{"id":3727,"date":"2012-02-20T00:04:40","date_gmt":"2012-02-19T22:04:40","guid":{"rendered":"http:\/\/www.siderlandia.it\/?p=3727"},"modified":"2012-10-10T16:19:53","modified_gmt":"2012-10-10T14:19:53","slug":"taranto-e-lilva-i-due-processi","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.siderlandia.it\/1\/?p=3727","title":{"rendered":"Taranto e l&#8217;Ilva: i due processi"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-3737\" src=\"http:\/\/www.siderlandia.it\/wp-content\/uploads\/2012\/02\/foto-ferri-300x200.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"200\" srcset=\"http:\/\/www.siderlandia.it\/1\/wp-content\/uploads\/2012\/02\/foto-ferri-300x200.jpg 300w, http:\/\/www.siderlandia.it\/1\/wp-content\/uploads\/2012\/02\/foto-ferri-1024x682.jpg 1024w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">di <strong><em>Francesco Ferri<\/em><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Venerd\u00ec mattina un clima di attesa, quasi solenne, avvolge l&#8217;aria intorno a Corso Italia e via Marche, donando connotati quasi mistici. A volte riesce a prendere voce e forma, manifestandosi in cori secchi e precisi, capaci di liberare nell&#8217;aria parte di quella carica emotiva nella quale ognuno dei presenti \u00e8 immerso. Altre volte rimane intima, circoscritta, e trasfigura i volti delle donne e degli uomini, rendendoli allo stesso tempo assorti e fieri.<br \/>\nL&#8217;attesa \u00e8 palpabile, almeno quanto il desiderio di esserci e di contarsi. L&#8217;incidente probatorio sulla perizia dei chimici, disposta dal gip Todisco in merito al processo nei confronti dei dirigenti Ilva, \u00e8 l&#8217;occasione per ritrovarsi, riannodare i fili di un lungo e complicato percorso e di assorbire nuova linfa dal vento fresco che avvolge il Tribunale.<br \/>\nNella variegata composizione delle numerose persone (pi\u00f9 di mille) che hanno affollato le vie adiacenti al Tribunale di Taranto, immediatamente si resta colpiti e affascinati, visivamente ed emotivamente, dalla presenza largamente maggioritaria di giovani e giovanissimi. Oltre il dato numerico, anche l&#8217;impatto visivo e sonoro da loro prodotto finisce per l&#8217;essere l&#8217;emozione pi\u00f9 significativa della giornata. Se ne avvertiva il bisogno, quasi urgente. Si tratta, senza appello, di una lezione diretta ed efficace in termini di freschezza della comunicazione, capacit\u00e0 di cogliere l&#8217;importanza dell&#8217;evento e volont\u00e0 e desiderio di guardare Taranto in prospettiva.<!--more--><br \/>\nL&#8217;informalit\u00e0  e risolutezza dei messaggi indicano che il tempo delle attese \u00e8 finito: \u201c<a href=\"http:\/\/www.youtube.com\/watch?v=1MVqF_6S_is\">Noi condannati a morte&#8230;voi in attesa di giudizio<\/a>\u201d; \u201cattenzione, citt\u00e0 inquinata\u201d.<br \/>\nQual \u00e8 il modo pi\u00f9 opportuno per provare a fare i conti con la notevole mole di suggestioni assorbita nella mobilitazione di venerd\u00ec scorso? Probabilmente quello di impegnarsi, tutti, in un&#8217;ampia  riflessione collettiva che provi a individuare le prospettive che ora si aprono davanti all&#8217;universo dell&#8217;ambientalismo tarantino.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Di chi \u00e8 l&#8217;ambientalismo?<\/strong> Le sensazioni post mobilitazione del 17 possono risultare davvero un&#8217;occasione propizia per riflettere sulle caratteristiche della vertenza ambiente a Taranto. Due tra i caratteri strutturali dell&#8217;ambientalismo tarantino  (la persistenza di un linguaggio spesso tecnicista e il metodo di lavoro prodotto dalle associazione quasi sempre frammentato, ad arcipelago), di fronte al carico di suggestioni di venerd\u00ec scorso ne escono, nei fatti, riarticolati. Anche da questo punto di vista l&#8217;impatto visivo e la forza del messaggi prodotti dai tantissimi ragazzi e ragazzini aiuta, pi\u00f9 di qualsiasi ragionamento empirico, a provare a lavorare in questa direzione.<br \/>\nUna caratteristica dell&#8217;ambientalismo tarantino \u00e8 legata appunto al tipo di linguaggio che mediamente utilizza per comunicare con il resto della citt\u00e0. Viviamo spesso un paradosso: le associazioni che si occupano di ambiente hanno elaborato, nel corso degli anni, una capacit\u00e0 di intervento e di valutazioni tecnica dei fenomeni, indipendente dalle istituzioni preposte, che costituisce una risorsa notevolissima. Il limite in questo senso \u00e8 spesso legato, nonostante eccezioni tutt&#8217;altro che marginali, alla capacit\u00e0 di comunicare queste competenze scientifiche. Questa discrasia ha spesso creato intorno ad eventi cruciali della storia dell&#8217;ambiente tarantino (si pensi, per esempio, alla concessione dell&#8217;autorizzazione integrata ambientale) un clima di incomunicabilit\u00e0, anche per colpa di un diffuso tecnicismo nel linguaggio, non consentendo che gli stessi argomenti diventassero oggetto di discussione quotidiana nella vita materiale dei  vari quartieri.<br \/>\nLa marea colorata di ragazzi che il 17 ha affollato il tribunale, condita da un linguaggio fresco e chiaro, \u00e8 un&#8217;indubbia lezione anche in questi termini a tutte e a tutti i presenti. La capacit\u00e0 di valutazione tecnica resta una risorsa imprescindibile, sia chiaro. Se contaminata con l&#8217;informalit\u00e0 e l&#8217;efficacia della comunicazione prodotta dagli studenti medi sapr\u00e0 compiere un decisivo passo in avanti in tema di accessibilit\u00e0 del messaggio prodotto.<br \/>\nLa giornata del 17 rappresenta anche una prima, significativa risposta ad un&#8217;altra caratteristica metodologica dell&#8217;ambientalismo in terra Ionica. Il lavoro prodotto dalle varie associazioni risulta essere quasi sempre ad arcipelago, quasi a compartimenti stagni. Le numerose competenze acquisite spesso non nascono e crescono in cooperazione tra soggetti diversi. Mancano, troppo spesso, momenti di reciproca conoscenza e contaminazione tra i vari soggetti che quotidianamente si occupano di analisi e documentazione in tema di ambiente.<br \/>\nIl magma indefinito della giornata del 17 finisce per travolgere anche questa circostanza. Il lavoro quotidiano, con negli occhi la coralit\u00e0 dei salti, delle urla e dei cori dei numerosissimi studenti, ha la possibilit\u00e0 di acquisire nuova linfa in termini di collettivit\u00e0 dell&#8217;intervento, a partire proprio dalla forza e dall&#8217;impatto emotivo prodotto dai tanti giovanissime e giovanissimi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Il Processo costituente.<\/strong> In ogni caso, sembra difficile superare la data del 17 febbraio senza l&#8217;apertura di un&#8217;ampia discussione sulla condizione dell&#8217;ambientalismo a Taranto. Lo esigono il livello del dramma nel quale tutti siamo immersi, e lo chiedono i volti e le voci dei tantissimi presenti.<br \/>\nIn caso contrario, il rischio legato alle giornate-evento \u00e8 evidente: corriamo il pericolo, travolti dalla carica positiva che ci ha avvolto in quelle ore, di confidare nella capacit\u00e0 risolutiva di una  mobilitazione che, per quanto ampia ed articolata, si riduce ad una giornata.<br \/>\nNell&#8217;ottica, invece, nella pratica quotidiana di un cambiamento reale non si parte da zero. C&#8217;\u00e8 chi gi\u00e0 immagina una Taranto nuova e diversa ogni giorno, provando a praticare ora per ora un netto e incisivo salto in avanti per tutti. A titolo d&#8217;esempio, si sottolinea che in questi mesi gli interventi in tema di riqualificazione degli spazi aperti abbandonati al degrado praticata dal gruppo Ammazza che piazza, di recupero e tutela del patrimonio della civilt\u00e0 della pesca ad opera dell&#8217; Associazioni le Sciaje e la costruzione di regole economiche radicalmente diverse, attente e giuste verso i tanti sud del mondo per mano dalla Bottega del Mondo hanno costituito, per tutti, un segnale netto e preciso di discontinuit\u00e0 e pratica reale di un&#8217;alternativa immediata. Occorre, sulla scia di queste (e tante altre) pratiche quotidiane,  provare a costruire materialmente l&#8217;auspicata alternativa, provando a fare tutti insieme un passo in avanti significativo.<br \/>\nIn questo senso, accanto al procedimento giuridico, c&#8217;\u00e8 davvero l&#8217;occasione concreta di tracciare un altro processo ideale. Sia chiaro: \u00e8 necessario continuare a seguire e presidiare il percorso giuridico della vertenza,  pretendendo un risultato giusto e significativo. Occorre per\u00f2 arginare il pericolo che riflessioni del tipo &#8220;attendiamo l&#8217;esito del processo&#8221;, &#8220;confidiamo nelle decisioni della magistratura&#8221; possano costituire l&#8217;alibi di chi, provando a slegarsi della proprie responsabilit\u00e0 istituzionali e politiche, dichiari di attendere l&#8217;intervento dei giudici. La pretesa di un immediato intervento politico \u2013 indipendente dalle decisioni della magistratura \u2013 pu\u00f2 acquisire davvero nuova forza e consapevolezza dall&#8217;ampia mobilitazione di venerd\u00ec.<br \/>\nIn tale contesto la portata della giornata del 17,  limando i caratteri problematici dell&#8217;ambientalismo tarantino, pu\u00f2 segnare davvero l&#8217;occasione dell&#8217;apertura di un processo costituente, capace di unire e contaminare tutte le pratiche virtuose in termini di intervento ecologico, potenzialmente capace di provocare un decisivo passo in avanti nella tanto inflazionata vertenza Taranto. I tempi appaiono decisamente maturi in termini di consapevolezza della problematica, coinvolgimento emotivo e capacit\u00e0 e voglia di mobilitarsi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Taranto e il Mondo.<\/strong> La successione temporale degli eventi che hanno preceduto l&#8217;incidente probatorio del processo-Ilva, ultimo dei quali la storica sentenza  del processo Eternit, ha creato una connessione simbolica tra avvenimenti lontani, caratteristica piuttosto rara nell&#8217;ambientalismo di terra Ionica. Taranto abita il Mondo, il Mondo abita Taranto. L&#8217;elevatissima mole di problemi \u2013 e i conseguenti drammi nei quali tutti siamo immersi \u2013 spesso finiscono per limitare la nostra vista e, di conseguenza, la capacit\u00e0 di comparazione tra problematiche similari.<br \/>\nSe come campo visivo provassimo collettivamente ad assumere la porzione di spazio delineata tra due ciminiere, tenendo fermi i due cilindri sputafumo come cornice della nostra visione, riuscendo per\u00f2 a raggiungere con la vista le vertenze intorno alle discariche di Chiaiano, raggiungendo poi la  Val Susa, per poi proseguire verso qualunque parte del sud della Terra, dopo un iniziale senso di stordimento, mille luoghi della Globo ci sembrerebbero incredibilmente meno distanti. Che si tratti della realizzazione di un traforo che devasta una montagna e la comunit\u00e0 che la abita, che si parli dell&#8217;ampliamento di una discarica o dell&#8217;inquinamento da produzione industriale da nord a sud del Mondo, l&#8217;oggetto delle nostre mobilitazioni risulta essere, irrimediabilmente, il modello di sviluppo che ci affoga, in maniera ancor pi\u00f9 drammatica da trent&#8217;anni a questa parte. Il neoliberismo si manifesta, in giro per il globo, con forme sempre nuove e diverse. Come antidoto al senso di inadeguatezza e allo scoramento che spesso ci assale, di fronte alla durezza e risolutezza del nemico che abbiamo di fronte nella provincia Ionica, dovremmo collettivamente essere in grado di creare mille connessioni con le mille vertenze che, dalla Puglia al Mondo intero, provano a resistere e a costruire un&#8217;alternativa immediata che rimetta al centro della discussione le donne e gli uomini e i loro desideri e bisogni.<br \/>\nAbbiamo necessit\u00e0 di sentirci meno soli, in una comunanza affettiva e metodologica con chi si mobilita in maniera similare alla nostra. \u00c9  necessario produrre un significativo passo in avanti anche in questi termini,  magari proprio a partire da una riflessione collettiva sul senso e la portata delle mobilitazioni di venerd\u00ec scorso, seguendo la strada dello scambio, della contaminazione e del sostegno reciproco tra realt\u00e0 affini, nel segno immediato di un&#8217;altra Taranto possibile.<\/p>\n<div id=\"wp_fb_like_button\" style=\"margin: 0; float: none\"><iframe src=\"http:\/\/www.facebook.com\/plugins\/like.php?href=http:\/\/www.siderlandia.it\/1\/?p=3727&amp;layout=standard&amp;show_faces=true&amp;action=like&amp;colorscheme=light&amp;width=450&amp;height=30\" scrolling=\"no\" frameborder=\"0\" allowTransparency=\"true\" style=\"border:none; overflow:hidden; width: 450px; height: 30px;\"><\/iframe><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Francesco Ferri Venerd\u00ec mattina un clima di attesa, quasi solenne, avvolge l&#8217;aria intorno a Corso Italia e via Marche, donando connotati quasi mistici. 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