{"id":3167,"date":"2011-12-12T00:30:22","date_gmt":"2011-12-11T22:30:22","guid":{"rendered":"http:\/\/www.siderlandia.it\/?p=3167"},"modified":"2012-10-11T15:32:35","modified_gmt":"2012-10-11T13:32:35","slug":"il-motore-del-2000-sara-inquinante-come-questo","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.siderlandia.it\/1\/?p=3167","title":{"rendered":"Il motore del 2000 sar\u00e0&#8230; inquinante come oggi"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-3168\" src=\"http:\/\/www.siderlandia.it\/wp-content\/uploads\/2011\/12\/auto_elettriche_sondaggio-300x155.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"155\" srcset=\"http:\/\/www.siderlandia.it\/1\/wp-content\/uploads\/2011\/12\/auto_elettriche_sondaggio-300x155.jpg 300w, http:\/\/www.siderlandia.it\/1\/wp-content\/uploads\/2011\/12\/auto_elettriche_sondaggio.jpg 564w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">di <strong><em>Salvatore Romeo (&#8217;85)<\/em><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le persone, oggigiorno, si discriminano in due semplici categorie: chi crede nelle favole e chi no. Alla seconda categoria appartengono i cosiddetti \u201cpessimisti\u201d: gente brutta, avvolta, nella maggior parte dei casi, in abiti vecchi e fuori moda  (di cui modestamente faccio fiero sfoggio), cui unico ornamento \u00e8 la barba, lasciata incolta come protesta alla bellezza di una vita che non sentono propria. Non temete, non  sarete costretti ad leggere (per chi lo sta facendo) un pezzo di \u201cNoir\u201d all\u2019italiana: non ci saranno personaggi negativi, ne trasandati e sgradevoli. Tutt\u2019altro. Ci\u00f2 che vado a raccontarvi \u00e8 una favola. Il titolo \u00e8 presto detto: \u201cL\u2019auto che non inquinava mai\u201d: una storia talmente fantasiosa ed irreale, da rendere invidiosi i fratelli Grimm! Gi\u00e0 perch\u00e9 di auto \u201cad impatto zero\u201d attualmente non ne vengono prodotte. \u201cMa come?\u201d, sentenziereste voi, \u201cesistono SUV che non inquinano!\u201d.  Ci\u00f2 \u00e8 vero solo in parte.<!--more--><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le famigerate auto elettriche, secondo i pi\u00f9, dovrebbero ben presto sopperire alla (presunta) prossima fine delle scorte petrolifere, quantificata in un \u201crange\u201d temporale di 20- 30 anni. Questi miracoli a quattro ruote sarebbero talmente virtuosi e pronti alla produzione che il principale costruttore francese ha deciso di concentrare i maggiori investimenti proprio sulla ricerca e sviluppo di automobili a propulsione alternativa. Ma c\u2019\u00e8 un \u201cma\u201d. Se infatti \u00e8 vero che queste macchine non emettono CO2 durante l\u2019utilizzo, \u00e8 anche vero che l\u2019elettricit\u00e0 necessaria per ricaricarne le batterie deve essere prodotta da centrali elettriche. Ed il biossido di carbonio (il cosiddetto \u201cgas verde\u201d, secondo gli scienziati colpevole del surriscaldamento globale) prodotto da questi stabilimenti sarebbe pari a quello creato dalla combustione interna. E non \u00e8 da escludere che a fronte di lunghi tempi di ricarica, stimabili in circa 8 ore (da presa tradizionale \u201cdi casa\u201d), esse garantiscano solo brevi autonomie reali, fortemente influenzate dallo stile di guida personale.<br \/>\nInoltre, come si evince da un rapporto del gruppo di difesa ambientale \u201cNatural Resources Defense Council\u201d, circa il 49% dell\u2019energia elettrica in America \u00e8 prodotta attraverso la combustione del carbone; come ben noto questa pratica, oltre ad essere un \u201ccollo di bottiglia\u201d produttivo, dato lo scarso rendimento della trasformazione termoelettrica, non risolve uno dei principali \u201cj\u2019accuse\u201d rivolti alle auto \u201ctradizionali\u201d: l\u2019emissione nell\u2019atmosfera di particolati e sostanze inquinanti. Inoltre, le auto elettriche utilizzano come \u201ccarburante\u201d l\u2019elettricit\u00e0 incamerata in accumulatori \u201con-board\u201d (ovvero le cosiddette \u201cbatterie\u201d); la presenza di queste appendici incrementa, oltre che il peso dell\u2019automobile direttamente imputabile alla diminuzione  della durata delle stesse, il rischio di combustioni improvvise degli autoveicoli. E\u2019 di pochi giorni fa la notizia che alcuni esemplari del nuovo modello di auto ibrida di un noto costruttore Americano,  si sono incendiati (senza essere utilizzati!) per problemi alle batterie o al sistema di ricarica delle stesse. Questi avvenimenti, uniti al costo non propriamente accessibile degli automezzi alimentati ad energia elettrica, penalizzano la commercializzazione delle auto ibride, \u201cmid\u201d, \u201cfull\u201d o \u201cplug-in\u201d che siano.<br \/>\nUn&#8217;altra tematica di carattere ambientale \u00e8 salita alla ribalta con l\u2019introduzione degli accumulatori di nuova generazione, le cosiddette \u201cbatterie al litio\u201d. Gli interessi di grandi societ\u00e0 come Toyota, GM, Renault e Chrysler, focalizzate sull\u2019utilizzo della trazione elettrica per le nuove generazioni di autoveicoli, si stanno concretizzando con lo sviluppo, l\u2019ingegnerizzazione e l\u2019applicazione di questi componenti. Date queste premesse, non \u00e8 difficile immaginare che sia iniziata una corsa all\u2019\u201coro verde\u201d presente in natura, nella maggior parte dei casi  legato ad altri elementi. Ci\u00f2,  pur garantendo il plausibile sviluppo (e sfruttamento ) di paesi poveri (la Bolivia, primo produttore mondiale di litio con una quota di mercato del 50%, \u00e8 per il momento tutelata dalle politiche anti-capitalistiche del suo presidente Evo Morales ), sta procurando danni non quantificabili al magnifico e visitatissimo ecosistema del Salar e al suo sistema idrico; come gi\u00e0 accaduto al \u201cSalar de Atacama\u201d in Cile, dove il litio \u00e8 estratto utilizzando un\u2019enorme quantit\u00e0 di acqua proveniente dalle falde acquifere e dove vengono riversate ingenti quantit\u00e0 di catalizzatori ed agenti chimici. La comunit\u00e0 Boliviana tutta si sta interrogando sull\u2019effettiva validit\u00e0 di un progetto che porterebbe gravi scompensi ambientali in cambio del \u201cbenessere\u201d (o della sua accezione boliviana).<br \/>\nNegli ultimi anni \u00e8 in continuo aumento il numero dei sostenitori della auto ibride \u201crange-extended\u201d, ovvero di quei veicoli in grado di ricaricare gli accumulatori, attraverso un\u2019unit\u00e0 termica (i classici motori ciclo Diesel e ciclo Otto) che a loro volta alimentano un motore elettrico. Questa soluzione di per se innovativa ma dai risultati ancora del tutto incerti, non sancirebbe la tanto agognata liberazione dal petrolio. Semmai garantirebbe un minor consumo, rispetto i motori termici convenzionali, a patto di prestazioni \u201climite\u201d. Infatti, al massimo della richiesta, i motori ibridi \u201crange-extended\u201d limitano (o disattivano in alcuni casi) l\u2019intervento del motore elettrico, lasciando l\u2019esito dei nostri sorpassi alle funzionalit\u00e0 del motore termico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Da ci\u00f2 si evince che le automobili elettriche non svolgerebbero in pieno (o di fatto) il ruolo che per loro \u00e8 stato pensato dalla comunit\u00e0: l\u2019obiettivo degli Stati europei infatti, come sancito dall\u2019accordo di Copenaghen, \u00e8  ridurre la presenza di Co2 nell\u2019ambiente, obiettivo che si tenta di perseguire anche attraverso il sovvenzionamento e l\u2019introduzione dei \u201cveicoli verdi\u201d. Ma il problema reale (la presenza nell\u2019aria di agenti inquinanti cancerogeni) risulta solamente \u201cspostato\u201d dalle marmitte delle automobili alle bocche delle ciminiere delle industrie termoelettriche.<br \/>\nSe volessimo realmente tentare di ridurre nel \u201cquotidiano\u201d l\u2019inquinamento, ricordiamoci che \u201cpremere affondo l\u2019acceleratore\u201d fa aumentare esponenzialmente i consumi e dunque la quantit\u00e0 di CO2 emessa nell\u2019ambiente. Dunque la prossima volta che saliamo sulla nostra automobile, grossa od imponete, piccola o \u201cleggera\u201d che sia, non lasciamo che sia la macchina a \u201csupplicarci di cambiare marcia\u201d ma adottiamo uno stile di guida pi\u00f9 rilassato. Ne gioverebbe senz\u2019altro anche il nostro portafogli.<\/p>\n<div id=\"wp_fb_like_button\" style=\"margin: 0; float: none\"><iframe src=\"http:\/\/www.facebook.com\/plugins\/like.php?href=http:\/\/www.siderlandia.it\/1\/?p=3167&amp;layout=standard&amp;show_faces=true&amp;action=like&amp;colorscheme=light&amp;width=450&amp;height=30\" scrolling=\"no\" frameborder=\"0\" allowTransparency=\"true\" style=\"border:none; overflow:hidden; width: 450px; height: 30px;\"><\/iframe><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Salvatore Romeo (&#8217;85) Le persone, oggigiorno, si discriminano in due semplici categorie: chi crede nelle favole e chi no. 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