{"id":3062,"date":"2011-12-05T00:00:28","date_gmt":"2011-12-04T22:00:28","guid":{"rendered":"http:\/\/www.siderlandia.it\/?p=3062"},"modified":"2012-10-11T15:46:46","modified_gmt":"2012-10-11T13:46:46","slug":"un-viaggio-nel-mondo-femminile-islamico-tra-liberta-ed-emancipazione","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.siderlandia.it\/1\/?p=3062","title":{"rendered":"Un viaggio nel mondo femminile  islamico: tra libert\u00e0 ed emancipazione"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-3063\" src=\"http:\/\/www.siderlandia.it\/wp-content\/uploads\/2011\/12\/donne-iraniane-2-1-300x181.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"181\" srcset=\"http:\/\/www.siderlandia.it\/1\/wp-content\/uploads\/2011\/12\/donne-iraniane-2-1-300x181.jpg 300w, http:\/\/www.siderlandia.it\/1\/wp-content\/uploads\/2011\/12\/donne-iraniane-2-1.jpg 600w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">di <strong><em>Greta Marraffa<\/em><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Spesso, quando si discute della \u201cquestione di genere\u201d, si \u00e8 soliti decostruirla attraverso considerazioni alterate, che rintracciano come massima espressione di emancipazione i canoni o gli stereotipi proposti dai modelli occidentali che tendono ad essere universalizzati.<br \/>\nL\u2019occidente, ossessionato dalla sua cultura identitaria,  tenta  di esportarla in tutto il mondo, considerandosi erroneamente e presuntuosamente fautore e promotore di processi  di libert\u00e0,cambiamento e  civilizzazione.<br \/>\nLa stessa globalizzazione, complice di processi di omologazione, contribuisce alla disintegrazione della diversit\u00e0, e allo stesso tempo, allo smarrimento disastroso delle identit\u00e0.<!--more--><br \/>\nLa cultura di un popolo, invece, \u00e8 il flusso di un fiume in piena, uscito dai suoi argini: \u00e8 dinamicit\u00e0, \u00e8 la combinazione di colori e di linguaggi differenti, ed \u00e8 proprio questa eterogeneit\u00e0 che dovrebbe essere tutelata attraverso un processo di reale integrazione. Quando si parla di donne bisognerebbe partire da una importantissima premessa: statisticamente esse sono la maggioranza e ricoprono al giorno d\u2019oggi ruoli funzionali ed essenziali al progresso e allo sviluppo della societ\u00e0.  La statistica per\u00f2 poco rileva come, questo mondo cos\u00ec vasto sia al suo interno, cos\u00ec variegato e ricco di sfumature. E\u2019 lo stesso concetto di \u201cgenere\u201d che deve essere analizzato a pi\u00f9 livelli, senza essere banalizzato. Emerge allora che esso non \u00e8 altro che un puro riferimento a quella secolare distinzione uomo\/donna  frutto di una costruzione  culturale, religiosa e giuridica  geograficamente determinata. Sarebbe quindi ingannevole ritenere che tutte le religioni o culture adottino il concetto di genere con la stessa accezione che noi abbiamo conosciuto. Ed altrettanto  pericoloso sarebbe accettare che alla base dei processi di emancipazione e di \u201cliberazione\u201d della donna vi siano dei criteri universalizzanti.<br \/>\nRecentemente, alla II Facolt\u00e0 di Giurisprudenza di Taranto, nel corso delle lezioni di Diritto Interculturale, si \u00e8 svolto  un seminario sulla condizione della donna musulmana e sull\u2019affermarsi del femminismo islamico nei territori del Medio- Oriente. Una lezione che si \u00e8 tramutata poi, in dibattito vivo ed acceso, in quanto tema di interesse generale ed universale.<br \/>\nNel mondo arabo, l\u2019attivismo di genere \u00e8 nato ed ha cominciato a battersi contro le oppressive barriere confessionali, alla fine dell\u2019Ottocento. Nacquero movimenti stimolati da spinte interne, dovute alla diffusione dell\u2019istruzione femminile, e da spinte esterne attraverso la penetrazione economica delle potenze europee. Ma le donne islamiche compartecipi di tali movimenti Respinsero l\u2019attribuzione e la categorizzazione di \u201c<strong>femministe<\/strong>\u201d, in quanto considerata accezione troppo legata ai processi di occidentalizzazione e di colonialismo. Rifiutando una terminologia che era stata coniata in ambito accademico, all\u2019inizio del Novecento, un momento in cui tale questione si caric\u00f2 di  intensissimi dibattiti carichi di simbologia, ed importanza storico-religiosa.<br \/>\nUno dei gruppi pi\u00f9 radicali e radicati nel territorio come l\u2019Unione Femminista Egiziana, rivendica il diritto all\u2019istruzione femminile e al lavoro, reclama un\u2019assoluta e radicale modificazione del codice dello statuto personale, e il diritto al voto per tutte le donne senza distinzione di ceto nel mondo arabo. Le Islamiste invece pi\u00f9 vicine al concetto di famiglia come \u201c<strong>nucleo fondamentale in cui la donna pu\u00f2 manifestare al meglio le sue qualit\u00e0<\/strong>\u201d, rigettano l\u2019esegesi delle femministe, volte  a dimostrare che attraverso il Corano, testo sacro e di diritto, fonte di uguaglianza e di fratellanza, esse siano sullo stesso piano degli uomini.<br \/>\nIn realt\u00e0 il Corano \u00e8 difficile da interpretare, e questo favorisce la nascita di differenti correnti di pensiero. Per quanto riguardo ad esempio l\u2019utilizzo del velo, netta \u00e8 la contrapposizione  tra modernisti e  tradizionalisti. Mentre i modernisti sostengono che l\u2019ordine di portare il velo vale solo per le mogli del profeta, i tradizionalisti affermano che \u00e8 giusto per tutte le donne. Molte donne non utilizzano lo chador delle loro madri, in quanto rifiutano il passato, ma continuano ad indossare il velo non per mostrare sottomissione al padre o al marito, ma per una sorta di rispetto nei confronti di Dio. Le femministe islamiche affermano che alla base delle proprie rivendicazioni ci sia la tradizione culturale e soprattutto religiosa, che, al contrario di quanto professino i difensori della\u2019assetto patriarcale e conservatore, il loro movimento non \u00e8 \u201canti-religioso\u201d, anzi esso utilizza l\u2019Islam come strumento di liberazione e di emancipazione.<br \/>\nPerci\u00f2 la discriminazione femminile, nel mondo arabo non \u00e8 da attribuire ai precetti islamici, ma alla tradizione e ai costumi sociali, a fondamentalismi, ad interpretazioni distorte e maschiliste, dovute all\u2019assenza nel quadro giuridico del sesso femminile. Tuttavia il mondo islamista al suo interno \u00e8 molto variegato: la sostanziale differenza che intercorre tra il mondo delle islamiste e quello delle femministe islamiche \u00e8 che le prime conducono a rivendicare un\u2019uguaglianza nella sfera pubblica, mentre le secondo rivendicano l\u2019uguaglianza di genere non solo nella sfera pubblica, ma anche in quella privata, tra le quattro mura domestiche dove avvengono le maggiori ed intolleranti discriminazioni. Il femminismo islamico inoltre affronta questioni interne alla sfera religiosa, come l\u2019accesso paritario alla moschea per la preghiera collettiva, la possibilit\u00e0 per le donne di divenire imam e l\u2019ingresso delle donne nelle professioni religiose.<br \/>\nL\u2019affermazione dei diritti delle donne musulmane, secondo le femministe musulmane, in sintesi, non pu\u00f2 realizzarsi all\u2019interno di quella ideologia femminista occidentale che si rifiuta di ascoltare la voce critica delle donne di religione islamica, e d\u00e0 per scontato che queste ultime soffrano pi\u00f9 o meno consapevolmente a causa di una condizione segregativa causata dalla loro fede. Interessante ed utile sarebbe interrogarsi su: \u201cquanto realmente le donne occidentali siano cos\u00ec incondizionatamente libere\u201d? Quante volte infatti esse sono state costrette a mercificare il proprio corpo\u2026. Come vergini da offrire al drago-imperatore? O ad ostentarlo o a sottoporlo a vincoli dettati da stereotipi e modelli schiavizzanti? La sfida dei paesi occidentali, di contro invece,  dovrebbe essere quella di trovare una modalit\u00e0 per edificare delle realt\u00e0 pluraliste, che valorizzino le diversit\u00e0 attraverso processi veri di integrazione, di conoscenza dell\u2019altro senza la pretesa di volerne modificare l\u2019assetto genetico. Ed in Italia invece, l\u2019idea dell\u2019emancipazione della donna dovrebbe ripartire dalla condizione di diversit\u00e0 che la caratterizza e differenzia dall\u2019uomo, senza cedere alla \u201ctrappola dell\u2019uguaglianza\u201d, perch\u00e9 non siamo eguali \u2026. per nessuno motivo.<br \/>\nPerch\u00e9 il mondo femminile rifiuta di essere categorizzato, perch\u00e9 rifiuta l\u2019accesso alla politica tramite le quote rosa, perch\u00e9 il mondo femminile ha nel tempo sperimentato nuove forme di partecipazione e di condivisione che non hanno nulla a che fare con la perenne attivit\u00e0 di accumulo e di mercificazione dell\u2019homo economicus.<\/p>\n<div id=\"wp_fb_like_button\" style=\"margin: 0; float: none\"><iframe src=\"http:\/\/www.facebook.com\/plugins\/like.php?href=http:\/\/www.siderlandia.it\/1\/?p=3062&amp;layout=standard&amp;show_faces=true&amp;action=like&amp;colorscheme=light&amp;width=450&amp;height=30\" scrolling=\"no\" frameborder=\"0\" allowTransparency=\"true\" style=\"border:none; overflow:hidden; width: 450px; height: 30px;\"><\/iframe><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Greta Marraffa Spesso, quando si discute della \u201cquestione di genere\u201d, si \u00e8 soliti decostruirla attraverso considerazioni alterate, che rintracciano come massima espressione di emancipazione i canoni o gli stereotipi proposti dai modelli occidentali che tendono ad essere universalizzati. 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