{"id":4324,"date":"2012-04-10T00:04:57","date_gmt":"2012-04-09T22:04:57","guid":{"rendered":"http:\/\/www.siderlandia.it\/?p=4324"},"modified":"2012-10-10T15:01:00","modified_gmt":"2012-10-10T13:01:00","slug":"l%e2%80%99agricoltura-sta-morendo-intervista-a-paolo-rubino-tavolo-verde","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.siderlandia.it\/1\/?p=4324","title":{"rendered":"L\u2019agricoltura sta morendo. Intervista a Paolo Rubino (Tavolo Verde)"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-4328\" src=\"http:\/\/www.siderlandia.it\/wp-content\/uploads\/2012\/04\/paolo-rubino1-e1318604031286-410x350-300x256.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"256\" srcset=\"http:\/\/www.siderlandia.it\/1\/wp-content\/uploads\/2012\/04\/paolo-rubino1-e1318604031286-410x350-300x256.jpg 300w, http:\/\/www.siderlandia.it\/1\/wp-content\/uploads\/2012\/04\/paolo-rubino1-e1318604031286-410x350.jpg 410w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/>di <em><strong>Roberto Polidori<\/strong><\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019 agricoltura \u00e8 certamente uno dei \u201cfiloni alternativi\u201d di sopravvivenza economica del nostro territorio con il recupero della \u201cfiliera corta\u201d, molto pubblicizzata a Taranto da un candidato sindaco in particolare,\u00a0 Patrizio Mazza.<br \/>\nE\u2019 per questo che decido di incontrare Paolo Rubino, coordinatore e fondatore del Tavolo Verde di Puglia e Basilicata, federazione di coltivatori diretti ed aziende agricole appartenenti a tutte le sigle associative con sede a Palagianello. Chi meglio di lui pu\u00f2 conoscere la situazione del settore agricolo in Provincia di Taranto e non solo?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Taranto si prepara alle elezioni e c\u2019\u00e8 una fortissima tensione sul territorio a causa delle giuste pretese di chi non vuole pi\u00f9 vivere tra i fumi inquinanti dell\u2019industria pesante. Lei che ne pensa?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Innanzitutto mi lasci parlare brevemente di ci\u00f2 che \u00e8 successo a Taranto il 30 Marzo: la dicotomia della citt\u00e0 sull\u2019ambiente ha sancito il fallimento della politica perch\u00e9 gran parte della societ\u00e0 civile \u00e8 ora convinta che la salvezza sociale, sanitaria ed economica della citt\u00e0 passi per una falsa alternativa. Sta passando il messaggio: \u201co la grande industria rimane in piedi cos\u00ec come \u00e8 (inquinante, ndr) oppure va chiusa\u201d. La politica ha fallito nel momento in cui non ha permesso di adeguare le crescenti innovazioni scientifiche e tecnologiche alle necessit\u00e0 economiche. Secondo me ci sono condizioni oggettive per avere un\u2019industria che produce ed offre lavoro senza inquinare.<!--more--> Il problema reale \u00e8 il rapporto che l\u2019industria vuole avere con la citt\u00e0 e quanto deve spendere per adeguarsi; in questo contesto la politica avrebbe dovuto fare la propria parte senza sconti e servilismo; ritengo, per esempio, indispensabile un adeguamento dei tempi dell\u2019azione della pubblica amministrazione ai tempi della produzione economica. L\u2019ILVA \u00e8 stata utilizzata per appalti, malaffare, raccomandazioni ed in tal modo le \u00e8 stato concesso di fare tutto ci\u00f2 che ha voluto. Se domani chiudessimo l\u2019ILVA, noi dovremo prepararci ad avere un\u2019amplissima area inutilizzata perch\u00e9 non avremo la forza economica per bonificarla.<br \/>\nRiva deve pagare e deve utilizzare parte degli utili conseguiti per riparare parzialmente il danno, ma lo Stato ha inquinato fino al 1995: anche lo Stato deve pagare.\u00a0 E deve pagare anche l\u2019Europa, che senza questo stabilimento non avrebbe avuto l\u2019acciaio a buon mercato. Ci vuole una \u201clegge speciale\u201d con investimenti comunitari.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Lei, quindi, da questo punto di vista, \u00e8 in accordo con Bonelli e Mazza: sarebbe per creare un organismo ad hoc in grado di recepire e veicolare finanziamenti comunitari per il recupero delle aree inquinate. <\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Io parlo di fnanziamenti non finalizzati al cambiamento di \u201cprocesso produttivo\u201d (l\u00ec deve provvedere Riva), ma di finanziamenti speciali legittimati dal grande inquinamento subito. La politica va sfidata: noi abbiamo bisogno di industria pulita e di un territorio su cui si esercitano pi\u00f9 attivit\u00e0.<br \/>\nQuanto al turismo, di che turismo parliamo quando da Taranto a Metaponto tutta la pineta verde non viene menutenuta ed \u00e8 abbandonata da decenni? Non riusciamo a metterla in sicurezza dagli incendi e non siamo in grado a pulire le nostre coste dalla semplice spazzatura.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Ha letto il programma elettorale del Dott. Mazza? E\u2019 un programma generico (come tutti i programmi) in cui il candidato sindaco propone una chiusura programmata della grande industria a Taranto sostituendola con un modello economico sostanzialmente basato sulla \u201cvera vocazione\u201d, quella agricola, del territorio tarantino. C\u2019\u00e8 da dire che il Dott. Mazza prevede una valorizzazione del \u201cprodotti tipici\u201d sul territorio in modo tale da creare un moltiplicatore fatto di turismo, percorsi enogastronomici e, quindi, terziario e rivitalizzando in tal modo una terra fantastica e, finalmente, pulita.\u00a0 Il candidato sindaco sostiene che, in base a studi elaborati da esperti ed economisti, il ritorno ad un\u2019economia basata sulla terra potrebbe produrre potenzialmente 60.000 nuovi posti di lavoro in Taranto e Provincia, a patto che ci sia un coordinamento d\u2019azione tra i sindaci delle provincie. Lei che ne pensa?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Come si fa a pensare ad un\u2019aricoltura moderna, che permetta di fare reddito se gli imprenditori agricoli producono in perdita? Prima di tutto bisogna cambiare la Politica Agricola Comunitaria tutta spostata a favore dei paesi del Nord Europa: noi vendiamo loro i nostri splendidi prodotti a bassisimo prezzo (azzerando i nostri profitti) e loro ci vendono a basso costo la loro chimica e i loro trattori. Lo sa che non esiste una ricerca agricola seria in Italia? Non \u00e8 la con la filiera corta che risolviamo i problemi: diciamo che in Italia si produce a costo 10 per vendere a prezzo 5. Proprio ieri a Ginosa gli agricoltori disperati mi dicevano che, solo per irrigare, la richiesta \u00e8 di 700 Euro per ettaro; con l\u2019aiuto del commercialista abbiamo calcolato che per portare a produzione un ettaro di tendoni rispettando la legge (contratto di lavoro e leggi sulla sicurezza), rivendendo l\u2019uva ad un prezzo maggiorato di 50 centesimi al kg (un ricarico alto) l\u2019agricoltore perde 3.000 euro per ettaro.<br \/>\nL\u2019Italia sta conquistando il mercato francese ed europeo del vino, ma il coltivatore del brindisino, del leccese, di Manduria che produce uva da vino sta abbandonando il terreno perch\u00e9 non ce la fa: vende o affitta il terrenoa tutto vantaggio di chi vuole fare il fotovoltaico; nel rapporto di filiera l\u2019agricoltore paga i profitti di chi trasforma: se questo rapporto di forze non va rivisto \u00e8 inutile parlare di filiera.<br \/>\nLa stima di 60.000 nuovi occupati non riguarda probabilmente il settore agricolo propriamente detto, perch\u00e9 in tutta la provincia jonica lavorano attualmente 27.000 persone tra braccianti, imprenditori ed agricoltori diretti con redditi mediamente bassissimi. Attualmente siamo in situazione di offerta di lavoro superiore alla domanda con una media di 30 euro a giornata; c\u2019\u00e8 chi fa 51 giornate e chi, ma sono pochissimi, fa 180 giornate.<br \/>\nSecondo me si pu\u00f2 anche pensare ad una realt\u00e0 economica che, mirando a questi 60.000 nuovi posti di lavoro (giusto per non scoraggiare i programmi di altri), mantenga i 12.000 che ci sono ed utilizzi altri occupati per la bonifica. Lo Stato e l\u2019Europa devono farsi carico dell\u2019inquinamento: senza siderurgico e base navale Taranto ritorna un paesone che, a livello nazionale, non conta nulla. Adesso pu\u00f2 pretendere risarcimenti privati ed un massiccio intervento con soldi statali.<br \/>\nQuanto agli occupati nel settore agricolo puro, si tratta di occupazione naturalmente stagionale: quei 27.000 occupati, rimanendo cos\u00ec le cose, sono sufficienti.<br \/>\nLe fornisco un esempio sul funzionamento delle cose: abbiamo fatto una proposta semplice semplice all\u2019ASL ed alla Regione che non si \u00e8 concretizzata. Abbiamo proposto ad ospedali, mense scolastiche e mense aziendali di acquistate i nostri prodotti invece di uova polacche ed arance sudafricane. E\u2019 chiaro che le arance sudafricane devono essere trattate con prodotti chimici per arrivare qui in buono stato di conservazione; lei deve sapere che le arance trattate sono consumate dai nostri ammalati e non costano meno delle nostre: tutto ci\u00f2 a causa di appalti con la grande distribuzione. Se non siamo capaci di staccare le buonissime arance dai nostri alberi per trasportarle dopo 2 ore sulle tavole dei nostri malati, secondo lei possiamo essere in grado di implementare uno sviluppo alternativo in questo paese? Ho il timore che, nonostante l\u2019encomiabile volont\u00e0 di chi vuole cambiare le cose, al posto della grande industria resti il deserto delle scorie.<br \/>\nAncora: i mercati generali vanno chiudendo perch\u00e9 i prodotti sono controllati dai grossisti della grande distribuzione (per esempio Auchan) che vanno sui campi e comprano tutto a prezzi bassissimi.<br \/>\nPer implementare una nuova economia alternativa devo avere la forza contrattuale di cambiare le cose: il futuro dobbiamo costruirlo insieme agli operai, che possono avere conoscenze per cambiare le cose; per ora, almeno in agricoltura, non abbiamo neanche la forza contrattuale di combattere la grande distribuzione per alzare i nostri margini di profitto.<br \/>\nIn Italia i costi di produzione agricola sono altissimi: la chimica e l\u2019elettricit\u00e0 costano tantissimo e, senza finanziamenti per sviluppare un impianto fotovoltaico per il proprio terreno, i piccoli proprietari terrieri vendono il terreno a chi offre anche poco. Ci guadagnano i grandi speculatori con capitali che occupano la terra con grossi impianti fotovoltaici.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>E se Mazza o Bonelli volessero proprio inserirsi in questo ciclo vizioso per interromperlo?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un piano si costruisce insieme: accettiamo proposte ed aspettiamo contatti. Il Dott. Mazza \u00e8 venuto a parlare con noi ma, onestamente, non conosco il suo programma e non ci ha reso partecipe dei criteri con cui ha definito i suoi target occupazionali.<br \/>\nIo, da coordinatore del Tavolo Verde, gli ho detto che la presenza della grande industria ci permette, paradossalmente, di essere una provincia agricola pi\u00f9 forte della Provincia di Foggia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Mi fornisce qualche esempio della crisi dell\u2019agricoltura?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel 1985 il prezzo di vendita del produttore agricolo all\u2019ingrosso di clementine era il doppio rispetto a quello odierno, mentre un trattore costava il 25% in meno di oggi. L\u2019avvento della filiera lunga e della grande distribuzione ci ha ucciso con la connivenza delle Politiche Agrarie Comunitarie. E\u2019 un problema politico almeno nazionale che non pu\u00f2 essere risolto localmente.<br \/>\nLei pensa che se fosse facile organizzare filiere corte locali non lo avremmo gi\u00e0 fatto? Gli agricoltori un po\u2019 di cervello per pensare ancora lo conservano; abbiamo provato a creare la filiera corta, ma in questa filiera l\u2019agricoltore pu\u00f2 metterci poco prodotto: quanta frutta pu\u00f2 vendere il produttore di arance di Palagiano al centro del proprio paese o ad agroturismi sul territorio?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un altro problema enorme sono le tasse da pagare: i contributi che pagano i proprietari sul lavoro degli braccianti sono abnormi rispetto alla concorrenza estera ed esiste un contenzioso in piedi con l\u2019INPS enorme: quando vinciamo le cause \u2013 e ne vinciamo tante \u2013 l\u2019INPS ci chiede i soldi se, per esempio, abbiamo sforato i termini di pagamento durante la causa in corso. In pratica l\u2019INPS ci chiede il pagamento della mora per una scadenza non rispettata poich\u00e9 la causa era in corso.<br \/>\nIl mancato pagamento dei contributi, poi non ha permesso al 90% delle nostre aziende di usufruire di 1,5 Miliardi di Euro distribuiti dalla Regione e provenienti dalla Comunit\u00e0 Europea. Siamo al collasso.<\/p>\n<div id=\"wp_fb_like_button\" style=\"margin: 0; float: none\"><iframe src=\"http:\/\/www.facebook.com\/plugins\/like.php?href=http:\/\/www.siderlandia.it\/1\/?p=4324&amp;layout=standard&amp;show_faces=true&amp;action=like&amp;colorscheme=light&amp;width=450&amp;height=30\" scrolling=\"no\" frameborder=\"0\" allowTransparency=\"true\" style=\"border:none; overflow:hidden; width: 450px; height: 30px;\"><\/iframe><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Roberto Polidori L\u2019 agricoltura \u00e8 certamente uno dei \u201cfiloni alternativi\u201d di sopravvivenza economica del nostro territorio con il recupero della \u201cfiliera corta\u201d, molto pubblicizzata a Taranto da un candidato sindaco in particolare,\u00a0 Patrizio Mazza. 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