{"id":4626,"date":"2012-05-14T00:00:48","date_gmt":"2012-05-13T22:00:48","guid":{"rendered":"http:\/\/www.siderlandia.it\/?p=4626"},"modified":"2012-10-10T13:19:43","modified_gmt":"2012-10-10T11:19:43","slug":"la-crisi-conviene-a-qualcuno","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.siderlandia.it\/1\/?p=4626","title":{"rendered":"La crisi conviene (a qualcuno)!"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-4628\" src=\"http:\/\/www.siderlandia.it\/wp-content\/uploads\/2012\/05\/Italia-in-vendita-269x300.png\" alt=\"\" width=\"269\" height=\"300\" srcset=\"http:\/\/www.siderlandia.it\/1\/wp-content\/uploads\/2012\/05\/Italia-in-vendita-269x300.png 269w, http:\/\/www.siderlandia.it\/1\/wp-content\/uploads\/2012\/05\/Italia-in-vendita.png 843w\" sizes=\"(max-width: 269px) 100vw, 269px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">di <strong><em>Salvatore Romeo (&#8217;85)<\/em><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ho un augurio da fare alla Nazione, che l\u2019Italia non vinca i campionati europei di calcio. No, non crediate ch\u2019io sia un simpatizzante leghista, ma \u00e8 ancora impresso in me il ricordo di cosa accadde quando l\u2019Italia si fregi\u00f2 del titolo di \u201cCampione del Mondo\u201d. L\u2019effetto di soddisfazione causato dall\u2019ingente rilascio di dopamina (ormone del \u201cpiacere\u201d), dovuto alla vittoria degli europei, farebbe svanire di colpo le ansie e le frustrazioni che da mesi il governo Monti elargisce con dovizia ad intervalli regolari (quotidiani). Si dissolverebbero come per magia,\u00a0 preoccupazioni ed \u201cincazzature\u201d per il posto di lavoro che non si trova, per le bollette scadute ancora da pagare, per il prezzo\u00a0 della benzina che saltello dopo saltello si sta allineando a quello del vino. Non ci sarebbe da meravigliarsi, se venisse dimostrata una correlazione positiva tra l\u2019incremento del consumo di vino e la riduzione del consumo di derivati del petrolio.<!--more--><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Se venisse fatto un censimento delle parole utilizzate giornalmente nei discorsi degli italiani, sicuramente la parola \u201ccrisi\u201d ne uscirebbe in rapida espansione. No, non pensiate che il bagaglio di termini degli italiani\u00a0 , gi\u00e0 abbastanza risicato, si stia restringendo. E\u2019 solo che tutto ci\u00f2 che risulta come problema o fastidio, viene ormai ricondotto a quell\u2019amaro \u201cpharmakos\u201d che \u00e8 la crisi: se il treno non passa \u00e8 colpa della crisi; se le bollette aumentano senza soluzione di continuit\u00e0 \u00e8 colpa della crisi, se la nonna sembra pi\u00f9 vecchia sar\u00e0 sicuramente colpa della crisi. \u201cToccante\u201d \u00e8 stato un servizio del Tg2, il cui tema principale era il \u201ccambiamento delle abitudine dei PIU\u2019 ABBIENTI in periodo di crisi\u201d. Il concetto che ne esce \u00e8 chiaro: se la \u201ccrisi\u201d vi fa piangere, non crediate che i ricchi ridano; sono costretti ad indossare i loro vestiti eleganti anche pi\u00f9 volte durante il mese (i testi del servizio narrano, pi\u00f9 o meno, gli stessi concetti).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ci\u00f2 a cui si assiste \u00e8 una personificazione che \u00e8 al tempo stesso \u201cspersonificazione\u201d del concetto di crisi: nell\u2019immaginario della gente assume sempre pi\u00f9 le sembianze di una \u201cnube tossica\u201d , una coltre che si staglia tra le persone avvolgendole, togliendone il respiro. Partiamo da un concetto: la crisi \u201cgiornaliera\u201d, ovvero quella di cui noi tutti avvertiamo la presenza, \u00e8 dettata soprattutto dalla drastica diminuzione del potere d\u2019acquisto. E ci\u00f2 ci fa sentire pi\u00f9 poveri. Ovviamente la crisi e le sue conseguenze, si accentua tra i nuclei familiari che non possono godere dell\u2019unica fonte certa di denaro: non il superenalotto, ma il lavoro. Ed di disoccupati l\u2019Italia ne \u00e8 cos\u00ec ricca che potrebbe essere il primo paese al mondo per esportazione. Questo perch\u00e9 non sarebbe una \u201cvera\u201d crisi se non ci fosse anche un problema occupazionale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il pensiero dei pi\u00f9 (me compreso) \u00e8 configurabile come una sintesi di due sentimenti opposti: rabbia e frustrazione. Il risultato di questa complessa equazione \u00e8 scontato: ma perch\u00e9 i nostri politici non ci traghettano al d\u00ec fuori di questa crisi? Ci sono due possibili spiegazioni:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&#8211;\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 i politici sono incapaci di prendere le giuste decisioni o non hanno il coraggio di ribaltare il pensiero economico \u201cmainstream\u201d<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&#8211;\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 i nostri politici non la vogliono risolvere.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E su questa seconda asserzione che si svilupper\u00e0 il seguito dell\u2019articolo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E\u2019 di estremo interesse politico e sociale che anche un\u2019autorevole fonte d\u2019informazione economica \u201cdi parte\u201d (la parte dei pi\u00f9 \u201cforti\u201d) quale il \u201cFinancial Time\u201d, scriva a caratteri cubitali che le politiche di \u201causterity\u201d, professate ed applicate in quasi tutto il vecchio continente, stiano conducendo l\u2019Europa all\u2019implosione. Eppure i farmici contro il malanno sembrano logici anche ai pi\u00f9: sgravi fiscali, investimenti in grandi opere, incentivi alle imprese perch\u00e9 assumano, sono misure ritenute efficaci per creare rapidamente occupazione. I nostri politici per\u00f2 sembrano essere miopi di fronte a tale \u201cbanalit\u00e0\u201d. Forse anche le loro \u201clauree cum laude\u201d sono state conseguite all\u2019Universit\u00e0 \u201cKristal\u201d di Tirana?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per provare a dare una spiegazione alla \u201cmiopia\u201d degli economisti europei, partiamo dal concetto di margine di profitto, ovvero\u00a0 \u201cl`ammontare di profitto netto che deriva ad un imprenditore dalla vendita del prodotto, dopo avere pagato tutti i fattori della produzione che hanno contribuito alla sua realizzazione\u201d . Detto in soldoni ci\u00f2 che guadagniamo \u00e8 dato dalla differenza di quanto facciamo pagare un bene e ci\u00f2 che ci \u00e8 costato. Ci sono due modi per incrementare il margine di profitto:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&#8211;\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 <strong>aumentare il prezzo di vendita<\/strong>; questa \u00e8 la condizione meno perseguibile, perch\u00e9, come insegnano nei primissimi corsi di micro-economia, il prezzo di vendita di un bene non dovrebbe mai essere superiore a ci\u00f2 che il mercato (le singole persone) \u00e8 disposto a pagare per quel bene.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&#8211;\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 <strong>ridurre i costi di produzione<\/strong>; \u00e8 il passaggio fondamentale di questa analisi. <strong><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Normalmente i costi di produzione sono influenzati, tra le altre, da due macro categorie di costo: i costi derivanti dalle inefficienze strutturali che un\u2018 azienda\/citt\u00e0\/nazione \u201csi porta dietro\u201d e dal costo del lavoro, inteso principalmente composto dal costo dello stipendio, il costo delle tasse da versare allo Stato, da cui quest\u2019ultimo, dovr\u00e0 ricavarne i contributi pensionistici.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dunque, qualora si volesse abbassare il costo di produzione di un bene, la prima voce sulla quale far leva sarebbe senza dubbio agire sul costo del lavoro, ovvero abbassare i gi\u00e0 risicati stipendi, che i lavoratori italiani (ma anche greci, spagnoli, portoghesi, etc.) percepiscono. Ma come agire, evitando che le popolazioni coinvolte si ribellino? Il \u201cpiano\u201d attuato \u00e8 sotto gli occhi di tutti. Basti pensare, infatti, a ci\u00f2 che sta accadendo in Italia negli ultimi mesi, ovvero al tentativo, appoggiato sia a destra sia a sinistra salvo sparute eccezioni, di precarizzazione dell\u2019intera forza lavoro italiana. La riforma dell\u2019articolo 18 proposta dal ministro Fornero sotto precisa dettatura da parte della Banca centrale europea, consentendo un pi\u00f9 facile \u201cturn-over\u201d, ha lo scopo di far accrescere nei lavoratori la sensazione di avere costantemente \u201call\u2019altezza del collo\u201d la scure del licenziamento. Ci\u00f2 come prima conseguenza provoca, anche indirettamente, una rinuncia quasi totale dei propri diritti, sacrificati sull\u2019altare \u201cdel posto di lavoro\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">D\u2019altronde lo Stato, come l\u2019attuale pensiero economico \u201cmainstream\u201d prevede, non interviene mai direttamente nelle questioni \u201cprivate\u201d, ovvero non provvedendo al finanziamento delle realt\u00e0 produttive costrette alla chiusura, impedisce il salvataggio di decine di migliaia di posto di lavoro. Quella che si viene a creare \u00e8 dunque una prospettiva in cui il lavoro perde i connotati di diritto, in luogo di una visione, per usare un termine economico, di \u201crisorsa scarsa\u201d. Tutto ci\u00f2 conduce i lavoratori italiani ad essere non pi\u00f9 fautori del proprio destino lavorativo, ma a dover subire, piuttosto che accettare, le condizioni dei \u201cpadroni\u201d. Proprio in questo passaggio nasce il vantaggio competitivo: i lavoratori, in guerra tra loro per accaparrarsi la risorsa scarsa (il lavoro), darebbero vita ad una guerra al ribasso che li <strong>condurrebbe ad accettare salari ben pi\u00f9 bassi degli attuali<\/strong>. Il risultato di questo diabolico piano, sarebbe, ad un\u2019analisi superficiale, il pi\u00f9 basso costo della produzione. Il risultato reale, quello della creazione di due Europa, in cui quella del \u201csud\u201d, (formata da Italia, Grecia, Spagna, Portogallo, guarda caso gli stati attualmente pi\u00f9 deboli ) avrebbe esclusivamente il compito di fornire mano d\u2019opera a basso costo per gli stati del nord (Germania e Francia).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Qualcuno pi\u00f9 smaliziato potrebbe pensare che ci\u00f2 che \u00e8 descritto in questa \u201cCassandrica\u201d previsione non sia realizzabile, perch\u00e9, se ci fosse un impoverimento della fascia della popolazione numericamente maggioritaria, si ridurrebbe drasticamente la domanda dei beni prodotti seppur ad un costo pi\u00f9 basso (ed dunque con la possibilit\u00e0 di essere venduti ad un prezzo pi\u00f9 basso). Questo concetto, seppur corretto, \u00e8 facilmente contestabile ipotizzando un probabile \u201cspostamento\u201d del mercato d\u2019interesse: non pi\u00f9 l\u2019Europa (o quanto meno l\u2019Europa del sud) ma i mercati emergenti nel resto del Mondo. A valorizzare questa teoria, \u00e8 l\u2019impegno che il governo Monti sta investendo, per rendere appetibile il nostro Paese alle multinazionali estere: oltre la gi\u00e0 citata mano d\u2019opera specializzata a basso costo, l\u2019Italia presenta la possibilit\u00e0 di creare redditizi collegamenti ferroviari (con il nord Europa, giustificando cos\u00ec gli investimenti per la TAV) e collegamenti navali, tali da renderla un punto strategico per i commerci internazionali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In conclusione, quello che si prospetta \u00e8 la svendita del nostro Paese, dei nostri diritti e del nostro futuro, da parte di un governo \u201ctecnico\u201d (non legittimato dal voto del popolo) a cui i principali partiti politici fanno da complice \u201csponda\u201d, versi i gruppi industriali che nei prossimi anni decideranno di investire in Italia, traendo indubbio vantaggio dalla povert\u00e0 indotta alla popolazione. Ancora una volta chi ci guadagna non \u00e8 il pi\u00f9 debole.<\/p>\n<div id=\"wp_fb_like_button\" style=\"margin: 0; float: none\"><iframe src=\"http:\/\/www.facebook.com\/plugins\/like.php?href=http:\/\/www.siderlandia.it\/1\/?p=4626&amp;layout=standard&amp;show_faces=true&amp;action=like&amp;colorscheme=light&amp;width=450&amp;height=30\" scrolling=\"no\" frameborder=\"0\" allowTransparency=\"true\" style=\"border:none; overflow:hidden; width: 450px; height: 30px;\"><\/iframe><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Salvatore Romeo (&#8217;85) Ho un augurio da fare alla Nazione, che l\u2019Italia non vinca i campionati europei di calcio. No, non crediate ch\u2019io sia un simpatizzante leghista, ma \u00e8 ancora impresso in me il ricordo di cosa accadde quando l\u2019Italia si fregi\u00f2 del titolo di \u201cCampione del Mondo\u201d. 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