{"id":3811,"date":"2012-02-27T00:01:16","date_gmt":"2012-02-26T22:01:16","guid":{"rendered":"http:\/\/www.siderlandia.it\/?p=3811"},"modified":"2012-10-10T16:05:12","modified_gmt":"2012-10-10T14:05:12","slug":"full-metal-racket-ovvero-come-ti-%e2%80%9cstrozzo%e2%80%9d-nel-terzo-millennio","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.siderlandia.it\/1\/?p=3811","title":{"rendered":"Full metal racket, ovvero come ti \u201cstrozzo\u201d nel terzo millennio"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-3819\" src=\"http:\/\/www.siderlandia.it\/wp-content\/uploads\/2012\/02\/usurai_quentin_metsys-300x222.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"222\" srcset=\"http:\/\/www.siderlandia.it\/1\/wp-content\/uploads\/2012\/02\/usurai_quentin_metsys-300x222.jpg 300w, http:\/\/www.siderlandia.it\/1\/wp-content\/uploads\/2012\/02\/usurai_quentin_metsys.jpg 500w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/p>\n<p>di<em> <strong>Andrea Cazzato<\/strong><\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dove va il nostro Paese? Dove va l&#8217;Europa? Queste sono forse due delle domande pi\u00f9 frequenti di questi ultimi tempi. Questo momento di crisi generalizzata, in effetti, ha risvegliato l&#8217;attenzione degli assopiti connazionali che, dopo anni di narcotizzante berlusconismo, si sono ritrovati catapultati in una nuova dimensione di discussione su tematiche davvero pregnanti.<br \/>\nDopo anni di questioni di \u201cvitale\u201d importanza, trascorsi fra il \u201ccelodurismo\u201d di stampo padano e le notti di Arcore \u2013 che hanno smosso l&#8217;indignazione della stragrande maggioranza degli italiani \u2013 si \u00e8 tornati a parlare di sostanza. Con l&#8217;arrivo dell&#8217;esecutivo Monti la musica \u00e8 cambiata, non c&#8217;\u00e8 che dire.\u00a0Se prima l&#8217;attacco a determinati valori era stato portato da quel coacervo di macchiette, e quindi perdeva, gi\u00e0 in partenza, qualsiasi credibilit\u00e0 nella cittadinanza meno dormiente, ora la controffensiva parte da un gruppo di stimati tecnici, che hanno fatto del rigore e della sobriet\u00e0 (termini cari e ripetuti fino alla nausea dal giornalismo italiano) le loro caratteristiche principali.<!--more--> Tale manovra, volta a mio giudizio al violento ritorno di una lotta di classe fra i ceti pi\u00f9 popolari e l&#8217;\u00e9lite economica e industriale di questo Paese, \u00e8 molto grave, anche perch\u00e9 ad iniziarla sono stati proprio i secondi. Le due fazioni in campo sono ben chiare. Da una parte c&#8217;\u00e8 chi possiede e controlla i gangli economico-sociali dell&#8217;Italia: imparando dagli errori del passato, questa componente si presenta a questa nuova battaglia come un fronte compatto, dove tutti sono attenti a non pestarsi i piedi. Dall&#8217;altra parte, invece, vediamo un&#8217;accozzaglia di uomini non rappresentati, che davanti alla risposta inadeguata dei partiti che dovrebbero dar voce alle loro istanze, si scaglia contro questi ultimi, limitandosi ad una guerra fratricida. Quest&#8217;assenza di reazione permette all&#8217;\u00e8lite tanto ben rappresentata nel governo, di dettare i tempi e di attaccare in maniera indisturbata una grande parte dei diritti dei propri avversari.<br \/>\nFuori da ogni retorica, in effetti, le posizioni sembrano queste e le parti, rispetto agli anni passati, sembrano essersi capovolte, con risultati che si annunciano clamorosi e devastanti. Questa svolta usuraia delle classi dominanti, fatta di continue minacce \u2013 che possiamo vedere ben anticipate nel modello Marchionne \u2013 si ripete sempre di pi\u00f9 di frequente in moltissimi ambiti. Sostanzialmente le risposte alla crisi sembrano tutte convergere sul sacrificio (altra parola-chiave di questi mesi) dei ceti popolari. Il rilancio dell&#8217;economia pu\u00f2 veramente passare dalla possibilit\u00e0 concessa ai padroni di licenziare senza giusta causa? Tanto pi\u00f9 se a questo inasprimento delle condizioni dei lavoratori a tempo indeterminato, non corrisponde una veemente politica di adeguamento dei diritti del precariato.  Capisco che questa mancanza di potere di \u201cvita o di morte\u201d sull&#8217;esistenza aziendale di un dipendente non abbia mai fatto molto piacere agli industriali, e che solo l&#8217;introduzione del precariato, che sembrava aver ridato questa forma di controllo, sembrava aver soddisfatto un po&#8217; questa sete di vendetta. Soltanto che \u2013 era pi\u00f9 che chiaro \u2013 la cosa non gli bastava affatto. Hanno tentato prima di inserire il precariato generalizzato, fallendo miseramente; ed ora, non avendo sfondato da questo parte, e non potendo intaccare molti dei diritti fondamentali dei lavoratori, cercano di attaccarsi all&#8217;articolo 18, come se questa fosse questione di importanza centrale nella vita economica del Paese. C&#8217;\u00e8 del sadismo nella classe industriale dell&#8217;Italia, del piacere ad essere strozzini dei propri dipendenti. Praticamente come se la pausa, le ferie o la maternit\u00e0 fossero una gentile concessione del padrone. Come quegli usurai che se non ce la fai a pagare, ti rendono la vita un inferno e ti chiedono sempre di pi\u00f9, e tu in balia delle loro minacce sei costretto ad accettare ogni cosa. Siamo ridotti proprio cos\u00ec male? Siamo un po&#8217; come la Grecia, che in cambio di un&#8217;uscita dalla crisi pi\u00f9 rapida, si \u00e8 dovuta imbottire di armamenti, acquistati dalla Germania e dalla Francia. \u201cSe non accetti, affondi\u201d e la classe dirigente greca non ha potuto far altro. Il racket dei proiettili e della prepotenza del pi\u00f9 forte ha vinto sui bisogni del popolo ellenico.<br \/>\nAlla faccia dello spirito unitario europeo, direbbero molti. Carissimi lettori, qui un senso di fratellanza e di unione di intenti c&#8217;\u00e8, ed \u00e8 quello della classe dominante di arricchirsi alle nostre spalle. Il popolo italiano, come ha fatto quello greco, pu\u00f2 dare una risposta netta all&#8217;offensiva dei potentati mondiali. Questa risposta per\u00f2 non pu\u00f2 essere l&#8217;odio verso il diverso, e verso il pi\u00f9 sfortunato. C&#8217;\u00e8 da diffidare di chi, in nome di uno spirito di finta comunanza di intenti, vi dice che la lotta di classe \u00e8 solo un retaggio di un vecchio modo di vedere il mondo. L&#8217;unica cosa da fare \u00e8 rendersi conto dell&#8217;attuale realt\u00e0 dei fatti e non permettersi ulteriori passi indietro. E&#8217; per questo che ritengo sia utile sostenere tutte quelle forze che realmente si oppongono allo stato attuale delle cose e partecipare, in prima persona, ad una lotta per riaffermare un vero principio di uguaglianza. Questa classe dirigente sta \u201cstrozzando\u201d l&#8217;Italia. Questi dirigenti alla Marchionne, per intenderci, vogliono arrivare al punto che dovremmo anche dover pagare per lavorare? Oppure che si debba rendere grazie alla loro benevolenza, se mantengo il mio posto in fabbrica, in ufficio o chiss\u00e0 dove? Usando le parole di Giovanni Lindo Ferretti (la buonanima cerebrale), non posso far altro che \u201ctifare rivolta\u201d, e augurarmi che questa situazione possa allontanare l&#8217;attenzione dei cittadini dagli aspetti futili del potere.  Come il grande Libero Grassi (un imprenditore, appunto) ci ha insegnato, \u201cnon ci si pu\u00f2 arrendere davanti a nessun tipo di racket\u201d, tanto pi\u00f9, come accade in questi giorni, se questa attivit\u00e0 criminale \u00e8 nelle mani dei gangli decisionali del nostro Paese.<\/p>\n<div id=\"wp_fb_like_button\" style=\"margin: 0; float: none\"><iframe src=\"http:\/\/www.facebook.com\/plugins\/like.php?href=http:\/\/www.siderlandia.it\/1\/?p=3811&amp;layout=standard&amp;show_faces=true&amp;action=like&amp;colorscheme=light&amp;width=450&amp;height=30\" scrolling=\"no\" frameborder=\"0\" allowTransparency=\"true\" style=\"border:none; overflow:hidden; width: 450px; height: 30px;\"><\/iframe><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Andrea Cazzato Dove va il nostro Paese? Dove va l&#8217;Europa? Queste sono forse due delle domande pi\u00f9 frequenti di questi ultimi tempi. 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