{"id":4485,"date":"2012-04-30T00:40:15","date_gmt":"2012-04-29T22:40:15","guid":{"rendered":"http:\/\/www.siderlandia.it\/?p=4485"},"modified":"2012-10-10T14:40:01","modified_gmt":"2012-10-10T12:40:01","slug":"il-valore-del-25-aprile-tra-memoria-del-passato-e-custodia-del-futuro","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.siderlandia.it\/1\/?p=4485","title":{"rendered":"Il valore del 25 Aprile: tra memoria del passato e custodia del futuro"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-full wp-image-4487\" src=\"http:\/\/www.siderlandia.it\/wp-content\/uploads\/2012\/04\/103918208-fcbdf9cf-d0ca-4178-bc39-8b021254f353.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"199\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">di <strong><em>Gaetano De Monte<\/em><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Celebrare il 25 Aprile oggi significa comprendere, in primo luogo, che la nostra democrazia e la Costituzione sono figlie delle donne e degli uomini che hanno combattuto contro l&#8217;occupazione nazista, e contro il fascismo che la appoggiava. Che quella Costituzione entrata in vigore il 1\u00b0 Gennaio 1948 continua a reggersi su dei fatti storici, la guerra di liberazione e la resistenza antifascista, che la legittimano e che sostengono dunque l\u2019intero ordinamento. E che pertanto, se viene meno il riconoscimento della Resistenza come valore fondante crolla l\u2019intero castello di legittimit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Negli ultimi venti anni invece si \u00e8 assistito allo sdoganamento storico e morale del neofascismo italiano. Attraverso tesi come quella degli \u201copposti estremismi\u201d, finalizzate alla equiparazione, cio\u00e8 a mettere sullo stesso piano partigiani e ragazzi di Sal\u00f2. Ma la Resistenza \u00e8 di tutti? Certo. Tranne di chi la rinnega, appunto.\u00a0 E\u2019 un patrimonio che appartiene a tutti coloro che rifiutano e rinnegano ogni forma di oppressione, di fascismo e di discriminazione.<!--more--><br \/>\n<strong><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>\u201cSenza Gianni e Renata \u00e8 pi\u00f9 bella la giornata\u201d, <\/strong>( ndr. Gianni Alemanno e Renata Polverini, assenti alle celebrazioni), recitava un cartello al centro del corteo organizzato il 25 Aprile dall\u2019Anpi di Roma, e da tutte le forze democratiche e antifasciste, una manifestazione che si \u00e8 snodata dal Colosseo a Porta San Paolo, un percorso breve, ma significativo. Scelto non a caso, perch\u00e9 fu l\u00ec, tra la Piramide Cestia e la stazione Ostiense, che avvenne infatti una delle battaglie-simbolo della Resistenza romana durante la Seconda Guerra Mondiale: quella contro i nazisti del settembre 1943.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A Roma, il 25 aprile, sessantasette anni dopo la fine di quel regime che tent\u00f2 \u2013 ed in larga parte ci riusc\u00ec \u2013 a pianificare e controllare ogni aspetto della vita delle persone, \u00e8 una data che va oltre il ricordo, la festa e le celebrazioni. E\u2019 un\u2019occasione per ricordare le aggressioni neofasciste che negli ultimi anni hanno colpito alcuni militanti del PD nel quartiere Montesacro, i ragazzi del teatro occupato di Ostia, ma non solo; e per citare l\u2019ultimo episodio di becero squadrismo, i giovani aggrediti al liceo Righi qualche giorno fa. \u00a0Si sprecano in questa giornata, invece, da parte delle istituzioni, le frasi fatte sul valore della memoria, e sull&#8217;obbligo morale di fare i conti con un periodo buio della storia del nostro Paese, come \u00e8 stato quello fascista. A volte rischiando di trasformare una giornata dal cos\u00ec alto valore e significato simbolico in un cerimoniale vuoto. Non \u00a0sarebbe invece magari pi\u00f9 opportuno ogni giorno costruire la memoria di una nuova resistenza alla tentazione dell&#8217;indifferenza, all&#8217;omologazione del pensiero, all&#8217;arroganza al potere, all&#8217;intolleranza che ci circonda?\u00a0 Soprattutto nell\u2019 Europa di oggi, che, costantemente mette in discussione il \u00a0modello sociale e politico nato dalla sconfitta del nazi\u2013fascismo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un ruolo questo che spetta soprattutto alle scuole ed al mondo della formazione: quello di creare cio\u00e8 un effettivo senso di cittadinanza, una cultura della democrazia, basata anche sulla conoscenza reale, non deformata della nostra storia pi\u00f9 recente. Mettendo in fila i fatti, raccontandoli per come essi si sono svolti. Scardinando anche tutto l\u2019impianto mistificatorio di un certo revisionismo. Se c\u2019\u00e8 un valore supremo che pi\u00f9 di ogni altro appartiene alla resistenza, come ha scritto Tina Anselmi \u2013 una di quelle madri della Patria che non solo partecip\u00f2 alla costruzione della nostra democrazia, ma che negli anni a venire fu anche chiamata a difenderla dagli attacchi stragisti e golpisti \u2013 \u00e8 :<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>\u201cLa partecipazione. Battersi perch\u00e9 questa libert\u00e0 permanesse nel tempo, per le generazioni a venire, a futura memoria. Ognuno di noi scopriva che aveva qualcosa da dare e da portare lungo il cammino della liberazione. Perch\u00e9 non si dovesse mai tornare indietro verso lo scempio della vita umana. Volevamo la libert\u00e0 per poterla vivere fino in fondo, per consolidarla, per consegnarla come garanzia ai giovani. Ai ragazzi dobbiamo raccontare la storia della Resistenza. E partiamo dalle lettere dei condannati a morte. Io dico sempre che davanti alla morte c\u2019\u00e8 la verit\u00e0 e la verit\u00e0 \u00e8 che noi facevamo la guerra per ottenere la pace\u201d. <\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Si cita Tina Anselmi non soltanto per l\u2019importanza che ha rivestito nella storia italiana, ma anche e soprattutto perch\u00e9 si vuole qui ricordare che quella nuova Costituzione fondata sui valori espressi dalla Resistenza fu ottenuta grazie anche al contributo di tante donne, che da l\u00ec in poi entreranno in pieno nella vita civile e sociale del Paese, ottenendo conquiste importanti come l&#8217;apertura a tutte le carriere lavorative o la parit\u00e0 salariale, sino ad arrivare alla legificazione del nuovo diritto di famiglia, nel 1975. Il ruolo delle donne, nella stessa Resistenza, \u00e8 stato fondamentale, una presenza complessa, fatta di molteplici compiti e forme di resistenza non armata, ma anche di partecipazione diretta e in prima persona alla lotta armata.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Se c\u2019\u00e8 una cosa che colpisce leggendo i racconti dei protagonisti della guerra di liberazione \u00e8 il loro sentirsi sostenuti, nonostante i pericoli, la fame, la guerra, il confino, le fucilazioni, dalla fiducia che il progetto di una societ\u00e0 diversa, migliore, si potesse realmente attuare. La stessa Tina Anselmi, nel libro <em>\u201cStorie di una passione politica\u201d,<\/em> scrive \u201c<strong>non ho mai pensato che noi ragazzi e ragazze che scegliemmo di batterci contro il nazifascismo fossimo eccezionali; ed \u00e8 questo che vorrei raccontare: la nostra normalit\u00e0; in questo trovammo la forza per opporci all\u2019orrore.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I racconti di quelle donne e quegli uomini che hanno restituito la libert\u00e0 all\u2019Italia, ci consegnano la parte migliore della nostra storia pi\u00f9 recente, ma ci insegnano, soprattutto, che il futuro e la libert\u00e0 di immaginarlo pu\u00f2 appartenerci, insieme all\u2019ingenua certezza che tutto pu\u00f2 essere possibile. Basta lottare per volerlo.<\/p>\n<div id=\"wp_fb_like_button\" style=\"margin: 0; float: none\"><iframe src=\"http:\/\/www.facebook.com\/plugins\/like.php?href=http:\/\/www.siderlandia.it\/1\/?p=4485&amp;layout=standard&amp;show_faces=true&amp;action=like&amp;colorscheme=light&amp;width=450&amp;height=30\" scrolling=\"no\" frameborder=\"0\" allowTransparency=\"true\" style=\"border:none; overflow:hidden; width: 450px; height: 30px;\"><\/iframe><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Gaetano De Monte Celebrare il 25 Aprile oggi significa comprendere, in primo luogo, che la nostra democrazia e la Costituzione sono figlie delle donne e degli uomini che hanno combattuto contro l&#8217;occupazione nazista, e contro il fascismo che la appoggiava. 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