{"id":3404,"date":"2012-01-16T00:03:12","date_gmt":"2012-01-15T22:03:12","guid":{"rendered":"http:\/\/www.siderlandia.it\/?p=3404"},"modified":"2012-10-11T01:45:35","modified_gmt":"2012-10-10T23:45:35","slug":"3404","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.siderlandia.it\/1\/?p=3404","title":{"rendered":"Le primarie, Stef\u00e0no e l&#8217;avvenire di un&#8217;illusione"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-3414\" src=\"http:\/\/www.siderlandia.it\/wp-content\/uploads\/2012\/01\/stef-300x200.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"200\" srcset=\"http:\/\/www.siderlandia.it\/1\/wp-content\/uploads\/2012\/01\/stef-300x200.jpg 300w, http:\/\/www.siderlandia.it\/1\/wp-content\/uploads\/2012\/01\/stef.jpg 567w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">di <strong><em>Salvatore Romeo (&#8217;84)<\/em><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In un&#8217;intervista rilasciata al Corriere del Giorno dello scorso sabato l&#8217;assessore Michele Pelillo dichiara di aver finalmente alle sue spalle un partito. Il PD, secondo uno dei suoi pi\u00f9 influenti capi-bastone, \u00e8 finalmente \u201ccoeso e a voce alta chiede le primarie per il bene di questa citt\u00e0\u201d (<span style=\"color: #000080;\"><span style=\"text-decoration: underline;\"><a href=\"http:\/\/www.corrieredelgiorno.com\/2012\/01\/13\/primarie-pelillo-io-sono-pronto-98480\/\">http:\/\/www.corrieredelgiorno.com\/2012\/01\/13\/primarie-pelillo-io-sono-pronto-98480\/<\/a><\/span><\/span> ). Ma \u00e8 proprio cos\u00ec? Nell&#8217;aula tutt&#8217;altro che sorda e grigia del Salone degli Stemmi ancora riecheggiano le urla dello stesso Pelillo contro l&#8217;assessora comunale Anna Rita Lemma, ribattezzata per l&#8217;occasione \u201cscorpione in gonnella\u201d (definizione che ricorda tanto gli epiteti con cui certi curati di campagna dell&#8217;immediato dopoguerra bollavano, indistintamente, le militanti di sinistra e le adultere). Ufficialmente l&#8217;ira funesta del buon Michele sarebbe stata scatenata dal \u201cveleno\u201d che la professoressa Lemma avrebbe versato a proposito di Michele Mazzarano \u2013 l&#8217;ex <em>enfant prodige <\/em>della sinistra jonica, finito nel mirino della magistratura per presunti favori ricevuti da Tarantini e comunque eletto alle scorse elezioni regionali (di fronte ai risultati molti, inclusa forse la stessa Lemma, avranno creduto di rivivere una celebre scena de \u201cIl portaborse\u201d). In realt\u00e0 Anna Rita Lemma osteggia l&#8217;opzione primarie da tempo, sostenendo la ricandidatura del sindaco uscente.<!--more--><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Se nel PD la frattura sul tema primarie sembra relativamente circoscritta, il fronte \u00e8 invece quanto mai aperto in SEL e IdV. Il partito di Vendola, fedele alla sfida lanciata dal suo leader al principio di non contraddizione, dice di stare con Stef\u00e0no, ma al contempo di essere disposto a disputare le primarie qualora vengano ufficialmente richieste da qualche partner di coalizione. La scissione, pi\u00f9 che politica, sembra rasentare la psichiatria: adesso che il PD ha deciso di lanciare il guanto che far\u00e0 SEL? Posto che Stef\u00e0no resti irremovibile nella decisione di non partecipare alle primarie, sosterr\u00e0 nel frattempo un&#8217;altra candidatura riservandosi magari di tornare all&#8217;ovile del sindaco uscente al primo turno, nel caso dalla consultazione emerga un nome non gradito (diciamo Pelillo, tanto per intenderci)?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel partito di Di Pietro invece il dibattito prosegue secondo i collaudati canoni del centralismo autoritario: mentre la sezione cittadina avrebbe gi\u00e0 fatto sapere di voler partecipare alle primarie candidando l&#8217;ex assessora al bilancio Rossella Fischietti, pare che prima il leader supremo, poi l&#8217;on. Pierfelice Zazzera abbiano personalmente interloquito con il Sindaco, garantendogli il sostegno dell&#8217;IdV. Per un partito che un giorno s\u00ec e l&#8217;altro pure si fa paladino della democrazia, giungendo persino a mettere in discussione l&#8217;indipendenza di un organo costituzionale come la Consulta in nome di una non meglio definita \u201cvolont\u00e0 popolare\u201d, \u00e8 davvero il massimo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Particolarmente delicata invece la posizione della Federazione della Sinistra (PdCI+PRC-Voccoli). Come risulta dall&#8217;equazione appena citata, i comunisti non ci stanno a rinunciare alla gloriosa storia di scissioni che li ha portati fuori dal Parlamento, in una condizione di quasi irrilevanza pubblica. La rottura di Voccoli in ogni caso non va banalizzata: ufficialmente \u00e8 stata motivata con la denuncia di alcune scorrettezze avvenute nel corso dell&#8217;ultimo congresso del suo (ormai ex) Partito; ma a nessuno pu\u00f2 sfuggire il fatto che Voccoli da un paio di anni sia passato ufficialmente in minoranza in consiglio comunale, dopo essere stato il primo a indicare Stef\u00e0no come candidato sindaco nel lontanissimo 2006. Cos\u00ec come difficilmente possono passare sotto traccia le posizioni assunte in questi mesi dai partiti della FdS rispetto alla prospettiva primarie: con un comunicato di qualche mese fa i Comunisti Italiani le hanno ufficialmente bocciate, schierandosi apertamente con Stef\u00e0no; da parte sua Rifondazione Comunista si \u00e8 mostrata pi\u00f9 possibilista, proponendo per\u00f2 primarie \u201cdi programma\u201d: una variante che di fatto elude la questione dei candidati sindaco, lasciando eventualmente il partito libero di propendere anche per Stef\u00e0no. Presumibilmente alla base della scissione promossa da Ciccio \u201cil rosso\u201d c&#8217;\u00e8 la volont\u00e0, non condivisa dalle formazioni della FdS, di non concedere alcuna &#8220;seconda chanche&#8221; a Stef\u00e0no.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il nodo che sta arrovellando il centro-sinistra tarantino ha dunque un nome e un cognome precisi: Ezio Stef\u00e0no. Di altro non si parla: non sono in campo idee diverse di citt\u00e0, progetti, alleanze politiche e sociali alternative; i partiti del centro-sinistra, a quattro mesi dal voto, sembrano di fatto ipnotizzati dal sindaco uscente. Le primarie, lungi dall&#8217;essere uno strumento a disposizione della partecipazione democratica (come si \u00e8 verificato in diverse citt\u00e0 d&#8217;Italia nella scorsa primavera: da Torino a Cagliari, da Bologna a Milano), sono di fatto diventate un plebiscito sulla figura di Stef\u00e0no. Tale esito tuttavia non \u00e8 stato provocato soltanto dalla confusione degli sfidanti, ma anche \u2013 se non soprattutto \u2013 all&#8217;abilit\u00e0 politica del sindaco. Stef\u00e0no, rigettando le primarie da subito (ormai diversi mesi or sono), ha giocato il suo <em>bluff<\/em>, sfidando i compagni-avversari a vederlo; sul tavolo verde ha puntato il suo patrimonio pi\u00f9 prezioso: la sua personalit\u00e0. A quel punto agli altri non restavano che due mosse: \u201candare a vedere\u201d, convocando separatamente le primarie, cio\u00e8 sfidando implicitamente Stef\u00e0no al primo turno; oppure \u201crilanciare\u201d, cercando di far crollare il sindaco e convincendolo ad accettare le primarie. La tattica tentata \u00e8 stata quest&#8217;ultima, ma ad ogni nuova puntata Stef\u00e0no non si \u00e8 scomposto di una virgola e a sua volta ha giocato al rialzo, dipingendosi come il paladino della legalit\u00e0 accerchiato dagli affaristi della politica (memorabile il \u201cdiscorsetto\u201d contro il PD di fronte ai binari della stazione). Mettendo sempre e solo s\u00e9 stesso in primo piano, il primo cittadino ha coperto accuratamente i profondissimi limiti dell&#8217;azione politica della sua giunta, portando gli avversari sul terreno a s\u00e9 pi\u00f9 congeniale: chiunque sa che, quanto a qualit\u00e0 personali e carisma, nessuno nel centro-sinistra tarantino \u00e8 in grado di eguagliarlo. D&#8217;altra parte, se avessero davvero voluto capovolgere il tavolo e chiudere la partita, gli sfidanti sarebbero dovuti partire dal rimettere in discussione cinque anni di amministrazione; e invece \u00e8 proprio un giudizio lucido e articolato su questa esperienza che in tutti loro continua a mancare. Anche perch\u00e9 diverse decisioni controverse dell&#8217;attuale giunta sono state condivise da chi oggi identifica in Stef\u00e0no il suo peggior nemico: una su tutte, la famigerata \u201cvariante Salinella\u201d, che trasformer\u00e0 irreversibilmente il volto di una citt\u00e0 in cui l&#8217;espressione \u201cpiano regolatore\u201d ha sempre rivelato una sfumatura esotica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Comunque si concluder\u00e0 questa partita, \u00e8 ormai chiaro che la tempesta-Stef\u00e0no lascer\u00e0 segni profondi sul corpo del centro-sinistra jonico. Egli \u00e8 stato il primo in questo campo a interpretare il ruolo del leader carismatico, insofferente ai riti della politica, in connessione diretta coi propri elettori; il primo a saper parlare i molteplici registri che caratterizzano il frantumato contesto sociale della citt\u00e0 e a vestire, a seconda delle circostanze e della qualit\u00e0 degli interlocutori, il ruolo dello scienziato o dell&#8217;attivista, del politico di rango o del medico caritatevole. Questo \u201cstile\u201d \u2013 che quelli bravi catalogherebbero come \u201cpopulismo\u201d \u2013, se da una parte rende pi\u00f9 \u201ccalda\u201d la politica, dall&#8217;altra la spoglia dei suoi elementi razionali: le analisi della realt\u00e0 vengono ridotte al luogo comune dell&#8217;eterna lotta fra onesti e disonesti; il rapporto fra societ\u00e0 e politica perde ogni elemento di mediazione: non solo i partiti, ma tutte le forme organizzate della societ\u00e0 civile vengono svalutate. E diventa perci\u00f2 impossibile qualsiasi alternativa che non sia un antagonista in carne e ossa, un anti-eroe: la politica viene cos\u00ec ridotta alla trama di un film di Sergio Leone.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Stef\u00e0no, d&#8217;altra parte, ha avuto gioco facile nell&#8217;affermare questa visione, perch\u00e9 essa \u00e8 nelle cose. A ben vedere, infatti, il fenomeno che ha sconvolto la demografia e la stessa vita civile tarantina negli ultimi vent&#8217;anni \u00e8 la tremenda emigrazione intellettuale che ha non solo desertificato, ma anche invecchiato il \u201cceto medio riflessivo\u201d locale. Le idee hanno cos\u00ec visto drasticamente restringersi e avvizzire il proprio habitat naturale; la stessa societ\u00e0 civile (associazioni, movimenti, partiti) \u00e8 rimasta rinchiusa in un circolo via via sempre pi\u00f9 marginale rispetto al quadro sociale complessivo, sempre pi\u00f9 impotente rispetto ai centri decisionali. Senza un progetto che affronti in maniera credibile quel problema la forma del populismo, che caratterizza la politica tarantina da oltre un ventennio, continuer\u00e0 a perpetuarsi ed estendersi. Chi voglia davvero vincere su Stef\u00e0no, rappresentazione ultima (e forse suprema) di quella tendenza, o concentra tutti i suoi sforzi attorno al nodo fondamentale dell&#8217;emigrazione intellettuale oppure si d\u00e0 ad allevare in qualche lontana riserva un animale politico in grado di fronteggiarlo.<\/p>\n<div id=\"wp_fb_like_button\" style=\"margin: 0; float: none\"><iframe src=\"http:\/\/www.facebook.com\/plugins\/like.php?href=http:\/\/www.siderlandia.it\/1\/?p=3404&amp;layout=standard&amp;show_faces=true&amp;action=like&amp;colorscheme=light&amp;width=450&amp;height=30\" scrolling=\"no\" frameborder=\"0\" allowTransparency=\"true\" style=\"border:none; overflow:hidden; width: 450px; height: 30px;\"><\/iframe><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Salvatore Romeo (&#8217;84) In un&#8217;intervista rilasciata al Corriere del Giorno dello scorso sabato l&#8217;assessore Michele Pelillo dichiara di aver finalmente alle sue spalle un partito. 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