{"id":4837,"date":"2012-06-04T00:20:36","date_gmt":"2012-06-03T22:20:36","guid":{"rendered":"http:\/\/www.siderlandia.it\/?p=4837"},"modified":"2012-10-10T02:45:30","modified_gmt":"2012-10-10T00:45:30","slug":"come-ti-azzero-pensioni-e-welfare","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.siderlandia.it\/1\/?p=4837","title":{"rendered":"Come ti azzero pensioni e welfare nel nome dell\u2019euro (e col consenso del PD)"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-4839\" src=\"http:\/\/www.siderlandia.it\/wp-content\/uploads\/2012\/06\/euro-Crack-300x187.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"187\" srcset=\"http:\/\/www.siderlandia.it\/1\/wp-content\/uploads\/2012\/06\/euro-Crack-300x187.jpg 300w, http:\/\/www.siderlandia.it\/1\/wp-content\/uploads\/2012\/06\/euro-Crack.jpg 460w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">di <strong><em>Roberto Polidori<\/em><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Titanic Europa: questo il titolo di un recente libro dell\u2019economista Vladimiro Giacch\u00e9; alla luce degli ultimissimi eventi di cui tutti hanno qualche cognizione, mai titolo fu pi\u00f9 azzeccato. Anche perch\u00e9 un\u2019eventuale sopravvivenza dell\u2019euro non sar\u00e0 indolore per noi italiani, nel senso che le politiche di austerity appena intraprese dal governo Monti rischiano di essere il piacevole antipasto di un pranzo ben pi\u00f9 indigesto. Figurarsi cosa potrebbe succedere in caso di uscita \u201cdisordinata\u201d dalla moneta unica&#8230; nessuno lo sa.<!--more--><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Gi\u00e0 a Marzo 2011 da queste colonne abbiamo cominciato a prefigurare una serie di rischi potenzialmente devastanti per l\u2019economia italiana a causa degli squilibri economici interni di paesi europei strutturalmente troppo diversi, fatti convivere artatamente sotto l\u2019egida di una moneta comune. \u201cSiete troppo pessimisti\u201d, fu il commento di pi\u00f9 di qualche amico: oggi gli stessi amici ammettono che \u201cci abbiamo azzeccato\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Occorre ricordare che, a parte i timori espressi da esimi economisti internazionali gi\u00e0\u00a0 durante la calda estate 2010, una batteria non indifferente di economisti italianissimi \u2013 e mai troppo apprezzati e ascoltati- ha, con varianti sul tema, evidenziato con crescente preoccupazione tutti i rischi della permanenza in un Europa unita \u201csolo nella moneta\u201d: chi scrive non ha fatto altro se non tradurre nel modo pi\u00f9 chiaro possibile questi timori. Adesso anche\u00a0 gli economisti mainstream pi\u00f9 ottimisti devono ammettere che seri rischi di crak sono all\u2019orizzonte.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per comprendere i motivi del pessimismo di chi scrive \u00e8 necessario ricostruire brevemente i presupposti logici delle azioni di politica economica del nostro governo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Mario Monti diventa Presidente del Consiglio il 16 Dicembre 2012, quando \u00e8 a tutti chiaro che il Governo Berlusconi \u2013 che continua a negare la crisi con lo spread Btp-Bund a 530 \u2013 non \u00e8 in grado di dare attuazione alla famosa Lettera della BCE inviata al nostro paese in data 05\/08\/2012 (\u00e8 la lettera che chiede liberalizzazioni e riforme strutturali di pensioni e lavoro).\u00a0 Il presupposto logico dell\u2019insediamento di Monti \u00e8 pericoloso perch\u00e9 vero: Berlusconi \u00e8 un incapace e Tremonti \u00e8 buono a fornire analisi storiche della crisi ex-post (cio\u00e8 oggi) ma in tre anni di governo non ha fatto niente per tirare l\u2019economia italiana fuori dalle secche, se non negare la crisi. Cos\u00ec, grazie anche ad un poderoso battage pubblicitario a reti unificate sui principali quotidiani nazionali \u2013 ad eccezione di Manifesto, Fatto Quotidiano ed Unit\u00e0 \u2013 passa il messaggio che, finalmente, anche l\u2019Italia ha il suo alfiere tecnico in grado di traghettare il paese fuori dalla tempesta per lasciare poi ad un governo politico di larghe intese la possibilit\u00e0 di ritornare a cassetta con i conti pubblici risanati.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Monti \u2013 Presidente Europeo del Trilateral, primo Presidente del think thank \u00a0Bruegel e membro del comitato direttivo\u00a0 del Bilderberg \u2013 \u00e8 stato Presidente della Bocconi ed \u00e8 un noto economista liberista.\u00a0 Il liberismo (o teoria neoclassica) \u00e8 quella dottrina economica che, sbagliando in mala fede, fa finta che le scelte economiche siano a-politiche, non siano cio\u00e8 dettate dagli interessi di pochi gruppi di persone pi\u00f9 o meno organizzate, ma siano invece dettate dalla scelta razionale del singolo (che non interfaccia con nessuna altra persona o sodale ed \u00e8 quindi un \u201catomo\u201d) posto di fronte ad un numero finito di opzioni da scegliere nell\u2019allocazione di risorse limitate. Per la teoria neoclassica l\u2019uomo \u00e8 un robot, per cui far\u00e0 la scelta pi\u00f9 razionale in assenza di interazione con altri uomini\u00a0 &#8211; i monopoli sono \u201cfallimenti\u201d del mercato perfetto da regolamentare- : non ci sono altre possibilit\u00e0. Soprattutto, dato che il comportamento di questo uomo-robot \u00e8 prevedibile, pu\u00f2 essere misurato \u201cscientificamente\u201d attraverso la matematica differenziale.\u00a0 Per l\u2019economista liberista l\u2019economia nazionale \u00e8 frutto della somma delle economia dei mercati dei singoli beni: l\u2019economia \u00e8 il frutto dell\u2019azione di tanti robot senza alcun rapporto di conoscenza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questa economia di automi \u201cintelligenti\u201d &#8211; poich\u00e9 fanno sempre la scelta pi\u00f9 razionale senza mai scambiarsi emozioni tra loro o stringere legami di lobby \u2013 \u00e8 in grado di massimizzare l\u2019utilit\u00e0 di risorse scarse se:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">1)\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 L\u2019attivit\u00e0 dello Stato \u00e8 ridotta al minimo indispensabile (Difesa dello Stato e garanzia di applicazione delle leggi). L\u2019ingerenza dello Stato nelle attivit\u00e0 economiche di ogni tipo (anche Welfare e Salute) implica un\u2019allocazione non efficiente di risorse, e quindi uno spreco, sia esso un maggiore utilizzo delle stesse rispetto al necessario e\/o un\u2019allocazione ad un prezzo pi\u00f9 alto o basso rispetto al prezzo di mercato; uno Stato ipertrofico e con un bilancio in deficit di spesa \u00e8 semplicemente impensabile e tutti i servizi normalmente pubblici dovrebbero essere privatizzati; l\u2019unico investimento previsto \u00e8 quello privato perch\u00e9 frutto di un\u2019attenta analisi costi- benefici (quindi di una scelta efficiente);<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">2)\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 \u00a0Tutti i fattori produttivi sono liberi di essere collocati ai \u201cprezzi di mercato\u201d. In questo senso anche e soprattutto il lavoro (la cui funzione sociale non esiste per il neoliberismo) \u00e8 soprattutto un bene che non fa eccezione; i sindacati che contrattano, dunque, dovrebbero essere semplicemente aboliti ed la contrattazione dovrebbe essere solo a livello individuale;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">3)\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 L\u2019unico strumento di politica economica utilizzabile per risollevare le economie \u00e8 la moneta, nel senso del contenimento dell\u2019offerta della stessa onde evitare inflazione (un rialzo continuo dei prezzi) che, secondo la teoria neoclassica, erode i salari e stimola rivendicazioni sindacali non \u201cefficienti\u201d. Ovvero attraverso una riduzione del tasso di interesse per stimolare gli investimenti privati, che sono gli unici possibili visto che le politiche economiche Keynesiane (politiche statali industriali, sanitarie e formative) sono semplicemente un\u2019eresia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E\u2019 chiaro che Monti \u00e8 il vate del neoliberismo in Europa. Chi meglio di lui avrebbe potuto dar corso alla lettera della BCE? Quest\u2019uomo si \u00e8 presentato al grande pubblico italiano in una trasmissione alla 7 affermando che il \u201cgrande successo dell\u2019Europa \u00e8 la Grecia\u201d, un paese in cui la disoccupazione ha raggiunto il 23% e 500.000 bambini (su 11 milioni di greci) sono malnutriti. Fa specie che il centro-sinistra italiano (anche Vendola inizialmente) si sia immediatamente schierato al fianco del salvatore della patria (ricordate il Salva-Italia?) accecati dallo spread che, in poche settimane, cal\u00f2 a 300 punti base.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Gli economisti italiani che avevano previsto l\u2019attuale situazione, hanno scientificamente contestato punto per punto la teoria neoclassica ben prima dell\u2019attuale stato di cose e avevano invitato a non cantare vittoria per l\u2019abbassamento dello spread. Nel merito:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">1)\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Nel contesto sociale l\u2019uomo prende decisioni economiche dopo essersi confrontato con \u201cpari grado\u201d e dopo essersi scontrato con altri gruppi sociali: le classi esistono, cos\u00ec come esistono le lobby, perci\u00f2 l\u2019uomo non \u00e8 un automa e non \u00e8 la \u201cscarsit\u00e0\u201d di risorse a guidare le sue scelte. A conferma di ci\u00f2 l\u2019attuale crisi si caratterizza perch\u00e9 mai l\u2019uomo ha raggiunto un insieme di conoscenze cos\u00ec alto come quello odierno n\u00e9 \u00e8 mai stato circondato da tanti beni in tale quantit\u00e0 in nessun altra epoca (neanche nel 1929). L\u2019esistenza di lobby granitiche \u00e8 stata confermata dal Cresci-Italia: 500 notai in pi\u00f9, lo scorporo di una rete del gas (riconsegnata ad un&#8217;altra societ\u00e0 di Stato) e la \u201cliberalizzazione\u201d delle licenze dei taxi demandata alla decisione dei singoli comuni. Tutto qui: talmente poco che, per dare corso alla fantomatica \u201cspendig review\u201d (ossia la razionalizzazione delle spese pubbliche) stiamo aspettando il nuovo commissario dei Tecnici (Mr. Bondi \u201cmani di forbice\u201d). Ma i tecnici (alcuni dei quali economisti) avrebbero potuto leggersi qualche libro di economia o storia economica per capire che esempi di libero mercato sono rarissimi a livello macroeconomico (di dimensione nazionale e non locale) e che le lobby sono durissime da sconfiggere\u2026.intanto, per non sbagliare, vengono tosati i redditi fissi in attesa che le liberalizzazioni cancellino gli interessi corporativi, ancora vivi, vegeti e, se possibile, pi\u00f9 granitici;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">2)\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 In Italia non si fa altro che parlare di riduzione di Spesa Pubblica e Debito Pubblico anche a sinistra (ammesso che un partito che annovera tra le sue fila Boccia, Finocchiaro, Fioroni e Veltroni possa dichiararsi \u201cdi sinistra\u201d). La <a href=\"http:\/\/www.economiaepolitica.it\/index.php\/europa-e-mondo\/lettera-degli-economisti\/\">Lettera degli Economisti<\/a> sottoscritta da 250 studiosi nel Giugno del 2010 () ammoniva con congruo anticipo i governanti italiani sugli effetti recessivi delle politiche di austerity: Repubblica, Corriere della Sera, Europa, Stampa non hanno mai ritenuto di dover pubblicizzare questo documento che anticipava con precisione svizzera ci\u00f2 che sarebbe accaduto semplicemente perch\u00e9 la storia insegna che, in tempo di crisi, il debito pubblico va manutenuto, non va ridotto con tasse poich\u00e9, semplicemente, non cala\u00a0 il rapporto tra debito pubblico e PIL, che \u00e8 ci\u00f2 che realmente conta. Se, in un rapporto (una divisione) scende il denominatore ma il numeratore (il PIL) scende pi\u00f9 velocemente, il rapporto non si riduce ma aumenta. Infatti il rapporto Debito pubblico\/PIL salir\u00e0 dal 120 di oggi al 123% nel 2012 (invece di scendere). E tutto questo dopo una manovra assassina da 80 mld di Euro fino al 2013, fatta per \u00be da nuove tasse e quindi, se possibile, ancora pi\u00f9 recessiava. Da un punto di vista squisitamente storico, a differenza di quanto le teorie di Monti preconizzano, i debiti pubblici di paesi da sempre liberisti come USA e Regno Unito sono esplosi agli inizi degli anni \u201980, con Reagan e Tatcher, i \u201cliberisti per antonomasia\u201d\u2026una contraddizione in termini che Monti non ha mai spiegato. I 250 economisti della Lettera del 2010, pi\u00f9 che fossilizzarsi sul Debito Pubblico e sulla Spesa pubblica dei paesi dell\u2019area Euro, hanno individuato nei crescenti squilibri di avanzi e disavanzi commerciali dei paesi (la differenza positiva o negativa tra controvalore di esportazioni ed importazioni) la vera causa di una possibile deflagrazione della zona Euro. Se il vero problema di un paese fosse il Debito Pubblico il Giappone sarebbe fallito da tempo, con il suo rapporto Debito\/PIL al 244%: le sue aste di titoli di debito pubblico vanno sempre esaurite con tassi bassissimi. Il vero problema \u00e8 il Debito Privato, quello delle banche e quello delle imprese, cio\u00e8 il vero problema \u00e8 il Disavanzo Commerciale crescente di tutti i paesi europei nei confronti della Germania. L\u2019<a href=\"http:\/\/www.economiaepolitica.it\/index.php\/primo-piano\/uno-standard-retributivo-per-tenere-unita-leuropa\/\">articolo<\/a> a cui faccio riferimento \u00e8 stato pubblicato da Emiliano Brancaccio il 2\u00a0 Marzo del 2011, 15 mesi fa. Oggi (3 giugno), su Repubblica, Federico Rampini e l\u2019economista Boldrin parlano di \u201cdisavanzi commerciali crescenti \u201c e del neo-imperialismo commerciale della Germania che, con la sua forza economica, fagocita tutti gli altri paesi europei. Ma l&#8217;Italia, con altri paesi europei, non avrebbe potuto porre il problema a livello europeo insieme con Francia, Grecia e Spagna prima di sottoporre i propri cittadini a 4 manovre economiche, l\u2019ultima delle quali deve ancora sortire i suoi effetti micidiali?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">3)\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 La teoria economica dominante non contempla la presenza di disoccupazione: cio\u00e8 non dovrebbe esistere disoccupazione. Capisco che il lettore potrebbe essere colto da un attacco di risate isteriche ma, per Monti, se la disoccupazione esiste \u00e8 solo perch\u00e9 la forza lavoro non \u00e8 efficientemente allocata. Bisogna liberalizzare il mercato del lavoro per abbattere la disoccupazione, anche se ci\u00f2 comporta una riduzione reale (e nominale dei salari). Ci\u00f2 potrebbe comportare un aumento temporaneo della disoccupazione (l\u2019 \u201caumento temporaneo\u201d in Grecia \u00e8 al 23%, in Spagna al 25% ed in Italia al 10,9%- con sistemi di calcolo che mascherano la disoccupazione reale) ma, nel lungo periodo, la disoccupazione dovrebbe diminuire.\u00a0 La teoria poggia tutta sulla convenienza dell\u2019imprenditore privato ad assumere persone (in assenza di Stato) per cui compito del Governo \u00e8 incentivare l\u2019occupazione con detrazioni alle imprese. Peccato che, come dimostrato storicamente dalla Grande Crisi del \u201929), quando gli imprenditori \u2013 che non sono robot- sono scoraggiati (cio\u00e8 non sono fiduciosi nella ripresa futura), semplicemente non assumono o licenziano dopo aver sfruttato gli incentivi, anche con salari bassi. Intanto, per\u00f2, il mercato del lavoro italiano \u00e8 stato \u201cmodernizzato\u201d e la precariet\u00e0, con la rivisitazione dell\u2019Art. 18, \u00e8 stata estesa anche alle persone assunte a tempo indeterminato, con\u00a0 l\u2019abolizione della Cassa Integrazione e istituzione di un\u2019assicurazione privata (ASPI) che dovr\u00e0 essere pagata dai lavoratori e garantir\u00e0 una mancia per un anno ai lavoratori \u201cflessibili\u201d. Peccato che siano stati pubblicati sei studi economici sulle conseguenze della maggiore flessibilit\u00e0 del lavoro sul tasso di occupazione di un paese e nessun economista abbia potuto dimostrare che una maggiore flessibilit\u00e0 implichi maggiore occupazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">4)\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Appare chiaro che la politica economica comunitaria non pu\u00f2 essere affidata al tasso di interesse, gi\u00e0 bassissimo (1%), anche perch\u00e9 le banche si fanno pagare il rischio che corrono nel prestare i soldi applicando un tasso al cliente altissimo. Gli investimenti privati non ripartono e ci vorrebbe l\u2019intervento dello Stato, ci\u00f2 che proprio oggi Obama si appresta ad ordinare negli States (per la quarta volta) e che in Europa, invece, non si pu\u00f2 fare perch\u00e9, al contrario, stiamo \u201ccostituzionalizzando\u201d l\u2019austerity di bilancio su ordine tedesco. Impedire ad uno Stato di utilizzare le proprie risorse per investire e sostenere la domanda vuol dire condannare a morte gran parte dei propri cittadini, come abbondantemente argomentato in due interviste rilasciate a Siderlandia qualche mese fa dagli economisti <a href=\"http:\/\/www.siderlandia.it\/?p=2695\">Emiliano Brancaccio<\/a> e <a href=\"http:\/\/www.siderlandia.it\/?p=2770\">Vladimiro Giacch\u00e9<\/a>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Al di fuori della Germania tutti i paesi d\u2019Europa, Francia inclusa, sono stretti all\u2019interno di una moneta unica impossibilitati costituzionalmente a sostenere le proprie economie con le rispettive entrate fiscali \u2013 che sono utilizzate proditoriamente per coprire i debiti pubblici: in questa situazione tutte le economie europee sono destinate ad avvitarsi su se stesse e si annunciano nuove manovre atte a reperire nuove risorse. Ma c\u2019\u00e8 un problema: in Italia \u00e8 stata innalzata l\u2019et\u00e0 di pensionamento cancellando in pratica le pensioni di anzianit\u00e0, \u00e8 stata fatta una riforma draconiana delle pensioni che ha di fatto cancellato tutte le tipologie di pensioni che non siano di tipo contributivo (cio\u00e8 ognuno si paga la propria pensione e se non lavora pazienza), \u00e8 stata creata l\u2019assicurazione privata per gli ammortizzatori sociali, l\u2019indicizzazione al costo della vita delle pensioni pi\u00f9 alte \u00e8 stata bloccata per due anni, \u00e8 stata varata una riforma del lavoro che rende il mercato del lavoro italiano tra i pi\u00f9 flessibili in Europa, \u00e8 stata introdotta l\u2019lMU e spacciata da Monti come una mini-patrimoniale (mentre \u00e8 incostituzionale perch\u00e9 non \u00e8 progressiva all\u2019aumentare dei redditi). La Senatrice PD Finocchiaro ha pubblicamente plaudito alla riforma del lavoro (che ha votato come tutti i senatori del PD); un riforma che, come tutte le \u201criforme liberiste\u201d, oltre ad essere scientificamente discutibile \u00e8 \u00a0di destra.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ora, per\u00f2, le cartucce sono finite e lo spread, come preconizzato dai 250 economisti dell\u2019 \u201caltra lettera\u201d, \u00e8 nuovamente a 470. Potr\u00e0 scendere (e solo temporaneamente) se, accanto ad artifici contabili, si utilizzer\u00e0 l\u2019ultima arma che il ricettario del libero mercato consiglia, quella gi\u00e0 utilizzata in Italia nel secondo dopoguerra: un devastante taglio secco di salari, un taglio nominale che ci condanner\u00e0 ad essere i contoterzisti cinesi della Germania, ma in Europa, e che consegner\u00e0 per due soldi le nostre importanti industrie in mano tedesca. Un film in pieno svolgimento in Grecia, il \u201csuccesso europeo\u201d tanto amato dal nostro Presidente del Consiglio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Mentre in Grecia, Portogallo, Francia e persino in Irlanda (con il Sean Fenn) la sinistra parla apertamente di andare a battere i pugni sul tavolo della Signora Merkel, in Italia, a parte il Soldato Fassina, capoeconomista del PD in crisi d\u2019identit\u00e0 che ha un grande bisogno di essere salvato, il nostro maggior partito di opposizione (??!!) non prende una posizione precisa. Va bene tutto ed il contrario di tutto: avanti cos\u00ec!<\/p>\n<div id=\"wp_fb_like_button\" style=\"margin: 0; float: none\"><iframe src=\"http:\/\/www.facebook.com\/plugins\/like.php?href=http:\/\/www.siderlandia.it\/1\/?p=4837&amp;layout=standard&amp;show_faces=true&amp;action=like&amp;colorscheme=light&amp;width=450&amp;height=30\" scrolling=\"no\" frameborder=\"0\" allowTransparency=\"true\" style=\"border:none; overflow:hidden; width: 450px; height: 30px;\"><\/iframe><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Roberto Polidori Titanic Europa: questo il titolo di un recente libro dell\u2019economista Vladimiro Giacch\u00e9; alla luce degli ultimissimi eventi di cui tutti hanno qualche cognizione, mai titolo fu pi\u00f9 azzeccato. 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