{"id":4210,"date":"2012-04-02T00:06:39","date_gmt":"2012-04-01T22:06:39","guid":{"rendered":"http:\/\/www.siderlandia.it\/?p=4210"},"modified":"2012-10-10T15:09:38","modified_gmt":"2012-10-10T13:09:38","slug":"racconti-dalla-grande-fabbrica-quella-di-ieri-e-quella-di-oggi","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.siderlandia.it\/1\/?p=4210","title":{"rendered":"Racconti dalla  grande fabbrica, quella di ieri e quella di oggi"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-4211\" src=\"http:\/\/www.siderlandia.it\/wp-content\/uploads\/2012\/04\/Weinold_Reiss_-_Steel_workers-230x300.jpg\" alt=\"\" width=\"230\" height=\"300\" srcset=\"http:\/\/www.siderlandia.it\/1\/wp-content\/uploads\/2012\/04\/Weinold_Reiss_-_Steel_workers-230x300.jpg 230w, http:\/\/www.siderlandia.it\/1\/wp-content\/uploads\/2012\/04\/Weinold_Reiss_-_Steel_workers.jpg 678w\" sizes=\"(max-width: 230px) 100vw, 230px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">di <strong><em>Gaetano De Monte<\/em><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Negli stessi giorni in cui si discute della riforma della legislazione del lavoro presentata al Parlamento e alle parti sociali da Elsa Fornero, dal 16 novembre 2011 Ministro del Lavoro e delle Politiche sociali nel Governo Monti \u2013 una riorganizzazione dell\u2019intero impianto del diritto del lavoro che sembra diventare funzionale all&#8217;obiettivo di rendere l&#8217;occupazione ulteriormente flessibile, cos\u00ec come lo sono i capitali \u2013, a Taranto tantissimi operai Ilva scendono in piazza per difendere il posto di lavoro, \u201cmesso in pericolo\u201d \u2013 a loro dire \u2013\u00a0 dai movimenti ambientalisti che reclamano un futuro migliore per la citt\u00e0, e dalla magistratura che ha aperto un\u2019inchiesta a carico di\u00a0 Emilio e Nicola Riva, padre e figlio, proprietari dello stabilimento siderurgico tarantino, di Luigi Capogrosso, direttore dello stabilimento, e Angelo Cavallo, responsabile del reparto Agglomerato 2, accusati di disastro ambientale relativamente alle emissioni di diossina da parte dello stabilimento Ilva di Taranto, avvelenamento colposo di sostanze alimentari e getto pericoloso di cose.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il nostro modo di raccontare una protesta che \u2013 ad avviso di chi scrive \u2013 ha perlomeno del paradossale, \u00a0\u00e8 stato quello di chiedere a due generazioni presenti in fabbrica di spiegare il rapporto tra la classe operaia e quel \u00a0mostro marrone scuro, quell\u2019enorme mantello di ruggine che si estende per 1500 ettari,\u00a0 che sforna ogni anno buona parte dell\u2019 acciaio prodotto in Italia ogni anno.<!--more--><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Lo abbiamo chiesto a Fabrizio, 30 anni, un terzo dei quali trascorsi a lavorare all\u2019Ilva. Ha seguito le orme del padre, che in quello stabilimento, quando era statale, ci ha lavorato trenta anni. Fabrizio, \u201cla giovane forza che muove l\u2019acciaio\u201d, vi lavora dal 2002, durante i quali la propriet\u00e0 dello stabilimento siderurgico \u00e8 sempre stata quella di Emilio Riva e figli.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Descrive per\u00f2, \u201c<strong><em>un rapporto con la fabbrica che in questi dieci anni di lavoro nell\u2019Ilva, \u00e8 mutato.<\/em><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><em>Cambiamenti vissuti nel rapporto con la propriet\u00e0, con i sindacati e anche con i colleghi stessi: all\u2019inizio del mio rapporto di lavoro nel 2002, la fabbrica era vissuta con pi\u00f9 serenit\u00e0. Da un po\u2019 di tempo a questa parte, invece, sar\u00e0 anche per la pressione della questione ambientale, si percepisce invec, un senso distacco tra lo stesso capo turno e l\u2019operaio: c\u2019\u00e8 una repressione che non aiuta a lavorare; c\u2019\u00e8 un distacco che sembra essere stato costruito ad arte. Addirittura nei mesi scorsi vi sono stati casi di capiturno trasferiti perch\u00e9 accusati di avere rapporti cordiali con i sottoposti.<\/em><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><em>Ne succedono di cose strane e spesso inspiegabili all\u2019Ilva di Taranto\u2026<\/em><\/strong> <strong><em>Basti pensare a quanto avvenne nel 2008, quando per due mesi consecutivi percepimmo dei premi di produzione legati al raggiungimento di risultati prefissati dall\u2019azienda, e pochi mesi dopo molti di noi furono messi in cassa integrazione e parallelamente l\u2019azienda si trov\u00f2 con grandi quantit\u00e0 di scorte di lamiere e tubi invenduti. Un trucco per vendere il prodotto alla stessa identica maniera e risparmiare i costi di manodopera per circa tre-quattromila persone.<\/em><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><em>Rispetto al passato, poi, si percepisce una notevole repressione in fabbrica e i dirigenti fanno largo uso di rapporti disciplinari, molto spesso immotivati. A volte ci si trova<\/em><\/strong><em> <strong>di fronte a vere e proprie violazioni di diritti. Come quando si chiedono ferie a copertura straordinaria che non ti vengono concesse e senza alcun motivo.<\/strong><\/em>\u201d<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><em> <\/em><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">All\u2019Ilva di Taranto, come del resto in tante altre fabbriche italiane, si verificano, dunque, situazioni che violano le regole minime della democrazia nei luoghi di lavoro, ed avvengono \u201cgiochetti\u201d ed inadempienze, che dalle parti della\u00a0 Antica Via Appia \u00a0non sono certo una novit\u00e0. Come quando, nel 1997, solo due anni dopo l\u2019acquisto dello stabilimento, allora ancora pubblico, da parte di Emilio Riva, cognato dell\u2019allora presidente del consiglio Lamberto Dini; all\u2019Ilva fu creato il reparto confino noto come Palazzina Laf. Sessanta dipendenti rei di aver rifiutato la novazione del contratto di lavoro, la dequalificazione professionale, da impiegati a operai, finirono in un enorme e squallido capannone battezzato Laf (Laminatoi a freddo): pagati per non far nulla, confinati per giorni settimane, ed alcuni anche per mesi, per aver disobbedito al padrone. Per quella vergognosa vicenda i giudici della Corte di Appello di Lecce in secondo grado condannarono Emilio Riva ad un anno e dieci mesi di reclusione, ed altri dirigenti, tra cui \u201cl\u2019onnipresente\u201d Luigi Capogrosso ( un anno e sei mesi)<strong><em> <\/em><\/strong>a pene comprese tra i diciotto e i quattro mesi. Non un semplice caso di mobbing, anzi sono proprio i giudici a scrivere nella sentenza che si \u00e8 trattato di un caso di bossing, da boss, cio\u00e8 capo, padrone, che consiste in una \u201c vera e propria strategia aziendale volta a ridurre il personale o a eliminare dipendenti non graditi\u201d. Un comportamento criminale, quello dei vertici aziendali, che ha comportato, negli operai che lo hanno subito, danni permanenti: disturbi del sonno, idee suicide, forte aggressivit\u00e0, come ebbe modo di dichiarare la psichiatra Marisa Lieti che li ebbe in cura.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Di \u201clager\u201d parl\u00f2 il procuratore Franco Sebastio, di vere e proprie torture potremmo scrivere. Situazioni gravissime, continua poi Fabrizio, \u201c<strong><em>che<\/em><\/strong> <strong><em>tendono a verificarsi anche per la completa assenza degli organismi sindacali;<\/em><\/strong> <strong><em>da tre mesi in fabbrica di loro non vi \u00e8 neppure l\u2019ombra<\/em><\/strong>. <strong><em>Neppure una presenza simbolica. Il sindacato oggi \u00e8 in completa difficolt\u00e0, incapace di rispondere alle domande di sicurezza sul lavoro e dignit\u00e0 che provengono dall\u2019interno di quelle ciminiere. Forse perch\u00e9 anch\u2019esso ostaggio del potere padronale o semplicemente perch\u00e9 incapace di rappresentare al meglio le istanze legittime dei lavoratori del nostro stabilimento. Certo \u00e8, che la debolezza attuale della rappresentanza sindacale in Ilva l\u2019ho vissuta sulla mia pelle. <\/em><\/strong> <strong><em>Un po\u2019 di tempo fa c\u2019era una vertenza aperta con l\u2019azienda per la <\/em><\/strong> <strong><em>questione cambio tute.<\/em><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><em>In pratica si vive una <\/em><\/strong> <strong><em>una situazione paradossale per cui si \u00e8 costretti a rimanere in fabbrica un\u2019ora e mezza in pi\u00f9 delle otto ore previste da contratto nazionale <\/em><\/strong> <strong><em>per\u00a0 cambiarsi \u2013 infatti, poich\u00e9 non si pu\u00f2 entrare ed uscire dalla fabbrica con la tuta, si deve arrivare prima ed uscire dopo dallo stabilimento. Un tempo di lavoro che non viene retribuito e su cui il sindacato, nel corso della vertenza che ci ha visti opposti all\u2019azienda, ha rivelato un atteggiamento pi\u00f9 che morbido. Una contesa che si era aperta con una proposta di conciliazione da parte del sindacato, attraverso un riconoscimento di cinque euro l\u2019ora, pari comunque al 70% della retribuzione di un ora di lavoro, e a seimila euro di arretrati, e che si \u00e8 chiusa a un euro e novanta e a poco meno di duemila euro di arretrati. E non si tratta qui di una semplice rivendicazione economica. Ma di una questione di dignit\u00e0. Vatti a fidare poi di questi sindacati\u2026 Sono stato deluso anche dalla Fiom, che dovrebbe essere, se non altro per storia, quello pi\u00f9 vicino agli operai. <\/em><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><em>Attualmente non ho la tessera del sindacato. Sembrer\u00e0 strano forse, ma ho scelto di autorappresentarmi nel rapporto con la propriet\u00e0. I miei problemi con l\u2019azienda ho imparato a risolvermi direttamente con il mio capo del personale. Per il resto, potrei cedere su tutto di fronte ad un ricatto occupazionali che effettivamente esiste, eccome se esiste, ma non perderei mai la dignit\u00e0.<\/em><\/strong>\u201d<strong><em> <\/em><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La stessa, che forse sta mancando a quegli operai che, in larga misura strumentalizzati dalla propriet\u00e0, si scagliano contro quella parte ampia di Citt\u00e0 che ha compreso che nella nostra Costituzione c\u2019\u00e8 un diritto, quello alla salute, che non ammette limitazioni e ricatti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Elvio, invece, ha 58 anni, \u00e8 entrato in fabbrica nel 1969, l\u2019anno dell\u2019autunno caldo e della strage di piazza Fontana. Comincia come apprendista a quattordici anni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201c<strong><em>Allora il rapporto tra gli operai e \u00a0la stessa fabbrica era pi\u00f9 umano: se si aveva un problema anche non di lavoro si poteva chiedere aiuto ai colleghi; e a volte accadeva anche che la direzione della fabbrica si prestava ad aiutare operai in difficolt\u00e0. Dal 1995, l\u2019anno della privatizzazione, tutto \u00e8 cambiato, anche il rapporto tra i colleghi. E\u2019venuta a mancare quella solidariet\u00e0 di fondo che derivava dal sentirsi operai, parte di un tutto. Quando si scioperava si era in tanti, uniti, e lo stabilimento si fermava letteralmente.<\/em><\/strong>\u201d<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Oggi, invece, si \u201csciopera\u201d con la feria pagata dall\u2019azienda\u2026 andando tra l\u2019altro contro i propri interessi: quello di lavorare in un ambiente di lavoro sicuro\u2026 e salubre, oltre che quello di non veder ammalare i propri figli.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201c<strong><em>Ci\u00f2 che \u00e8 successo il 30 Marzo ha certificato il declino definitivo \u00a0della classe operaia a Taranto. Un declino che in Italia \u00e8 iniziato nel 1980, quando settimane di scioperi degli operai e di blocco della fabbrica, furono vanificati dalla marcia dei 40000 quadri che davanti a Mirafiori chiedevano la riapertura dello stabilimento Fiat. Quella manifestazione degli operai a difesa della propriet\u00e0 ha ricordato quel momento e, cosa ancor pi\u00f9 grave, \u00a0a differenza di Mirafiori, quando a scendere in piazza furono i quadri, oggi sono state le tute blu, certificando la fine definitiva di quella coscienza\u00a0 che un tempo univa la classe operaia.\u00a0 Intanto, un sindacato \u201cmolle\u201d continua a fare accordi a ribasso con il padrone. Logico che Riva continui a speculare sulla pelle dei lavoratori non trovando nessuna resistenza di alcuno tipo. Trovando solo pecore al soldo del padrone, come \u00e8 avvenuto oggi.\u00a0 La dura e cruda realt\u00e0 \u00e8 che oggi all\u2019operaio non interessa pi\u00f9 difendere quelle conquiste ottenute dalla mia generazione attraverso un decennio di lotte.<\/em><\/strong> <strong><em>A Taranto, in particolare, c\u2019\u00e8 stata una corsa dell\u2019operaio allo status symbol: il macchinone e la casa da nababbi. Dai primi anni \u201890 ad oggi, il mito dell\u2019emancipazione \u00e8 passato solo attraverso conquiste materiali, piuttosto che tramite la conquista dei diritti.<\/em><\/strong> <strong><em>La classe operaia, o almeno una parte consistente di esso, ha perso la dignit\u00e0. <\/em><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><em>Si registra una mancata sindacalizzazione tra i lavoratori Ilva che va tutta a vantaggio della propriet\u00e0. Assisto con tristezza allo smantellamento delle nostre conquiste. Avvenute attraverso lotte decennali.\u00a0 Lontanissimi sembrano i tempi in cui, parliamo del <\/em><\/strong> <strong>1985,<\/strong> <strong><em>Bettino Craxi annunci\u00f2 di voler chiudere la fase della scala mobile \u2013 l\u2019adeguamento cio\u00e8 dei salari al costo della vita \u2013 e l\u2019intero stabilimento si ferm\u00f2<\/em><\/strong>. <strong><em>Una cosa impensabile oggi, se si pensa che nei giorni scorsi \u00e8 passato nel pi\u00f9 completo silenzio in fabbrica lo smantellamento dell\u2019articolo 18<\/em><\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il sindacato dovrebbe naturalmente dar voce a questo silenzio, ma spesso non lo fa. Perch\u00e9?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201c<strong><em>Perch\u00e9 vi sono troppe collusioni evidenti con il potere padronale. Si pensi soprattutto alla Uilm, un vero e proprio sindacato \u201cgiallo\u201d. Ma sono soprattutto personali le complicit\u00e0. Tralasciando per un attimo il ruolo del sindacato, si ricordi come emblematica di contraddizioni\u00a0 la figura di Walter Scotti (portavoce dei Verdi di Taranto negli anni \u201890 e poi diventato strenuo difensore dell\u2019Ilva).<\/em><\/strong> \u201c<strong><em>Non credete alle fantasticherie di alcuni ambientalisti catastrofisti, che hanno tutto l\u2019interesse a mettere in cattiva luce l\u2019unica realt\u00e0 produttiva della regione\u201d, ebbe addirittura modo di dichiarare\u00a0 il \u201cprezzolato\u201d uomo di Riva, qualche anno fa in seguito ad un\u2019inchiesta dell\u2019Espresso.<\/em><\/strong>\u201d<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Elvio ha 58 anni. E\u2019uscito da quell\u2019inferno nel 2000. Usufruendo della cosiddetta \u201clegge sull\u2019amianto\u201d, che consentiva agli operai di andare in pensione anticipatamente riconoscendo loro, per ogni decennio di lavoro effettivo cinque anni di abbuono.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Prima di chiudere la conversazione, sia Elvio che Fabrizio, trent\u2019anni di differenza tra di loro, due generazioni di operai a confronto, sentono di dover dare il medesimo consiglio a quel numero impressionante di operai che hanno manifestato venerd\u00ec, strumentalizzati dalla propriet\u00e0: un invito a riprendersi la dignit\u00e0, perch\u00e9 se c\u2019\u00e8 qualcosa che pi\u00f9 di ogni altra Emilio Riva e figli hanno tolto a questa citt\u00e0 e alla sua classe operaia, \u00e8 proprio la dignit\u00e0, nel mondo del lavoro e nella fabbrica, quella conquistata in tanti anni di lotte dai padri, ed in misura minore anche dai loro figli. E alla Citt\u00e0 di riprendersi quel\u00a0 futuro, che per Taranto \u00e8 tutto \u00a0da costruire. <strong><em> <\/em><\/strong><\/p>\n<div id=\"wp_fb_like_button\" style=\"margin: 0; float: none\"><iframe src=\"http:\/\/www.facebook.com\/plugins\/like.php?href=http:\/\/www.siderlandia.it\/1\/?p=4210&amp;layout=standard&amp;show_faces=true&amp;action=like&amp;colorscheme=light&amp;width=450&amp;height=30\" scrolling=\"no\" frameborder=\"0\" allowTransparency=\"true\" style=\"border:none; overflow:hidden; width: 450px; height: 30px;\"><\/iframe><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Gaetano De Monte Negli stessi giorni in cui si discute della riforma della legislazione del lavoro presentata al Parlamento e alle parti sociali da Elsa Fornero, dal 16 novembre 2011 Ministro del Lavoro e delle Politiche sociali nel Governo Monti \u2013 una riorganizzazione dell\u2019intero impianto del diritto del lavoro che sembra diventare funzionale all&#8217;obiettivo [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[67],"tags":[],"class_list":["post-4210","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-numero-36"],"_links":{"self":[{"href":"http:\/\/www.siderlandia.it\/1\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/4210"}],"collection":[{"href":"http:\/\/www.siderlandia.it\/1\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"http:\/\/www.siderlandia.it\/1\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.siderlandia.it\/1\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.siderlandia.it\/1\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=4210"}],"version-history":[{"count":16,"href":"http:\/\/www.siderlandia.it\/1\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/4210\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":6047,"href":"http:\/\/www.siderlandia.it\/1\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/4210\/revisions\/6047"}],"wp:attachment":[{"href":"http:\/\/www.siderlandia.it\/1\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=4210"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"http:\/\/www.siderlandia.it\/1\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=4210"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"http:\/\/www.siderlandia.it\/1\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=4210"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}