{"id":3878,"date":"2012-03-05T00:00:28","date_gmt":"2012-03-04T22:00:28","guid":{"rendered":"http:\/\/www.siderlandia.it\/?p=3878"},"modified":"2012-10-10T15:54:24","modified_gmt":"2012-10-10T13:54:24","slug":"limportanza-degli-spazi-pubblici-nellattivita-politica-e-sociale-di-una-citta-il-caso-rebeldia","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.siderlandia.it\/1\/?p=3878","title":{"rendered":"L&#8217;importanza degli spazi sociali per una citt\u00e0. Il caso Rebeldia"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-3882 alignleft\" src=\"http:\/\/www.siderlandia.it\/wp-content\/uploads\/2012\/03\/rebeldia-300x213.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"213\" srcset=\"http:\/\/www.siderlandia.it\/1\/wp-content\/uploads\/2012\/03\/rebeldia-300x213.jpg 300w, http:\/\/www.siderlandia.it\/1\/wp-content\/uploads\/2012\/03\/rebeldia.jpg 380w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">di <strong><em>Salvatore Romeo (&#8217;85)<\/em><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In questi giorni la maggior parte della cittadinanza attiva ha appreso attraverso un comunicato, della fine dell\u2019avventura del centro sociale \u201cCloro Rosso\u201d. I pi\u00f9, purtroppo, nell\u2019apprendere questa notizia, sono rimasti totalmente indifferenti. Saranno le prossime elezioni ed i loro isterico commiato di richieste per la candidature di parenti ed affini, sar\u00e0 il silenzio (vero) dei politici locali (finti), incapaci di portare avanti un dialogo costruttivo con una delle pi\u00f9 belle realt\u00e0 tarantine degli ultimi anni; ci\u00f2 che rimane \u00e8 che la citt\u00e0 perde il suo unico centro sociale. In realt\u00e0 non si tratta di una mero stop all\u2019esperienza critica nella citt\u00e0, ma di \u201cun momento di ampia e profonda discussione sull&#8217;attualit\u00e0 della questione spazi sociali nella nostra citt\u00e0 \u201d. Tra i motivi, tutti molto validi, emerge a gran voce l\u2019esigenza, ancora irrisolta, di un luogo fisico, reale, riconosciuto, legale.<!--more--> Ma, complice anche l\u2019assoluta irriverenza e pochezza intellettuale di chi ha trattato con gli attivisti del Cloro Rosso come si tratta con i \u201cbambini capricciosi\u201d,  l\u2019esigenza vitale di uno spazio \u00e8 ancora in alto mare. Sembra sia finalmente partita la ristrutturazione della ex Martellotta, ma di qui a intravederne la fine \u2013 e la trasformazione di quello spazio in un luogo d socialit\u00e0 e cultura \u2013 ce ne corre.<br \/>\nMa il problema degli spazi sociali di aggregazione non riguarda la sola citt\u00e0 di Taranto: \u00e8 un fenomeno molto diffuso in chiave nazionale. Qui viene presentata un\u2019intervista con uno dei responsabili del \u201cprogetto Rebeldia!\u201d, federazione di sigle che \u00e8 attiva nella citt\u00e0 di Pisa dal 2003 e che, in questi anni, si \u00e8 contraddistinta per un attivismo ed uno spirito d\u2019aggregazione fuori dal comune. Un\u2019esperienza che ha arricchito molto una citt\u00e0, spesso troppo schiava degli interessi dei due \u201csoli\u201d: l\u2019Universit\u00e0 e il comune.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong> Come nasce Rebeldia?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Rebeldia nasce nel 2003 da un gruppo di studenti, in segno di dissenso alla guerra in Iraq, dissenso manifestato attraverso il meccanismo del \u201ctrain stopping \u201dcon il quale si cercava di fermare \u2013 o quantomeno rallentare \u2013 l\u2019afflusso di armi, provenienti dalla vicina base statunitense di \u201cCamp Derby\u201d, verso il Golfo Persico. Dunque Rebeldia nasce da studenti  non per questioni studentesche, ma per questioni pi\u00f9 generali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong> Dalla sua fondazione ad oggi, Rebeldia ha gi\u00e0 cambiato tre sedi. In tutti i casi, le trattative tra voi e le amministrazioni pubbliche che si sono susseguite alla guida della citt\u00e0 di  Pisa sono state molto \u201cmovimentate\u201d. Quale \u00e8 attualmente il vostro rapporto con la classe politica cittadina?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><\/strong><br \/>\nLe occupazioni delle tre sedi hanno storie differenti. La prima \u00e8 stata una vera e propria occupazione di uno stabile dell\u2019universit\u00e0, ma a causa di uno sgombero \u00e8 durata poco pi\u00f9 di un mese. Nel secondo caso si \u00e8 trattato di una concessione di un altro stabile di propriet\u00e0 dell\u2019universit\u00e0 di Pisa. Le vicende riguardanti la terza sede (via Battisti, abbandonata nel febbraio 2011, <em>ndr<\/em>), sono molto pi\u00f9 complesse e vedono protagonisti sia il comune di Pisa che l\u2019universit\u00e0. Inizialmente le sinergie erano positive: l\u2019universit\u00e0 aveva l\u2019interesse a liberare uno stabile di sua propriet\u00e0 (sarebbe poi diventato un polo didattico, <em>ndr<\/em>) ; per questo motivo ha attuato delle pressioni sulla giunta comunale,  affinch\u00e9 fosse trovata una location consona agli scopi di Rebeldia. La location individuata era temporaneamente utilizzata come deposito delle macchine sequestrate dai vigili urbani; per questo motivo l\u2019universit\u00e0 ha concesso un terreno fuori citt\u00e0, sbloccando di fatto la trattativa. La tipologia di contratto pattuita \u00e8 stata il comodato d\u2019uso gratuito della durata di un anno. In realt\u00e0 gi\u00e0 dal 2006 (anno dell\u2019insediamento del Rebeldia in via Battisti) eravamo a conoscenza che quello spazio era al centro di un grande progetto (denominato \u201cSesta Porta\u201d) che avrebbe previsto la costruzione di uffici, fondi commerciali, parcheggi e la nuova stazione degli autobus.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong> La questione pi\u00f9 spinosa ancor oggi rimane il rapporto conflittuale con le varie amministrazioni pubbliche cittadine. Dopo lo sgombero eseguito nel febbraio 2011, il comune vi aveva promesso l\u2019assegnazione di uno stabile che avrebbe soddisfatto le vostre esigenze. Da ci\u00f2 che \u00e8 trapelato, sembra che il comune vi abbia chiesto il pagamento di un canone d\u2019affitto a prescindere da quale stabile vi sarebbe stato assegnato. Ci puoi spiegare meglio come \u00e8 si \u00e8 svolta la vicenda?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><\/strong><br \/>\nIn realt\u00e0 gli avvenimenti che hanno contrassegnato l\u2019ultimo anno di trattative tra Rebeldia ed il Comune sono molto pi\u00f9 complessi. Venuti a conoscenza del progetto Sesta Porta, come ci aspettavamo, la societ\u00e0 \u201cSviluppo Pisa\u201d appartenente alla \u201cPisamo\u201d (azienda locale di propriet\u00e0 del comune che si occupa di mobilit\u00e0 e parcheggi, <em>ndr<\/em>) ha emanato una richiesta di sfratto. In questo arco di tempo per\u00f2 non siamo rimasti inermi: sin dal 2006 abbiamo formulato, anche grazie all\u2019aiuto di un pool di tecnici, una serie di possibili proposte per trovare una soluzione. La nostra prima proposta \u00e8 stata di rimanere li ed integrarci con il progetto della Sesta Porta, ma il comune l\u2019ha bocciata senza neanche prenderla in considerazione. La cosa che ci rattrista \u00e8 che anche lo studio di progettazione ha ammesso che ci fosse il margine per l\u2019affidamento di spazi ad attivit\u00e0 culturali. Il comune ha effettuato una sua controproposta: aveva trovato come location ideale uno spazio appartenete alle ferrovie, dunque privato, per il quale avrebbe provveduto temporaneamente (cinque anni) al canone di locazione. Abbiamo rifiutato per due motivi: l\u2019inadeguatezza del posto \u2013 troppo piccolo per le nostre esigenze \u2013 e soprattutto non volevamo che fosse sperperato del denaro pubblico, in quanto il denaro necessario sarebbe stato garantito dal comune, dalla provincia e dal DSU (l\u2019azienda per il diritto allo studio): non potevamo accettare. Da quel momento in poi \u00e8 partita dal comune una campagna furibonda sui giornali per dipingerci come \u201ci brutti e cattivi\u201d della situazione, come componenti dell\u2019area \u201cinsurrezionalista\u201d della citt\u00e0. \u201cMemorabile\u201d ci\u00f2 che \u00e8 emerso da un incontro privato con il sindaco Fontanelli, nel quale quest&#8217;ultimo afferm\u00f2 che, se avessimo continuato con il nostro atteggiamento negativo, avrebbe usato tutti gli strumenti in suo possesso per ostacolarci. Ma non tutta la politica ci \u00e8 stata contraria: infatti l\u2019assessore alle politiche giovanili in un documento afferm\u00f2 che il percorso intrapreso da Rebeldia era da considerare positivo per tutta la cittadinanza ed in linea con le politiche della Regione Toscana. Ci\u00f2 destabilizz\u00f2 la giunta cittadina. L\u2019immagine che abbiamo sempre avuto \u00e8 quella dell\u2019imbuto: il comune voleva ridurci a qualcosa di piccolo per farci cadere nell\u2019imbuto della criminalizzazione, ma noi siamo sempre riusciti ad essere pi\u00f9 grandi di come il comune voleva dipingerci.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Ma come ha fatto il \u201cprogetto Rebeldia\u201d a trasformarsi in questi anni da \u201csemplice\u201d centro sociale in una federazione di sigle, anche molto eterogenee tra loro, che collaborano attivamente alla vita cittadina?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><\/strong><br \/>\nLa condizione necessaria \u00e8 stata il poter contare legalmente su uno stabile congruo alle nostre necessit\u00e0. La condizione di legalit\u00e0 dell\u2019accordo tra il comune ed il Rebeldia ha permesso l\u2019allargamento del nostro progetto a numerose altre realt\u00e0, che in una condizione di occupazione non avrebbero avuto la sufficiente autonomia e tranquillit\u00e0. Mi riferisco ad associazioni nazionali quali Emergency, Lipu, \u201cUn ponte per\u201d, Greenpace che, data la condizione di \u201cstabilit\u00e0\u201d della location, hanno potuto collaborare in totale sintonia e sinergia. Il Rebeldia, con l\u2019ingresso di queste associazioni, non ha modificato la natura politica del suo progetto;  le decisioni inerenti gli aspetti principali del \u201cprogetto\u201d vengono prese \u201corizzontalmente\u201d, dunque la discussione prende il sopravvento rispetto ai meri concetti di votazione e maggioranza: l\u2019obiettivo \u00e8 arrivare ad un punto di vista comune. Ed \u00e8 proprio questo sistema che permette di continuare ad avere una partecipazione massiccia alle assemblee e alle iniziative. Inoltre la questione spazi \u00e8 fondamentale. Se c\u2019\u00e8 un posto fisso e riconosciuto, la gente trova soddisfazione nel fare concretamente le cose, se non lo hai diventa molto pi\u00f9 difficile creare rapporti e legami interpersonali e tra associazioni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong> Voi nascete e operate in un contesto cittadino che possiamo definire medio-alto borghese. Il tessuto connettivo cittadino \u00e8 infatti composto principalmente da professionisti e commercianti, che, insieme all&#8217;apporto derivante dagli studenti fuori sede, fanno di Pisa una citt\u00e0 \u201cagiata\u201d. L\u2019etichetta di \u201ccentro sociale\u201d ha in qualche modo interferito nel rapporto tra Rebeldia e la \u201cPisa bene\u201d?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><\/strong><br \/>\nE\u2019 bene specificare che il rapporto con la classe alto borghese cittadina \u00e8 totalmente conflittuale (ride,\u00a0<em>ndr<\/em>). Se da un lato Pisa \u00e8 una citt\u00e0 che vive sulle spalle degli studenti, quindi aperta all\u2019integrazione culturale, dall\u2019altro a preoccupare \u00e8 la deriva inquietante della sua classe politica. Infatti quest\u2019ultima molte volte si erge a difensore degli interessi dei pochi, elargendo favori ed attenzioni in cambio di voti. Esemplari sono le azioni intraprese dall\u2019amministrazione comunale, a seguito di scarne raccolte firme, contro i centri sociali, gli zingari ed gli studenti \u201cchiassosi\u201d. Il problema \u00e8 essere capaci di lavorare all\u2019integrazione tra le due facce di Pisa, quella chiusa dei residenti e quella viva e vivace di studenti e organizzazioni. Quello che fa pi\u00f9 pensare \u00e8 la qualit\u00e0 delle opposizioni in consiglio comunale; per chiunque abbia seguito un consiglio comunale, sembra che i due schieramenti contrapposti parlino la stessa lingua e facciano dell\u2019opposizione solo di facciata. Inoltre le associazioni che fanno parte del progetto Rebeldia \u2013 e credo anche altre che sono sparse nel territorio pisano \u2013 faticano ad avere un interlocutore in consiglio; le poche volte che le tematiche sociali arrivano tra i banchi del palazzo del comune, sono frutto di input provenienti dall\u2019esterno e mai dall\u2019interno. In realt\u00e0, il maggior aiuto l\u2019abbiamo avuto dai singoli consiglieri; ma ogni volta dura poco perch\u00e9 arrivano ordini di scuderia a bloccare il tutto.<\/p>\n<div id=\"wp_fb_like_button\" style=\"margin: 0; float: none\"><iframe src=\"http:\/\/www.facebook.com\/plugins\/like.php?href=http:\/\/www.siderlandia.it\/1\/?p=3878&amp;layout=standard&amp;show_faces=true&amp;action=like&amp;colorscheme=light&amp;width=450&amp;height=30\" scrolling=\"no\" frameborder=\"0\" allowTransparency=\"true\" style=\"border:none; overflow:hidden; width: 450px; height: 30px;\"><\/iframe><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Salvatore Romeo (&#8217;85) In questi giorni la maggior parte della cittadinanza attiva ha appreso attraverso un comunicato, della fine dell\u2019avventura del centro sociale \u201cCloro Rosso\u201d. I pi\u00f9, purtroppo, nell\u2019apprendere questa notizia, sono rimasti totalmente indifferenti. 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