{"id":3402,"date":"2012-01-16T00:01:59","date_gmt":"2012-01-15T22:01:59","guid":{"rendered":"http:\/\/www.siderlandia.it\/?p=3402"},"modified":"2012-10-11T01:46:43","modified_gmt":"2012-10-10T23:46:43","slug":"cronache-dalle-strade-di-torpignattara","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.siderlandia.it\/1\/?p=3402","title":{"rendered":"Cronache dalle strade di Torpignattara"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-3438\" src=\"http:\/\/www.siderlandia.it\/wp-content\/uploads\/2012\/01\/torpigna-300x199.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"199\" srcset=\"http:\/\/www.siderlandia.it\/1\/wp-content\/uploads\/2012\/01\/torpigna-300x199.jpg 300w, http:\/\/www.siderlandia.it\/1\/wp-content\/uploads\/2012\/01\/torpigna.jpg 500w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">di <strong><em>Gaetano De Monte<\/em><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Torno a Roma dalle vacanze, che quest\u2019anno sono state pi\u00f9 lunghe del solito. Trovo una capitale scossa, rattristata dal duplice omicidio di Zhou Zeng e di sua figlia di appena pochi mesi, avvenuto sulle strade di Torpignattara, una zona incastrata nel triangolo formato dalle direttrici delle vie Prenestina e Casilina, nel Sesto Municipio. La localit\u00e0 fa parte di quel quadrante est della Capitale in cui si alternano casermoni e sacche di palazzine basse, villette, baracche e giardini nati per lo pi\u00f9 abusivamente.<br \/>\nTorpignattara, nato negli anni\u201920, storicamente un quartiere proletario, che durante il fascismo e il dopoguerra ha ospitato moltissimi immigrati dal sud Italia impiegati negli stabilimenti industriali della zona. E che oggi ingloba in s\u00e9 decine di culture, immigrazioni di mille Italie, donne e uomini di ogni angolo di Mediterraneo, ma anche reti globali di business lontani e di poteri illegali, oltre che pratiche di resistenza urbana, figlie di una borgata cresciuta tra  MoneyTransfer e kebab.<!--more--><br \/>\nPiazza della Marranella, via di Torpignattara, via Campobasso, sono le uniche strade dove l&#8217;immigrata calabrese degli anni &#8217;50 pu\u00f2 capirsi con la donna bengalese appena arrivata. Ma sono le stesse strade dove entrambe possono non capire e avere paura. Specie se una citt\u00e0 come Roma \u00e8 governata da politici xenofobi che hanno cercato di plasmare l\u2019immaginario della metropoli sulla paura e sulla diffidenza. Specie se sindaco della citt\u00e0 \u00e8 Gianni Alemanno, che nel 2007 vinse le amministrative puntando sull&#8217;indignazione popolare per la morte di Giovanna Reggiani, aggredita in una stazione periferica nei pressi di Tor di Quinto da Romulus Mailat, cittadino romeno; ha conquistato una poltrona promettendo sicurezza e legalit\u00e0 e, soffiando sull\u2019onda dell\u2019emozione per l\u2019omicidio della giovane donna, stimolando un certo tipo di sentimenti e proponendo accostamenti del tipo \u201dstranieri uguale delinquenti\u201d. Una tesi della quale Gianni Alemanno era cos\u00ec convinto da sostenerla con forza anche nelle interviste rilasciate ai giornali internazionali: \u201cNel sud dell\u2019Italia il problema \u00e8 la mafia. A Roma il problema \u00e8 l\u2019immigrazione\u201d, dichiarava al Sunday Times l\u201911 maggio del 2008, meno di un mese dopo le elezioni. La storia dar\u00e0 poi  torto allo stesso sindaco ed al suo entourage di neo-fascisti del secondo e del terzo millennio nella misura in cui comincer\u00e0 di l\u00ec a poco tempo un escalation di omicidi, agguati, gruppi di fuoco che agiscono con le modalit\u00e0 tipiche delle organizzazioni mafiose. Arsenali impressionati ritrovati in giro per Roma, regolamenti di conti, intimidazioni. Usura, bische clandestine gestite dalla \u2018ndrangheta nelle periferie, ristoranti e bar del centro intestati e sequestrati a cittadini nullatenenti di sperduti paesini della Locride.<br \/>\nArrivo a Roma l\u201911 di Gennaio. Faccio appena in tempo a respirare l\u2019atmosfera che ci restituisce quel lungo serpentone umano che si snoda da Piazza Vittorio a Largo Perestrello. In quel lunghissimo corteo di migliaia di persone, forse pi\u00f9 di diecimila, che sfilano con crisantemi e candele per le strade del Pigneto e di Torpignattara, tantissimi sono certamente appartenenti alla comunit\u00e0 cinese di Roma e dell\u2019hinterland, ma tanti sono anche parte di altre comunit\u00e0 immigrate organizzate, quella bengalese ad esempio. In verit\u00e0 c\u2019\u00e8 tutto il quartiere meticcio, giovane e popolare che, scendendo in piazza, non sembra voler soltanto scardinare le semplificazioni dicotomiche che spesso si usano per differenziare gli italiani dai  migranti; sono l\u00ec anche come parte integrante della composizione sociale di quel quadrante di citt\u00e0 e di quel quartiere, dove invece spesso le politiche adottate verso i migranti vanno nella direzione del controllo e della dispersione, oltre che della segregazione e dell\u2019ossessione securitaria. Il caso pi\u00f9 emblematico \u00e8 quello della scuola Carlo Pisacane, utilizzata in maniera strumentale per sostenere la cosiddetta \u201ccircolare Gelmini\u201d, ovvero la direttiva nazionale che pone un tetto massimo di stranieri per scuola, pari al 30% del totale degli iscritti. Appena eletto, lo stesso Alemanno aveva puntato subito i riflettori dell\u2019allarme sulla scuola elementare Pisacane &#8211; che \u00e8 invece uno dei simboli della Tor Pignattara multiculturale, dove i figli dei cinesi studiano coi piccoli maghrebini -, lamentando il fatto che ci siano pochi iscritti figli di italiani. La si considerava quasi una scuola di serie B, la Carlo Pisacane; quella che \u00e8 in realt\u00e0 un laboratorio delle seconde generazioni, anticipazione della Roma che verr\u00e0: una scuola in cui il rendimento degli alunni \u00e8 buono e dove vengono sperimentati importanti processi di crescita interculturale. Una scuola multiculturale che accoglie bambini portatori di tradizioni diverse, ma che in realt\u00e0 sono bambini romani, nati e cresciuti in Italia. Questa eccellenza, insieme alle vibrate proteste di insegnanti e genitori,  italiani e stranieri insieme, che riuniti in un\u2019associazione si sono mobilitati, e tramite ricorso al TAR hanno ottenuto una deroga per la scuola, ha fatto s\u00ec che l\u2019applicazione della circolare Gelmini alla scuola non fosse applicato.<br \/>\nUn secondo esempio di politiche di controllo e dispersione, ed in questo caso di vera e propria segregazione, \u00e8 dato poi dal caso delle comunit\u00e0 di senegalesi presenti sul territorio di Torpignattara e del Pigneto. Piccoli gruppi, che coabitano prevalentemente all\u2019interno di alcuni edifici del Municipio. All\u2019interno dei quali portano avanti anche attivit\u00e0 di artigianato e commercio all\u2019ingrosso. E\u2019 questa forse una delle uniche vere \u2018sacche\u2019 di segregazione presenti a Torpignattara: una marginalizzazione sia abitativa (edifici degradati, speculazione sugli affitti), sia economica &#8211; con un circuito lavorativo al limite della legalit\u00e0 &#8211; sia biopolitica &#8211; con le istituzioni il cui unico intervento va talvolta nella direzione del controllo e della dispersione, tramite retate volte a reprimere il commercio abusivo e sfratti per liberare gli appartamenti, affittati spesso da privati e in condizioni di criticit\u00e0 dal punto di vista del degrado fisico e dell\u2019igiene ambientale.<br \/>\nUn territorio complesso, dunque, Torpignattara. Un tessuto edilizio frammentato, costituitosi in maniera spontanea e deregolata per ondate successive: dalle prime lottizzazioni pi\u00f9 o meno abusive e borgate vere e proprie, agli insediamenti operai del primo dopoguerra, alle espansioni del secondo dopoguerra dettate dalla speculazione edilizia, fino agli inserimenti pi\u00f9 recenti. Un  tessuto urbano  il cui passato industriale \u00e8 testimoniato dalle fabbriche dismesse e dai vuoti di senso; dove la localizzazione ambigua di una periferia centrale in un contesto i cui equilibri stanno cambiando, rende il quartiere particolarmente adatto ad accogliere le trasformazioni impresse dall\u2019arrivo di nuove popolazioni. Popolazioni che si contaminano sviluppando reti e sinergie tra le proprie traiettorie economiche &#8211; ma anche sociali, religiose e politiche &#8211; che testimoniano il loro radicamento nel territorio.<br \/>\nVerso sera, tra la via Casilina, via Acqua Bullicante e via di Tor Pignattara, \u00e8 un continuo andirivieni di pattuglie e camionette, perquisizioni e rastrellamenti. Il casus belli dell\u2019ossessione securitaria e del controllo sociale \u00e8 stato dunque trovato, qui, nel sud di Roma, lungo la via Casilina. In quel luogo che, come ha scritto Giuliano Santoro, rappresenta \u201cla barriera immaginaria, il confine, tra il quartiere degli atelier, degli artisti e dei localini e quello ancora non colonizzato, frutto di cambiamenti spontanei e all\u2019apparenza poco governabili\u201d. Centro di un campo di tensioni in permanente movimento che si regge sulle esistenze migranti e sulla loro voglia di addentare la vita e di conquistarsela centimetro dopo centimetro. Ma  Torpignattara \u00e8 anche la sfida vibrante del presente. Un&#8217;occasione per ricomporre ferite e dignit\u00e0. Per questo non servono pi\u00f9 polizia e telecamere. Servono le piazze, i parchi, i marciapiedi, i cinema, i teatri, le scuole, i mercati, i servizi. Servono le condizioni perch\u00e8 l&#8217;incontro diventi pi\u00f9 utile e interessante dello scontro.<br \/>\nPerch\u00e9 chi vive a Torpignattara, e sulle sue strade vede crescere i propri figli, sta gi\u00e0 abbastanza bene. Perch\u00e9 la scuola Pisacane e, un po\u2019 pi\u00f9 lontano, la Iqbal Masih, nonostante gli attacchi politici che ricevono costantemente, sono un modello all\u2019avanguardia di progettualit\u00e0 e integrazione. La Iqbal Masih, in particolare, negli ultimi anni \u00e8 stata punto di riferimento imprescindibile per tutti i movimenti che si sono opposti alla riforma Moratti, prima, e a quella della Gemini, poi. In favore di una scuola aperta, inclusiva. E\u2019 da l\u00ec che genitori ed insegnanti decisero che \u201cil futuro dei bambini non fa rima con Gelmini\u201d.<\/p>\n<div id=\"wp_fb_like_button\" style=\"margin: 0; float: none\"><iframe src=\"http:\/\/www.facebook.com\/plugins\/like.php?href=http:\/\/www.siderlandia.it\/1\/?p=3402&amp;layout=standard&amp;show_faces=true&amp;action=like&amp;colorscheme=light&amp;width=450&amp;height=30\" scrolling=\"no\" frameborder=\"0\" allowTransparency=\"true\" style=\"border:none; overflow:hidden; width: 450px; height: 30px;\"><\/iframe><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Gaetano De Monte Torno a Roma dalle vacanze, che quest\u2019anno sono state pi\u00f9 lunghe del solito. 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