{"id":4637,"date":"2012-05-14T00:05:43","date_gmt":"2012-05-13T22:05:43","guid":{"rendered":"http:\/\/www.siderlandia.it\/?p=4637"},"modified":"2012-10-10T13:17:49","modified_gmt":"2012-10-10T11:17:49","slug":"stefano-al-capolinea-elezioni-e-potere-a-taranto","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.siderlandia.it\/1\/?p=4637","title":{"rendered":"Stef\u00e0no al capolinea? Elezioni e potere a Taranto"},"content":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-4641\" src=\"http:\/\/www.siderlandia.it\/wp-content\/uploads\/2012\/05\/Ippazio--300x225.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"225\" srcset=\"http:\/\/www.siderlandia.it\/1\/wp-content\/uploads\/2012\/05\/Ippazio--300x225.jpg 300w, http:\/\/www.siderlandia.it\/1\/wp-content\/uploads\/2012\/05\/Ippazio-.jpg 640w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/p>\n<p>di <strong><em>Salvatore Romeo (&#8217;84)<\/em><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Comunque dovesse andare il ballottaggio del 20 e 21 maggio la coalizione di Ezio Stef\u00e0no ha raggiunto il 54% circa delle preferenze ed esprimer\u00e0 pertanto la maggioranza nel prossimo consiglio comunale. Apparentemente un&#8217;affermazione cos\u00ec robusta dovrebbe garantire \u2013 qualora il sindaco uscente vinca su Mario Cito \u2013 una stabile situazione di governabilit\u00e0; in realt\u00e0 vi sono segnali evidenti che i prossimi cinque anni di consiliatura saranno quanto mai travagliati.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Dall'&#8221;uomo solo al comando&#8221; all'&#8221;uomo di paglia&#8221;. <\/strong>Partiamo dal dato pi\u00f9 evidente: Stef\u00e0no ha subito una sconfitta personale. Nonostante l&#8217;elevato livello d&#8217;astensionismo lo abbia favorito, il candidato del centro-sinistra non \u00e8 riuscito a conseguire l&#8217;elezione al primo turno. Un cinque per cento di elettori della sua coalizione ha preferito infatti accordare il proprio consenso a un altro candidato, in particolare ad Angelo Bonelli \u2013 che di contro ha realizzato un 5% in pi\u00f9 rispetto alle liste che lo hanno sostenuto. D&#8217;altra parte Stef\u00e0no incrementa di soli cinquemila voti circa il risultato conseguito nel 2007, nonostante questa volta potesse contare sull&#8217;appoggio dei partiti che all&#8217;epoca candidarono Gianni Florido, cio\u00e8 un potenziale di ulteriori 25 mila voti rispetto a quelli conseguiti alla scorsa tornata.<!--more--><br \/>\nMentre il sindaco uscente esce indebolito il suo principale antagonista degli scorsi mesi, Michele Pelillo, realizza un risultato clamoroso. Nonostante il naufragio del progetto \u201cSan Raffaele del Mediterraneo\u201d \u2013 di cui l&#8217;assessore regionale al bilancio \u00e8 stato uno dei principali promotori \u2013  Pelillo ha saputo applicare con estrema abilit\u00e0 la tattica del sedersi sulla sponda del fiume ad aspettare il cadavere del proprio nemico. Ma in realt\u00e0 l&#8217;esponente del PD \u00e8 stato tutt&#8217;altro che seduto: ha saputo distribuire quasi scientificamente il proprio patrimonio elettorale fra i componenti della sua corrente; e i risultati si sono visti: dei sette consiglieri conquistati dal PD ben cinque sono \u201cpelilliani\u201d: Di Gregorio, Lonoce, Azzaro, De Martino e Di Todaro. La componente Florido-Vico ottiene fra gli eletti di diritto soltanto Bitetti (il consigliere pi\u00f9 votato in assoluto, con 1.700 preferenze circa); tutti gli altri seguono di diverse spanne la corazzata pelilliana \u2013 fra questi Mimmo Cotugno, secondo dei non eletti dopo Baio, che si ferma a poco pi\u00f9 di seicento preferenze. Sar\u00e0 molto difficile a questo punto per questa corrente ottenere la carica di vice-sindaco, che prima del voto Stef\u00e0no pare avesse intenzione di concedere ad Anna Rita Lemma.<br \/>\nMa il successo di Pelillo \u00e8 ancora pi\u00f9 ampio di quanto non appaia: sia Gigante (La Puglia per Vendola) che Brisci (UDC) sembrano far riferimento direttamente all&#8217;assessore regionale. Ma c&#8217;\u00e8 chi vocifera che persino il primo degli eletti in SEL, Francesco Di Giovanni (ex PD), sia a sua volta in quota Pelillo. Insomma, direttamente o indirettamente, quest&#8217;ultimo controlla una componente determinante del Consiglio e sarebbe pertanto in grado di mettere in serie difficolt\u00e0 Ezio Stef\u00e0no, sottraendogli di volta in volta la maggioranza e persino mandandolo a casa con lo scioglimento anticipato del Consiglio.<br \/>\nD&#8217;altra parte \u201cquanti carri armati ha\u201d il sindaco uscente? A ben vedere la lista che a lui fa riferimento \u2013 S.D.S. \u2013 ottiene un risultato lusinghiero, attestandosi come secondo \u201cpartito\u201d della citt\u00e0 e migliorando di un quattro per cento il risultato della precedente tornata. A proposito degli eletti verrebbe da dire che \u201cil potere ha giovato chi ce l&#8217;ha avuto\u201d. Cosa, Scasciamacchia, Spalluto, Illiano e Cataldino (e ancora i primi tre non eletti Nistri, Lupo e Bardoscia) \u2013 ai quali si dovrebbe aggiungere Ciocia, gi\u00e0 assessore all&#8217;Universit\u00e0 eletto in quota API \u2013 sono riusciti a trarre profitti elettorali di tutto rispetto dall&#8217;esperienza consiliare o di giunta degli ultimi cinque anni. Clamorosi i casi dei primi due eletti (Cosa e Scasciamacchia): giovani all&#8217;anagrafe, sono riusciti ad incrementare esponenzialmente le poche centinaia di preferenze ottenute alla scorsa tornata, attestandosi intorno al migliaio di voti e scavalcando cos\u00ec di diverse spanne vecchi leoni della politica jonica. Verrebbe da chiedersi sulla base di quale iniziativa politica, visto che i nostri non hanno gestito incarichi di governo. A nostro parere tuttavia Stef\u00e0no pu\u00f2 stare tutt&#8217;altro che tranquillo se questo \u00e8 il fortino che dovrebbe difenderlo dagli assalti dell&#8217;armata pelilliana. I consiglieri citati infatti, dimostratisi cos\u00ec solleciti ai richiami del potere, potrebbero facilmente attraversare le linee e unirsi al fronte dell&#8217;assessore regionale qualora questo si riveli particolarmente efficace nella sua attivit\u00e0 di contro-indirizzo della giunta.<br \/>\nUn&#8217;egemonia \u2013 si sarebbe detto un tempo su ben altre sponde politiche \u2013 che potrebbe risultare efficace anche su SEL. Apparentemente il partito di Vendola si attesta su un dignitosissimo 6%, ma esprime consiglieri che, a ben vedere, nulla hanno a che fare con la sua tradizione politica. Oltre al gi\u00e0 citato Di Giovanni, viene eletta infatti Lucia Viafora \u2013 che definire \u201ccompagna\u201d equivale a un esercizio di surrealismo fuori tempo massimo. La giovane Viafora ha una robusta esperienza centrista alle spalle \u2013  alle scorse elezioni comunali fu eletta nientemeno che nella lista dell&#8217;UDEUR, grazie all&#8217;impegno dell&#8217;allora consigliere regionale Massimo Ostillio \u2013 e con la storia politica di Vendola e compagni non si capisce proprio cosa abbia da spartire. Per trovare chi in qualche modo proviene dal mondo della sinistra bisogna scendere al primo dei non-eletti: Mino Bellangino.<br \/>\nAlla luce di queste considerazioni viene da pensare che la prossima amministrazione vedr\u00e0 ribaltati i rapporti di forza correnti in quella precedente: dall&#8217;\u201cuomo solo al comando\u201d si passer\u00e0 plausibilmente&#8230; all&#8217;\u201cuomo di paglia\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>L&#8217;ipoteca di Cito sul centro-destra. <\/strong>Ma le opposizioni come ne escono dalla tornata del 6 e 7 maggio? I citiani si confermano primo gruppo di minoranza, quasi eguagliando in termini percentuali il risultato del 2007 (-1% questa volta) e raggiungendo finalmente il ballottaggio. Ma a quanti urlano indignati contro l&#8217;eterno ritorno del \u201cfenomeno Cito\u201d occorrerebbe ricordare alcune significative differenze rispetto alle scorse comunali. In valori assoluti Mario Cito perde pi\u00f9 di 5 mila voti sul 2007, mentre si riduce a tre punti percentuali il surplus rispetto alla coalizione (5% cinque anni fa). D&#8217;altra parte At6 non \u00e8 pi\u00f9 il primo partito cittadino e soprattutto deve la sua performance agli ottimi risultati conseguiti da grandi portatori di voti affluiti dal PDL (Castellaneta, Ungaro e Renna <em>in primis<\/em>). Particolare non del tutto irrilevante \u00e8 il risultato dell&#8217;altra figlia di Giancarlo, Antonella \u2013 inserita in lista forse soltanto per evitare che i tanti voti di preferenza recenti scritto \u201cCito\u201d che si sono registrati nelle precedenti elezioni venissero invalidati \u2013: la figlia del patriarca risulterebbe soltanto seconda dei non eletti qualora il fratello venisse sconfitto al ballottaggio. Sembra dunque svanito l&#8217;effetto di trascinamento del cognome pi\u00f9 discusso fra i due mari? Non necessariamente, ma l&#8217;apertura delle liste di At6 a esponenti del PDL segna un&#8217;inversione di tendenza rispetto a quanto avvenuto negli anni del declino di Giancarlo \u2013 quando numerosi citiani della prima ora abbandonarono la nave che colava a picco per rifugiarsi nei partiti del centro-destra. E&#8217; presto per giudicare il ruolo che quel movimento \u2013 in ogni caso profondamente legato alle vicende della famiglia Cito \u2013 assumer\u00e0 nella ristrutturazione della destra tarantina, ma dato lo stato comatoso che caratterizza ormai quest&#8217;ultima \u2013 riuscita persino a dimezzare la propria percentuale rispetto alle elezioni post-dissesto \u2013 si pu\u00f2 presumere che in futuro difficilmente il PDL potr\u00e0 fare a meno dei citiani. Una prospettiva che sembra contraddire le tendenze emerse al centro del partito, con l&#8217;apertura di Alfano nel senso della costruzione di un \u201cpolo dei moderati\u201d, e pare volgersi invece verso una destra \u201calla francese\u201d (con la sua \u201crincorsa a destra\u201d Sarkozy \u00e8 riuscito quasi ad agguantare Hollande). Taranto sar\u00e0 ancora una volta \u201claboratorio politico\u201d in una fase in cui la propaganda sciovinista rischia di intercettare il malessere sempre pi\u00f9 profondo della societ\u00e0? Molto dipender\u00e0 anche dal risultato del ballottaggio, in cui si misurer\u00e0 l&#8217;attuale presa di Cito sugli elettori.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>La beffa degli Ambientalisti. <\/strong>Per quanto riguarda la coalizione ambientalista verrebbe da dire che hanno vinto la battaglia, ma \u2013 per carenze strategiche \u2013 hanno perso la guerra. Sono riusciti a far affezionare una parte significativa dell&#8217;elettorato tarantino al \u201cforestiero\u201d Angelo Bonelli. Quest&#8217;ultimo, dati alla mano, \u00e8 stato il vero valore aggiunto della coalizione. Per il resto quest&#8217;ultima paga gli errori commessi nella creazione delle liste. In primo luogo, queste si sono rivelate deboli: la somma dei loro voti risulta inferiore persino alla coalizione di centro-destra. Due fra queste \u2013 Rinascere e Mamme per Taranto \u2013 ottengono risultati risibili; nelle altre tre le cose non vanno come ci si sarebbe aspettati: Aria Pulita, che avrebbe dovuto essere la pi\u00f9 forte \u2013 dal momento che ospitava i due candidati \u201cdi punta\u201d Luigi Boccuni e, soprattutto, Alessandro Marescotti \u2013 arriva solo terza. Al primo posto si attesta \u201cRinascere\u201d, che in questo modo esprime il secondo consigliere della coalizione: <a href=\"http:\/\/www.youtube.com\/watch?v=6vXYgAnf6UI\">Mario Laruccia<\/a>. E questa \u00e8 forse la beffa maggiore per i bonelliani. Chiunque abbia un minimo di confidenza con le cose della politica tarantina conosce bene la vicinanza di Laruccia a Gaetano Carrozzo, gi\u00e0 dirigente di PCI, PDS e DS ed ex fedelissimo di Massimo D&#8217;Alema in riva allo Jonio. Laruccia \u00e8 stato eletto nel 2007 con S.D.S.; a seguito della cacciata di Carrozzo e Veneranda Carrino dalla giunta, insieme a Massimo Mancini \u2013 asceso poco dopo alla carica di Dirigente Amministrativo dell&#8217;ASL di Taranto \u2013, fonda il gruppo consiliare dei Riformisti. Segue il suo \u201ccapobastone\u201d anche nell&#8217;avventura del 2009, quando i Riformisti decidono incredibilmente di sostenere la candidatura a Presidente della Provincia di Domenico Rana, entrando nella coalizione di centro-destra (per il breve periodo del ballottaggio risultano dunque apparentati anche con Cito). Laruccia \u00e8 candidato nel Collegio 25. D&#8217;altra parte quest&#8217;ultimo, prima di aderire definitivamente alla coalizione \u201cTaranto Respira\u201d, lo ritroviamo possibile candidato alle \u201cmini-primarie\u201d e, dopo essersi ritirato all&#8217;ultimo momento, lo vediamo assiso al tavolo che avrebbe dovuto decidere l&#8217;eventuale accordo fra centro-destra e Terzo Polo. A ben vedere la premiata ditta \u201cRiformisti\u201d ha calcolato bene le sue chance: scartata giocoforza l&#8217;opzione Stef\u00e0no, Laruccia non sarebbe stato eletto n\u00e9 col PDL n\u00e9 con la coalizione dei \u201cribelli\u201d di centro-sinistra. D&#8217;altra parte Carrozzo \u00e8 gi\u00e0 un anno che bazzica gli ambienti dell&#8217;ecologismo jonico, in cerca di una possibile ricollocazione; <a href=\"http:\/\/www.siderlandia.it\/wp-content\/uploads\/2012\/05\/CarrozzoproAmbiente1.pdf\">ed \u00e8 stato proprio lui a caldeggiare nel giugno dello scorso anno una coalizione civico-ambientalista fra Riformisti,  Verdi e MJL<\/a> (defilatosi poi per aderire al comitato per le primarie). Ben scavato, vecchia talpa. Non \u00e8 il massimo del risultato invece per chi si era presentato come il \u201cnuovo assoluto\u201d, rifiutando con decisione alleanze e apparentamenti con la \u201cvecchia\u201d politica. Peccato soprattutto per Alessandro Marescotti, padre nobile dell&#8217;ambientalismo tarantino, che da solo consegue quasi il doppio dei voti di Laruccia, ma per l&#8217;inadeguata organizzazione delle liste resta clamorosamente fuori dal Consiglio comunale. La &#8220;gioiosa macchina da guerra&#8221; costruita negli ultimi mesi dagli ambientalisti &#8211; che poteva contare su volti noti del <em>jet set<\/em> nostrano e sul sostegno neanche troppo velato della stampa che conta &#8211; ha conseguito in definitiva il minimo risultato col massimo sforzo e rischia ora di finire travolta dall&#8217;inevitabile &#8220;riflusso&#8221;.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>La disfatta della Sinistra.<\/strong> Ma vi \u00e8 anche un&#8217;altra pesante sconfitta che emerge da queste elezioni: quella della Sinistra. Non ci riferiamo semplicemente a organizzazioni politiche consolidate (per quanto il risultato \u201cda prefisso telefonico\u201d di Rifondazione e l&#8217;infima quantit\u00e0 di preferenze raccolta dagli esponenti del PdCI \u201cospitati\u201d in S.D.S. devono far riflettere i gruppi dirigenti di quei partiti), ma a tutte le personalit\u00e0 riconducibili a quell&#8217;area politico-culturale presenti nelle diverse liste. Certo, brillano i risultati di Gianni Liviano (pi\u00f9 di 900 preferenze) nel PD e di Ernesto D&#8217;Eri (oltre 400 voti) nell&#8217;IdV \u2013 grazie ai quali entrambi entrano in Consiglio \u2013, ma delude la performance del candidato sindaco Dante Capriulo. In particolare, per questo \u00e8 stata una doccia fredda il mancato voto disgiunto, promessogli nelle scorse settimane dagli esponenti del PD e di SEL maggiormente critici nei confronti di Stef\u00e0no. Qualcuno deve avergli ricordato per tempo che senza l&#8217;elezione del loro candidato sindaco anche l&#8217;elezione dei candidati consiglieri di riferimento sarebbe stata a rischio \u2013 chi poteva prevedere prime del 7 maggio una situazione diametralmente opposta come quella in cui ci ritroviamo? Se a questo dato si somma quanto detto sopra a proposito degli eletti di SEL, il panorama che si ottiene \u00e8 abbastanza sconfortante per l&#8217;intera sinistra tarantina. Questa paga il fatto di non aver saputo costruire una progettualit\u00e0 condivisa; o, peggio, di non aver saputo dialogare negli ultimi cinque anni. Singoli, gruppi, partiti hanno ragionato come se ciascuno bastasse a s\u00e9 stesso, come se ciascuno avesse la formula vincente per fare &#8220;il colpo&#8221; e conseguire quanto meno l&#8217;obbiettivo minimo dell&#8217;ingresso in Consiglio.  Ma se questa parte politica vuole avere un futuro a Taranto deve superare al pi\u00f9 presto l&#8217;afasia che caratterizza le sue dinamiche interne, con un investimento serio in formazione di un senso comune e di percorsi politici condivisi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Un nuovo passaggio per il potere in riva allo Jonio? <\/strong>Nell&#8217;insieme queste elezioni consegnano un&#8217;immagine abbastanza netta della configurazione del potere a Taranto. Attraverso l&#8217;esperienza Stef\u00e0no i gruppi che temevano per i propri interessi dopo la dichiarazione di dissesto e la dissoluzione del blocco dibelliano sono riusciti a restare a galla, nascondendosi dietro la parvenza di \u201crinnovamento\u201d incarnata dalla composita coalizione del sindaco uscente. Ora questa \u201cfase di transizione\u201d pu\u00f2 dirsi definitivamente tramontata e si prepara una nuova, pi\u00f9 organica, riorganizzazione politica di questi soggetti. In questa operazione Stef\u00e0no non \u00e8 contemplato, anzi viene percepito come un ostacolo. Sar\u00e0 l&#8217;\u201carea Pelillo\u201d, la cui egemonia sulla maggioranza potrebbe progressivamente estendersi, a guidarla? Se cos\u00ec fosse anche pezzi del PDL \u2013 da sempre in rapporti cordiali con l&#8217;assessore regionale \u2013 potrebbero guardare con interesse a questa prospettiva \u2013 che emerge mentre all&#8217;orizzonte si staglia la formazione a livello nazionale di un nuovo Centro. A quel punto chi resterebbe a rappresentare gli \u201cesclusi\u201d, posto che l&#8217;impoverimento progressivo della nostra citt\u00e0 e le politiche restrittive del governo metteranno sempre pi\u00f9 in crisi il sistema clientelare che buona parte ha giocato in questa tornata elettorale? <em>Sic rebus stantibus<\/em> viene da rispondere la destra \u201clepenista\u201d composta da Cito e da pezzi di PDL che non si sottraggono al suo richiamo. Gli altri, Ambientalismo e Sinistra, se non vogliono assistere in diretta al proprio disfacimento, devono iniziare a calarsi in maniera decisamente pi\u00f9 efficace nella realt\u00e0 jonica, superando ingenuit\u00e0 e inutili frammentazioni.<\/p>\n<div id=\"wp_fb_like_button\" style=\"margin: 0; float: none\"><iframe src=\"http:\/\/www.facebook.com\/plugins\/like.php?href=http:\/\/www.siderlandia.it\/1\/?p=4637&amp;layout=standard&amp;show_faces=true&amp;action=like&amp;colorscheme=light&amp;width=450&amp;height=30\" scrolling=\"no\" frameborder=\"0\" allowTransparency=\"true\" style=\"border:none; overflow:hidden; width: 450px; height: 30px;\"><\/iframe><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Salvatore Romeo (&#8217;84) Comunque dovesse andare il ballottaggio del 20 e 21 maggio la coalizione di Ezio Stef\u00e0no ha raggiunto il 54% circa delle preferenze ed esprimer\u00e0 pertanto la maggioranza nel prossimo consiglio comunale. 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