{"id":3463,"date":"2012-01-23T00:02:59","date_gmt":"2012-01-22T22:02:59","guid":{"rendered":"http:\/\/www.siderlandia.it\/?p=3463"},"modified":"2012-10-11T01:44:35","modified_gmt":"2012-10-10T23:44:35","slug":"chiesa-e-marina-affinita-elettive","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.siderlandia.it\/1\/?p=3463","title":{"rendered":"Chiesa e Marina: affinit\u00e0 elettive?"},"content":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-3469\" src=\"http:\/\/www.siderlandia.it\/wp-content\/uploads\/2012\/01\/arcivescovo-taranto-300x225.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"225\" srcset=\"http:\/\/www.siderlandia.it\/1\/wp-content\/uploads\/2012\/01\/arcivescovo-taranto-300x225.jpg 300w, http:\/\/www.siderlandia.it\/1\/wp-content\/uploads\/2012\/01\/arcivescovo-taranto.jpg 640w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/p>\n<p>di <strong><em>Salvatore Romeo(&#8217;84)<\/em><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"http:\/\/www.siderlandia.it\/?page_id=3426\">Nel precedente numero di Siderlandia<\/a> Pinuccio Stea \u2013 storico, per lungo tempo esponente di primo piano della sinistra jonica \u2013 ha posto l&#8217;attenzione sulle differenze che hanno caratterizzato il rito di insediamento di Monsignor Santoro rispetto alle cerimonie organizzate per i suoi immediati predecessori. Ora, a qualcuno sembrer\u00e0 una questione \u201cdi lana caprina\u201d, ma dopo il crollo dei regimi di marca sovietica non vi \u00e8 istituzione al mondo che badi di pi\u00f9 alla liturgia che la Chiesa Cattolica. Ogni segno rimanda a un significato preciso: si tratti dell&#8217;indumento o, cosa ancora pi\u00f9 importante, del rito.<!--more--> Ma l&#8217;allegoria non necessariamente deve avere una proiezione mistica, soprattutto se i \u201csegni\u201d chiamano in causa precisi rapporti di potere fra autorit\u00e0 dell&#8217;aldiqua. Abbiamo quindi chiesto a Stea di rispondere alle stesse domande da lui poste nel precedente articolo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Partiamo proprio dagli interrogativi che lei pone in conclusione del suo articolo sulla cerimonia d&#8217;insediamento di mons. Santoro. Con l&#8217;arrivo dal mare il nuovo Arcivescovo ha voluto riprendere una liturgia che con l\u2019insediamento di mons. De Giorgi, successore di mons. Motolese, si era interrotta. Si pu\u00f2 ipotizzare che mons. Santoro abbia voluto stabilire un legame ideale col suo illustre predecessore? E su cosa potrebbe basarsi?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Mons. Salvatore De Giorgi rispetto alla cerimonia dell\u2019arrivo dal mare del nuovo Arcivescovo ebbe a sottolineare che essa non apparteneva alla tradizione, ma che era stato utilizzata per la prima volta da mons. Bernardi nel 1935 e successivamente da mons. Motolese nel 1962; sempre rispetto a quel tipo di cerimonia ebbe a dire che era stata abbandonata anche per non dare spazio a forme folkloriche, concentrando l\u2019attenzione delle cerimonie sull\u2019aspetto ecclesiale e religioso.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Riprenderla, collegandosi cos\u00ec idealmente a mons. Guglielmo Motolese che fu l\u2019ultimo a privilegiare l\u2019arrivo dal mare, \u00e8, a mio parere, un messaggio sul ruolo che l\u2019Arcivescovo Santoro intende sviluppare: un ruolo, come sicuramente fu quello di mons. Motolese, non circoscritto all\u2019aspetto ecclesiale e religioso.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>L&#8217;ipotesi di un recupero dell&#8217;eredit\u00e0 motolesiana ci porta a indagare i rapporti fra Chiesa e societ\u00e0 locale. Il prelato martinese \u00e8 sempre intervenuto nelle decisioni strategiche riguardanti la citt\u00e0: dall&#8217;insediamento del IV centro siderurgico all&#8217;espansione dell&#8217;influenza cattolica nella sanit\u00e0 (non solo con la Cittadella della Carit\u00e0: la sua ombra sembra stagliarsi anche sul progetto del San Raffaele del Mediterraneo). C&#8217;\u00e8 da aspettarsi da mons. Santoro un&#8217;analoga intraprendenza? E in quali settori potrebbe far pesare la sua influenza?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Penso che per dare una risposta alla prima domanda, sia assolutamente necessario avere chiaro quale sia il problema di fondo che la citt\u00e0 ha di fronte a s\u00e9: a mio parere Taranto si trova, e non da poco tempo, di fronte alla necessit\u00e0 di ridefinire la propria identit\u00e0. Per questo c\u2019\u00e8 bisogno di costruire un Progetto chiaro, che vada ben oltre la gestione del quotidiano che le esperienze \u201cciviche\u201d, di qualsiasi connotazione, hanno potuto garantire in quest\u2019ultimo quarto di secolo. Proprio per quanto dicevo prima, quindi, ed alla luce di queste ulteriori considerazioni ritengo che mons. Santoro tender\u00e0 ad affermare un ruolo attivo della Chiesa tarantina anche in campi diversi da quelli pi\u00f9 strettamente legati alla missione ecclesiale e religiosa. D\u2019altronde Comunione e Liberazione, i cui campi di intervento sono svariati, ha queste caratteristiche; e come avete ben evidenziato su Siderlandia, l\u2019Arcivescovo Santoro ha ben solide radici piantate proprio in Comunione e Liberazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>E&#8217; abbastanza singolare che la prima autorit\u00e0 laica che il nuovo Arcivescovo incontra arrivando a Taranto non sia il primo cittadino \u2013 rappresentante politico della comunit\u00e0 \u2013, bens\u00ec l&#8217;Ammiraglio. Perch\u00e9 questa preferenza accordata alla Marina Militare?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>L&#8217;ulteriore \u201cnovit\u00e0\u201d che lei segnala fra il cerimoniale d&#8217;arrivo di Santoro e quello dei suoi due immediati predecessori riguarda l&#8217;incontro col Sindaco, che avviene a Palazzo di Citt\u00e0 e non in Concattedrale. Lo si pu\u00f2 considerare un segno di \u201cdistacco\u201d dall&#8217;autorit\u00e0 civile?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il messaggio che emerge, guardando il percorso seguito dall\u2019Arcivescovo nel corso della cerimonia, \u00e8 duplice: affermare l\u2019autonomia e il ruolo della Chiesa, naturalmente riconoscendo le altre principali Autorit\u00e0, quella militare e quella civile, incontrandole nel loro specifico territorio di competenza; il Castello per l\u2019Autorit\u00e0 militare, Piazza Municipio per l\u2019Autorit\u00e0 civile. Definendo anche una sorta di gerarchia: incontrare prima l\u2019Ammiraglio e poi il Sindaco appare come il riconoscimento di un primato dell\u2019Autorit\u00e0 militare rispetto a quella civile. Autorit\u00e0 militari e civili cui per\u00f2, a conferma di quanto ho affermato prima, nell\u2019ambito della cerimonia alla Concattedrale, viene assegnato un ruolo di meri spettatori, al contrario proprio delle cerimonie d\u2019insediamento di mons. De Giorgi e mons. Papa, nelle quali il Sindaco con il suo benvenuto era stato parte integrante della cerimonia alla Concattedrale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Insomma tre Autorit\u00e0 (Chiesa, Marina Militare, Comune) che vengono, sapientemente, tenute distinti, pur nella piena consapevolezza della necessit\u00e0 di un loro incontro e di una loro interlocuzione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non c\u2019\u00e8 dubbio infine che il ruolo dell\u2019Autorit\u00e0 civile, incontrata dopo la Marina Militare ed estromessa dalla cerimonia nella Concattedrale, sia stato in qualche modo ridimensionato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Chiesa e Marina Militare a Taranto sono in qualche modo interessate al tipo di sviluppo urbanistico della citt\u00e0; \u00e8 ipotizzabile un loro ruolo pi\u00f9 o meno attivo per condizionarlo? E\u2019 un\u2019ipotesi realistica?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Taranto ha avuto nel dopoguerra due Piani regolatori: quello redatto, nella prima met\u00e0 degli anni \u201950, dall\u2019Ing. Calza Bini e quello redatto, nella prima met\u00e0 degli anni \u201970, dagli Architetti Vinciguerra e Barbin: ambedue furono caratterizzati dall\u2019errore di fondo di prevedere una citt\u00e0 con una popolazione aggirantesi attorno ai 350mila abitanti ed ambedue sono stati stravolti da scelte adottate in difformit\u00e0 dai Piani stessi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La conseguenza di ci\u00f2 \u00e8 una citt\u00e0 espansa su un territorio vastissimo,e con grandi e gravi problemi di gestione del territorio stesso. Appare evidente come quello di una ridisegnazione organica del territorio sia uno degli elementi prioritari nel governo della citt\u00e0 di Taranto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A questi problemi se ne \u00e8 aggiunto un altro, che i Piani regolatori non potevano prevedere: lo spostamento della Base Navale a Mar Grande.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In questi ultimi cinque anni al problema del riassetto urbanistico si son date risposte a \u201cfoglia di carciofo\u201d, senza far emergere un quadro complessivo; e anche la presentazione di ipotesi di progetti per l\u2019utilizzazione di aree dismissibili della Marina Militare \u00e8 un\u2019altra \u201cfoglia di carciofo\u201d. A mio parere ci sarebbe stato bisogno, da parte del Comune di Taranto all\u2019inizio della consiliatura, di affidare l\u2019incarico a qualche valente urbanista per redarre un nuovo Piano regolatore che ridisegnasse la citt\u00e0 nel suo complesso, alla luce di quanto accaduto urbanisticamente nel corso di questi decenni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E\u2019 un problema che si trover\u00e0 di fronte la prossima Amministrazione comunale, che non potr\u00e0 naturalmente non tener conto della complessit\u00e0 del territorio, di cui sono parte integrante anche Chiesa e Marina Militare, come tu evidenzi. Qui si gioca una partita importante per le classi dirigenti tarantine: sapranno e vorranno assolvere ad una funzione reale di governo del territorio o preferiranno, come \u00e8 gi\u00e0 capitato nella storia di questa citt\u00e0, assolvere ad una funzione subalterna capace soltanto di gestire gli aspetti burocratici di scelte strategiche decise altrove ?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Mi rendo conto che finisco col rispondere con una domanda alla tua domanda: non \u00e8 un voler sfuggire alla questione posta; ma saranno i prossimi mesi a dare elementi in pi\u00f9 di conoscenza per dare una risposta meditata e non superficiale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>I cattolici hanno avuto un ruolo decisivo nell&#8217;orientare la turbolenta evoluzione del quadro politico locale nell&#8217;ultimo ventennio. Nel &#8217;93 la decisione della D.C. di candidare Carducci sindaco fu decisiva per l&#8217;ascesa di Cito a Palazzo di Citt\u00e0; nella maggioranza dibelliana l&#8217;UDC di Michele Tucci rivestiva una funzione fondamentale (alle comunali del 2005 si afferm\u00f2 come primo partito); pi\u00f9 recentemente \u00e8 stato invece il centro-sinistra a giovarsi dei favori dei centristi, riuscendo a ri-conquistare la Provincia grazie al loro apparentamento. Alle prossime comunali crede che sar\u00e0 confermato questo ruolo di indirizzo? E a vantaggio di chi? <\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel \u201993 l\u2019ascesa di Cito pi\u00f9 che dalla candidatura di Carducci, fu favorita dall\u2019incredibile errore della sinistra tarantina che attacc\u00f2, nel corso del primo turno, in maniera scriteriata proprio Carducci, la cui alleanza al ballottaggio fu ritenuta superflua in quanto i gruppi dirigenti della sinistra ritenevano di aver gi\u00e0 vinto. Proprio da quell\u2019errore scatur\u00ec l\u2019orientamento della DC dell\u2019epoca di sostenere Cito o di non andare a votare al ballottaggio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In seguito, al contrario dei tempi della DC in cui, come hanno scritto autorevoli esponenti democristiani dell\u2019epoca, molte cose si decidevano al di fuori delle sedi della DC stessa e con una fortissima influenza delle gerarchie della Chiesa, la presenza dei cattolici in politica non \u00e8 circoscrivibile ad un solo partito, anche se una tale aspirazione sembra ritornare sempre pi\u00f9 forte da Todi in poi. Quindi mi pare difficile dire con nettezza dove il mondo cattolico tarantino si schierer\u00e0 con maggiore forza e alla vittoria di chi contribuir\u00e0. Certo, non \u00e8 secondario capire come, anche su queste questioni, si muover\u00e0 il nuovo Arcivescovo. Se il suo riprendere il filo dalla cerimonia d\u2019insediamento di Mons. Motolese significher\u00e0 anche seguirne le orme in altri campi, come quello di cui stiamo parlando, sicuramente il quadro politico tarantino qualche scossa la ricever\u00e0 rispetto agli anni, chiamiamoli cos\u00ec, post-Motolese.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Altra novit\u00e0 che lei fa notare \u00e8 il rapporto con la Basilica di San Cataldo, non pi\u00f9 punto di partenza della cerimonia ma passaggio intermedio verso la Concattedrale. Perch\u00e9 ha voluto sottolineare anche quest\u2019aspetto, che ai pi\u00f9 \u00e8 parso assolutamente normale ?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La Basilica di San Cataldo, come si sa, \u00e8 ubicata nella Citt\u00e0 vecchia, che una volta era il centro da cui si irradiavano tutte le pi\u00f9 importanti cerimonie religiose ed anche quelle civili. Da tempo l\u2019asse della vita cittadina si \u00e8 spostata verso altre zone della citt\u00e0 e la Citt\u00e0 vecchia, nonostante tanti dibattiti sviluppatisi nell\u2019ultimo trentennio e qualche intervento comunque slegato da una visione dello sviluppo complessivo della citt\u00e0, \u00e8 andata sempre pi\u00f9 degradando.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Mi sembra che quest\u2019aspetto della cerimonia d\u2019insediamento segnali una presa d\u2019atto di questa realt\u00e0 da cui scaturisce, anche con una sorta di decisione teorica, lo spostamento definitivo dell\u2019attenzione prevalente della Chiesa tarantina verso le altre zone in cui Taranto si \u00e8 sviluppata, soprattutto verso la zona sud, al cui centro c\u2019\u00e8 appunto la Concattedrale.<\/p>\n<div id=\"wp_fb_like_button\" style=\"margin: 0; float: none\"><iframe src=\"http:\/\/www.facebook.com\/plugins\/like.php?href=http:\/\/www.siderlandia.it\/1\/?p=3463&amp;layout=standard&amp;show_faces=true&amp;action=like&amp;colorscheme=light&amp;width=450&amp;height=30\" scrolling=\"no\" frameborder=\"0\" allowTransparency=\"true\" style=\"border:none; overflow:hidden; width: 450px; height: 30px;\"><\/iframe><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Salvatore Romeo(&#8217;84) Nel precedente numero di Siderlandia Pinuccio Stea \u2013 storico, per lungo tempo esponente di primo piano della sinistra jonica \u2013 ha posto l&#8217;attenzione sulle differenze che hanno caratterizzato il rito di insediamento di Monsignor Santoro rispetto alle cerimonie organizzate per i suoi immediati predecessori. 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