{"id":3462,"date":"2012-01-23T00:04:56","date_gmt":"2012-01-22T22:04:56","guid":{"rendered":"http:\/\/www.siderlandia.it\/?p=3462"},"modified":"2012-10-11T01:40:31","modified_gmt":"2012-10-10T23:40:31","slug":"3462","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.siderlandia.it\/1\/?p=3462","title":{"rendered":"Le ricette del governo per il lavoro: &#8220;precariare poco, precariare tutti&#8221;?"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-3482\" src=\"http:\/\/www.siderlandia.it\/wp-content\/uploads\/2012\/01\/funambolo-300x199.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"199\" srcset=\"http:\/\/www.siderlandia.it\/1\/wp-content\/uploads\/2012\/01\/funambolo-300x199.jpg 300w, http:\/\/www.siderlandia.it\/1\/wp-content\/uploads\/2012\/01\/funambolo.jpg 500w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">di <strong><em>Salvatore Romeo (&#8217;85)<\/em><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questi sono giorni in cui si decide il futuro di milioni di lavoratori in Italia. Da poche ore infatti, il governo Monti ha reso pubbliche le bozze dei decreti-legge della \u201cfase due\u201d del decreto cosiddetto \u201csalva Italia\u201d. In questi documenti si esprime con forza la necessit\u00e0 di riformare il mercato del lavoro: uno dei passaggi che il governo ritiene necessario per imprimere una spinta propulsiva all\u2019economia italiana. Punti cardine dei documenti presentati sono:<\/p>\n<ul style=\"text-align: justify;\">\n<li>sostituzione con un unico contratto degli attuali 48 censiti dall&#8217;Istat; nascer\u00e0 il contratto \u201cunico d\u2019ingresso\u201d (CUI), che suddivide la carriera del lavoratore in due fasi: una di ingresso, che potr\u00e0 durare, a seconda dei tipi di lavoro, fino a tre anni. E una seconda fase di stabilit\u00e0, in cui il lavoratore godr\u00e0 di tutte le tutele che oggi sono riservate ai contratti a tempo indeterminato. Durante la fase d\u2019ingresso, il datore di lavoro potr\u00e0 deliberatamente licenziare (a fronte di una minima indennit\u00e0 economica) per ragioni di carattere economico.<\/li>\n<li>L\u2019introduzione del reddito minimo di disoccupazione. Una misura che esiste in molti Paesi occidentali ma che \u00e8 costosa, soprattutto considerando l\u2019attuale congiuntura economica Italia. Sar\u00e0 difficile trovare i finanziamenti per garantire il salario minimo al copioso numeri di disoccupati italiani, specie nel meridione.<!--more--><\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per valutare l\u2019efficacia delle misure poste in atto dal governo, chiediamo aiuto al magistrato Luigi Cavallaro, giudice del lavoro presso il tribunale di Palermo, che in passato ha contrastato apertamente le proposte in tema di lavoro sostenute dal senatore Pietro Ichino (Liberazione 13\/05\/2010). oggetto del contendere la razionalizzazione e conseguente legittimazione del precariato, auspicata dal senatore del PD.<br \/>\nIncontro Cavallaro a Pisa, in un freddo pomeriggio invernale. L\u2019occasione si manifesta ai margini di un\u2019iniziativa organizzata dal \u201claboratorio delle disobbedienze Rebeldia\u201d dal tema  davvero dissonante rispetto al via vai di gente che si affanna a caccia del saldo pi\u00f9 conveniente: \u201cIl capitalismo finanziario e la crisi\u201d. Giunto il mio momento, mi avvicino con timore reverenziale. Ci\u00f2 che mi sorprende subito \u00e8 la sua gentilezza e totale disponibilit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong> Dott. Cavallaro, sembra che il governo si sia deciso a intervenire sul mercato del lavoro. L&#8217;obbiettivo dichiarato \u00e8 quello di superare la precariet\u00e0. A questo scopo si propone il CUI. Lei crede che si tratti di uno strumento adeguato?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Intanto un paio di precisazioni: la prima \u00e8 che stiamo parlando di bozze, in quanto proposte di legge ancora non ne sono state presentate da questo governo. L\u2019unico disegno di legge \u2013 che ricalca sostanzialmente una proposta fatta da Tito Boeri e Pietro Garibaldi \u2013 \u00e8 quello esteso alcuni anni addietro dai senatori del PD Paolo Nerozzi, Ignazio Marino e Gianrico Carofiglio. Questo prevede che per i primi tre anni il lavoratore non sia soggetto alla tutela reale dell\u2019articolo 18, per quanto concerne il licenziamento intimato per motivi economici; inoltre \u00e8 previsto che (ci\u00f2 \u00e8 valido per coloro che vengono assunti in imprese con un numero di dipendenti maggiori di 15), per i primi 3 anni, il licenziamento per motivi discriminatori, per giusta causa o per \u201cgiustificato motivo soggettivo\u201d ovvero per inadempimento della propria prestazione lavorativa, venga sanzionato con la reintegrazione del posto di lavoro, mentre la reintegrazione non si applicherebbe soltanto quando il licenziamento venga intimato per \u201cgiustificato motivo oggettivo\u201d, cio\u00e8 per motivi economici legati per esempio alla ristrutturazione dell\u2019azienda o alla soppressione del posto di lavoro o, come accade oggi, per una crisi economica; in questo caso non si applicherebbe l\u2019articolo 18, ma il lavoratore avrebbe diritto ad una indennit\u00e0 puramente monetaria.<br \/>\nQuesto pu\u00f2 combattere la precariet\u00e0? No! Ovviamente no. Si tratta semplicemente di \u201cuniversalizzare il precariato\u201d e, per rovesciare una parola d&#8217;ordine che andava forte negli anni 70 \u2013  allora si diceva \u201clavorare poco, lavorare tutti\u201d \u2013, lo slogan che ci vuol passare il governo Monti \u00e8: \u201cprecariare poco, precariare tutti\u201d, come se questa universalizzazione del precariato possa essere di per s\u00e9 una panacea rispetto all\u2019attuale situazione. Non mi pare affatto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong> Insomma: il numero dei disoccupati forse diminuirebbe, ma avremmo molti pi\u00f9 precari&#8230;<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma l\u2019obiettivo del governo \u00e8 certamente questo. Il problema \u00e8 semplice: se non si incide sul volume di disoccupazione \u2013 che dipende dall\u2019ampiezza della domanda globale e non, come pensano certi economisti \u201cmainstream\u201d, da altro \u2013 l\u2019unica cosa che pu\u00f2 portare a una riduzione di quest&#8217;ultima \u00e8 una estensione della precariet\u00e0. Faccio un esempio: se lo Stato ha un volume di disoccupazione pari ad un milione di persone o quel milione di persone restano disoccupate mentre tutte le altre sono occupate stabilmente, oppure si distribuisce un po&#8217; di disoccupazione fra tutti i lavoratori sotto forma di precariet\u00e0. L\u2019obiettivo del governo, attraverso le misure di flessibilizzazione della prestazione lavorativa, \u00e8 esattamente quello di proseguire nella ripartizione della disoccupazione, che \u00e8 molto diverso da un aumento dell\u2019occupazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong> Per\u00f2 dovrebbe essere introdotto un \u201creddito minimo di disoccupazione\u201d per impedire gli effetti pi\u00f9 catastrofici della precariet\u00e0&#8230;<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E&#8217; una cosa di cui si parla da almeno 20 anni ma non la si \u00e8 mai fatta, principalmente perch\u00e9 non ci sono soldi. Ed io dubito che i soldi possano essere trovati per attuare una cosa del genere. Tenga presente che in Danimarca il reddito erogato al disoccupato \u00e8 pari al 90% dell\u2019ultima mensilit\u00e0 ricevuta, per una durata di tre anni. E\u2019 difficile immaginare che uno Stato che sta tagliando di tutto e di pi\u00f9 possa trovare le risorse affinch\u00e9, poniamo, circa il 20% della popolazione meridionale possa ricevere il suddetto sussidio. Potrebbe farlo soltanto ad un patto: considerato che, soprattutto i giovani, sono disoccupati a lungo corso, il valore della loro ultima mensilit\u00e0 sarebbe pari a zero, dunque anche il 90% di zero sarebbe zero. [ride, <em>ndr<\/em>]<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong> La nostra generazione \u00e8 cresciuta con l&#8217;idea che la precariet\u00e0 sia in qualche modo un elemento necessario per la competitivit\u00e0 del nostro sistema economico. Eppure negli ultimi dieci anni, nonostante l&#8217;ampia liberalizzazione del mercato del lavoro, la produttivit\u00e0 delle nostre imprese \u00e8 rimasta al palo. Come si spiega questa contraddizione?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Si spiega col fatto che il nostro sistema produttivo \u2013 che non dimentichiamolo \u00e8 composto al 95% di imprese che hanno una soglia di dipendenti ben inferiore a 15 \u2013 \u00e8 un sistema orientato alla produzione di beni di consumo, che hanno una posizione di \u201csvantaggio comparato\u201d nell\u2019ambito del commercio internazionale. Mi spiego meglio. In Italia produciamo principalmente le cos\u00ec dette \u201c4A\u201d: agroalimentare, abbigliamento, arredo casa ed un po\u2019 di automazione meccanica, dopodich\u00e9 siamo costretti ad importare tutto ci\u00f2 che \u00e8 elettronica, chimica, ottica, nanotecnologie, ICT (information and comunication tecnologies). Basta cercare nelle proprie case tutti i componenti hi-tech e vedere se c\u2019\u00e8 ne sia almeno uno \u201cmade in Italy\u201d. Per contro abbiamo le acque, i vestiti, l\u2019arredo casa, le piastrelle da bagno, tutte cose che possono anche rappresentare punti di eccellenza del cos\u00ec detto \u201cmade in Italy\u201d, ma che nel commercio internazionale generano uno squilibrio sistematico nella bilancia dei pagamenti. Noi, detto in sintesi, esportiamo, in termini di valore, molto meno di quanto importiamo. Questo genera una pressione deflattiva all\u2019interno della nostra economia e a farne le spese sono i nostri salari.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong> A questo proposito sembra che proprio la diffusione di contratti atipici abbia provocato la contrazione dei salari reali. Perch\u00e9?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La precariet\u00e0 della situazione lavorativa \u00e8 una cosa che induce il lavoratore a rinunciare al conflitto, perch\u00e9 la scelta di confliggere pu\u00f2 essere ripagata dal licenziamento. Conseguentemente, non c\u2019\u00e8 modo migliore per avere dei salari bassi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong> Il debito pubblico \u00e8 considerato dalle forze politiche ed economiche italiane ed europee come il principale fattore di crisi nella fase attuale. Lei in una recente intervista ha sostenuto invece che, abbattendo il debito pubblico, si provocherebbe la contrazione dei salari. Pu\u00f2 spiegarci il nesso che collega questi due fattori?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il nesso \u00e8 una elementare concatenazione: se voglio abbattere il debito pubblico, devo ridurre quelle che sono le spese pubbliche o devo aumentare le tasse, dunque contrarre le spese private. Keynes, per\u00f2, ci ha insegnato che \u201cquello che per uno \u00e8 spesa, per un altro \u00e8 reddito\u201d, quindi se io riduco le spese, pubbliche o private che siano, significa che riduco il reddito di qualcuno che, a sua volta, avr\u00e0 meno da spendere e dunque ridurr\u00e0 il credito di qualcun altro e cos\u00ec via a catena. Questo meccanismo provocher\u00e0 essenzialmente che gran parte delle merci prodotte rimarranno invendute; ci\u00f2 indurr\u00e0 gli imprenditori a contrarre la produzione, ma nel momento in cui l\u2019imprenditore deve contrarre la produzione, si trover\u00e0 con una quantit\u00e0 di lavoratori salariati eccedenti rispetto a ci\u00f2 che sono i suoi bisogni e quindi questo provocher\u00e0 un processo di espulsione di occupati dalle imprese. Aumentando la disoccupazione, i salari tenderanno a scendere verso il basso, perch\u00e9 \u00e8 noto che la presenza di un\u2019ampia disoccupazione \u00e8 ci\u00f2 che tende a favorire la discesa verso il basso dei salari.<\/p>\n<div id=\"wp_fb_like_button\" style=\"margin: 0; float: none\"><iframe src=\"http:\/\/www.facebook.com\/plugins\/like.php?href=http:\/\/www.siderlandia.it\/1\/?p=3462&amp;layout=standard&amp;show_faces=true&amp;action=like&amp;colorscheme=light&amp;width=450&amp;height=30\" scrolling=\"no\" frameborder=\"0\" allowTransparency=\"true\" style=\"border:none; overflow:hidden; width: 450px; height: 30px;\"><\/iframe><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Salvatore Romeo (&#8217;85) Questi sono giorni in cui si decide il futuro di milioni di lavoratori in Italia. Da poche ore infatti, il governo Monti ha reso pubbliche le bozze dei decreti-legge della \u201cfase due\u201d del decreto cosiddetto \u201csalva Italia\u201d. 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