{"id":3812,"date":"2012-02-27T00:02:18","date_gmt":"2012-02-26T22:02:18","guid":{"rendered":"http:\/\/www.siderlandia.it\/?p=3812"},"modified":"2012-10-10T16:04:56","modified_gmt":"2012-10-10T14:04:56","slug":"un-assassinio-irrisolto-e-una-memoria-sempre-viva-valerio-verbano-una-storia-italiana","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.siderlandia.it\/1\/?p=3812","title":{"rendered":"Un assassinio irrisolto e una memoria sempre viva. Valerio Verbano, una storia italiana"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><a rel=\"attachment wp-att-3826\" href=\"http:\/\/www.siderlandia.it\/?attachment_id=3826\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-3826\" src=\"http:\/\/www.siderlandia.it\/wp-content\/uploads\/2012\/02\/DSCN0386-300x225.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"225\" srcset=\"http:\/\/www.siderlandia.it\/1\/wp-content\/uploads\/2012\/02\/DSCN0386-300x225.jpg 300w, http:\/\/www.siderlandia.it\/1\/wp-content\/uploads\/2012\/02\/DSCN0386-1024x768.jpg 1024w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">di <strong><em>Gaetano De Monte<\/em><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il 22 febbraio di ogni anno un intero quartiere di Roma, il Tufello \u2013 zona del IV Municipio, periferia nord della Capitale, incastonata nel triangolo compreso tra viale Jonio, via delle Vigne Nuove, e via di Val Melaina \u2013 si stringe nel ricordo di Valerio Verbano, figlio di quello stesso rione. Il Tufello \u00e8 sorto durante il fascismo: vi furono trasferiti i cittadini allontanati dal centro della citt\u00e0 a causa degli sventramenti messi in atto dal regime per enfatizzare il carattere monumentale e rappresentativo di Roma Capitale. Un quartiere che ha accolto abitanti di modesta estrazione, costretti ad allontanarsi dal loro ambiente originario, simbolico nella sua semplicit\u00e0, tanto da diventare la location scelta negli anni \u201950 dal cinema neorealista per film come \u201cLadri di biciclette\u201d. \u201cPopolare e proletario\u201d si diceva una volta, cos\u00ec distante dai ricchi e borghesi quartieri vicini: il Trieste-Salario, il Nomentano.<!--more--><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\nIl 22 Febbraio del 1980 Valerio Verbano, studente del Liceo Scientifico Archimede, attivista di Autonomia Operaia, veniva ucciso barbaramente in casa sua, davanti agli occhi del padre e della madre da un commando neo-fascista, rimasto ancora oggi, dopo 32 anni, senza volto. Rientrato a casa dopo la scuola, Valerio trov\u00f2 i genitori legati ed imbavagliati e tre uomini con i visi coperti da passamontagna che lo aspettavano. Forse, pi\u00f9 che per ucciderlo, per interrogarlo. Perch\u00e9 Valerio sapeva molte cose, annotava tutto, scriveva, fotografava. Un vero e proprio \u201cmediattivista\u201d, lo s definirebbe oggi. Quel che \u00e8 certo, comunque, \u00e8 che quel giorno un giovane di soli 19 anni fu ucciso con un colpo alla schiena. Forse per un diario, in cui era annotata, assieme a centinaia di nomi di militanti dell\u2019estrema destra romana, una grande quantit\u00e0 di materiale, un lavoro iniziato gi\u00e0 nel 1977, quando Valerio aveva soltanto sedici anni ed aveva formato il collettivo autonomo dell\u2019Archimede. Una vera e propria opera di controinformazione, che aveva prodotto un archivio fotografico e uno storico, che racchiudeva i fatti e i personaggi dell\u2019estrema destra nella Capitale. Redige un vero e proprio fascicolo Valerio: quello che poi sar\u00e0 chiamato il Dossier Nar (Nuclei armati rivoluzionari), nel quale raccoglie nomi, foto, luoghi di riunione, amicizie politiche e presunti legami dei neofascisti con gli apparati dello Stato. Forse un modo per difendersi \u201cdall\u2019arrivo dei colonnelli\u201d \u2013 che in quegli anni sembrava potessero dar vita ad  un colpo di stato della destra anche in Italia. Cos\u00ec come era successo un decennio prima in Grecia. Fu questa attivit\u00e0, pi\u00f9 che quella di militante di strada, che lo espose ai pericoli della \u201cRoma nera\u201d: qualche mese prima dell\u2019omicidio aveva ricevuto infatti una serie di telefonate di minaccia. Ma il diario era gi\u00e0 sparito nel 1979, quando la Digos lo sequestr\u00f2 a casa sua e poi lo restitu\u00ec solo parzialmente ai genitori. Salvo poi de-materializzarsi di nuovo completamente. E\u2019 questo il primo mistero di questa storia italiana, che come ogni vicenda violenta politicamente rilevante di quegli anni  porta con s\u00e9 i suoi sospetti, le sue rivendicazioni e naturalmente i suoi depistaggi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\nNella storia di questo assassinio, poi, l\u2019aspetto delle rivendicazioni \u00e8 molto importante, perch\u00e9 consente di avere una cartina di tornasole della Roma di quel periodo: una serie di volantini, firmati \u201cGruppo Proletario Organizzato Armato\u201d, indicano dapprima una pista di sinistra, come se Verbano fosse un delatore: un\u2019ipotesi fabbricata ad arte da un gruppo specifico della galassia dell\u2019estrema destra romana, che si occupava di mettere in circolazione questo tipo di volantini depistatori. Ma alla fine arriv\u00f2 anche quella che appare ancora oggi, nonostante l\u2019impunit\u00e0 di cui godono gli esecutori, la rivendicazione pi\u00f9 plausibile: un volantino che appare scritto da chi ha ucciso Valerio, a firma Nar. Una rivendicazione da ritenere sicuramente autentica, oltre che per il movente, perch\u00e9 cita alcuni particolari dell\u2019omicidio. Quel primo depistaggio rappresent\u00f2 il solito tentativo di mettere insieme rossi e neri: quel valzer teorico degli opposti estremismi, che \u2013 l\u2019abbiamo imparato dallo studio della storia delle stragi di Stato \u2013 serve al solo scopo di creare confusione e occasione di infiltrazione. Esattamente ci\u00f2 che abbiamo ritrovato recentemente tra le parole d\u2019ordine dei \u201cfascisti del terzo milennio\u201d di Casa Pound e nel loro retorico \u201c<strong><em>n\u00e9 rossi, n\u00e9 neri, ma liberi pensieri<\/em><\/strong>\u201d;  e in quella strategia di gestione del conflitto politico che fu invocata ed evocata in quella che \u00e8 stata una delle ultime interviste dal Presidente Cossiga: \u201c<strong><em>Maroni dovrebbe ritirare le forze di polizia dalle strade e dalle universit\u00e0, infiltrare il movimento con agenti provocatori pronti a tutto, e lasciare che per una decina di giorni i manifestanti devastino i negozi, diano fuoco alle macchine e mettano a ferro e fuoco le citt\u00e0. Dopo di che, forti del consenso popolare, il suono delle sirene delle ambulanze dovr\u00e0 sovrastare quello delle auto di polizia e carabinieri.<\/em><\/strong>\u201d<br \/>\nQuella degli opposti estremismi, dei rossi e neri che si sarebbero dovuti unire contro lo stato democratico, \u00e8 una teoria storica semplicemente ridicola; soprattutto non \u00e8 qualcosa che appartiene alla storia di Roma, che invece ha sempre avuto un antifascismo militante molto radicale ed esclusivo. Durante la Resistenza sono morte migliaia di persone in nove mesi, cosa che non \u00e8 accaduta in nessun altra citt\u00e0 italiana e in nessun altra capitale europea. A questo schema semplice, alla parificazione tra gli opposti estremismi, non pu\u00f2 essere ridotto n\u00e9 quel periodo della storia d\u2019Italia n\u00e9 la vicenda Verbano, che invece mostra notevole complessit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\nUna storia, quella di Valerio Verbano, che interseca in qualche modo il contesto politico-giudiziario dell\u2019epoca. Delle indagini sulla sua morte se ne cominci\u00f2 ad occupare un giudice, Mario Amato, che di l\u00ec a qualche mese, il 23 giugno 1980, venne ammazzato in Viale Ionio mentre, da solo e senza scorta, aspettava l\u2019autobus a una fermata. Era solo il giudice Mario Amato anche e soprattutto professionalmente. Fu lasciato da solo a lavorare in quel  \u201c<strong><em>porto delle nebbie<\/em><\/strong>\u201d che era la Procura di Roma, alle prese con seicento fascicoli; ma, nonostante ci\u00f2, riusc\u00ec ad esempio a cogliere l\u2019importanza di ricollegare all\u2019area della destra eversiva una serie di fatti non rivendicati \u2013 come rapine di autofinanziamento, furti di macchine, scambi di documenti rubati \u2013: fatti che, incrociati tra loro, potevano portare alla scoperta degli autori delle azioni politiche rivendicate. Studi\u00f2 la documentazione di Verbano, e dispose un certo numero di arresti nel mondo neofascista. Riusc\u00ec quindi a portare avanti un\u2019attivit\u00e0 di contenimento, fino a quando i neofascisti romani ne colsero la pericolosit\u00e0 e l\u2019intelligenza, e lo uccisero.<br \/>\nIl racconto della vicenda Verbano, che sommariamente leggete in queste righe, nelle nostre intenzioni vuole porre un interrogativo che consenta di capire cosa sia effettivamente successo quel 22 Febbraio di 32 anni fa. Quella vicenda \u00e8 un pezzo di storia d\u2019Italia di cui, nonostante la riapertura dell\u2019inchiesta due anni fa, forse non si conosceranno mai i colpevoli. Tocca allo storico quindi, pi\u00f9 che al giudice, far luce sull\u2019ennesimo mistero d\u2019Italia. Perche\u2019 la Storia, anche temporalmente, comincia quando finisce il potere, l\u2019applicabilit\u00e0 della giustizia. E tocca dunque allo storico, pi\u00f9 che al magistrato,  raccontare nella completezza e nella totalit\u00e0 i fatti, classificare i dati e gli eventi per argomentare, concludere e verificare \u2013 e, nel caso di Valerio, contribuire a far luce su un assassinio irrisolto, su una terribile storia italiana.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-3824\" src=\"http:\/\/www.siderlandia.it\/wp-content\/uploads\/2012\/02\/DSCN0376-e1330287012416-225x300.jpg\" alt=\"\" width=\"225\" height=\"300\" srcset=\"http:\/\/www.siderlandia.it\/1\/wp-content\/uploads\/2012\/02\/DSCN0376-e1330287012416-225x300.jpg 225w, http:\/\/www.siderlandia.it\/1\/wp-content\/uploads\/2012\/02\/DSCN0376-e1330287012416-768x1024.jpg 768w\" sizes=\"(max-width: 225px) 100vw, 225px\" \/>Valerio Verbano \u00e8 anche la storia di una madre che ogni giorno, insieme al quartiere e agli amici del giovane di Autonomia Operaia, continua a vivere nel suo ricordo. Come il 22 Febbraio di ogni anno, quando un corteo di giovanissimi e di compagni che oramai hanno i capelli bianchi sfila per le vie del Tufello e di Montesacro, per ricordare il loro figlio.<br \/>\nLa madre Carla, per la prima volta, quest\u2019anno non c\u2019era, costretta in un letto d\u2019ospedale; con la giornata di ieri, con l&#8217;affissione di una targa nell&#8217;aula magna del suo liceo che recita &#8220;<strong><em>alla memoria di Valerio Verbano, studente antifascista del liceo Archimede assassinato per la sua lotta per un mondo di libert\u00e0 e giustizia sociale<\/em><\/strong>&#8220;, si \u00e8 appena conclusa la settimana di mobilitazione in ricordo di Valerio, la cui celebrazione  ha compreso anche una festa presso l\u2019Universit\u00e0 La Sapienza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\nSotto il liceo c\u2019erano gli striscioni in ricordo di Valerio, giovani liceali con lo zaino in spalla, gli stessi che erano in prima fila anche al corteo dello scorso mercoled\u00ec, c\u2019erano quegli amici e compagni di Verbano oramai con i capelli bianchi, che non riescono a nascondere la commozione perch\u00e9 \u201c<strong><em>finalmente c&#8217;\u00e8 qualcosa in questa scuola che ricordi Valerio che in questi corridoi \u00e8 cresciuto assieme a noi, che qui ha cominciato a fare politica, a interessarsi del mondo e della societ\u00e0<\/em><\/strong>\u201d, dicono. C\u2019erano le generazioni che si mischiano, insomma. E c\u2019erano coloro che la memoria di Valerio la tengono viva ogni giorno attraverso attivit\u00e0 socialmente rilevanti, nel \u201csuo quartiere\u201d: il centro sociale Astra, Horus Project, il laboratorio Puzzle Welfare in Progress, la Palestra Popolare Valerio Verbano, Action diritti in movimento. Realt\u00e0 che lottano contro gli sfratti, la speculazione edilizia, i soprusi di ogni giorno, per cercare di regalare un&#8217;esistenza migliore ai cittadini e alle cittadine che abitano il municipio quarto, Montesacro, e che vivono nel quartiere Tufello. Esattamente quello che faceva e che avrebbe voluto si continuasse a fare Valerio. E\u2019 forse questo il modo migliore per renderne vivo il suo ricordo.<\/p>\n<div id=\"wp_fb_like_button\" style=\"margin: 0; float: none\"><iframe src=\"http:\/\/www.facebook.com\/plugins\/like.php?href=http:\/\/www.siderlandia.it\/1\/?p=3812&amp;layout=standard&amp;show_faces=true&amp;action=like&amp;colorscheme=light&amp;width=450&amp;height=30\" scrolling=\"no\" frameborder=\"0\" allowTransparency=\"true\" style=\"border:none; overflow:hidden; width: 450px; height: 30px;\"><\/iframe><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Gaetano De Monte Il 22 febbraio di ogni anno un intero quartiere di Roma, il Tufello \u2013 zona del IV Municipio, periferia nord della Capitale, incastonata nel triangolo compreso tra viale Jonio, via delle Vigne Nuove, e via di Val Melaina \u2013 si stringe nel ricordo di Valerio Verbano, figlio di quello stesso rione. 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