{"id":3329,"date":"2012-01-09T00:04:16","date_gmt":"2012-01-08T22:04:16","guid":{"rendered":"http:\/\/www.siderlandia.it\/?p=3329"},"modified":"2012-10-11T15:09:22","modified_gmt":"2012-10-11T13:09:22","slug":"terra-jonica-un-antichissimo-presente-il-caso-di-roccaforzata","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.siderlandia.it\/1\/?p=3329","title":{"rendered":"Terra Jonica, un antichissimo presente. Il caso di Roccaforzata"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-3330\" src=\"http:\/\/www.siderlandia.it\/wp-content\/uploads\/2012\/01\/DSCN0265-300x225.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"225\" srcset=\"http:\/\/www.siderlandia.it\/1\/wp-content\/uploads\/2012\/01\/DSCN0265-300x225.jpg 300w, http:\/\/www.siderlandia.it\/1\/wp-content\/uploads\/2012\/01\/DSCN0265-1024x768.jpg 1024w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">di <strong><em>Gaetano De Monte<\/em> <\/strong>e<strong><em> Francesco Tinelli<\/em><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Lo scenario \u00e8 quello tipico delle campagne pugliesi: muretti a secco costruiti con antica sapienza, ulivi secolari, rigogliosi vigneti resi tali dalla fatica e dal sudore dei maestri contadini. Una natura che \u2013 a distanza di duemila anni da quando Orazio e Vitruvio ne elogiarono la bellezza, il dolce frutto degli ulivi, unici al mondo, e i doni della terra razionalizzati dalla fatica e ancora orti, frutteti e vigne \u2013 sembra ancora sopravvivere immutata, nonostante lo scorrere inesorabile dei secoli. Siamo nel cuore di una provincia atipica, diversa dal suo capoluogo per tenore linguistico e per quello stile di vita che stride fortemente con la \u201cvocazione industriale\u201d di cui tanto a sproposito sentiamo parlare ad ogni tornata elettorale. A parte i pensionati Italsider \u2013 che, nati contadini, lasciarono la terra per la gloria facile e per la \u201cdignitosit\u00e0\u201d dell\u2019industria e che oggi per\u00f2 sovente pagano le conseguenze fisiche di quell&#8217;esperienza \u2013, generalmente con l\u2019industria pesante da queste parti si condivide soprattutto il veleno che si respira, mescolato a quello delle discariche, e la vista delle ciminiere, che si possono scorgere alla perfezione in tutta la loro maestosa violenza, guardando dalla collina verso tramontana, oltre il Mar Piccolo.<!--more--><br \/>\n<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-3386\" src=\"http:\/\/www.siderlandia.it\/wp-content\/uploads\/2012\/01\/DSCN0269-300x225.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"225\" srcset=\"http:\/\/www.siderlandia.it\/1\/wp-content\/uploads\/2012\/01\/DSCN0269-300x225.jpg 300w, http:\/\/www.siderlandia.it\/1\/wp-content\/uploads\/2012\/01\/DSCN0269-1024x768.jpg 1024w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/>Siamo a Roccaforzata, in contrada Benefici, cinquantacinque ettari di terreno collinare che circondano l\u2019omonima\u00a0masseria, risalente probabilmente\u00a0al\u00a01400, di propriet\u00e0 dei\u00a0Marchesi Bozzi-Corso Colonna Santangelo. Della masseria, stupenda, rimane poco pi\u00f9 di un simulacro, delle mura, un tetto, i resti sotterranei ancora impressionanti di un grande e antico frantoio, una stalla, l\u2019altare di una chiesa antica, oltre alle colonne d\u2019ingresso. Colonne che una marchesa, in tempi antichi, si narra fece dipingere di nero dopo la morte di una sua giovane figlia. Questa masseria \u00e8 sempre stata molto importante per il territorio. Alcuni anziani del paese ne ricordano ancora l\u2019importanza, soprattutto per la presenza nei paraggi di un antico pozzo, detto \u201cpozzo Fiore\u201d. Le cronache ci narrano una storia che oggi torna a riempirsi di significato. Il pozzo, infatti, secondo informazioni risalenti alla seconda met\u00e0 dell\u2019ottocento, era l\u2019unico della zona: sempre traboccante di acqua fresca, rigorosamente \u201ccomunale\u201d. Era importantissimo per soddisfare il fabbisogno di acqua dei villaggi circostanti di San Giorgio Jonico e Monteparano, oltre ad essere meta fissa per il sostentamento dei viandanti improvvisati e per i migranti che, dal basso Salento, si spostavano stagionalmente per lavorare nelle Puglie. Nell\u2019estate particolarmente torrida del 1877, i villani si accorsero che in una notte la \u201cmadama marchesa\u201d aveva pensato bene di ampliare le mura della sua masseria, per inglobare il pozzo e in qualche modo \u201cprivatizzarlo\u201d. Corsi e ricorsi storici, forse. Ne scatur\u00ec una piccola rivolta popolare che vide i contadini, guidati dal sindaco di allora, avere la meglio sulle aspirazioni della marchesa. Il pozzo Fiore ci viene descritto in alcuni testi per le sue meravigliose incisioni su pietra e per le sue antiche vasche, delle quali a prima vista non c\u2019\u00e8 pi\u00f9 alcuna traccia.<br \/>\nPi\u00f9 in generale si pu\u00f2 ipotizzare con ragionevolezza che il posto su cui sorge la masseria sia stato abitato da millenni, come \u00e8 tipico dei luoghi di questo genere. Un esempio analogo \u00e8 quello della masseria Nisi, che si trova a sua volta nell\u2019area orientale della provincia. La masseria Nisi deve il suo nome non all&#8217;omonima famiglia, come sarebbe facile pensare, ma forse addirittura a Dioniso, a testimonianza del fatto che probabilmente quello era un luogo destinato in principio a ben altre ancestrali funzioni.<br \/>\n<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-3377\" src=\"http:\/\/www.siderlandia.it\/wp-content\/uploads\/2012\/01\/DSCN0279-225x300.jpg\" alt=\"\" width=\"225\" height=\"300\" srcset=\"http:\/\/www.siderlandia.it\/1\/wp-content\/uploads\/2012\/01\/DSCN0279-225x300.jpg 225w, http:\/\/www.siderlandia.it\/1\/wp-content\/uploads\/2012\/01\/DSCN0279-768x1024.jpg 768w\" sizes=\"(max-width: 225px) 100vw, 225px\" \/>Da sempre questo piccolissimo comune di duemila anime in provincia di Taranto, che pare facesse parte della kora tarantina, \u00e8 ricchissimo di vestigia storiche e archeologiche. In particolare, nel corso degli anni,  ha gi\u00e0 restituito un insediamento dell\u00b4Et\u00e0 del Ferro, strutture ellenistiche e romane di Et\u00e0 Imperiale, ceramica attica ed apula, e due ampie necropoli, una del IV secolo a.C,ed un\u2019altra, datata tra la seconda met\u00e0 del IV e gli inizi del III secolo a.C. Una terza necropoli, presumibilmente dello stesso periodo, \u00e8 ora venuta alla luce, nel silenzio generale, in quest\u2019area, a ridosso dell\u2019abitato di Monteparano. C\u2019\u00e8 chi ipotizza, non sappiamo se a torto o ragione, che proprio da queste parti si lavorassero i metalli preziosi e si coniasse la moneta. Solo per il gusto di farlo, senza nessuna pretesa di scientificit\u00e0, dato che non ne siamo in grado, ci facciamo bastare le voci calde e affascinanti dei nostri nonni, che ci hanno parlato di una giovinezza piena di ritrovamenti narrati tra i braccianti, di sogni e di tesori, di leggende affascinanti che sicuramente nel tempo devono aver raccolto almeno qualche briciolo di verit\u00e0.<br \/>\n<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-3378\" src=\"http:\/\/www.siderlandia.it\/wp-content\/uploads\/2012\/01\/DSCN0281-300x225.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"225\" srcset=\"http:\/\/www.siderlandia.it\/1\/wp-content\/uploads\/2012\/01\/DSCN0281-300x225.jpg 300w, http:\/\/www.siderlandia.it\/1\/wp-content\/uploads\/2012\/01\/DSCN0281-1024x768.jpg 1024w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/>La peculiarit\u00e0 di quest\u2019area dove sono avvenute le recenti scoperte, testimoniate dalle fotografie allegate al nostro articolo, si scopre consultando la documentazione d&#8217;archivio della Soprintendenza, nonch\u00e9 quanto confluito nella letteratura specialistica, richiede che \u201c i progetti di nuova edificazione o di ristrutturazione, o comunque i lavori che coinvolgono il sottosuolo (sottoservizi, spianamenti ecc.) siano tempestivamente comunicati alla Sovrintendenza per l&#8217;esercizio dei controlli di competenza, inserendo apposita norma nella Relazione di Piano e nel Regolamento edilizio.<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright size-medium wp-image-3380\" src=\"http:\/\/www.siderlandia.it\/wp-content\/uploads\/2012\/01\/DSCN0284-300x225.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"225\" srcset=\"http:\/\/www.siderlandia.it\/1\/wp-content\/uploads\/2012\/01\/DSCN0284-300x225.jpg 300w, http:\/\/www.siderlandia.it\/1\/wp-content\/uploads\/2012\/01\/DSCN0284-1024x768.jpg 1024w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/> Analoga misura di tutela dovr\u00e0 essere adottata per l&#8217;area della masseria Benefici, in quanto risulta che nel 1981 vi sia stata riscontrata la presenza di ceramica a vernice nera in superficie\u201d. Inoltre, non solo \u00e8 prevista la possibilit\u00e0 che un rappresentante della Soprintendenza per i beni archeologici della Puglia faccia parte della Commissione Edilizia comunale (che in questa legislatura non \u00e8 stata peraltro mai convocata), ma anche che non sono autorizzabili piani e\/o progetti ed interventi comportanti \u201cescavazione ed estrazione di materiali e l&#8217;aratura profonda maggiore di 50 cm\u201d. <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-3382\" src=\"http:\/\/www.siderlandia.it\/wp-content\/uploads\/2012\/01\/DSCN0285-300x225.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"225\" srcset=\"http:\/\/www.siderlandia.it\/1\/wp-content\/uploads\/2012\/01\/DSCN0285-300x225.jpg 300w, http:\/\/www.siderlandia.it\/1\/wp-content\/uploads\/2012\/01\/DSCN0285-1024x768.jpg 1024w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/>La Soprintendenza, infine, \u00e8 l&#8217;organo chiamato a rilasciare pareri su progetti presentati per aree archeologiche sottoposte al regime di vincolo, come l\u2019area di contrada Benefici, appunto. Prescindendo qui da problematiche di carattere urbanistico, ci\u00f2 che ci preme rilevare \u00e8 che, nel silenzio generale delle forze politiche, quest\u2019area \u00e8 destinata ad ingoiare asfalto e cemento, essendo la stessa destinata a nuova edificazione, compresa nell\u2019ultimo Piano Urbanistico Generale, gi\u00e0 sottoposto a ricorso da privati cittadini e pi\u00f9 volte giudicato irregolare prima dalla Regione e poi dal Tar. Asfalto, cemento e palazzine, dunque, laddove due millenni fa i Romani forse facevano abbeverare i loro cavalli o, chiss\u00e0, celebravano i loro riti. E\u2019 una storia comune a buona parte dell\u2019area jonico-salentina; \u00e8 forse il prezzo da pagare per una presunta modernit\u00e0. Oppure scarsa sensibilit\u00e0, evidentemente.<a rel=\"attachment wp-att-3383\" href=\"http:\/\/www.siderlandia.it\/?attachment_id=3383\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright size-medium wp-image-3383\" title=\"DSCN0289 (1)\" src=\"http:\/\/www.siderlandia.it\/wp-content\/uploads\/2012\/01\/DSCN0289-1-300x225.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"225\" srcset=\"http:\/\/www.siderlandia.it\/1\/wp-content\/uploads\/2012\/01\/DSCN0289-1-300x225.jpg 300w, http:\/\/www.siderlandia.it\/1\/wp-content\/uploads\/2012\/01\/DSCN0289-1-1024x768.jpg 1024w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><br \/>\nNon c\u2019\u00e8 differenza da altre realt\u00e0 provinciali, forse per questo si potrebbe cercare di essere leggermente migliori. Stessa tristezza ci assale osservando lo stato in cui versa il parco Archeologico del Monte S. Elia, che vede alcuni suoi reperti esposti anche presso il MarTa. Attualmente delimitato da una recinzione, \u00e8 abbandonato all\u2019azione di vandali. Roccaforzata, insieme a tutta la provincia, ha pagato gi\u00e0 un caro prezzo, se pensiamo ad esempio all\u2019abbattimento della meravigliosa Villa Lisa \u2013 di cui un mirabile erudito locale come Giuseppe Miccoli ci ha parlato nel suo puntuale e rigoroso \u201cRoccaforzata nell\u2019Albania tarantina\u201d \u2013 per la costruzione pare di un supermercato, o forse di appartamenti e garage. Scelte discutibili, ma legittime in questo caso.<br \/>\nAl parco archeologico del Monte S.Elia invece, il fuoco ha distrutto i percorsi in legno che collegavano la parte bassa con la sommit\u00e0 del colle, un luogo dove il sole rovente batte a tutte le ore ed \u00e8 capace di bruciare quello che incontra. Solo la macchia mediterranea ne sa giovare, come \u00e8 nella sua natura, tra capperi profumati, fichi d\u2019India, uliveti secolari e meravigliose tufare. In generale, nei diversi punti del percorso regna il degrado e l\u2019abbandono. Detriti di ogni genere, tra cui anche eternit, in un percorso che si presenta interessante sotto l\u2019aspetto sia naturalistico che storico-archeologico e, come tale, con alte potenzialit\u00e0 in termini turistici e di ricadute economiche su tutto il territorio. Anche se da solo, siamo consapevoli, il parco archeologico non pu\u00f2 bastare. Diceva il caro Giulio Tremonti che con la cultura non si mangia. In questo caso forse \u00e8 vero, ma chiss\u00e0 cosa pensano di questa massima i contrabbandieri di Storia e di tesori che da sempre si arricchiscono dalle nostre parti.<br \/>\nSiamo certi comunque che, se anche il parco archeologico di questo piccolo paese fosse un gioiello, sarebbe l\u2019ennesima cattedrale nel deserto; consapevoli che sull\u2019archeologia serve un investimento complesso di largo respiro, pianificato, che riguardi tutta la provincia e che veda come \u00e8 nella sua natura, la citt\u00e0 di Taranto al centro di tutto. Ma, si sa, non c\u2019\u00e8 \u201cvocazione\u201d che si pu\u00f2 fermare; ogni territorio ha la sua, forse ogni uomo e, oggi come pi\u00f9 che mai, le vocazioni dei figli sembrano stridere con quelle dei padri. Crediamo, per\u00f2, che un patrimonio di questo genere vada in qualche modo tutelato, conciliandolo al massimo con il bisogno pi\u00f9 o meno oggettivo di espansione urbanistica che, a chi scrive, non convince pienamente, ma siamo solo in due. Si potrebbe almeno cercare di manifestare un briciolo di sensibilit\u00e0 verso luoghi indiscutibilmente cos\u00ec affascinanti, ad esempio rendendo evidente quanto pi\u00f9 \u00e8 possibile la nostra storia, almeno da un punto di vista visivo, giusto per non dimenticarla. Non si sa mai un giorno la \u201cvocazione\u201d cambi e per una piccola e significativa realt\u00e0 possa diventare troppo tardi. E\u2019 uno sforzo che non costa poi cos\u00ec tanto, pu\u00f2 essere anche una questione di piccolezze, in questi tempi di crisi in cui sembra necessario far girare denaro e in suo nome ogni mezzo sembra lecito.<br \/>\nE\u2019 davvero impossibile coltivare piano, con sapienza, quella \u201creligione civile\u201d cos\u00ec nobile, cos\u00ec \u201ccomune\u201d, che va dai Parteni fino a Giorgio Basta, da Scanderbeg a Paisiello, in questi tempi in cui, da nord a sud, si inventano tradizioni e si costruiscono identit\u00e0 solo al fine di mascherare nuove e mediocri ideologie? Tutto questo a maggior ragione in una provincia come quella tarantina, dove l\u2019antropizzazione molto spesso violenta ha lasciato profonde tracce nell\u2019assetto del territorio, e di cui l\u2019inquinamento \u00e8 solo uno degli aspetti pi\u00f9 drammatici; in questo contesto sarebbe opportuno, proprio in seguito a questi nuovi ritrovamenti, dare finalmente un po\u2019 di attenzione al nostro patrimonio storico, produttivo ed affettivo.<\/p>\n<div id=\"wp_fb_like_button\" style=\"margin: 0; float: none\"><iframe src=\"http:\/\/www.facebook.com\/plugins\/like.php?href=http:\/\/www.siderlandia.it\/1\/?p=3329&amp;layout=standard&amp;show_faces=true&amp;action=like&amp;colorscheme=light&amp;width=450&amp;height=30\" scrolling=\"no\" frameborder=\"0\" allowTransparency=\"true\" style=\"border:none; overflow:hidden; width: 450px; height: 30px;\"><\/iframe><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Gaetano De Monte e Francesco Tinelli Lo scenario \u00e8 quello tipico delle campagne pugliesi: muretti a secco costruiti con antica sapienza, ulivi secolari, rigogliosi vigneti resi tali dalla fatica e dal sudore dei maestri contadini. 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