{"id":3880,"date":"2012-03-05T00:03:32","date_gmt":"2012-03-04T22:03:32","guid":{"rendered":"http:\/\/www.siderlandia.it\/?p=3880"},"modified":"2012-10-10T15:52:58","modified_gmt":"2012-10-10T13:52:58","slug":"la-bussola-perduta-la-deriva-del-pd-spiegata-da-luciano-mineo","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.siderlandia.it\/1\/?p=3880","title":{"rendered":"La bussola perduta. La deriva del PD spiegata da Luciano Mineo"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-3892 alignleft\" src=\"http:\/\/www.siderlandia.it\/wp-content\/uploads\/2012\/03\/mineo-199x300.jpg\" alt=\"\" width=\"199\" height=\"300\" srcset=\"http:\/\/www.siderlandia.it\/1\/wp-content\/uploads\/2012\/03\/mineo-199x300.jpg 199w, http:\/\/www.siderlandia.it\/1\/wp-content\/uploads\/2012\/03\/mineo.jpg 200w\" sizes=\"(max-width: 199px) 100vw, 199px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">di <strong><em>Gaetano De Monte<\/em><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sono questi giorni in cui la sinistra parlamentare, cos\u00ec come l\u2019abbiamo conosciuta nel secolo scorso, vive una crisi devastante, che mette in dubbio l\u2019adeguatezza stessa di questa categoria. In tutta Europa c&#8217;\u00e8 uno spettro che si agita e che evoca qualcosa di mai visto, con l&#8217;obiettivo di istituire una (la loro) \u201cnuova democrazia\u201d \u2013 un processo che sconvolge in primo luogo le istituzioni della rappresentanza politica, travolte da una trasformazione dall&#8217;alto che si svolge rapidissima. In Italia si manifesta una dinamica parallela, che raggruppa in una sintesi \u201ctecnica\u201d la crisi delle alternative, di destra e di sinistra, sterilizzando lo stesso diritto al voto in un processo di convergenza al centro degli schieramenti elettorali in cui il partito unico \u2013 od una analoga grande coalizione che \u00e8 la sua forma di gestazione prediletta \u2013 serve agli assetti del capitalismo della crisi per amministrare, gestire \u2013 eliminando il dibattito intorno ad alternative non compatibili con il piano economico-finanziario corrente. Nel frattempo a Taranto, alla vigilia di quella che si preannuncia come la campagna elettorale pi\u00f9 sclerotizzata di sempre, il maggiore partito del centrosinistra cittadino, il Pd, sembra aver perso la bussola.<br \/>\n\u201cDove va il Pd non lo sa neppure il Pd\u201d. Comincia cos\u00ec il nostro colloquio con Luciano Mineo, storico dirigente del Pci-Pds prima, e del Partito Democratico poi; pi\u00f9 volte consigliere comunale, per tre legislature consigliere regionale. Insomma, per dirla con Max Weber, un \u201cprofessionista della politica\u201d; inteso qui nel senso migliore della metafora, ovvero come uno che di politica sicuramente se ne intende.<!--more--><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n\u201cRibadisco quello che gi\u00e0 nei giorni scorsi ho avuto modo di dichiarare: non solo qui si sta assistendo ad un partito che \u00e8 completamente allo sbando, perch\u00e9 quello che era il suo progetto nobile originario \u2013 quello della costruzione cio\u00e8 di una grande forza in grado di fondere il meglio delle diverse tradizioni storiche, culturali, e naturalmente politiche italiane \u2013 si \u00e8 rivelato un fallimento. Ma il Pd stesso si sta configurando sempre di pi\u00f9 come un aggregato di forze portatrici di personalismi, di ambizioni individuali, quando non addirittura di mere logiche di potere, che non solo ne impediscono la gi\u00e0 richiamata fusione, ma che hanno portato appunto a questa situazione di sbandamento in cui versa il partito. Emblematico \u00e8 quello che \u00e8  successo negli ultimi mesi, attorno alla dinamica del Partito provinciale. Si convoca dapprima l\u2019assemblea cittadina che indice le primarie. Poi quella stessa assise viene riconvocata ( lasciando perdere i numeri, la legittimit\u00e0 di quell\u2019assemblea, etc) per disdire quella stessa decisione; i circoli sono lasciati al loro destino senza direttive politiche e posizioni da seguire. Ma soprattutto ci\u00f2 che \u00e8 pi\u00f9 grave \u00e8 che siamo di fronte ad un partito che sembra non avere un\u2019 iniziativa politica e una sociale, pare incapace di occuparsi dei problemi dei cittadini; non comprende quelli che sono i bisogni reali della societ\u00e0 ionica. Ancor pi\u00f9 in una citt\u00e0 che versa in un emergenza sociale e ambientale drammatica, che \u00e8 attraversata in generale da varie problematiche, rispetto alla cui risoluzione non si ha una posizione chiara, una visione complessiva, un&#8217;idea di citt\u00e0. In verit\u00e0 la riflessione circa la mancanza di un concetto, di un\u2019 idea di societ\u00e0 va allargata immediatamente al piano regionale e nazionale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<strong> D\u2019altronde, se un partito che sembrerebbe ancora richiamarsi a taluni valori non difende il welfare, le pensioni, la scuola pubblica, non prende posizione attorno ai temi dell\u2019acqua bene comune, diventa complice della devastazione ambientale in Val Susa, capisce che sembrano esserci delle evidenti contraddizioni?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><\/strong><br \/>\nIntanto condivido  questo tuo giudizio, che \u00e8 lo stesso di quelli che poi alle primarie non votano per i nostri candidati, scegliendo in molti casi quelle che sembrano essere le personalit\u00e0 pi\u00f9 dotate di coraggio. Ecco, \u00e8 proprio il coraggio forse un altro ingrediente che manca ai nostri dirigenti. Bisognerebbe piuttosto, sui grandi temi, sciogliere ogni sorta di ambiguit\u00e0.  Che ci \u00e8 costata cara a livello di consenso\u2026 vedi gli esempi di Napoli, Milano, Genova, Cagliari, della stessa Regione Puglia. Se ne esce con una capacit\u00e0 di direzione in grado di produrre una reale fusione di culture politiche, piuttosto che una semplice unificazione di gruppi dirigenti, leadership e patrimoni. Il tema fondamentale \u00e8 quale concezione della politica debba presiedere all\u2019esistenza del partito. Quella politica intesa nell\u2019accezione pi\u00f9 nobile, con la P maiuscola, che comprende quello sforzo di occuparsi realmente dei problemi della Polis. Invece oggi la concezione che sembra prevalere al nostro interno si  manifesta esclusivamente in termini di carrierismo e lotte intestine di potere. Si assiste cos\u00ec alla strumentalizzazione delle posizioni politiche, tesa esclusivamente al posizionamento di ciascuno degli attori coinvolti nelle posizioni di potere migliori.<br \/>\nMa la politica \u00e8 un\u2019altra cosa. E\u2019 proprio questa \u201ccultura\u201d, di contro, ad aver prodotto processi degenerativi, da cui, a mio modesto avviso, non se ne esce solo adottando provvedimenti disciplinari, ma anzitutto domandandosi il perch\u00e9 di questa deriva. E riscoprendo, sia chiaro senza nostalgia di sorta, le lezioni migliori che ci sono giunte da un passato ormai remoto. Ecco, ripartiamo, ad esempio, dalla riproposizione della questione morale, cos\u00ec come fu posta trent\u2019anni fa da Enrico Berlinguer nella celeberrima intervista ad Eugenio Scalfari. Interroghiamoci sul rapporto che intercorre tra i partiti e la pubblica amministrazione, su quello tra partiti e cittadini, e comprenderemo cos\u00ec anche le cause di fenomeni come quello dell\u2019antipolitica, che non avvengono a caso, che non sono solo alimentate da personaggi come Grillo, ma traggono la loro linfa vitale, proprio da queste distorsioni, proprio dalla \u201ccattiva\u201d politica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<strong> La sua onesta intellettuale le fa indubbiamente onore. Dopo quella che appare come la sospensione della dialettica parlamentare, avvenuta con il Governo Monti, una parentesi che ci auguriamo sia temporanea, dove andr\u00e0 il Partito democratico?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><\/strong><br \/>\nLa scelta che si pone davanti a noi, a mio avviso, non solo \u00e8 naturale, ma \u00e8 necessaria: quella di stare insieme a quelle forze che dovrebbero essere vicine a quella che \u00e8 la nostra cultura; anche se personalmente non credo si possa racchiudere tutto l\u2019immaginario in una fotografia, \u00e8 evidente che occorra ripartire da un\u2019alleanza programmatica con Sinistra Ecologia e Libert\u00e0 e con l\u2019Italia dei Valori, da quella che \u00e8 stata definita la foto di Vasto.<br \/>\nE\u2019 chiaro che non si possa costruire certamente un carrozzone che racchiuda tutto ed il contrario di tutto, come fu l\u2019esperienza della coalizione che sostenne il Governo Prodi. Partendo naturalmente da un programma, da quello che vogliamo fare. Di questo grande tema, del \u201cche fare\u201d, caro alla sinistra novecentesca, non si pu\u00f2 non tener conto. Non si possono costruire le alleanze sul niente, sul semplice calcolo aritmetico, perch\u00e9 questo poi diventa politicismo, semplice gioco tattico. Bisognerebbe piuttosto realizzare una piattaforma di valori comuni, condivisi, un programma di governo snello, chiaro, non come quello di trecento e passa pagine del Governo Prodi, che poi implose in tutte le sue contraddizioni. E non dimentichiamo che le elezioni si vincono, intanto, se si possiede capacit\u00e0 di radicamento nella societ\u00e0, e quella grandezza capace di suscitare passione politica nella cittadinanza. Sono questi i nodi fondamentali da cui il Partito Democratico deve a mio avviso ripartire.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<strong> E Luciano Mineo invece, dove andr\u00e0, cosa far\u00e0 da grande?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><\/strong><br \/>\nPartendo da un dato,  ritengo di aver avuto una grande fortuna nella vita: quella di aver vissuto un\u2019 epoca gloriosa della politica, fatta di gioie e grandi passioni. Io stesso la mattina mi alzavo con la felicit\u00e0 in corpo di poter andare a fare il militante a tempo pieno,  davanti alle fabbriche a distribuire i volantini, attaccare i manifesti, organizzare le gloriose feste dell\u2019Unit\u00e0, occuparmi dei problemi della gente. Ecco, Luciano Mineo vuole tornare a divertirsi facendo politica, mettendo a disposizione quelle che sono le sue idee, le sue passioni, la sua esperienza, al servizio della buona politica, a Taranto, e non solo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<strong><em> Noi, intanto, siamo qui a chiederci come sia possibile costruire una reale alternativa di sistema, un cambiamento radicale che non miri semplicemente a sostituire un regime con un mezzo ritorno all\u2019antecedente. Oltre quella gestione bi-partisan della crisi, che mantiene l\u2019asse a destra,  producendo ossessioni securitarie e dispositivi di flessibilit\u00e0 della forza lavoro. Provando a buttar gi\u00f9 delle ipotesi, sfiorando incidentalmente il tormentone delle forme organizzative che sempre accompagna una fase di rottura politica come quella che stiamo vivendo. Provando a sfruttare la finestra aperta dalla crisi della rappresentanza politica. Oltre la stessa concezione della sinistra cos\u00ec come l\u2019abbiamo conosciuta nel secolo scorso. \u201cIn quel mare incerto chiamato contemporaneit\u00e0\u201d. <\/em><\/strong><\/p>\n<div id=\"wp_fb_like_button\" style=\"margin: 0; float: none\"><iframe src=\"http:\/\/www.facebook.com\/plugins\/like.php?href=http:\/\/www.siderlandia.it\/1\/?p=3880&amp;layout=standard&amp;show_faces=true&amp;action=like&amp;colorscheme=light&amp;width=450&amp;height=30\" scrolling=\"no\" frameborder=\"0\" allowTransparency=\"true\" style=\"border:none; overflow:hidden; width: 450px; height: 30px;\"><\/iframe><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Gaetano De Monte Sono questi giorni in cui la sinistra parlamentare, cos\u00ec come l\u2019abbiamo conosciuta nel secolo scorso, vive una crisi devastante, che mette in dubbio l\u2019adeguatezza stessa di questa categoria. 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