{"id":3939,"date":"2012-03-05T00:04:32","date_gmt":"2012-03-04T22:04:32","guid":{"rendered":"http:\/\/www.siderlandia.it\/?p=3939"},"modified":"2012-10-10T15:52:00","modified_gmt":"2012-10-10T13:52:00","slug":"il-sindaco-e-la-rotatoria-breve-cronistoria-di-una-relazione-amorosa","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.siderlandia.it\/1\/?p=3939","title":{"rendered":"Il Sindaco e la rotatoria: breve cronistoria di una relazione amorosa"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-3941\" src=\"http:\/\/www.siderlandia.it\/wp-content\/uploads\/2012\/03\/rotatoria1-300x300.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"300\" srcset=\"http:\/\/www.siderlandia.it\/1\/wp-content\/uploads\/2012\/03\/rotatoria1-300x300.jpg 300w, http:\/\/www.siderlandia.it\/1\/wp-content\/uploads\/2012\/03\/rotatoria1-150x150.jpg 150w, http:\/\/www.siderlandia.it\/1\/wp-content\/uploads\/2012\/03\/rotatoria1.jpg 324w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">di <strong><em>Francesco Ferri<\/em><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Che il governo della citt\u00e0 abbia a piacere le rotatorie, sembra ormai evidente. Che si tratti di ampie e maestose costruzioni, come quella situata all&#8217;incrocio tra Viale Magna Grecia e Corso Italia, o che si tratti di edificazioni circolari di piccola taglia, quasi intima e con finalit\u00e0 decorative, come quella in corso di realizzazione proprio sotto Palazzo di Citt\u00e0, poco importa. L&#8217;amministrazione comunale in corso (e ovviamente non solo essa) sembra nutrire attrazione per questo tipo di costruzioni.<br \/>\nNelle righe che seguono, si prover\u00e0 ad assumere proprio la rotatoria (cosi presente nell&#8217;urbanistica di terra Ionica) come possibile paradigma dei cinque anni di amministrazione comunale. Non si parler\u00e0 \u2013 ovviamente \u2013 di gestione del traffico cittadino, n\u00e9 tanto meno di decoro urbano. Si prover\u00e0 invece a riflettere su come la metafora della rotatoria, con la sua carattere di circolarit\u00e0, possa essere una possibile chiave di lettura delle (mancate) scelte politiche dell&#8217;amministrazione uscente.<!--more--><br \/>\nIl punto di partenza del ragionamento \u00e8 semplice: quando si percorre una rotatoria (e quando si amministra una citt\u00e0) se non si imbocca una delle possibili vie d&#8217;uscita che si presentano davanti alla traiettoria intrapresa, si finisce per tornare al punto di partenza (peggio: si rischia di tornare indietro).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sono indubbiamente molteplici le possibili vie di fuga (politiche) che si sono presentate davanti all&#8217;amministrazione comunale nell&#8217;ultimo quinquennio. Per vie di fuga intenderemo riferirci a possibilit\u00e0 reali, portatrici di istanze politiche e di un alternativo sistema di valori,  presentatesi lungo il percorso della giunta comunale, potenzialmente capaci di invertire radicalmente la storia di questa amministrazione (e, forse, di questa citt\u00e0).<br \/>\nNe prenderemo in considerazione tre. Non perch\u00e9 tutte le (numerose) altre siano meno significative ed importanti. Al contrario, gli esempi presi in considerazione sembrano racchiudere spirito e forma delle mille opportunit\u00e0 di via di uscita presentate davanti alla giunta Stef\u00e0no.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>5 anni fa: voglia di riscatto. <\/strong>Una prima occasione per invertire la traiettoria rispetto ai dissesti (economici e sociali) causati dalle giunte di centrodestra si \u00e8 materializzata ancor prima dell&#8217;insediamento dell&#8217;attuale amministrazione, e risiedeva nel desiderio di rivalsa e dalla voglia di provare a guardarsi in prospettiva, che hanno investito il dibattito cittadino prima delle scorse elezioni comunali. Un certo spirito di riscossa civica, una certa voglia di partecipare e di mettersi in discussione, hanno attraversato i discorsi e i progetti della coalizione che ora amministra la citt\u00e0. Certo, nell&#8217;eterogeneit\u00e0 della formazione culturale e politica delle personalit\u00e0 in questione, e nel loro assemblaggio a freddo, quasi in provetta, privo di contaminazioni reciproche nel medio periodo, si sarebbe potuto gi\u00e0 leggere il segno delle mille difficolt\u00e0 in termini di univocit\u00e0 dell&#8217;indirizzo politico da assumere.<br \/>\nIn ogni caso, l&#8217;amministrazione cittadina perse l&#8217;occasione \u2013 fin da subito \u2013 di rimanere in connessione con lo spirito di rivalsa e di partecipazione che (per la verit\u00e0 senza neanche troppa diffusione), provava a farsi strada in citt\u00e0 nell&#8217;immediato post Di Bello.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Forma e sostanza della vertenza ambiente.<\/strong> La maggior parte dei ragionamenti di questi cinque anni di governo fanno indubbiamente capo alla costantemente citata \u201cquestione ambientale\u201d. Nel suo complesso, l&#8217;amministrazione non si \u00e8 lasciata coinvolgere, contaminare, trasportare dalla forte (e crescente) tensione, e dalla voglia di contribuire alla creazione di un&#8217;alternativa \u2013 di economia e di pensiero \u2013 rispetto al disastro quotidiano, proveniente dalla parte pi\u00f9 illuminata del \u201cmovimento ambientalista\u201d, quella cio\u00e8 in grado di individuare le cause strutturali della tragedia in corso (il modello di sviluppo che da un trentennio ci strangola).<br \/>\nQuesto sostanziale distacco e questa freddezza hanno agito in due direzioni. Nel metodo della costruzione dell&#8217;intervento in tema di risposte all&#8217;inquinamento industriale, la giunta comunale non si \u00e8 mostrata attenta a coinvolgere l&#8217;universo delle competenze tecniche indipendenti che pure caratterizzano le mobilitazioni tarantine (un esempio su tutti: si veda come \u00e8 stata costruita la recente ordinanza del sindaco). Inoltre, nel merito delle scelte intraprese, il percorso degli ultimi cinque anni di governo non \u00e8 mai riuscito a tracciare ipotesi strutturali che provassero a progettare  un distacco dal neoliberismo, ampiamente dominante anche alle nostre latitudini.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Teoria e pratica referendaria.<\/strong> Le ipotesi in merito alla possibilit\u00e0 di un approccio alternativo nella progettazione della vita della citt\u00e0 erano \u2013 e sono &#8211; argomenti ampiamente presenti nel sistema di competenze e di valori proposti, anche a Taranto, dai comitati referendari in merito alla gestione delle risorse idriche e sul nucleare. L&#8217;opportunit\u00e0 di connettersi a questa terza possibile via d&#8217;uscita, per la storia dell&#8217;amministrazione comunale (e per la storia della citt\u00e0), era assolutamente da non perdere. Il comitato referendario aveva creato anche a Taranto un interessante dinamismo culturale, che stimolava ad interrogarsi su aspetti pratici della vita politica locale: rapporto tra cittadini e erogatori dei servizi, rapporto tra amministrazioni locali e municipalizzate, gestione delle tariffe.<br \/>\nPer gli amministratori di Taranto (in misura ancor maggiore rispetto ad altri luoghi), la campagna referendaria \u00e8 stato un&#8217;occasione &#8211; probabilmente l&#8217;ultima &#8211; per provare ad acquisire una possibile chiave di lettura per i complessi fenomeni cittadini (non soltanto in merito ad acqua ed energia), ed assumere allo stesso tempo un percorso netto, deciso, in termini di superamento dell&#8217;attuale modello di sviluppo cittadino.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L&#8217;indice della distanza culturale e politica \u2013 incolmabile \u2013 tra il percorso (circolare) dell&#8217;amministrazione e le possibili vie di uscita presentate lungo la sua rotta \u00e8 ben rappresentato dalla surreale discussione avviata in consiglio comunale, poche settimane prima del voto referendario dello scorso giugno, in seguito alla richiesta formulata dal comitato Acqua bene comune di schierarsi per il \u201csi\u201d al referendum. Gli interventi degli stralunati consiglieri di maggioranza oscillavano da un imbarazzante \u201cnoi rappresentiamo tutti, non possiamo assumere posizioni politiche\u201d ad un curioso \u201cma se facciamo la campagna per il si, per par condicio dobbiamo farla anche per il no\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L&#8217;andamento circolare, lineare e continuo, della traiettoria assunta dall&#8217;attuale giunta comunale ha caratterizzato gli ultimi cinque di governo, impedendo connessioni tra il percorso intrapreso dall&#8217;amministrazione e le (molteplici) possibili vie di fuga (virtuose) presentatesi davanti.<br \/>\nForse, in maniera pi\u00f9 generale, sembra essere il concetto stesso di rappresentanza a risultare \u2013 a Taranto ed a ogni livello \u2013  ontologicamente predisposto per tracciare traiettorie sempre e solo circolari e chiuse, che inseguono se stesse.<br \/>\nFuori ed oltre alle mille promesse di una (qualitativamente alquanto modesta) campagna elettorale, occorrerebbe riflettere collettivamente, anche a Taranto, in merito a quale possa essere la modalit\u00e0 pi\u00f9 efficace per provare a sfilare al frastornato mondo della rappresentanza lo scettro della decisione politica.<\/p>\n<div id=\"wp_fb_like_button\" style=\"margin: 0; float: none\"><iframe src=\"http:\/\/www.facebook.com\/plugins\/like.php?href=http:\/\/www.siderlandia.it\/1\/?p=3939&amp;layout=standard&amp;show_faces=true&amp;action=like&amp;colorscheme=light&amp;width=450&amp;height=30\" scrolling=\"no\" frameborder=\"0\" allowTransparency=\"true\" style=\"border:none; overflow:hidden; width: 450px; height: 30px;\"><\/iframe><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Francesco Ferri Che il governo della citt\u00e0 abbia a piacere le rotatorie, sembra ormai evidente. 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