{"id":4094,"date":"2012-03-19T00:01:36","date_gmt":"2012-03-18T22:01:36","guid":{"rendered":"http:\/\/www.siderlandia.it\/?p=4094"},"modified":"2012-10-10T15:32:49","modified_gmt":"2012-10-10T13:32:49","slug":"4094","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.siderlandia.it\/1\/?p=4094","title":{"rendered":"Di chi \u00e8 la politica a Taranto?"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-4095\" src=\"http:\/\/www.siderlandia.it\/wp-content\/uploads\/2012\/03\/423445_111257339004360_110763792387048_58423_1732116570_n-200x300.jpg\" alt=\"\" width=\"200\" height=\"300\" srcset=\"http:\/\/www.siderlandia.it\/1\/wp-content\/uploads\/2012\/03\/423445_111257339004360_110763792387048_58423_1732116570_n-200x300.jpg 200w, http:\/\/www.siderlandia.it\/1\/wp-content\/uploads\/2012\/03\/423445_111257339004360_110763792387048_58423_1732116570_n.jpg 640w\" sizes=\"(max-width: 200px) 100vw, 200px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">di <em><strong>Francesco Ferri<\/strong> <\/em>e <strong><em>Francesca Razzato <\/em><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La campagna elettorale offre uno spaccato piuttosto interessante su alcune caratteristiche della vita politica tarantina. L&#8217;occasione sembra propizia per provare a produrre una riflessione, che per\u00f2 sia decisamente pi\u00f9 ampia rispetto agli argomenti proposti finora dai contendenti. Provando a sfuggire dai discorsi di campagna elettorale dei candidati sindaco, quasi sempre circoscritti intorno a nomi e\/o a programmi decisamente astratti, si cercher\u00e0 di mettere in evidenza alcune costanti, capaci di delineare i connotati del dibattito elettorale a Taranto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Un gioco di ruolo.<\/strong> La campagna elettorale sembra davvero un gioco di ruolo nel quale, nell&#8217;eterogeneit\u00e0 delle posizioni in campo, le forze politiche devono tutte rispettare una serie di costanti, quasi codificate, dalle quali nessuno di chi si candida ad amministrare la citt\u00e0 pu\u00f2 prescindere. I percorsi personali e politici dei vari candidati a sindaco sono ovviamente vari e diversi, questo \u00e8 innegabile. Ci\u00f2 che proviamo a sottolineare \u00e8 che il meccanismo della rappresentanza produca anche nella nostra citt\u00e0 un livellamento metodologico e di atteggiamento culturale verso il quale tutti i contendenti sono inevitabilmente attratti.<!--more--><br \/>\nIn questa direzione si segnala che nei discorsi elettorali aleggia sempre un&#8217;ampia e trasversale fiducia per l&#8217;immediato futuro. Fiducia che non prende quasi mai atto \u2013 perch\u00e9 non pu\u00f2 farlo, essendo una caratteristica saliente del gioco di ruolo in corso \u2013 dei dati di realt\u00e0, chiaramente drammatici. Fiducia sempre a priori, immutabile, che finisce per creare una falsa percezione di semplicit\u00e0 e di immediata risolubilit\u00e0 con riferimento agli enormi problemi che ci avvolgono, ambiente in testa.<br \/>\nInoltre il gioco di ruolo della rappresentanza produce perennemente discorsi di autosufficienza, che lavora in due direzioni. Autosufficienza verso le altre forze politiche impegnate nella campagna elettorale. Il copione \u00e8 abbastanza noto: ogni forza politica tende a ridurre la complessit\u00e0 del reale, suggerendo che essa stessa \u00e8 l&#8217;unica soluzione possibile per i problemi dell&#8217;esistente. In aggiunta, quel che appare pi\u00f9 grave \u00e8 che l&#8217;autosufficienza lavora anche, costantemente, verso l&#8217;esterno. Taranto vive una chiara  stagione di (autoproclamata) autonomia del politico. \u00c9 sicuramente il retroterra culturale e metodologico delle relazioni dell&#8217;amministrazione comunale nell&#8217;intero ultimo quinquennio. Basti pensare alla grave mancanza di coinvolgimento delle associazioni e dei movimenti in riferimento alle scelte cruciali per la vita della citt\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Chi decide cosa?<\/strong> Il punto sembra essere significativo. Siamo di fronte ad una situazione abbastanza singolare. Le istituzioni pubbliche, anche a Taranto, vivono un fenomeno che appare irreversibile: hanno un peso contrattuale decisamente basso, e una possibilit\u00e0 di intervento e di decisione politica notevolmente erosa. L&#8217;erosione avviene in due direzioni. Verso l&#8217;interno (si pensi a quante volte gli assessori comunali e lo stesso sindaco hanno lamentato che i dirigenti comunali e tecnici possiedono nei fatti un potere notevolissimo) e verso l&#8217;esterno. Questo secondo tipo di erosione \u00e8 in questo momento il pi\u00f9 pericoloso, e assume notevole rilevanza se prestiamo attenzione alle relazioni normalmente in atto tra amministrazione comunale e grande industria. Gli amministratori cittadini hanno costantemente un atteggiamento remissivo, estremamente prudente, nei confronti degli impianti inquinanti. A queste latitudini il rapporto di forza pende chiaramente dalla parte delle grandi fabbriche.<br \/>\nIl problema \u00e8 ovviamente di portata generale: non solo a Taranto \u00e8 in corso una costante sottrazione, a favore dell&#8217;economia e di istituzioni non rappresentative, della sfera della decisione pubblica. Nel capoluogo ionico per\u00f2 questa circostanza \u00e8 ancor pi\u00f9 aggravata dall&#8217;enorme forza contrattuale della controparte (la grande industria) che aumenta esponenzialmente la velocit\u00e0 e la profondit\u00e0 dell&#8217;erosione stessa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Cosa c&#8217;\u00e8 fuori dalla finestra?<\/strong> Siamo probabilmente arrivati al nodo della questione. Si discute pochissimo (specie in campagna elettorale, proprio per i motivi sopra descritti) sui rapporti di potere attualmente in atto a Taranto, e sul peso contrattuale che le amministrazioni comunali (di qualsiasi colore politico) siano realmente in grado di far valere. Si badi bene: il discorso non coinvolge solamente l&#8217;amministrazione uscente, ma \u00e8 ugualmente valido per chiunque venga dopo di essa. Ovviamente, nel gioco di ruolo, le varie forze partitiche in nessun caso possono sottolineare pubblicamente la rilevanza (e l&#8217;irreversibilit\u00e0) della problematica. L&#8217;esistenza stessa dei partiti sarebbe, quasi per definizione, messa in discussione da un&#8217;ampia riflessione in questi termini.<br \/>\nOccorre invece prendere atto, con urgenza, della situazione delineata. Il livello dei drammi nei quali siamo immersi lo richiede. Occorre ragionare realisticamente su come, una volta preso atto dell&#8217;irreversibilit\u00e0 dello scenario delineato, provare a contrapporre un rapporto di forza rilevante nei confronti di chi impone nei fatti anche a Taranto un modello di sviluppo parassitario e violento.<br \/>\nNon si parte ovviamente da zero. Si respira da diversi mesi un certo dinamismo, anche in merito alle mobilitazioni contro l&#8217;inquinamento. Proprio per questo, non bisogna concedere al mondo della rappresentanza (chiaramente in crisi, come sopra descritto) l&#8217;enorme regalo di rifuggire dalla sfida della politica (come invece purtroppo di frequente avviene a Taranto) intesa come analisi e pratica intorno ai problemi del mondo.<br \/>\nL&#8217;esperienza in corso da Venerd\u00ec 16 Marzo di Occupy ArcheoTower (l&#8217;apertura di un laboratorio politico che ha la prospettiva di avviare un&#8217;ampia discussione in merito al rapporto tra politica e movimenti, proprio a partire dalla crisi della rappresentanza) \u00e8 sfida aperta in questi termini. Non \u00e8 ovviamente l&#8217;unico percorso che prova a lavorare in questa direzione, e per giunta non vorrebbe mai essere esclusivo. Per\u00f2 qualcosa di significativo ha l&#8217;ambizione di crearlo. La pratica della riqualificazione di uno spazio abbandonato \u00e8, allo stesso tempo, anche il tentativo di aprire uno spazio pubblico non statale, che proprio in concomitanza con la campagna elettorale possa provare a dimostrare che pu\u00f2 esistere anche a Taranto un tipo diverso ed entusiasmante di rapporto tra politica e vita.<br \/>\nIl mondo della rappresentanza tende, come riflesso incondizionato, a presentare i meccanismi di delega come l&#8217;unica forma possibile di vita politica. Occorre invece non cadere in quest&#8217;errore, magari lasciandosi contaminare culturalmente con i movimenti trasnazionali che, dal Nord Africa a New York, sono l&#8217;elemento politico pi\u00f9 significativo dell&#8217;ultimo anno.<br \/>\nOccupy ArcheoTower \u00e8 un tentativo di lavoro pubblico in questa direzione. Occorre provare a guardare in prospettiva, fuori dalla finestra, oltre la casa della rappresentanza, ormai vecchia e in corso di demolizione. Non \u00e8 per\u00f2 per nulla scontato che dopo di essa sorga una forma di politica nuova e pi\u00f9 bella. Bisogna proprio per questo lavorare con tutte le risorse possibili, per  spingere collettivamente in questa direzione, soffiando sul vento della partecipazione, ed occuparci degli affari della nostra vita.<br \/>\nChe al Mondo, e a Taranto, piaccia o meno.<\/p>\n<div id=\"wp_fb_like_button\" style=\"margin: 0; float: none\"><iframe src=\"http:\/\/www.facebook.com\/plugins\/like.php?href=http:\/\/www.siderlandia.it\/1\/?p=4094&amp;layout=standard&amp;show_faces=true&amp;action=like&amp;colorscheme=light&amp;width=450&amp;height=30\" scrolling=\"no\" frameborder=\"0\" allowTransparency=\"true\" style=\"border:none; overflow:hidden; width: 450px; height: 30px;\"><\/iframe><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Francesco Ferri e Francesca Razzato La campagna elettorale offre uno spaccato piuttosto interessante su alcune caratteristiche della vita politica tarantina. 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