{"id":4612,"date":"2012-05-14T00:04:54","date_gmt":"2012-05-13T22:04:54","guid":{"rendered":"http:\/\/www.siderlandia.it\/?p=4612"},"modified":"2012-10-10T13:18:20","modified_gmt":"2012-10-10T11:18:20","slug":"la-rivoluzione-e-finita-e-abbiamo-vinto-taranto-elezioni-e-movimenti","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.siderlandia.it\/1\/?p=4612","title":{"rendered":"La rivoluzione \u00e8 finita e abbiamo vinto. Taranto, elezioni e movimenti"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-4614\" src=\"http:\/\/www.siderlandia.it\/wp-content\/uploads\/2012\/05\/stefano-300x200.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"200\" srcset=\"http:\/\/www.siderlandia.it\/1\/wp-content\/uploads\/2012\/05\/stefano-300x200.jpg 300w, http:\/\/www.siderlandia.it\/1\/wp-content\/uploads\/2012\/05\/stefano.jpg 825w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">di <strong><em>Francesco Ferri<\/em><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A\/traverso, celebre rivista del movimento bolognese, usciva nel giugno 1977 con un numero intitolato \u201cLa rivoluzione \u00e8 finita e abbiamo vinto\u201d. La lettura del titolo di per se lasciava presagire intenti ironici e paradossali, per altro abitualmente utilizzati dalla rivista. In realt\u00e0 in questa circostanza,\u00a0 al di l\u00e0 di una certa enfasi, l&#8217;analisi della redazione appariva decisamente seria.<em><\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>La rivoluzione \u00e8 finita <\/em>in quanto, secondo i redattori della rivista, non era pi\u00f9 applicabile il modello della rivoluzione politica novecentesca come strumento di lotta nei confronti delle mutate strutture di dominio. Le forme di gestione del potere sono diventate cosi frammentate e diffuse che non esistono pi\u00f9 Palazzi d&#8217;Inverno da conquistare, essendo le tradizionali istituzioni svuotate di potere decisionale. In questo senso, la rivoluzione non \u00e8 pi\u00f9 applicabile: \u00e8 appunto finita. Non risulta esserci per\u00f2 spazio per la rassegnazione nelle riflessioni della redazione di A\/traverso.<!--more--><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L&#8217;<em>abbiamo vinto<\/em> infatti fa riferimento alle prospettive di liberazione e di conquista di autonomia, nate propria a partire dallo studio del mutato sistema decisionale che si andava delineando. Secondo i giovani bolognese del &#8217;77, l&#8217;orizzonte da perseguire smetteva di essere legato al tentativo di raggiungere il potere, ma piuttosto doveva perseguirsi la costruzione di una comunit\u00e0 che si organizza fuori dal modello predominante di scambio economico, del lavoro e del salario. L&#8217;aver intuito il cambiamento, e l&#8217;averlo materialmente praticato come strumento di lotta quotidiana rappresentava appunto, dal loro punto di vista, una vittoria.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Cosa succede se proviamo a leggere i risultati elettorali tarantini accompagnandoci con le suggestioni prodotte dallo storico titolo di A\/traverso? La prima sensazione probabilmente \u00e8 comune, e si accompagna ad un certo stupore: una citt\u00e0 con una mole di problemi dalla portata cosi drammatica ha confermato tendenzialmente a cosi larga misura il sindaco uscente, Stef\u00e0no. Il <em>tendenzialmente<\/em> \u00e8 legato ai notevoli dati relativi all&#8217;astensionismo, che risultano essere uno degli aspetti pi\u00f9 interessanti sui quali riflettere, e sui quali ci si soffermer\u00e0 in seguito.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La c<em>ontinuit\u00e0<\/em> sembra essere un concetto interessante col quale produrre prime riflessioni intorno ai risultati elettorali. Continuit\u00e0 come conferma della giunta comunale uscente. Continuit\u00e0 (nera e fosca) come riproposizione dei <em>citiani <\/em>come seconda coalizione (per altro distanziata in maniera considerevole, ma comunque un pericolo da non sottovalutare in vista del ballottaggio). Continuit\u00e0 sostanziale tra il piano locale (vittoria del centrosinistra con aggiunta di Udc e Api) e una tendenza di portata nazionale che vede il centrosinistra quasi ovunque interessato a ricomporti verso il proprio centro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Travolti da questo inaspettato desiderio di continuit\u00e0 risultano essere le coalizioni che hanno provato a muovere critiche all&#8217;amministrazione uscente da un punto di vista tendenzialmente riformista. Nell&#8217;eterogeneit\u00e0 dei risultati prodotti (significativi per la coalizione di Bonelli, decisamente meno per gli altri) appare comunque evidente che la critica \u201cprogressista\u201d all&#8217;amministrazione Stef\u00e0no non ha raggiunto i risultati elettorali che auspicava. Quello che si presentava come possibile partito del cambiamento (Bonelli, Mazza, Furnari e, sotto altri aspetti, Capriulo) esce complessivamente sconfitto dal partito della continuit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Come rapportarsi con un risultato politico del genere, che apparentemente misura (con numeri tendenzialmente bassi) la consistenza del possibile cambiamento?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00c9 sicuramente necessario innanzi tutto riflettere attorno al citato astensionismo, uno dei grandi temi delle elezioni politiche tarantine. Il numero crescente di donne e uomini che scelgono di non recarsi alle urne \u00e8 di per se indice (ambivalente) di un malessere diffuso nei confronti di (tutte) le classi dirigenti ioniche.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tenendo conto del dato dell&#8217;astensionismo (la cui lettura comunque non pu\u00f2 essere unidirezionale) e della complessiva mancanza di fiducia nei confronti dei partiti tradizionali, bisogna tornare subito ad indagare le prospettive che si aprono di fronte ai movimenti cittadini che, in ogni caso, hanno la necessit\u00e0 di palesare con urgenza come il risultato elettorale raggiunto dalle coalizioni ambientaliste di certo non misuri la totalit\u00e0 della pur diffusa volont\u00e0 di immaginare in prospettiva una Taranto diversa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>La rivoluzione \u00e8 finita? <\/strong>Nei termini del ragionamento sopra proposto,<strong> <\/strong>il terreno sul quale si decide di combattere una battaglia non \u00e8 un elemento neutro: al contrario finisce per delineare in via preliminare l&#8217;esito della sfida che si intraprende.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I dati elettorali, in quest&#8217;ottica, confermano che se il terreno della competizione \u00e8 rappresentato da schede e cabine elettorali, e per giunta lo si carica di un simbolismo esasperato (<em>l&#8217;ultima opportunit\u00e0 per la citt\u00e0; <\/em>l<em>e forze del bene contro quelle del male, <\/em>e cosi via) ad avere la meglio \u00e8 il partito della continuit\u00e0, addirittura a prescindere da chi vinca. Non si dimentichi, infatti, che cinque anni fa il partito del cambiamento era rappresentato dal sindaco Stef\u00e0no, che nel giro di qualche semestre si iscrisse, a buon titolo, in quello della continuit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In questi termini, non esiste Palazzo di Citt\u00e0 da conquistare, sia perch\u00e9 il partito della continuit\u00e0 tendenzialmente finisce per vincere in ogni caso quando la sfida la si gioca sul piano elettorale, sia perch\u00e9 anche quando potenziali elementi di innovazione riescono a diventare maggioranza e a governare, il contesto decisionale nel quale sono inseriti gli spinge a diventare, prima o poi, tendenzialmente partito della continuit\u00e0. In questi termini, quindi, la rivoluzione, intesa come conquista di potere su un determinato territorio, \u00e8 finita, anche a Taranto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Abbiamo vinto?<\/strong> A differenza di quanto annunciava A\/traverso, la vittoria della quale si pu\u00f2 parlare ora a Taranto \u00e8 puramente potenziale. Per provare ad acquisire possibili lezioni collettive dalle elezioni amministrative, occorre produrre uno sforzo per cercare di trarre da ogni dato di realt\u00e0, anche elettorale, nuove prospettive di liberazione. Chi immagina e si agita per provare a costruire un&#8217;altra Taranto possibile dovr\u00e0 innanzi tutto provare a fare i conti con il dato dell&#8217;astensionismo, possibilmente evitando i toni enfatici: troppo spesso la disaffezione nei confronti dei partiti finisce per accompagnarsi con la diffidenza per la politica tout court.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Inoltre sar\u00e0 utile lavorare fin da subito per rendere evidente come il risultato conseguito (non straordinario) del partito del cambiamento non rappresenta di per se la totalit\u00e0 della voglia di riscatto che pure, in maniera crescente, si respira al di fuori delle forme della rappresentanza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Bisogna provare ad indagare in maniera nuova il tema della vittoria, dopo aver avuto la conferma\u00a0 che se il terreno sul quale si intendono sfidare le classi dirigenti attuali \u00e8 confinato nelle urne\u00a0 elettorali, \u00e8 altamente probabile che il partito della continuit\u00e0 prevalga sempre.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La questione indubbiamente resta aperta, e la strada da intraprendere per provare ad invertire la rotta di questa citt\u00e0 difficilmente potr\u00e0 fare a meno di prese di parole collettive anche forti che agiscano, in maniera diretta, proprio dentro (e contro) i cambiamenti dei sistemi di dominio (si pensi, a titolo di esempio, alle mobilitazioni americane dell&#8217;ultimo anno legate al tema dell&#8217;<em>occupy<\/em>), e fuori dalle forme della rappresentanza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Che l&#8217;ennesima vittoria del partito della continuit\u00e0 sia almeno il congedo collettivo nei confronti delle (troppo enfatiche) aspettative riposte nella tornata elettorale: in questi termini, la capacit\u00e0 di acquisire collettivamente la lezione pu\u00f2 risultare per Taranto una prima (parziale) vittoria.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ovviamente non basta: bisogna lavorare tutti insieme affinch\u00e9 il nuovo contesto delineato sia anche l&#8217;occasione per sperimentare nuove e diverse forme di lotta, magari d&#8217;ora in avanti connesse coi i temi dei movimenti globali dentro\/contro i cambiamenti della gestione delle relazioni di potere.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un diffusa e crescente sentimento sembra avvicinare tutti in queste ore, elettori e astensionisti: non \u00e8 ipotizzabile aspettare cinque anni. L&#8217;urgenza delle problematiche che avvolgono il capoluogo Ionico necessita di risposte decise e nette, partendo magari proprio dalla creazione collettiva di un forte immaginario di alternativa, definitivamente fuori dagli schemi classici della rappresentanza politica: Taranto ha urgente bisogno di vincere.<\/p>\n<div id=\"wp_fb_like_button\" style=\"margin: 0; float: none\"><iframe src=\"http:\/\/www.facebook.com\/plugins\/like.php?href=http:\/\/www.siderlandia.it\/1\/?p=4612&amp;layout=standard&amp;show_faces=true&amp;action=like&amp;colorscheme=light&amp;width=450&amp;height=30\" scrolling=\"no\" frameborder=\"0\" allowTransparency=\"true\" style=\"border:none; overflow:hidden; width: 450px; height: 30px;\"><\/iframe><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Francesco Ferri A\/traverso, celebre rivista del movimento bolognese, usciva nel giugno 1977 con un numero intitolato \u201cLa rivoluzione \u00e8 finita e abbiamo vinto\u201d. 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