{"id":3188,"date":"2011-12-12T00:31:07","date_gmt":"2011-12-11T22:31:07","guid":{"rendered":"http:\/\/www.siderlandia.it\/?p=3188"},"modified":"2012-10-11T15:31:12","modified_gmt":"2012-10-11T13:31:12","slug":"sei-mesi-dopo-che-ne-e-del-referendum","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.siderlandia.it\/1\/?p=3188","title":{"rendered":"Sei mesi dopo che ne \u00e8 del Referendum?"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-3192\" src=\"http:\/\/www.siderlandia.it\/wp-content\/uploads\/2011\/12\/logo-Obbedienza-civile-227x300.jpg\" alt=\"\" width=\"227\" height=\"300\" srcset=\"http:\/\/www.siderlandia.it\/1\/wp-content\/uploads\/2011\/12\/logo-Obbedienza-civile-227x300.jpg 227w, http:\/\/www.siderlandia.it\/1\/wp-content\/uploads\/2011\/12\/logo-Obbedienza-civile.jpg 283w\" sizes=\"(max-width: 227px) 100vw, 227px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">di <strong><em>Francesca Razzato<\/em><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il 12 e 13 Giugno 2011 ventisette milioni di donne e uomini, per la prima volta dopo decenni, riprendono fiducia nella partecipazione attiva alla vita politica del nostro paese e sanciscono attraverso il voto, che l&#8217;acqua \u00e8 un bene comune e un diritto umano universale.<br \/>\nA diversi mesi da quella straordinaria vittoria, Giovanni Vianello del Comitato Pugliese \u201cAcqua bene comune \u201c &#8211; Forum Italiano di Movimenti per l&#8217;Acqua, ci racconta cosa \u00e8 avvenuto in Italia e nella nostra regione in seguito all&#8217;approvazione dei quesiti referendari.<br \/>\nChi credeva che la vittoria referendaria fosse sufficiente per far valere le scelte della maggioranza del popolo italiano, forse rimarr\u00e0 sorpreso.<br \/>\nI meccanismi di aggiramento della democrazia sono subdoli e sempre in agguato, e spesso si manifestano in luoghi inaspettati, come la nostra Puglia \u201cmigliore\u201d.<br \/>\nMa il popolo dell&#8217;acqua non si arrende.<!--more--><br \/>\nHa dalla sua parte la caparbiet\u00e0 di chi sa di essere dalla parte del \u201cgiusto\u201d, e la forza di chi \u00e8 la maggioranza.<br \/>\nE cos\u00ec con le armi dell&#8217;organizzazione dal basso e della partecipazione, si organizza nuovamente per infliggere un&#8217; altra sconfitta agli interessi, e al potere.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Il 12 e 13 Giugno scorsi la maggioranza assoluta del popolo italiano ha votato per l&#8217;uscita dell&#8217;acqua dalle logiche di mercato, per la sua affermazione come bene comune e diritto umano universale, e per una gestione pubblica e partecipativa del servizio idrico. A livello nazionale \u00e8 avvenuta l&#8217;applicazione dell&#8217;esito referendario?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il  12 e 13 giugno 2011 oltre 27 milioni di italiani hanno votato per impedire la privatizzazione dei servizi idrici in Italia e non solo, insieme all&#8217; \u201cAcqua\u201d i cittadini hanno votato anche contro la privatizzazione dei Servizi Pubblici locali (1\u00b0 quesito referendario)<br \/>\nLa volont\u00e0 popolare, sancita dal secondo comma dell&#8217;Art.1 della Costituzione della Repubblica Italiana, ha ribadito chiaramente che \u201cl&#8217;Acqua\u201d e i servizi pubblici locali non debbano essere gestiti secondo le logiche del profitto e della competitivit\u00e0 tra i privati, interrompendo quindi un \u201ctrend\u201d che in Italia \u00e8 durato per oltre 15 anni e che ha avuto come effetto il risultato che tutti oggi possiamo constatare.<br \/>\nNon solo con il 2\u00b0 quesito referendario, promosso sempre dal Forum Italiano dei Movimenti per l&#8217;Acqua, gli Italiani hanno abrogato la \u201cremunerazione del capitale\u201d dalle tariffe del servizio idrico.<br \/>\nA riguardo occorre ricordare che la \u201cremunerazione del capitale\u201d \u00e8 stata garantita ai gestori dei servizi idrici dalla met\u00e0 degli anni novanta e sostanzialmente consiste in un profitto a \u201cnorma di legge\u201d!<br \/>\nUn&#8217; anomalia che ora il popolo ha abrogato.<br \/>\nE&#8217; importante ricordare che il Referendum Abrogativo (Art 75 Costituzione) non \u00e8 una petizione (che ha come obbiettivo suggerire una determinata politica a una amministrazione che pu\u00f2 scegliere di discutere o meno l&#8217;oggetto) o un Legge D&#8217;iniziativa Popolare (sancita anche essa dalla Costituzione ma che ha come obbiettivo di chiedere di discutere ad una amministrazione  un determinato argomento senza nessuna garanzia che questo rimanga tale come da proposta); Il Referendum Abrogativo \u00e8 uno strumento di Democrazia Diretta che agisce su norme gi\u00e0 approvate e una volta sancita l&#8217;abrogazione \u201cnon si pu\u00f2 tornare indietro\u201d e il plebiscito (oltre il 97% dei votanti) \u00e8 stato di portata storica.<br \/>\nMa probabilmente qualcuno in Italia crede che la sovranit\u00e0 popolare possa essere aggirata e cos\u00ec come \u00e8 successo per il referendum dei primi anni &#8217;90, che ha fatto uscire dalla porta i \u201cfinanziamenti pubblici ai partiti\u201d rientrati dalla finestra subito dopo con il meccanismo dei rimborsi elettorali, ancora una volta il Parlamento Italiano su iniziativa dell&#8217;ex Governo Berlusconi nella manovra di agosto \u201cmanovra bis\u201d (Decreto legge 13 agosto 2011 n. 138, convertito in Legge 14 settembre 2011, n. 148, pubblicata nella G.U. 16 settembre 2011, n. 216), ha inserito all&#8217;Art. 4  la privatizzazione dei servizi pubblici locali, ad eccezione di quelli idrici, riproponendo quindi le norme abrogate. Successivamente nel settembre 2011 l&#8217;ex Ministro del Lavoro Sacconi al Convegno Centro Studi di Confindustria rilascia alla platea accondiscendente una dichiarazione sconcertante: \u2026.&#8221;Mi auguro che troveremo presto il modo di mettere in discussione il referendum sull&#8217;acqua nei prossimi mesi&#8221;!<br \/>\nTale tendenza \u00e8 confermata e rafforzata dall&#8217;art. 9 della Legge n. 183 (Legge di stabilit\u00e0 2012) approvata in via definitiva dal Parlamento il 12 novembre 2011 e pubblicata in Gazzetta Ufficiale 14 novembre 2011, n. 265  il Maxiemendamento che segue il rimpallo tra BCE e Governo italiano sulle misure da attuare che insistono su una politica di cosiddetta austerity per pareggiare il debito. Tra queste norme vi \u00e8 un attacco forte al risultato referendario di giugno: pur escludendo formalmente il servizio idrico si ripropone un intervento di privatizzazione di tutti i servizi pubblici locali. A tal proposito in un comunicato stampa del Forum Italiano dei Movimenti per l&#8217;Acqua si legge: \u201c<em>L&#8217;anticostituzionale Maxiemendamento non fa  che confermare questa tendenza.\u00a0La verit\u00e0 \u00e8 che le politiche di austerity colpiranno i cittadini e le cittadine italiane, lasciando tranquilli i poteri forti che da anni ci stanno proponendo la ricetta delle privatizzazioni, della messa a profitto dei beni comuni e delle nostre stesse vite.\u00a0Riteniamo inaccettabili questi provvedimenti e sappiamo che vogliono ignorare la richiesta della popolazione italiana di cambiare rotta ed uscire da questo sistema.<\/em>\u201d<br \/>\nNel frattempo la Legge d&#8217;iniziativa Popolare per la ripubblicizzazione degli acquedotti in Italia, depositata in Parlamento nel luglio del 2007 dal Forum e sottoscritta da oltre 400mila cittadini, ha avuto solamente dei timidi approcci in Commissione, ma anche qui la situazione \u00e8 in \u201cstand by\u201d, anzi dovr\u00e0 essere \u201cconfrontata\u201d dalle Commissioni con una legge simile al Decreto Ronchi (appena abrogato) proposta dal PD.<br \/>\nMa se la cosi detta coalizione di centro destra continua con una visione fondata sulle privatizzazioni a tutto spiano, in ambito Comunale le giunte di centro sinistra si muovono con risultati contrastanti anche tra giunta e giunta, in generale verso le privatizzazioni seppur con le dovute eccezioni, come ad esempio Napoli, dove   il Consiglio Comunale guidato da De Magistris, con delibera a firma dell&#8217; ass. ai Beni Comuni e all&#8217;acqua pubblica, prof. Alberto Lucarelli, ha sancito la ripubblicizzazione di Arin s.p.a (municipalizzata dei servizi idrici), in soggetto giuridico di diritto pubblico ed esattamente in una \u201cAzienda Speciale\u201d denominandola \u201cAcqua Bene Comune Napoli\u201d.<br \/>\nA Torino invece si privatizza;  la giunta di centro sinistra guidata dal sindaco Fassino, con delibera poi approvata dal consiglio comunale, affida le municipalizzate alla Holding con l&#8217;ingresso dei privati \u2026. con un impegno , per ora solo a parole, di ripubblicizzare invece la municipalizzata sui servizi idrici&#8230;!<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>In Puglia \u00e8 in corso ormai da tempo una querelle sulla legge regionale di ripubblicizzazione di AQP. A che punto siamo? <\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per quanto riguarda la Puglia tutto \u00e8 rimasto fermo. Il giorno dopo il referendum il consiglio regionale pugliese ha approvato un disegno di legge per ripubblicizzare l&#8217;acquedotto, ma questo disegno di legge, approvato dal consiglio, non conteneva le istanze del disegno di legge prodotto dal tavolo tecnico congiunto tra Comitato pugliese Acqua Bene Comune, Forum italiano dei Movimenti per l&#8217;Acqua e Regione Puglia.<br \/>\nVi erano state apportate delle modifiche sostanziali dall&#8217;ass. Alle Opere Pubbliche Amati; ad esempio la forma giuridica non \u00e8 chiara e non viene esplicitato quale soggetto giuridico assumer\u00e0 la gestione dell&#8217;acqua. Nonostante gli inviti che il Comitato Pugliese Acqua Bene Comune ha ripetutamente inviato alla Regione Puglia per conoscere a che tipo di azienda facesse riferimento la neo legge di cosi detta ripubblicizzazione, non si \u00e8 ancora avuta una risposta ufficiale.<br \/>\nQuesto ci fa pensare che possa ancora trattarsi di una Spa (societ\u00e0 per azioni), e che dunque risponda ancora alle norme del diritto privato.<br \/>\nOltre a questo, \u00e8 stato modificato un altro principio cardine, il minimo vitale garantito, che nel ddl originario era ben definito( ad ogni cittadino pugliese era garantito un minimo vitale di acqua giornaliera).<br \/>\nDunque, in seguito all&#8217;approvazione in consiglio regionale, questo diritto garantito \u00e8 divenuto \u201cpossibilit\u00e0\u201d .<br \/>\nInoltre, la legge prevedeva dei meccanismi che favorissero la partecipazione nella gestione, da parte della comunit\u00e0. Questi meccanismi dovevano essere attuati attraverso dei regolamenti, in seguito all&#8217;approvazione della legge avvenuta a Giugno. Siamo a Dicembre e di questi regolamenti non si sa ancora nulla!<br \/>\nNel ddl originario vi era a condurre la gestione, un consiglio di amministrazione che ora invece \u00e8 diventato solo \u201camministratore unico\u201d con nomina e revoca da parte del Presidente della Regione sentita la Giunta.<br \/>\nLa situazione \u00e8 bloccata. L&#8217;acquedotto pugliese tuttora stabilisce i bandi di gara con la dicitura \u201cSpa\u201d.In Puglia non \u00e8 stato ancora abrogato il 7% di remunerazione del capitale dalle tariffe, che dopo l&#8217;approvazione del secondo quesito referendario, \u00e8 divenuta illegittima.<br \/>\nI pugliesi continuano a pagare una cifra che nel 2010 ammontava intorno ai ventiquattro milioni di euro, e nel 2011, se verranno confermati le previsioni dell&#8217;ATO idrico Pugliese (che in questi giorni dovrebbe essere  trasformato in Autorit\u00e0 Idrica Pugliese), sar\u00e0 maggiore; da Luglio 2011 nonostante l&#8217;abrogazione referendaria, la si continua a pagare ingiustamente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Lo scorso 26 Novembre il popolo dell&#8217;acqua \u00e8 sceso nuovamente in piazza per chiedere l&#8217;immediata applicazione del risultato referendario. Qual \u00e8 stato il bilancio di questa giornata?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E&#8217; stata una riconferma! La manifestazione promossa dal Forum Italiano dei Movimenti per l&#8217;Acqua ha portato per le strade di Roma il tema della difesa degli esiti del referendum del 12 e 13 giugno.<br \/>\n\u201cVentisette milioni di cittadini hanno deciso, indietro non si torna\u201d, \u00e8 questo lo slogan che con determinazione \u00e8 stato lanciato  nelle piazze e nelle strade della Capitale il 26 novembre 2011 durante la coloratissima e festosa manifestazione del Forum Italiano dei movimenti per l&#8217;Acqua.<br \/>\nSlogan che viene ribadito costantemente nelle iniziative e nelle assemblee dei comitati territoriali dell&#8217;Acqua, nei gruppi della societ\u00e0 civile che vertono sui Beni Comuni e diffuso nel web libero e su parte della stampa che segue le gesta dei movimenti popolari.<br \/>\nQuello che il popolo dell&#8217; acqua ha voluto ribadire \u00e8 che indietro non si pu\u00f2 tornare.<br \/>\nLa difesa del risultato referendario e la battaglia per i beni comuni, passa attraverso una nuova fase di mobilitazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Affinch\u00e8 l&#8217;esito referendario venga rispettato (vista l&#8217;assoluta inerzia delle istituzioni), il movimento si \u00e8 nuovamente organizzato, e sta promuovendo la campagna di \u201cobbedienza civile\u201d. Giovanni ci spieghi in cosa consiste, e quando approder\u00e0 anche nella nostra citt\u00e0?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il Forum italiano dei Movimenti per l&#8217;Acqua sta promuovendo la campagna di \u201c obbedienza civile\u201d.<br \/>\nObbedienza civile perch\u00e8 ci\u00f2 che a noi preme \u00e8 di far approvare l&#8217;esito referendario, rispettando cos\u00ec la volont\u00e0 popolare della maggioranza dei cittadini italiani. La campagna ha l&#8217;obbiettivo di far attuare l&#8217;abrogazione della remunerazione del capitale, che significa eliminare il profitto dalle bollette.<br \/>\nA questo proposito il Comitato pugliese Acqua Bene Comune ha organizzato un incontro aperto a tutti, a Bari il 17 Dicembre, per capire i motivi per cui le istanze sancite dall&#8217;approvazione del referendum, non vengono attuate, per capire perch\u00e8 l&#8217;acquedotto pugliese \u00e8 ancora una societ\u00e0 per azioni, e per capire come intraprendere l&#8217; autoriduzione delle bollette legittimamente, \u201cobbedendo\u201d alla legge, non pagando la quota riservata alla remunerazione del capitale.<br \/>\nLa campagna di \u201cobbedienza civile\u201d partir\u00e0 a Gennaio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>\u201cSi scrive acqua, si legge democrazia\u201d. Recitava cos\u00ec uno degli slogan della scorsa campagna referendaria. In che modo il processo di riappropriazione del bene comune ci conduce verso un&#8217;esistenza pi\u00f9 democratica?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quella dell&#8217;acqua \u00e8 la madre delle battaglie sulla riappropriazione dei beni comuni. Ha un significato universale perch\u00e8 \u00e8 vita, per tutti.<br \/>\nI beni comuni appartengono alla comunit\u00e0, ma la volont\u00e0 politica spinta dagli interessi economici, li ha sottratti ad essa, sottoponendoli alla logica dei profitti e della competitivit\u00e0.\u00a0E&#8217; necessario che la comunit\u00e0 partecipi, per rendere possibile la battaglia per la sottrazione dei beni comuni a queste logiche.\u00a0Quello che vogliamo non \u00e8 una gestione pubblica nell&#8217;accezione di come veniva gestito il pubblico in passato.\u00a0Questo perch\u00e8 molto spesso chi gestiva il \u201cpubblico\u201d, lo ha fatto attraverso logiche clientelari e scorrette senza nessuna trasparenza e sottraendo di fatto i \u201cservizi\u201d ai cittadini.\u00a0La gestione pubblica che immaginiamo deve avvenire attraverso la partecipazione delle comunit\u00e0 di cittadini e lavoratori, cos\u00ec come riportato dall&#8217; Art 43 della Costituzione della Repubblica Italiana.\u00a0Quando c&#8217;\u00e8 partecipazione, c&#8217;\u00e8 democrazia.\u00a0Solo partecipando alla difesa dei diritti inalienabili, tutti insieme, possiamo rendere le nostre esistenze pi\u00f9 \u201cdemocratiche\u201d.<\/p>\n<div id=\"wp_fb_like_button\" style=\"margin: 0; float: none\"><iframe src=\"http:\/\/www.facebook.com\/plugins\/like.php?href=http:\/\/www.siderlandia.it\/1\/?p=3188&amp;layout=standard&amp;show_faces=true&amp;action=like&amp;colorscheme=light&amp;width=450&amp;height=30\" scrolling=\"no\" frameborder=\"0\" allowTransparency=\"true\" style=\"border:none; overflow:hidden; width: 450px; height: 30px;\"><\/iframe><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Francesca Razzato Il 12 e 13 Giugno 2011 ventisette milioni di donne e uomini, per la prima volta dopo decenni, riprendono fiducia nella partecipazione attiva alla vita politica del nostro paese e sanciscono attraverso il voto, che l&#8217;acqua \u00e8 un bene comune e un diritto umano universale. 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