{"id":3813,"date":"2012-02-27T00:03:20","date_gmt":"2012-02-26T22:03:20","guid":{"rendered":"http:\/\/www.siderlandia.it\/?p=3813"},"modified":"2012-10-10T16:03:52","modified_gmt":"2012-10-10T14:03:52","slug":"alla-ricerca-della-felicita","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.siderlandia.it\/1\/?p=3813","title":{"rendered":"Alla ricerca della felicit\u00e0. Un&#8217;avventura nella &#8220;terra promessa&#8221; Italia"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-3822\" src=\"http:\/\/www.siderlandia.it\/wp-content\/uploads\/2012\/02\/immigrato_passaporto_530x400-300x225.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"225\" srcset=\"http:\/\/www.siderlandia.it\/1\/wp-content\/uploads\/2012\/02\/immigrato_passaporto_530x400-300x225.jpg 300w, http:\/\/www.siderlandia.it\/1\/wp-content\/uploads\/2012\/02\/immigrato_passaporto_530x400.jpg 510w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">di <strong><em>Serena Mancini <\/em><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201cI soldi non fanno la felicit\u00e0 ma contribuiscono a realizzarla\u201d- sembra questo il motto appropriato per descrivere la condizione di molti immigrati spesso giunti in Italia per realizzare i propri sogni. Oltre ad essere indispensabile per l\u2019acquisto di beni di prima necessit\u00e0, il denaro \u00e8 necessario per definire l\u2019identit\u00e0 sociale di ciascuno di loro, in un contesto in cui essi appaiono sempre pi\u00f9 invisibili agli occhi dei \u201cbianchi\u201d.<br \/>\nIbra \u00e8 un ragazzo ghanese residente in Italia da circa quattro anni. Come molti suoi connazionali \u00e8 sbarcato a Lampedusa, dove \u00e8 rimasto per pochi giorni prima di essere mandato a Catanzaro. Nonostante la giovane et\u00e0 ha gi\u00e0 alle spalle un curriculum lavorativo di tutto rispetto, che lo ha visto impegnato in diversi tipi di mansioni. Quando l\u2019ho conosciuto Ibra era a Taranto e aveva iniziato a seguire alcune lezioni di italiano per tentare di integrarsi meglio nel contesto cittadino. Da subito sono rimasta colpita dalla sua intelligenza, dal suo forte interesse per il paese di adozione e soprattutto dall\u2019entusiasmo che mostrava nell\u2019approcciarsi alla nostra cultura. La sua storia mi ha molto affascinata, sebbene si fosse rivelata a tratti confusa a causa di ovvie incomprensioni linguistiche.<!--more--><br \/>\nSono passati alcuni anni da quando ci siamo visti l\u2019ultima volta; le nostre strade si sono separate ma siamo riusciti a sentirci spesso. Ibra fa parte di una famiglia di cinque figli: uno dei suoi fratelli, il maggiore, lavora in Libia, mentre gli altri tre sono rimasti in Ghana. Ibra mi racconta di aver deciso di raggiungere l\u2019Italia perch\u00e9 fortemente influenzato dalla televisione, che costantemente trasmetteva immagini di un Paese felice e prospero.  \u201cPensavo che qui avrei trovato un buon lavoro e avrei potuto mandare i soldi alla mia famiglia, cos\u00ec ho deciso di partire. Quando ero in Africa vedevo l\u2019Europa in televisione, come vive la gente, come si veste e pensavo che la vostra vita fosse migliore di quella in Africa\u201d. Il viaggio per raggiungere la Libia, da cui avrebbe poi dovuto imbarcarsi, \u00e8 durato pi\u00f9 di due giorni, ma avrebbe avuto durata minore se insieme ai suoi trentasette \u201ccompagni di viaggio\u201d non avessero sbagliato strada. \u201cDal Ghana partono pullman per tutta l\u2019Africa. Da l\u00ec abbiamo attraversato il Burkina Faso, il Niger per raggiungere la Libia. A peggiorare il percorso &#8211; mi racconta \u2013 c\u2019erano diversi posti di blocco, organizzati da algerini che per due volte ci hanno fermati e derubati\u201d. L\u00ec tutti sanno che per raggiungere la Libia si percorre quella strada per cui \u00e8 quasi certo che si venga minacciati. Raggiunta la Libia Ibra ha dovuto lavorare pi\u00f9 di un anno per guadagnare il denaro necessario per imbarcarsi- \u201cin Libia mi sono messo a lavorare e quando ho avuto un po\u2019 di soldi ho pensato che dovevo venire in Europa per fare una bella vita. Ho guadagnato i 1200 dollari che mi servivano per raggiungere l\u2019Italia, cos\u00ec sono partito per mare e sono arrivato qui come quelli che vedi in televisione con i barconi\u201d. Dopo essere passato per Lampedusa e Catanzaro, Ibra \u00e8 arrivato a Taranto e vi \u00e8 rimasto per un anno e otto mesi, lavorando per un\u2019azienda di mobili che gli aveva fatto un contratto di nove mesi. \u201cHo avuto un vero contratto e ho potuto guadagnare qualcosa. Inoltre, mentre lavoravo, seguivo un corso di italiano con la signora Cinzia\u201d.  La \u201csignora Cinzia\u201d era in quel periodo una militante del circolo \u201cChe Guevara\u201d di Rifondazione Comunista, nel quale aveva allestito un corso di lingua italiana per immigrati. Perso il lavoro per\u00f2 Ibra ha dovuto cercarlo altrove. \u201cA Taranto per me non c\u2019era nessuna possibilit\u00e0, quindi me ne sono andato al nord perch\u00e9 l\u00ec si dice che il lavoro c\u2019\u00e8\u201d.<br \/>\nInizia cos\u00ec la sua seconda grande esperienza nella citt\u00e0 di Lecco, dove conosce una ragazza che gli parla di un progetto per sostenere gli immigrati. \u201cMi ha detto di una scuola di italiano che prepara per l\u2019esame di terza media e della possibilit\u00e0 di avere alloggi gratuiti. Eravamo 25 persone e ciascuno di noi aveva una stanza doppia. La scuola era molto grande e le lezioni erano organizzate in vari turni dalla mattina alla sera. Il tempo massimo previsto era di otto mesi, ma io ho trovato una signora buona che mi ha accolto come un figlio e mi ha aiutato a rimanere l\u00ec per un anno e mezzo. Mi vedeva sempre piccolo! Alla fine per\u00f2 ho dovuto lasciare la casa e non ho potuto completare i corsi e fare l\u2019esame finale. E basta\u2026 la storia di Lecco finisce cos\u00ec\u201d. Grazie a questa esperienza Ibra ha effettivamente migliorato molto la sua conoscenza linguistica, ma adesso \u00e8 dovuto tornare a Taranto. \u201cPer due mesi ho cercato di rimanere vicino Lecco e mi sono trasferito a Bergamo. Quando ho lasciato il centro di accoglienza ho conosciuto un uomo che abita in Italia da 25 anni e mi ha accolto a casa sua ma all\u2019improvviso mi ha chiesto tanti soldi. Abbiamo iniziato a litigare soprattutto perch\u00e9 lui fumava \u201cquesta roba di Bob Marley\u201d. Quando lui fumava &#8211; madonna mia &#8211; mi faceva arrabbiare sempre! Sono rimasto due mesi, ma poi non riuscivo pi\u00f9 a pagare l\u2019affitto e me ne sono andato\u201d- afferma nervosamente. Ibra annovera quest\u2019uomo tra le persone \u201ccattive\u201d conosciute in Italia e si dispiace soprattutto del fatto che si trattasse di un suo \u201ccompaesano\u201d, ghanese come lui.<br \/>\nOra \u00e8 in attesa di conoscere il \u201cresponso\u201d che stabilir\u00e0 se la sua richiesta d\u2019asilo \u00e8 stata accettata o respinta. Non vede i suoi famigliari da quattro anni, ma riesce a rimanere in contatto con loro telefonicamente. Presto sapr\u00e0 se potr\u00e0 ricevere dei documenti definitivi per coronare il suo \u201csogno europeo\u201d. Gli chiedo se potendo tornare indietro preferirebbe restare  nel suo paese e brevemente mi risponde che \u201cin Ghana la vita \u00e8 dura, se io ho qui un documento mi posso sistemare la vita. Tornerei in Ghana per una vacanza con i miei genitori, ma il ritorno in Africa proprio no\u201d. Gli chiedo allora se potendo decidere porterebbe con s\u00e9 i suoi genitori e, con tutta la maturit\u00e0 che lo contraddistingue, mi risponde che suo padre \u00e8 anziano per cui per loro \u00e8 meglio rimanere l\u00ec, tranquilli, magari ricevendo un po\u2019 di denaro da lui. \u201cUno che va in un paese che non \u00e8 il suo non si trova come a casa e ci sono un sacco di cose faticose da affrontare. Per ora non posso tornare in Ghana senza documenti. Devo aspettare che me li rinnovino. Se mi dovessero negare l\u2019asilo stavo pensando di cambiare Paese e andare in Germania\u201d.<br \/>\nIbra si mostra fiducioso e spera che gli venga concesso di rimanere in Italia; anche in questo suo discorso si avverte una forte speranza, sebbene le cose non siano poi cos\u00ec semplici. La legge italiana infatti prevede che nel caso in cui venga negato l\u2019asilo il soggetto venga assegnato ad un centro di identificazione ed espulsione (CIE) per essere poi rimpatriato. L\u2019ipotesi del trasferimento in un altro Paese appare dunque particolarmente improbabile. Con tutti questi sogni Ibra sembra distinguersi da tanti altri ventenni suoi coetanei che, pur vivendo in condizioni migliori delle sue, protetti dalle rispettive famiglie e da un sistema legislativo che li tutela, appaiono sfiduciati e sconfitti ancora prima di avere intrapreso un percorso di vita vera. \u201cIo ho sognato l\u2019Italia,  ma ora questa vita \u00e8 davvero dura per me; sto imparando che i sogni possono svanire ma vivere senza soldi \u00e8 impossibile\u2026 con i soldi puoi fare tutto quello che vuoi. Altrimenti come mangi? Come ti vesti? Adesso ho visto che non \u00e8 come pensavo io, l\u2019Italia non \u00e8 quello che immaginavo\u201d.<\/p>\n<div id=\"wp_fb_like_button\" style=\"margin: 0; float: none\"><iframe src=\"http:\/\/www.facebook.com\/plugins\/like.php?href=http:\/\/www.siderlandia.it\/1\/?p=3813&amp;layout=standard&amp;show_faces=true&amp;action=like&amp;colorscheme=light&amp;width=450&amp;height=30\" scrolling=\"no\" frameborder=\"0\" allowTransparency=\"true\" style=\"border:none; overflow:hidden; width: 450px; height: 30px;\"><\/iframe><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Serena Mancini \u201cI soldi non fanno la felicit\u00e0 ma contribuiscono a realizzarla\u201d- sembra questo il motto appropriato per descrivere la condizione di molti immigrati spesso giunti in Italia per realizzare i propri sogni. 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