{"id":3582,"date":"2012-01-30T00:02:54","date_gmt":"2012-01-29T22:02:54","guid":{"rendered":"http:\/\/www.siderlandia.it\/?p=3582"},"modified":"2012-10-11T01:31:41","modified_gmt":"2012-10-10T23:31:41","slug":"ad-auschwitz-cera-la-neve-diario-di-un-viaggio","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.siderlandia.it\/1\/?p=3582","title":{"rendered":"Ad Auschwitz c&#8217;era la neve&#8230; Diario di un viaggio"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-full wp-image-3583\" src=\"http:\/\/www.siderlandia.it\/wp-content\/uploads\/2012\/01\/300px-Auschwitz-Work_Set_Free.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"197\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">di <strong><em>Serena Mancini<\/em><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel giorno della memoria sono diverse le iniziative organizzate per \u201cnon dimenticare\u201d le atrocit\u00e0 del regime nazista. Ho sempre ritenuto che questa data fosse fondamentale perch\u00e9 capace di concentrare l\u2019attenzione su una porzione di storia che altrimenti rischierebbe di essere trascurata. Parlare di ricordo per\u00f2 \u00e8 probabilmente inopportuno perch\u00e9 nessuno di noi ha conosciuto l\u2019esperienza dei campi.<br \/>\nCerto, informarsi su quanto accaduto \u00e8 utile per conoscere la storia, ma di fronte ai racconti dei superstiti la piena consapevolezza dei fatti resta legata al tempo della narrazione. Per questa ragione era da tempo che desideravo partecipare al treno della memoria, un viaggio organizzato dall\u2019associazione \u201cTerra del fuoco\u201d per vedere i luoghi pi\u00f9 significativi dello sterminio. Si tratta di un\u2019esperienza molto interessante e  impegnativa, che vede protagonisti gli studenti delle scuole superiori (e a volte anche quelli universitari) di alcune regioni italiane.<!--more--> A guidare i viaggiatori durante l\u2019intero percorso \u00e8 un\u2019equipe di giovani volontari che, attraverso una serie di tappe educative, ripercorre tutti i momenti pi\u00f9 tristi della vita dei prigionieri.<br \/>\nQuesto \u201cviaggio di formazione\u201d ha avuto inizio con una prima grande assemblea, al termine della quale gli organizzatori ci hanno divisi in gruppi e, zaini in spalla, ci hanno condotti ai treni.<br \/>\nCiascuno di noi non ha condiviso solo una cuccetta con persone del tutto sconosciute, ma anche tanti pensieri e tante sensazioni diverse. Trascorse le prime ore in treno il viaggio inizia ad essere estenuante e nella mente si insinuano una serie di immagini in bianco e nero viste sui libri scolastici o in qualche trasmissione televisiva. Rivedo i carri bestiame, i corpi nudi e sanguinanti, i soldati \u2026 mi emoziono ma resto in silenzio. Il rumore dei treni che velocemente passano accanto al nostro binario \u00e8 assordante e durante la notte risulta estremamente difficile addormentarsi e, nonostante fuori sia buio, lanciare uno sguardo addolcisce il tragitto. Siamo diretti a Cracovia e la consapevolezza di raggiungere l\u2019indomani la stazione mi rassicura molto; contemporaneamente per\u00f2 inizio ad immaginare come potesse essere facile perdere la cognizione del tempo ignorando la meta.<br \/>\nMi fermo a parlare con alcuni liceali per sapere cosa pensassero di questa esperienza e soprattutto cerco di capire cosa sapessero della Shoah. Rimango abbastanza colpita dalla loro conoscenza a riguardo, ma tutto il mio entusiasmo si spegne non appena uno di loro, pronunciata la parola sterminio, con un leggero sorriso sulle labbra mi dice: \u201cin alcuni casi per\u00f2 sarebbe necessario, vedi l\u2019invasione dei cinesi e dei rom in Italia!\u201d. Questa affermazione \u00e8 rimasta impressa nella mia memoria ed \u00e8 sopraggiunta alla mente pochi giorni dopo, quando durante la visita al campo di Auschwitz lo stesso soggetto ha versato lacrime di dolore di fronte alla vista di tutine e scarpette esposte in una vetrata del museo. Il campo si presenta proprio come in foto: tanti casolari dai mattoni rossi (detti blocchi) e alcuni comignoli. Il sole ne illumina i viali e la neve inizia a sciogliersi. Lungo la recinzione di filo spinato si intravedono alcune torrette di controllo da cui-ci viene spiegato- i soldati tedeschi controllavano che nessuno fuggisse. All\u2019ingresso il luogo mi ricorda molto una zona residenziale con villette a schiera ma, percorrendo le strade del campo, inizio a immaginare quante persone prima di me abbiano calpestato quella terra e patito il freddo dell\u2019inverno sulla pelle. Il vero viaggio inizia adesso \u2026 all\u2019interno dei blocchi, sui muri, compaiono migliaia di foto di donne sopravvissute al lavoro dei campi e dimagrite di 30-40 chili e intere vetrine con abiti e scarpette delle vittime. La sala viene illuminata dai raggi del sole, ma il suo colore roseo non basta ad eliminare il senso di vuoto che ciascuno di noi prova alla vista di questi cimeli. Vorrei gridare, piangere o almeno parlare con qualcuno ma senza riuscire a spiegarmelo resto ancora una volta in silenzio, proprio come accaduto in treno. Alcuni fiori freschi incorniciano l\u2019ingresso del blocco 10; unico elemento di vita in un deserto. Qualcuno pensa ancora alle vittime e continua a prendersi cura di loro. Nei blocchi 6 e 7 sono esposte le istantanee  scattate ai deportati al loro arrivo. Ciascuno di noi \u00e8 invitato a memorizzare il volto di uno di loro, ad immedesimarsi in lui e a ricordarne il nome che verr\u00e0 poi pronunciato durante l\u2019ultima sera davanti al monumento commemorativo. Alla vista delle prigioni, del ridicolo \u201ctribunale\u201d e degli stanzoni ho l\u2019impressione di vedere alcuni corpi nudi ammassati e di avvertirne i sospiri; ho la gola asciutta e gli arti congelati. L\u2019orrore \u00e8 mostro due volte: l\u2019orrore non ha voce ma potrebbe non avere nemmeno memoria. A volte alzo lo sguardo e incrociando quello di un mio compagno lo volgo al suolo  per custodire le mie emozioni, senza che altri possano rubarle. Alcuni giorni dopo la visita al secondo campo \u00e8 meno intensa. Birkenau \u00e8 un\u2019 immensa spianata di terra divisa da un binario. L\u2019immagine che ho davanti \u00e8 diversa da quella vista in foto. Si tratta di un campo di sterminio in cui i treni arrivavano e terminavano la loro corsa. Tutti i passeggeri venivano fatti scendere e immediatamente separati tra abili e inabili. Qui il paesaggio \u00e8 desolante. Posso spostarmi e andare ovunque ma continuo a non vedere nulla attorno a me. Un laghetto mi appare davanti ma \u00e8 ghiacciato. La nostra guida ci riferisce che la sua acqua continua a rimanere grigia perch\u00e9 quello \u00e8 il posto dove venivano gettate le ceneri dei defunti. Visitiamo le poche baracche in legno rimaste intatte dopo il tentativo di eliminarle all\u2019arrivo degli alleati. Strutture sempre di legno fungevano da dormitori con accanto le latrine. Non so se sia suggestione ma nell\u2019aria c\u2019\u00e8 puzza di bruciato. Immagino si tratti di alcuni incendi o fuochi accesi da persone che abitano nelle vicinanze, ma la guida mi spiega che l\u00ec non c\u2019\u00e8 nessuno. Solo alcuni forni e comignoli.<br \/>\nSeguiamo i binari fino a raggiungere le \u201cdocce\u201d e contemporaneamente il sole scompare e il cielo si gonfia di nuvole. La natura sembra abbracciare quei luoghi e condividerne la sofferenza. Dall\u2019alto inizia a scendere della neve sottile. Tutto rimane immobile solo i rami delle betulle si scuotono leggermente accompagnati dal vento. Solo gli alberi sono i veri testimoni del passato. Giunge l\u2019ultima sera e iniziano le celebrazioni. \u00c8 un momento importante del viaggio: ciascuno di noi pone una candela accesa e pronuncia il nome dell\u2019uomo o della donna che aveva memorizzato nei blocchi. A turno- poi- imprimiamo un\u2019impronta sul telone bianco sino a rivestirlo completamente di nero. Per molto tempo mi ero chiesta come fosse possibile che alcuni superstiti non avessero voluto raccontare e avevo provato rabbia nei  loro confronti. Credevo che quella decisione rappresentasse un torno nei confronti della storia e fosse dovuta al tentativo di dimenticare. Questo viaggio per\u00f2 mi ha dato la vera risposta. Raccontare un\u2019esperienza cos\u00ec drammatica \u00e8 davvero difficile. Non perch\u00e9 difficile sia ricordare, ma perch\u00e9 difficile \u00e8 immaginare che altre persone possano comprendere. A distanza di un anno dal viaggio non voglio dimenticare ci\u00f2 che ho visto per questo riporto il nome dell\u2019uomo col quale avevo scelto di immedesimarmi: Baumritter Daniel \u2013oggi io ti ricordo.<\/p>\n<div id=\"wp_fb_like_button\" style=\"margin: 0; float: none\"><iframe src=\"http:\/\/www.facebook.com\/plugins\/like.php?href=http:\/\/www.siderlandia.it\/1\/?p=3582&amp;layout=standard&amp;show_faces=true&amp;action=like&amp;colorscheme=light&amp;width=450&amp;height=30\" scrolling=\"no\" frameborder=\"0\" allowTransparency=\"true\" style=\"border:none; overflow:hidden; width: 450px; height: 30px;\"><\/iframe><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Serena Mancini Nel giorno della memoria sono diverse le iniziative organizzate per \u201cnon dimenticare\u201d le atrocit\u00e0 del regime nazista. 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