{"id":4495,"date":"2012-04-30T00:44:14","date_gmt":"2012-04-29T22:44:14","guid":{"rendered":"http:\/\/www.siderlandia.it\/?p=4495"},"modified":"2012-10-10T14:38:57","modified_gmt":"2012-10-10T12:38:57","slug":"riconversione-di-porto-marghera-oltre-il-mito","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.siderlandia.it\/1\/?p=4495","title":{"rendered":"&#8220;Riconversione&#8221; di Porto Marghera. Oltre il mito"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-4496\" src=\"http:\/\/www.siderlandia.it\/wp-content\/uploads\/2012\/04\/marghera-300x172.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"172\" srcset=\"http:\/\/www.siderlandia.it\/1\/wp-content\/uploads\/2012\/04\/marghera-300x172.jpg 300w, http:\/\/www.siderlandia.it\/1\/wp-content\/uploads\/2012\/04\/marghera.jpg 600w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">di <strong><em>Roberto Polidori<\/em><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Porto Marghera \u00e8 il polo industriale di Venezia: si tratta di una frazione\u00a0 di 17.500 abitanti (in Veneto si chiama \u201cmunicipalit\u00e0\u201d) caratterizzato dalla presenza di un porto industriale di notevoli dimensioni e da una impressionante variet\u00e0 di industrie metalmeccaniche, siderurgiche, chimiche, energetiche, navali, aerospaziali e della meccanica di precisione. Si tratta di industrie tutte, o quasi tutte, in crisi. Ultimamente questo rione di Venezia \u00e8 balzato agli onori della cronaca per merito di un Accordo di Programma per la Bonifica e la Riqualificazione Ambientale del Sito d\u2019Interesse Nazionale di Venezia Porto Marghera ed Aree Limitrofe, firmato in data 16\/04\/2012 dal Ministro dell\u2019Ambiente Clini (che \u00e8 origninario di queste terre), dal Magistrato della Acque di Venezia D\u2019Alessio, dal Presidente della Regione Veneto Luca Zaia, dal Presidente della Provincia Zaccariotto, dal Sindaco di Venezia Orsoni e dal Presidente dell\u2019Autorit\u00e0 Portuale di Venezia Costa. \u00a0La notizia non \u00e8 da poco, se si considera che a Taranto Sergio Bonelli \u2013 candidato sindaco del cartello ecologista Aria Pulita &#8211;\u00a0 ha personalmente dichiarato: \u201cA Porto Marghera lo hanno fatto\u201d, riferendosi alle possibilit\u00e0 di chiusura delle attivit\u00e0 dei siti industriali inquinanti sul nostro territorio con contestuale riconversione industriale verso attivit\u00e0 industriali pulite e di servizi \u201ca pi\u00f9 alto valore aggiunto\u201d; il tutto senza perdere neanche un posto di lavoro.<!--more--><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un veloce sguardo ai dati sulla disoccupazione pubblicati dalla Camera del Lavoro di Venezia permette di acclarare l\u2019incremento della disoccupazione in Veneto dal 3% al 7% dal 2007 ad oggi, con una disoccupazione giovanile che \u00e8 arrivata al 20%. A Taranto oggi il tasso di disoccupazione \u00e8 al 15%, mentre il tasso di disoccupazione giovanile \u00e8 al 50%. Il maggior incremento di disoccupati ( + 4.000 unit\u00e0 circa tra Gennaio e Dicembre 2011) \u00e8 relativo proprio alle microimprese ed al terziario, mentre nella grande impresa l\u2019incremento del numero di disoccpati \u00e8 molto minore (+ 1.500 unit\u00e0 tra Gennaio e Dicembre 2011). La Provincia di Venezia va un po\u2019 peggio dal punto di vista occupazionale; e nella Provincia di Venezia c\u2019\u00e8 Marghera, con la sua crisi, ma c\u2019\u00e8 anche\u00a0 Venezia, che \u00e8 probabilmente il comune maggiormente visitato al Mondo in rapporto al suo numero di residenti (270.000 persone circa). Si parla infatti di 30 milioni di turisti all\u2019anno. Evidentemente il turismo non \u00e8 riuscito a riassorbire, almeno per ora, i disoccupati di Marghera.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong> <\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Luca Trevisan, segretario Provinciale Fiom Cgil di Venezia, qual \u00e8 l\u2019attuale situazione occupazionale a Porto Marghera? <\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ti parlo ovviamente del mio settore di competenza: quello metalmeccanico. La situazione non \u00e8 positiva, nel senso che fin dall\u2019inizio degli anni novanta, con l\u2019avvio delle privatizzazioni e la fine delle partecipazioni statali sono cominciate le dismissioni e sono sostanzialmente rimasti in piedi tre grandi filoni produttivi: la cantieristica navale, le produzioni chimiche (abbastanza diverse da quelle del passato recente), e le produzioni areonautiche. Anche queste attivit\u00e0 sono in profonda crisi. 700 lavoratori su 1.050 lavoratori diretti della cantieristica navale sono in cassa integrazione (altri 3.000 dell\u2019indotto lavorano a singhiozzo) e dalla prossima settimana i cantieri saranno vuoti, anche a causa di uno scellerato accordo separato siglato da Cisl e Uil con Fincantieri che ha generato 1243 esuberi in tutta Italia. Anche il settore aeronautico \u00e8 in crisi: Alenia (aeronautica d\u2019eccellenza) si occupava della revisione e trasformazione di velivoli con 800 dipendenti, ma poi Finmeccanica [da cui Alenia \u00e8 controllata ndr] ha abbandonato questo tipo di attivit\u00e0 e Augusta Westland ha gi\u00e0 impiegato 200 dipendenti per la realizzazione di nuovi velivoli regionali e dovrebbe impiegarne altri 185. Ti posso anche parlare indirettamente della chimica: il settore chimico era cos\u00ec importante che i lavoratori metalmeccanici impiegati negli impianti chimici per la manutenzione degli impianti erano circa 1.500, ma adesso e soprattutto in quel settore la desertificazione produttiva ha cancellato molti di quei posti di lavoro. E tutto ci\u00f2 per la mancanza di investimenti produttivi, promessi pi\u00f9 volte a partire da 20-25 anni fa anche in ottica di riconversione tecnologica\u00a0 [per una disamina della storia della chimica a Marghera e delle speranze disattese di ricollocazione in quest\u2019area del famoso triveneto, si legga <a href=\"http:\/\/www.lettera43.it\/economia\/macro\/37764\/marghera-il-polo-chimico-che-non-c-e.htm\">http:\/\/www.lettera43.it\/economia\/macro\/37764\/marghera-il-polo-chimico-che-non-c-e.htm<\/a>, ndr]<sup> <\/sup><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Quindi mi confermi che in quest\u2019angolo del famoso \u201cTriveneto dei miracoli\u201d, molto vocato al terziario e al turismo, c\u2019era comunque una cospicua presenza di industrie altamente diversificate, senza \u201cmocultura\u201d come a Taranto? <\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ti confermo che ancora oggi, in scala molto pi\u00f9 piccola e con ampie sacche di disoccupazione, \u00e8 cos\u00ec: esiste un\u2019alta specializzazione e una profonda diversificazione. Nel passato la produzione chimica era soltanto uno degli importanti settori industriali di un polo produttivo altamente diversificato. Per esempio, per ci\u00f2 che concerne il settore metalmeccanico, le produzioni in alluminio per la cantieristica navale sono ancora un fiore all\u2019occhiello.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Veniamo adesso ai possibili confronti con la situazione tarantina. Possiamo dire che Porto Marghera era anche uno dei siti pi\u00f9 inquinati in Italia e quindi, in qualit\u00e0 di Sito di Interesse Nazionale, pi\u00f9 meritevole di tutele aggiuntive?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Capisco che vuoi avventurarti in un parallelismo con Taranto. Posso confermarti che non c\u2019\u00e8 dubbio: la produzione chimica in primis ha comportato un cospicuo inquinamento ambientale. La crisi del settore, la modifica dei processi con espulsione di operai dalle fabbrice e la certificazione dell\u2019inquinamento hanno contribuito a siglare, da almeno 20 anni, una serie di Accordi di Programma dei quali quello del 16\/04\/2012 \u00e8 solo l\u2019ultimo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Una delle idee pi\u00f9 interessanti che il cartello ambientalista tarantino sta elaborando e che ha inserito nel programma elettorale \u00e8 il seguente: sfruttare i fondi strutturali europei ed\u00a0 una serie di altri fondi comunitari per bonificare il terreno su cui insistono gli impianti inquinanti con il lavoro degli ex-operai, dopo adeguata formazione. Pare, come mi dice Alessandro Marescotti \u2013 decano dell\u2019ambientalismo tarantino \u2013 e come pubblica sul sito di Peacelink, che sia possibile chiudere l\u2019area a caldo di ILVA e ricollocare gli operai dopo la cassa integrazione e la formazione, attraverso i soldi dell\u2019Europa. Tu che notizie hai in merito? <\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Premetto che dal punto di vista strettamente \u201cambientale\u201d non \u00e8 pi\u00f9 possibile fare un paragone tra Taranto e Marghera: a Marghera Enichem, Montefibre, Dow Chemical (con il rischio del fosgene) non producono pi\u00f9, in pratica,\u00a0 e quindi la discussione pubblica con l\u2019Assemblea Permanente contro il rischio chimico \u00e8 un ricordo. Siamo alla fase successiva.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il problema che abbiamo qui \u00e8 diverso: era stato assicurato ai lavoratori del settore chimico che, una volta interrotte le produzioni, ci sarebbe stata la possibilit\u00e0 di riconvertire con produzioni di nuovo tipo e non inquinanti. Ci\u00f2 non \u00e8 accaduto assolutamente ed il problema che permane ora \u00e8 la presenza di vaste aree da bonificare\u00a0 [Taranto, vista l\u2019estensione dell\u2019ILVA, ha lo stesso problema\u00a0 all\u2019ennesima potenza ndr]. Non \u00e8 assolutamente chiaro chi deve bonificare il terreno con quali risorse, nonostante siano stati presentati Accordi di Programma specifici (il primo risale al 1998, ma i primi programmi di riconversione risalgono all\u2019inizio degli anni novanta), anche perch\u00e9 i terreni prospicienti Venezia fanno gola alla propriet\u00e0 privata per fare speculazione edilizia. Se dai uno sguardo all\u2019ultimo Accordo di Programma con la specifica sui singoli progetti privati da 2 Mld di Euro, ti rendi conto che il progetto pi\u00f9 importante \u00e8 il complesso polifunzionale di Pierre Cardine da 1,5 Mld di Euro (un terzo di tutta la somma prevista per la riconversione) con alberghi, ristoranti etc). Ma non c\u2019\u00e8 certezza d\u2019occupazione. Noi non abbiamo potuto mettere becco su questo accordo e non ci sono previsioni sulle ricadute occupazionali. Noi vorremmo capire chiaramente chi mette le risorse perch\u00e9, data la dotazione infrastrutturale a servizio delle societ\u00e0 a capitale pubblico che operano nella zona, vorremmo comprendere le dinamiche finanziarie sottese ad operazioni che non ci vengono spiegate e chiarite. <a href=\"http:\/\/nuovavenezia.gelocal.it\/cronaca\/2012\/04\/18\/news\/porto-marghera-i-sindacati-bonifiche-niente-trionfalismi-1.4383729\">Non abbiamo notizie certe sulla provenienza dei capitali, non ci informano e finora abbiamo avuto solo promesse<\/a>, come successo negli ultimi 20 anni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Qui la situazione \u00e8 un po\u2019 diversa. C\u2019\u00e8 una sola azienda a capitale pubblico, l\u2019ENI con una delle sue pi\u00f9 grosse raffinerie in Europa, mentre il colosso dell\u2019acciaio ILVA \u00e8 a capitale privato. Da un punto di vista macroeconomico non sappiamo se la crisi comporter\u00e0 un riduzione della produzione in ILVA oppure se Riva, proprio per razionalizzare la produzione, decida di concentrare ulteriormente la stessa nel sito produttivo di Taranto che, dal punto di vista della dotazione infrastrutturale e della concentrazione dei capitali, \u00e8 il suo fiore all\u2019occhiello. Certamente qui siamo alla prima fase, quella della contestazione sacrosanta perch\u00e9 l\u2019ILVA inquina: intanto per\u00f2 Riva ha ottenuto un\u2019AIA da 15 milioni di tonnellate all\u2019anno. <\/strong><span style=\"font-weight: bold;\">Ti ripeto: ci sono stimati ambientalisti, coadiuvati evidentemente da esperti in finanziamenti comunitari, che chiedono a gran voce la chiusura dell\u2019area a caldo dell\u2019ILVA, dicendo non tanto che si pu\u00f2 fare, quanto che si dovr\u00e0 fare perch\u00e9 le dinamiche del mercato globale dell\u2019acciaio oppure, semplicemente, la legge obbligheranno il colosso a chiudere i battenti. Bonelli mi dice : \u201ca Porto Marghera l\u2019hanno fatto\u201d. Tu che dici?<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sull\u2019esigibilit\u00e0 dei soldi indicati nei singoli progetti nell\u2019allegato all\u2019Accordo di Programma a noi sindacati, cio\u00e8 a noi controparte che dovrebbe tutelare il lavoro a Porto Marghera, non \u00e8 dato sapere. Dalle prime cose che abbiamo potuto vedere, non sappiamo se i soldi ci sono realmente; Zaia ci dice che ci sono decine e decine di aziende che hanno manifestato l\u2019interesse. Visto che come sindacato abbiamo fatto riconoscere a Porto Marghera lo status di Area di Crisi Complessa (sulla base di una legge dello Stato), ti posso dire che la Confindustria locale non ha chiarito neanche un progetto. Sulla base di quanto succede da 20 anni a questa parte, c\u2019\u00e8 il forte rischio che, almeno qui a Marghera, si tratti di propaganda e che le dichiarazioni sui miliardi stanziati restino tali. Il protocollo \u00e8 stato comunque firmato anche dal Comune di Venezia e fonti interne affidabili mi confermano che, seppure l\u2019Accordo debba essere discusso in Comune il 4 Maggio, abbiamo il forte dubbio che si tratti dell\u2019ennesimo buco nell\u2019acqua. Comunque il sindacato (e per sindacato intendo tutte le organizzazioni sindacali) non ha mai potuto fare una discussione nel merito, neanche sul previsto stanziamento di fondi pubblici e nonostante qui ci siano ENI, ENEL, Finmeccanica e Fincantieri. Quindi non solo non sono mai state coinvolte le organizzazioni deputate a tutelare gli interessi del lavoro, ma non sono proprio state chiamate in causa quando si \u00e8 trattato di discutere nel merito l\u2019eventuale assegnazione di finanziamenti previsti per sostenere l\u2019occupazione. Ci sono di mezzo le destinazioni d\u2019uso di aree molto ambite e, comunque, finora soldi per le bonifiche non se ne sono mai visti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>E negli ultimi venti anni gli operai espulsi dal ciclo produttivo che fine hanno fatto? <\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Porto Marghera ha sub\u00ecto un clamoroso aumento del tasso di disoccupazione, molto al di sopra della media di Provincia. Finita la cassa integrazione ordinaria e tutti gli ammortizzatori sociali, la gente che non \u00e8 andata in pensione \u00e8 rimasta disoccupata. La nostra maggiore preoccupazione \u00e8 che si sia arrivati ad uno stadio irreversibile del processo di deindustrializzazione. Le Cittadelle della Moda \u2013 come quella che dovrebbe sorgere qui secondo il progetto di Pierre Cardin\u00a0 \u2013 vanno bene se l\u2019economia di un territorio \u00e8 molto diversificata e non c\u2019\u00e8 il forte rischio che uno dei pi\u00f9 importanti porti industriali sia soppiantato da attivit\u00e0 speculative strettamente connesse alla posizione strategica del posto. Il settore turistico, che \u00e8 una parte fondamentale della nostra economia, non deve soppiantare quello industriale, che qui pu\u00f2 contate su una dotazione infrastrutturale ed una concentrazione di competenze davvero notevole.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Questo riferimento \u00e8 molto interessante, perch\u00e9 anche qui ci domandiamo spesso se, data la collocazione particolarissima del nostro centro abitato e data la quantit\u00e0 di bei posti da visitare e tesori archeologici da riscoprire, non si possa vivere di turismo. Certo non siamo Venezia, non ci troviamo nella Mittle-Europa e la nostra popolazione residente, sparsa su un\u2019ampia superficie, \u00e8 di poco inferiore a quella veneziana. Ma si tratterebbe di economia certamente pulita. Tu rappresenti i metalmeccanici CGIL della Provincia di Venezia, ma io voglio farti questa domanda \u201cpoliticamente scorretta\u201d: a Porto Marghera vi siete mai guardati negli occhi e vi siete mai chiesti se, visti i 30 milioni di visitatori all\u2019anno in Provincia e la posizione geografica baciata dali Dei, gli operai possano mai lavorare nel settore turistico? <\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E\u2019 chiaro che Venezia \u00e8 un\u2019attrattiva internazionale. La vera forza dell\u2019economia veneziana come del Triveneto \u00e8 quella della diversificazione, e nell\u2019ottica di diversificazione le attivit\u00e0 industriali, portuali e di ricerca produttiva devono essere una parte importante di un territorio che voglia garantire occupazione. I fatti dicono che un\u2019economia basata sul turismo non sta in piedi, neanche qui a Venezia: i turisti continuano a venire sempre pi\u00f9 numerosi ma i dati sulla disoccupazione sono impietosi. Non solo la disoccupazione \u00e8 aumentata ma la \u201cqualit\u00e0\u201d della disoccupazione \u00e8 molto cambiata: i giovani non riescono a trovare lavoro neanche qui, neanche nel settore turistico e neanche se non sono mai stati operai.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>E sulla \u201ccontestualit\u00e0\u201d della riconversione cosa mi dici? Qui, per esempio, si dice che nessuno perder\u00e0 i posti di lavoro nella riconversione e che ci sar\u00e0 lavoro anche per i figli degli operai \u201criconvertiti\u201d. Tu cosa ne pensi ? <\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Io posso dirti cosa \u00e8 successo a Marghera: abbiamo dovuto richiedere l\u2019Area di Crisi Permanente e costituire Tavoli ed Osservatori permanenti proprio perch\u00e9 le nostre richieste e le nostre speranze sono state disattese pi\u00f9 volte: gli imprenditori chiudevano le fabbriche e le autorit\u00e0 ci assicuravano che futuri finanziamenti pubblici e privati \u00a0avrebbero riassorbito gli operai in cassa integrazione. Promesse vane.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nella nostra Piattaforma rivendicativa (Vertenza Porto Marghera ed Aree di Prossimit\u00e0), chiediamo proprio la costituzione di una societ\u00e0 pubblica per la presa in carico di aree non utilizzate, anche con pratiche di esproprio, e le relative assegnazioni a costi compatibili con la loro finalit\u00e0 di utilizzo industriale per evitare la speculazione, il vincolo delle Aree di Bonifica [cosa che chiede giustamente anche Bonelli ndr], un tavolo di regie territoriali sull\u2019occupazione, un blocco dei licenziamenti nelle aziende a capitale pubblico e lo stop della politica dei \u201cdue tempi\u201d. Basta licenziare e mettere in cassa integrazione con la promessa della riassunzione nel momento delle \u201criconversione\u201d\u2026l\u2019esperienza storica degli ultimi 20 anni ha dimostrato che i licenziati sono rimasti tali ed i cassintegrati sono poi passati nelle file dei disoccupati.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Proprio il 2 Maggio la CGIL proporr\u00e0 la Vertenza Porto Marghera per richiedere l\u2019intervento del Ministro delle Attivit\u00e0 Produttive al fine di rilanciare un sito che, se ulteriormente depotenziato, diventer\u00e0 economicamente non pi\u00f9 appetibile, almeno dal punto di vista industriale e quindi dal punto di vista lavorativo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Ho dato uno sguardo all\u2019Accordo di Programma firmato il 16 Aprile. E\u2019 molto particolareggiato ma tu mi dici che il fatto che sia particolareggiato non vuol dire niente. Ma allora come spieghi che Autorit\u00e0 cos\u00ec in vista si espongano cos\u00ec tanto apponendo la loro firma in calce? <\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Da un punto di vista strettamente politico posso dirti che sul nostro territorio si \u00e8 sempre cercato l\u2019\u201dallineamento istituzionale\u201d quando si \u00e8 trattato di firmare accordi che non hanno poi sortito effetti. Soprattutto gli accordi di programma sulle produzioni chimiche e sulle bonifiche sono stati siglati dalla stesse autorit\u00e0 anche quando apparteneti ad aree e colori politici diversi. E\u2019 sempre stato fatto molto poco.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Hai un\u2019idea dell\u2019estensione delle aree da bonificare e mettere in sicurezza? <\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ribadisco che il processo di chiusura del grosso delle industrie primarie inquinanti \u00e8 gi\u00e0 avvenuto. Le aree da bonificare e riconvertire si estendono per circa 200 ettari.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Come valuti Porto Marghera da un punto di vista strategico? <\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Porto Marghera \u00e8 il Porto di Venezia ma \u00e8 anche la zona industriale di Venezia. Secondo Zaia, che ha considerato conclusa l\u2019esperienza industriale del sito, dovrebbe trattarsi di un nodo di stoccaggio e transito delle merci, un luogo di snodo di prodotti fabbricati in altri luoghi, anche nel Veneto. Noi abbiamo contrastato questa visione e sento il bisogno di sottolineare che la nostra esigenza di vincolare le aree allo sviluppo industriale pulito e alla riconversione tecnologica passa attraverso l\u2019intervento dello Stato (il Ministro della Attivit\u00e0 Produttive, appunto) in modo tale da veicolare i necessari finanziamenti allo scopo. Non dimentichiamo che molta parte dell\u2019attivit\u00e0 industriale del sito \u00e8 a partecipazione pubblica.<\/p>\n<div id=\"wp_fb_like_button\" style=\"margin: 0; float: none\"><iframe src=\"http:\/\/www.facebook.com\/plugins\/like.php?href=http:\/\/www.siderlandia.it\/1\/?p=4495&amp;layout=standard&amp;show_faces=true&amp;action=like&amp;colorscheme=light&amp;width=450&amp;height=30\" scrolling=\"no\" frameborder=\"0\" allowTransparency=\"true\" style=\"border:none; overflow:hidden; width: 450px; height: 30px;\"><\/iframe><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Roberto Polidori Porto Marghera \u00e8 il polo industriale di Venezia: si tratta di una frazione\u00a0 di 17.500 abitanti (in Veneto si chiama \u201cmunicipalit\u00e0\u201d) caratterizzato dalla presenza di un porto industriale di notevoli dimensioni e da una impressionante variet\u00e0 di industrie metalmeccaniche, siderurgiche, chimiche, energetiche, navali, aerospaziali e della meccanica di precisione. 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