{"id":3073,"date":"2011-12-05T00:03:52","date_gmt":"2011-12-04T22:03:52","guid":{"rendered":"http:\/\/www.siderlandia.it\/?p=3073"},"modified":"2012-10-11T15:45:05","modified_gmt":"2012-10-11T13:45:05","slug":"distrutta-lilva-al-torino-film-festival","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.siderlandia.it\/1\/?p=3073","title":{"rendered":"Distrutta l&#8217;ILVA&#8230; al Torino Film Festival"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-3075\" src=\"http:\/\/www.siderlandia.it\/wp-content\/uploads\/2011\/12\/fireworks-300x149.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"149\" srcset=\"http:\/\/www.siderlandia.it\/1\/wp-content\/uploads\/2011\/12\/fireworks-300x149.jpg 300w, http:\/\/www.siderlandia.it\/1\/wp-content\/uploads\/2011\/12\/fireworks-1024x508.jpg 1024w, http:\/\/www.siderlandia.it\/1\/wp-content\/uploads\/2011\/12\/fireworks.jpg 1181w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">di <strong><em>Serena Mancini<\/em><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nella notte tra il 31 dicembre e il 1 gennaio l&#8217;Ilva \u00e8 saltata in aria. Mentre la citt\u00e0 festeggiava l&#8217;arrivo del nuovo anno i fuochi d&#8217;artificio hanno incorniciato la distruzione del siderurgico. Dopo aver fatto esplodere le ciminiere, i responsabili si sono dileguati a bordo di una barca a vela tra lo stupore e la gioia di chi questo momento l&#8217;aveva sempre sognato. Gli artefici dell&#8217;attentato sono di diversa nazionalit\u00e0: oltre ai due tarantini il gruppo si compone di un palestinese, un francese e una greca. Questa la vicenda descritta da Giacomo Abbruzzese nel cortometraggio Fireworks, presentato alla 29\u00aa edizione del Torino Film festival all&#8217;interno della sezione \u201citaliana.corti\u201d. Il giovane regista tarantino ha voluto girare il suo ultimo lavoro nella citt\u00e0 jonica, nella quale ha vissuto sino all&#8217;et\u00e0 di 19 anni, per provare ad immaginarla finalmente libera dallo stabilimento. Specializzatosi in cinema, televisione e produzione multimediale al Dams di Bologna, Abbruzzese ha gi\u00e0 ottenuto diversi riconoscimenti tra cui il premio come miglior cortometraggio alla scorsa edizione del torino film festival per Archipel, corto interamente girato in Palestina.<!--more--><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Nelle tue precedenti esperienze ti sei occupato di contesti anche molto lontani, su tutti la Palestina. Cosa ti ha spinto a \u201ctornare\u201d a Taranto?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Taranto \u00e8 la mia citt\u00e0, la citt\u00e0 in cui sono nato e in cui ho vissuto fino a 19 anni, dove c\u2019\u00e8 tutta la mia famiglia. Il mio rapporto con la citt\u00e0 \u00e8 sempre molto vivo, ci torno spesso. Questo \u00e8 il primo film che giro a Taranto, perch\u00e9 consideravo complesso relazionarmi alla mia citt\u00e0. \u00c8 un film che ha preso forme diverse. Quattro anni fa avevo scritto un film dal taglio pi\u00f9 documentaristico, il cui obiettivo era raccontare cosa accade a Taranto a livello della problematica ambientale. Successivamente la questione dell\u2019inquinamento provocato dal siderurgico si \u00e8 diffusa, per cui ho avuto voglia di provare a inventare qualcosa di nuovo. E lavorare per esempio su un sogno &#8211; conscio o inconscio \u2013 comune a molti tarantini: quello di veder saltare in aria l\u2019Ilva. Personalmente ho avuto il desiderio di scappare dalla mia citt\u00e0 per varie ragioni, tra cui anche l\u2019inquinamento, e sono consapevole di essere stato fortunato ad aver avuto questa possibilit\u00e0. Oggi sento ancora una sorta di debito nei confronti della mia citt\u00e0, per cui volevo farle regalo di un\u2019immagine, quella della distruzione del siderurgico. Non sono un politico, non sta a me fornire le soluzioni ai problemi; il cinema lavora sull\u2019immaginario e l\u2019idea era quella di costruire un film attorno a questa immagine di tempesta.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Il film sembra esprimere un\u2019utopia sull\u2019incontro fra popoli diversi che si battono insieme contro un nemico comune che distrugge uomini e natura.  Pi\u00f9 che una semplice narrazione hai voluto proporre una sorta di \u201cmanifesto\u201d ideale?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E&#8217; una bella domanda. Parto col dire che credo nell\u2019internazionalismo. E\u2019 importante che per risolvere certe questioni ci sia condivisione. Molte battaglie che hanno riguardato questioni locali  \u2013 a prescindere dal fatto che poi siano state vinte o perse \u2013, sono state combattute con una grande partecipazione internazionale \u2013 possiamo risalire sino alla guerra civile in Spagna. In diversi momenti storici vi sono state persone che con grande generosit\u00e0 hanno deciso di condividere le cause dei popoli oppressi. Taranto avrebbe bisogno di un impegno cos\u00ec ampio, dal momento che \u00e8 una citt\u00e0 estremamente provinciale, chiusa. L\u2019obiettivo di questo film era proprio quello di trasformare Taranto in una citt\u00e0 aperta e quindi introdurvi quasi delle figure mitologiche, degli \u201cangeli pasoliniani\u201d: un palestinese, una greca, un francese che arrivano e portano la rivolta.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Quindi si tratta sempre del nostro stereotipo dell\u2019eroe esterno che arriva a salvarci\u2026<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Si, ma fra i protagonisti ci sono anche due tarantini che non sono figure passive. Penso che ci sia sempre bisogno degli altri. L\u2019autarchia  \u00e8 una sciocchezza. \u00c8 come per la Resistenza: c\u2019erano tante persone che lottavano, ma non ci sarebbe mai potuta essere una liberazione se non vi fosse stato l\u2019intervento di forze esterne. Ci vuole una base di lotta e una capacit\u00e0 di internazionalizzare la lotta, sempre.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Come hai gi\u00e0 accennato, nel corto i protagonisti vengono da quattro contesti diversi, che sembrano per\u00f2 accomunati da forti tensioni: il palestinese che vive sulla sua pelle l\u2019occupazione israeliana, il francese che viene dalla seconda citt\u00e0 pi\u00f9 inquinata d\u2019Europa (Dunkerque), la greca che indossa una maglietta col nome di Aleksandros Grigoropoulos \u2013 il ragazzo ucciso negli scontri di Atene del 2008 \u2013 e il tarantino figlio di un ex operaio Italsider. Hai immaginato Taranto come crocevia di diverse crisi che scuotono l\u2019Europa e il Mediterraneo?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><\/strong><br \/>\nNon so se definire Taranto un crocevia. L\u2019idea \u00e8 che la lotta non si esaurisca solo nel proprio territorio. Ad esempio mi piace immaginare che persino un Palestinese, con tutti i problemi nel suo paese, possa venire a Taranto per portare la sua esperienza. Quindi Taranto in s\u00e9 non \u00e8 un crocevia. Il crocevia in Fireworks sono le vite che si intrecciano. Io credo che l\u2019Ilva sia stata anche costruita con delle buone intenzioni, da persone che magari all\u2019epoca credevano davvero che quella fabbrica sarebbe stata una svolta positiva. E&#8217; stata una grande ingenuit\u00e0, ma allora non c\u2019era coscienza ambientale. \u00c8 facile ora dire che si \u00e8 trattato di un errore madornale, certo possiamo dire \u201crisolviamo l\u2019errore madornale\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Gli stessi protagonisti comunicano tra di loro utilizzando ciascuno la propria lingua (il Tarantino si esprime in dialetto) e riescono a capirsi benissimo. La condivisione di uno stesso ideale credi possa contribuire a superare le differenze culturali?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00c8 una lettura legittima, ma non era il mio primo pensiero. C&#8217;\u00e8 un aspetto personale, che viene dal fatto che nella vita di tutti i giorni devo parlare pi\u00f9 lingue, e a volte per ragioni di lavoro \u2013 per esempio quando ho lavorato come direttore artistico alla televisione pubblica palestinese \u2013 ho sviluppato un\u2019attenzione nel capire alcune cose in una lingua anche non conoscendola. Mi piace lavorare con attori che parlano lingue diverse, capire come stanno recitando anche se non conosco la loro lingua. Poi pi\u00f9 in generale era per me era un modo per far entrare lo spettatore nel mondo del film, in una realt\u00e0 verosimile ma con una piccola dose di impossibile. \u00c8 la giusta distanza rispetto al film.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Ma tutto questo \u00e8 inserito in un sogno\u2026<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non penso si tratti di questo. Il film non \u00e8 un sogno, ma qualcosa che si sgancia dalla realt\u00e0. E\u2019 un altro mondo possibile. Ho voluto che lo spettatore vedesse persone comunicare in lingue diverse per creare uno scarto leggero rispetto alla realt\u00e0 e permettere cos\u00ec ad alcune cose di accadere.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>C\u2019\u00e8 un altro contrasto nel film: di fronte alla potenza super-moderna della fabbrica , le immagini che raccontano la citt\u00e0 rimandano quasi a un\u2019altra epoca (il motorino scassato, la Renault 4 di uno dei protagonisti, la barca a vela ecc.). Come mai hai voluto dare questa immagine?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A me piace lavorare con cose diverse, su registri diversi. Mi interessava che il film fosse contemporaneo, ma che avesse anche un tocco nostalgico, un certo fascino per la rovina. Poi questa scelta sui mezzi di trasporto mi ha permesso di raccontare un aspetto dei personaggi, che sono dei grandi romantici. A differenza del mio precedente film Archipel (in italiano Arcipelago), girato in Palestina, in questo caso giocavo in casa e potevo esprimermi in una maniera pi\u00f9 libera. Per me l\u2019Ilva ha una sua bellezza, sebbene una bellezza d&#8217;orrore. Io sogno un\u2019Ilva spenta ma non distrutta, da trasformare in uno splendido museo d\u2019arte contemporanea, in un grande studios cinematografico, in uno spazio per artisti e per la comunit\u00e0. Per potermi confrontare con questo \u201cmostro\u201d dovevo fare un film in un certo senso spettacolare, che usasse la grande forma \u2013 penso alla scena del palestinese che scende dall\u2019elicottero \u2013, ma abbinata a dei momenti di intimit\u00e0 con i personaggi. Potrei definirlo un film d\u2019arte ma anche d\u2019azione e spero che questo possa permettergli di raggiungere un pubblico relativamente vasto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Nel film si percepisce un\u2019assenza fondamentale: c\u2019\u00e8 la citt\u00e0, ma manca la sua gente. La \u201cliberazione\u201d, per come tu la immagini, passa attraverso l\u2019azione di un piccolo gruppo?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><\/strong><br \/>\nQuesta pu\u00f2 essere una giusta critica al film, ma ci sono delle ragioni concrete che hanno portato a questa parziale assenza. Il fatto di girare in locations in larga parte inaccessibili ai Tarantini implica necessariamente l\u2019assenza di altre persone. Poi in Fireworks c\u2019erano gi\u00e0 5 personaggi, che sono tanti per un cortometraggio, per cui gestirne altri sarebbe stato difficile. Sono state considerazioni anche pratiche, spero per\u00f2 che una presenza degli abitanti della citt\u00e0, quasi sottotraccia, sia percepita attraverso le parole dei personaggi. Non credo assolutamente che solo un piccolo gruppo possa cambiare le sorti di una citt\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Nel presentare il film al Torino Film Festival hai detto che l\u2019immagine finale \u2013 la distruzione dell\u2019ILVA \u2013 \u00e8 \u201cil sogno di tutti i Tarantini\u201d. Pensi sia anche il sogno delle persone che ci lavorano? <\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ho semplificato molto, in pochi minuti \u00e8 difficile provare a spiegare la complessit\u00e0 del dibattito che si \u00e8 sviluppato sulla questione Ilva. Ma quando parlo di \u201csogno\u201d non  parlo di puro e semplice desiderio, di qualcosa di conscio. Secondo me l\u2019 immagine di Taranto senza il profilo dell\u2019Ilva pu\u00f2 affascinare anche una persona che ci lavora e che comunque ha interesse che il siderurgico continui ad esserci.  Spero di aver regalato alla mia citt\u00e0 un film che fa sognare, che sia pertinente e che dia speranza.<\/p>\n<div id=\"wp_fb_like_button\" style=\"margin: 0; float: none\"><iframe src=\"http:\/\/www.facebook.com\/plugins\/like.php?href=http:\/\/www.siderlandia.it\/1\/?p=3073&amp;layout=standard&amp;show_faces=true&amp;action=like&amp;colorscheme=light&amp;width=450&amp;height=30\" scrolling=\"no\" frameborder=\"0\" allowTransparency=\"true\" style=\"border:none; overflow:hidden; width: 450px; height: 30px;\"><\/iframe><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Serena Mancini Nella notte tra il 31 dicembre e il 1 gennaio l&#8217;Ilva \u00e8 saltata in aria. 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