{"id":3961,"date":"2012-03-12T00:19:08","date_gmt":"2012-03-11T22:19:08","guid":{"rendered":"http:\/\/www.siderlandia.it\/?p=3961"},"modified":"2012-10-10T15:43:10","modified_gmt":"2012-10-10T13:43:10","slug":"natalino-balasso","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.siderlandia.it\/1\/?p=3961","title":{"rendered":"Natalino Balasso: &#8220;oggi la satira non basta&#8221;"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-3978\" src=\"http:\/\/www.siderlandia.it\/wp-content\/uploads\/2012\/03\/Balasso2_foto-di-Nicola-Boschetti-300x200.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"200\" srcset=\"http:\/\/www.siderlandia.it\/1\/wp-content\/uploads\/2012\/03\/Balasso2_foto-di-Nicola-Boschetti-300x200.jpg 300w, http:\/\/www.siderlandia.it\/1\/wp-content\/uploads\/2012\/03\/Balasso2_foto-di-Nicola-Boschetti-1024x683.jpg 1024w, http:\/\/www.siderlandia.it\/1\/wp-content\/uploads\/2012\/03\/Balasso2_foto-di-Nicola-Boschetti.jpg 1037w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">di <strong><em>Salvatore Romeo (&#8217;84)<\/em><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Natalino Balasso mi accoglie nel suo camerino poco prima dell\u2019inizio del suo spettacolo. Mancherebbe solo mezz\u2019ora al sipario (in scena vanno <em>I Rusteghi <\/em>di Carlo Goldoni), ma lui non si nega e, anzi, \u00e8 un fiume di parole. Noto al grande pubblico per gli sketch andati in onda su Mai dire goal e Zelig, ma anche per i video proposti di recente su youtube \u2013 in cui si mettono a nudo i meccanismi perversi della nostra societ\u00e0 \u2013, Balasso ha interpretato Sheakspeare e i testi del conterraneo Luigi Meneghello, \u00e8 autore di diverse <em>pi\u00e9ce<\/em> teatrali\u00a0 e di quattro romanzi. Ma soprattutto \u00e8 un artista che non si tira indietro quando si tratta di dire la propria, che l\u2019argomento sia la \u201clotta di classe\u201d o i \u201cfurbetti\u201d del suo Nord Est.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong> <\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Finch\u00e9 c\u2019erano Berlusconi e la sua banda di ministri fare satira era relativamente facile perch\u00e9 gi\u00e0 di loro sembravano maschere della commedia dell\u2019arte. In tempi di governo tecnico invece quali spazi ci sono per la satira?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Io credo che non ci sia nessuno spazio per la satira. Viviamo in tempi abbastanza bui, che per\u00f2 \u2013 dispiace dirlo \u2013 ci siamo scelti noi. Oggi non c\u2019\u00e8 un dittatore, non c\u2019\u00e8 qualcuno da mettere alla berlina. La satira politica \u00e8 un potere che si scaglia contro un altro potere. Se noi vediamo le Iene sulla tv di Berlusconi come facciamo a dire che stanno facendo satira?<!--more--><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>E\u2019 una satira quasi funzionale al potere stesso\u2026<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In qualche modo \u00e8 sempre stato cos\u00ec. Non dimentichiamo che il Carnevale ed altre feste analoghe nascono come inversione dei ruoli sociali: al popolo viene concesso di comandare per periodi circoscritti dell\u2019anno \u2013 e anche in momenti di tirannia non si negava questo capovolgimento. Era un modo per esorcizzare quella che probabilmente a molti doveva apparire come una piaga.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Oggi per\u00f2 questo finto ribaltamento dei ruoli sembra costante: le trasmissioni di satira vanno in onda quasi ogni giorno\u2026<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il problema oggi \u00e8 che c\u2019\u00e8 quasi confusione fra il potere e chi sta criticando il potere, come quando Crozza imita Bersani con accanto il Bersani vero. In questo caso dov\u2019\u00e8 la satira? Forse chi fa satira oggi dovrebbe iniziare a pensare a far satira su noi stessi. E cio\u00e8 sul perch\u00e9 abbiamo scelto di mandare al potere quella gente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Questo discorso che fai sembra rimandare alla tua produzione artistica pi\u00f9 recente. Nei tuoi video infatti dividi la realt\u00e0 in due categorie estreme: i \u201cmagnasghei\u201d e i \u201cpoveracci\u201d. E\u2019 venuto il momento anche per l\u2019arte di tornare a occuparsi della societ\u00e0 e dei suoi conflitti\u2026 di quella che un tempo si sarebbe definita \u201clotta di classe\u201d?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Anzitutto ti correggo su una cosa: chiunque non sia Veneto dice \u201csghei\u201d\u2026 non so chi abbia fatto partire questa cosa tanti anni fa, ma la parola \u00e8 \u201cschei\u201d \u2013 che deriva dagli scellini, gli <em>skelling <\/em>austriaci. In ogni caso dovrebbe essere sempre il momento di occuparsi della societ\u00e0 e forse \u00e8 importante che qualcuno lo faccia. Oggi il discorso della lotta di classe si sta un po\u2019 riproponendo perch\u00e9 siamo passati sopra a talmente tante cose \u2013 in termini di diritti di tutti \u2013 che abbiamo cominciato a creare nuove classi subalterne. C\u2019\u00e8 di nuovo la servit\u00f9: noi facciamo finta di niente, ma una badante pagata in nero 200 Euro \u00e8 una forma di schiavit\u00f9.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Quindi in questa fase \u00e8 importante spostare il punto di vista della stessa arte dalla politica alla societ\u00e0\u2026<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Io credo che sia indispensabile, perch\u00e9 allora si comincerebbe a capire quello che Calamandrei diceva gi\u00e0 nel \u201949\u2026 e cio\u00e8 che i politici non sono che impiegati dei partiti. Se poi si riflette su questo ci si rende conto che la guerra \u00e8 stata solo un\u2019interruzione: ha dato una forma di speranza perch\u00e9 ha livellato molte situazioni. Per\u00f2 \u00e8 stata una cosa casuale, non un movimento della societ\u00e0. Tutto quello che c\u2019era prima piano piano ha ripreso piede. E al giorno d\u2019oggi, nonostante la crisi atroce che stiamo vivendo, guardati in giro\u2026 anche nelle pubblicit\u00e0 pi\u00f9 stupide l\u2019idea di privilegio c\u2019\u00e8 sempre. Ogni cosa \u00e8 come se fosse stata fatta solo per te, che perci\u00f2 sei un privilegiato \u2013 mentre invece ignori che la stessa cosa \u00e8 stata fatta per altri milioni di esseri umani.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Questo \u00e8 un elemento che tu sottolinei molto: il poveraccio, per quanto sia un poveraccio, sogna a sua volta di essere un magnaschei\u2026 ne invidia lo stile di vita, vorrebbe imitarlo\u2026<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Io credo che il problema fondamentale sia nella poca conoscenza. Quasi sempre questa invidia sociale matura quasi sempre in classi a bassa scolarizzazione. Il problema \u00e8 che noi dovevamo assicurare la scuola per tutti, in modo che la gente conoscesse le cose. Invece abbiamo fatto in modo che la scuola fosse per tutti, ma che a scuola si insegnasse l\u2019analfabetismo\u2026 Delle volte vado in certe scuole del Veneto in cui i professori parlano dialetto con gli studenti e si vantano di non sapere l\u2019italiano. Fino a vent\u2019anni fa non ho mai sentito nessuno vantarsi di un\u2019ignoranza: si \u00e8 riusciti invece a far s\u00ec che la gente fosse fiera della propria condizione subalterna. E questo ha creato tutti gli equivoci che tu ricordavi\u2026 perch\u00e9 in realt\u00e0 quello che noi invidiamo dei magnaschei non \u00e8 il loro stile di vita \u2013 perch\u00e9 noi non lo conosciamo \u2013, ma l\u2019apparenza del loro stile di vita.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>E\u2019 una questione di immagine\u2026<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Qualche tempo fa gir\u00f2 un\u2019inchiesta che segnalava che il 65% degli ultra-milionari (non ricordo se la cosa fosse riferita solo all\u2019Italia) non aveva la terza media. Questo dimostra un\u2019altra cosa. Sto leggendo Notre Dame de Paris e Hugo dice che l\u2019architettura era la scrittura fino a prima di Guttenberg. E l\u2019architettura ha modificato sia il territorio che gli uomini che lo vivono. Adesso chi pu\u00f2 modificare la realt\u00e0 visiva? Quelli che hanno tantissimi soldi\u2026 Ma se il 65% di questi non ha la terza media che ne esce fuori? Qual \u00e8 il loro immaginario e la loro idea di bellezza?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Tu dici che c\u2019\u00e8 stata una sorta di \u201cproletarizzazione\u201d della cultura \u2013 la cultura cio\u00e8 si \u00e8 livellata sulle classi pi\u00f9 basse?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">S\u00ec. Basta leggere i giornali e ci si pu\u00f2 rendere conto del tasso di analfabetismo dilagante. Il giornalista dovrebbe riportare la realt\u00e0 e invece spesso la ricrea, commettendo per\u00f2 degli errori madornali. Allora quella visione si diffonde e si ha una percezione completamente distorta delle cose.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong> <\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Per\u00f2 le classi subalterne non hanno subito anche un impoverimento della loro cultura originaria?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Certo! Fino a prima della guerra le classi molto povere avevano l\u2019arte popolare vera \u2013 non quella figa che si fa adesso. Mio padre per esempio mi racconta che durante la guerra lui e altri si mettevano in un\u2019aia e suonavano e ballavano. In questo modo si divertivano e trasmettevano un tipo di cultura semplicemente tramandata. E questa cultura era molto potente. Ora quel tipo di cultura non esiste pi\u00f9 perch\u00e9 \u00e8 stata soppiantata dai mezzi di comunicazione. Ma nel frattempo abbiamo perso anche la cultura che va in profondit\u00e0. Oggi quindi abbiamo, da un lato, una cultura che si rinchiude nelle sue torri d\u2019avorio e non ama condividere e, dall\u2019altro, abbiamo i \u201cbarbari\u201d \u2013 come li definisce Baricco. Che poi sarebbero la maggior parte delle persone, che sono mediamente pi\u00f9 informate dei loro antenati, ma con scarsissime conoscenze specifiche \u2013 che una volta derivavano dalla necessit\u00e0 di doversi fare le cose per la vita quotidiana. Oggi le cose le compriamo e di certe conoscenze non abbiamo pi\u00f9 bisogno, ma proprio questo ci ha impoverito. Ora siamo molto pi\u00f9 dipendenti da chi detiene i mezzi di produzione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Per far ridestare le classi subalterne oggi sarebbe possibile e utile secondo te un\u2019operazione \u201cRuzante\u201d, cio\u00e8 una rappresentazione quanto pi\u00f9 realistica della condizione delle stesse classi subalterne?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Intanto ci vorrebbe un grande artista come Ruzante per farlo\u2026 Oggi sarebbe difficile fare un\u2019operazione come quella che lui proponeva nel \u2018500 anche perch\u00e9 le categorie sociali sono quasi blindate. E\u2019 chiaro per\u00f2 che sarebbe molto utile riuscire a rappresentare quella realt\u00e0. E\u2019 chiaro per\u00f2 che riuscire a rappresentarla in modo accattivante \u00e8 una cosa estremamente difficile. Anche un reality in qualche modo una forma di realt\u00e0, che per\u00f2 non \u00e8 la realt\u00e0; quando si prova a rappresentare televisivamente la realt\u00e0 si cade spesso in stereotipi. C\u2019\u00e8 da dire a questo proposito che questa tendenza \u00e8 stata portata a termine da Berlusconi, ma \u00e8 iniziata quando gli intellettuali di sinistra hanno cominciato a voler creare una \u201ccultura popolare\u201d, confondendo per\u00f2 il \u201cpopolare\u201d col \u201cbasso\u201d. Prendo i film di Franco e Ciccio e li faccio diventare popolari. Eppure fino a qualche anno prima i film dei grandi registi italiani riscuotevano successi davvero popolari! Questo tipo di mentalit\u00e0 forse \u00e8 stata alla base dell\u2019idea che il commercio che si faceva nelle tv private potesse avere qualche dignit\u00e0 culturale. E di l\u00ec a considerare le pubblicit\u00e0 forme d\u2019arte il passo \u00e8 breve. Quello successivo \u00e8 il calendario Pirelli, dove delle donne nude vengono spacciate per opere d\u2019arte. Cos\u00ec la cultura oggi \u00e8 diventata un veicolare messaggi bassi attraverso un\u2019alta cornice.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Veniamo al tuo Nord Est, fino a poco tempo fa una delle aree pi\u00f9 ricche e opulente d\u2019Italia. L\u2019area in cui si \u00e8 avuta una delle prime rappresentazioni della nascente borghesia italiana (d\u2019altra parte stai portando in teatro proprio uno spettacolo di Goldoni). Se tu oggi dovessi fare un\u2019operazione goldoniana, come rappresenteresti la borghesia nordestina e italiana dei giorni nostri?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I Rusteghi ci vanno molto vicino\u2026 Nell\u2019anima della borghesia \u00e8 rimasta una certa grettezza. Il Nord Est in definitiva \u00e8 diventato ricco evadendo le tasse. E questa cosa diventa sempre pi\u00f9 evidente. Forse il fatto di essere stati dominati a lungo da stranieri ha portato \u2013 come in altre parti d\u2019Italia \u2013 alla formazione di idee parallele di societ\u00e0 \u2013 e, in particolare, dell\u2019idea che allo Stato puoi rubare perch\u00e9 lo Stato non sei tu. Questa cultura preesistente negli anni \u201960 ha favorito le attivit\u00e0 economiche del Nord Est. Oggi probabilmente si pagher\u00e0 lo scotto di tutto questo. La disonest\u00e0 prende tutto e se tu rubi allo Stato e chi dovrebbe rappresentare lo Stato incarna la tua stessa cultura a sua volta verr\u00e0 meno ai propri doveri, alla fine della fiera i contraccolpi torni a subirli tu: dovrai accettare che un medico ti sbagli l\u2019operazione se questo \u00e8 stato selezionato per uno scambio di favori. Se la logica \u00e8 quella, la conseguenza \u00e8 inevitabile. Comunque il Nord Est si divide in due facce, che sono espressione della stessa matrice cattolica: quella davvero cristiana \u2013 fortemente impegnata nel sociale \u2013 e quella che interpreta l\u2019ipocrisia morale sempre sostenuta dalla Chiesa (e dalla Democrazia Cristiana). Un esempio caratteristico di questo atteggiamento \u00e8 quello mostrato da alcuni in questi giorni in cui si parla del presunto riscatto che dovrebbe essere pagato per la liberazione di Rossella Urru, pare di due o tre milioni di Euro. C\u2019\u00e8 stato chi ha detto che quei soldi sarebbe meglio darli ai bambini di cui la cooperante si occupava\u2026 nel frattempo ad Arzignano la pi\u00f9 importante conceria d\u2019Italia ha risolto un contenzioso col fisco per circa 26 milioni di Euro (ma la cifra contestata all\u2019inizio era di 100 milioni)!<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Un\u2019ultimissima domanda sul dialetto. Come si fa a comunicare messaggi universali utilizzando il linguaggio del proprio territorio?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E\u2019 un\u2019operazione difficilissima, perch\u00e9 oggi \u00e8 molto pi\u00f9 difficile rispetto a un tempo portare il proprio dialetto al di fuori dei confini del paese in cui lo si parla. Io per esempio adoro Camilleri perch\u00e9 usa il dialetto come fosse italiano. E forse l\u2019italiano \u00e8 proprio questo: una cosa che ha bisogno di essere arricchita dai dialetti perch\u00e9 questi sono la lingua materna, esprimono le parole dell\u2019affettivit\u00e0. Fare questa operazione \u00e8 molto difficile, ma necessaria.<\/p>\n<div id=\"wp_fb_like_button\" style=\"margin: 0; float: none\"><iframe src=\"http:\/\/www.facebook.com\/plugins\/like.php?href=http:\/\/www.siderlandia.it\/1\/?p=3961&amp;layout=standard&amp;show_faces=true&amp;action=like&amp;colorscheme=light&amp;width=450&amp;height=30\" scrolling=\"no\" frameborder=\"0\" allowTransparency=\"true\" style=\"border:none; overflow:hidden; width: 450px; height: 30px;\"><\/iframe><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Salvatore Romeo (&#8217;84) Natalino Balasso mi accoglie nel suo camerino poco prima dell\u2019inizio del suo spettacolo. Mancherebbe solo mezz\u2019ora al sipario (in scena vanno I Rusteghi di Carlo Goldoni), ma lui non si nega e, anzi, \u00e8 un fiume di parole. 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