggi stenta ad essere rispettata.<br \/>\nIl finale non pu\u00f2, non deve essere svelato: basti sapere che come in altre opere di Ascanio Celestini, alla fine della narrazione fatta di parole che rincorrono altre parole, non trionfa il lieto fine.<\/p>\n<div id=\"wp_fb_like_button\" style=\"margin: 0; float: none\"><iframe src=\"http:\/\/www.facebook.com\/plugins\/like.php?href=http:\/\/www.siderlandia.it\/1\/?p=3026&amp;layout=standard&amp;show_faces=true&amp;action=like&amp;colorscheme=light&amp;width=450&amp;height=30\" scrolling=\"no\" frameborder=\"0\" allowTransparency=\"true\" style=\"border:none; overflow:hidden; width: 450px; height: 30px;\"><\/iframe><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Salvatore Romeo (&#8217;85) Ogni giorno, psicologi e pedagoghi di tutto il mondo si interrogano su quale sia il momento preciso in cui i bambini abbandonano l\u2019infanzia per entrare nel complesso universo di vestiti sempre pi\u00f9 grandi ed ormoni propri dell\u2019adolescenza. 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