{"id":4958,"date":"2012-06-18T00:01:56","date_gmt":"2012-06-17T22:01:56","guid":{"rendered":"http:\/\/www.siderlandia.it\/?p=4958"},"modified":"2013-10-28T11:10:57","modified_gmt":"2013-10-28T09:10:57","slug":"indignazione-a-senso-unico","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.siderlandia.it\/1\/?p=4958","title":{"rendered":"Indignazione a senso unico"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-4964\" src=\"http:\/\/www.siderlandia.it\/wp-content\/uploads\/2012\/06\/fabbrica-300x291.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"291\" srcset=\"http:\/\/www.siderlandia.it\/1\/wp-content\/uploads\/2012\/06\/fabbrica-300x291.jpg 300w, http:\/\/www.siderlandia.it\/1\/wp-content\/uploads\/2012\/06\/fabbrica-1024x995.jpg 1024w, http:\/\/www.siderlandia.it\/1\/wp-content\/uploads\/2012\/06\/fabbrica.jpg 1600w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">di <strong><em>Vincenzo Vestita<\/em><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nella notte tra il 7 e 8 Giugno, nello stabilimento Ilva di Novi Ligure, perde la vita Pasquale La Rocca, capoturno di 31 anni del reparto spedizioni. Le indagini della magistratura per fare piena luce sull\u2019esatta dinamica dell\u2019incidente e sulle responsabilit\u00e0 oggettive dello stesso, come sempre accade in casi come questi, sono partite d\u2019ufficio ma, dalle prime quanto parziali informazioni, pare che il lavoratore sia rimasto schiacciato dal muletto privo di cabina che conduceva mentre effettuava una retromarcia durante le operazioni di carico. I quotidiani e i blog gi\u00e0 dalla mattina del venerd\u00ec riportavano la notizia, aggiungendo alla fredda cronaca il particolare secondo cui l\u2019azienda non avrebbe fermato immediatamente la produzione dopo aver constatato il decesso del lavoratore.<!--more--> Pasquale \u00e8 morto sotto gli occhi dei suoi colleghi di lavoro che, per cercare di salvarlo, hanno utilizzato con una prontezza di spirito purtroppo inutile un carro ponte per sollevare il muletto che lo schiacciava. Mentre il medico del 118 cercava invano di rianimarlo pare che agli altri operai sia stato impartito l\u2019ordine di continuare a caricare lamiere sui camion poich\u00e9, spiega Mirko, un operaio presente al momento del tragico incidente, \u201c<em>bisognava mettere in sicurezza il reparto. In quel momento stavamo caricando tre camion e non \u00e8 possibile farli uscire mezzi pieni: o escono vuoti o pieni.<\/em>\u201d I sindacati ad un\u2019ora dall\u2019incidente proclamano lo sciopero. Massimiliano Repetto, rappresentante sindacale unitario, riporta come, da un suo giro successivo durante il turno di notte, nei padiglioni dello stabilimento era tutto bloccato, aggiungendo che nei padiglioni pi\u00f9 lontani, non essendo probabilmente riusciti a sapere in tempi brevi cosa fosse successo, si sia continuato a lavorare pi\u00f9 a lungo. L\u2019indignazione e la rabbia degli operai di picchetto e in sciopero davanti la fabbrica piemontese la mattina successiva, era palpabile. Contestavano fortemente\u00a0 sia il fatto che tra gli impiegati (quelli che vengono chiamati \u201ci caschi bianchi\u201d) la partecipazione allo sciopero era praticamente nulla sia che i vertici aziendali, nella persona del direttore dello stabilimento di Novi Ligure, Orlando Rotondi, informato in tempo reale di qualsiasi cosa accada di rilevante nei reparti tanto di giorno quanto di notte, non avesse fermato immediatamente la produzione. Parte di quella indignazione \u00e8 giunta fino alle rive delle Jonio, probabilmente veicolata dal fatto che l\u2019incidente \u00e8 avvenuto in uno stabilimento del gruppo Riva. La notizia veniva lanciata pi\u00f9 volte sui profili dei social network, accompagnata da commenti pi\u00f9 o meno liberi. Com\u2019\u00e8 possibile che un\u2019azienda continui a produrre e a pensare al profitto,\u00a0 anche con un corpo esanime ancora sul posto coperto da un lenzuolo bianco? Perch\u00e9 tanta disumanit\u00e0? Personalmente credo che il conformismo oramai imperante abbia derubricato anche l\u2019indignazione ad uno stanco, veloce quanto inutile rito, privandola di quella sua dirompente valenza di rifiuto delle ingiustizie, soprattutto quando non si riesce a cogliere il sottile e quasi impercettibile filo che lega tra loro queste ultime. Probabilmente molti hanno dimenticato che nel 2008, a tutti quei lavoratori che scioperarono in seguito all\u2019ennesimo incidente mortale nello stabilimento siderurgico tarantino, furono decurtate 150 euro dallo stipendio, in base al mancato rispetto delle procedure di raffreddamento per la proclamazione degli scioperi, ulteriore conferma, se mai ce ne fosse bisogno, che non esiste arma migliore per fiaccare le resistenze che colpire l\u00e0 dove le necessit\u00e0 sono pi\u00f9 forti e pressanti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nelle stesse ore circolavano attraverso gli stessi canali due notizie che avrebbero dovuto scatenare moti di indignazione almeno pari alla morte del lavoratore di Novi Ligure.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La prima riguarda una liberatoria fatta firmare ai propri lavoratori dalla Forme Physique di Carpi e a quanto pare anche da altre aziende che sorgono tra Modena e Reggio Emilia, duramente colpite dal fortissimo sisma che ha interessato l\u2019Emilia Romagna e che ha richiesto proprio tra i lavoratori il pi\u00f9 alto tributo di sangue. In base ad una circolare del 2 Giugno in cui la protezione civile assegna al titolare delle imprese la responsabilit\u00e0 della certificazione dell\u2019agibilit\u00e0 del proprio capannone, utilizzando anche tecnici privati per accelerare i controlli, alcuni di questi imprenditori hanno avuto la brillante idea di scaricare questa responsabilit\u00e0 sulle spalle dei propri lavoratori attraverso una liberatoria in base alla quale \u201c<em>ciascun dipendente che ritiene opportuno continuare a svolgere la propria attivit\u00e0 libera la propriet\u00e0 da qualsiasi responsabilit\u00e0 penale e civile<\/em>\u201d. Ogni ulteriore commento mi sembra superfluo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La seconda riguarda il licenziamento di Antonio Urbinati, un operaio di 56 anni della Marr, un\u2019azienda riminese del settore alimentare. Antonio \u00e8 un RLS, Responsabile dei Lavoratori per la Sicurezza, che margine di un convegno sulla sicurezza organizzato dalla CGIL nazionale a fine gennaio di quest\u2019anno rilasci\u00f2 a dei giornalisti locali alcune riflessioni, in particolare sul tema degli appalti. In sostanza aveva affermato che un numero consistente di lavoratori andati in pensione o a cui era stato imposto un cambio per una mansione che non riuscivano pi\u00f9 a sostenere, erano stati sostituiti con lavoratori delle cooperative, meno tutelati. Una verit\u00e0 palese ma sottaciuta ovunque che gli \u00e8 costato il licenziamento a distanza di poco meno di un mese dalla sua intervista con la motivazione di \u201c<em>aver fatto dichiarazioni lesive dell\u2019immagine dell\u2019azienda<\/em>\u201d. La Filcams CGIL dopo aver organizzato un presidio davanti l\u2019azienda annuncia che il licenziamento verr\u00e0 impugnato ma intanto la condizione di RLS non ha tutelato il lavoratore. Secondo quanto stabilito dal Testo Unico sulla salute e sicurezza sul lavoro (81\/2008) il Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza \u201c<em>\u00e8 autorizzato a rivolgersi alle autorit\u00e0 competenti per sollecitare il loro intervento, qualora ritenga che le misure di protezione adottate siano insufficienti<\/em>\u201d. Il caso di Antonio Urbinati non \u00e8 un caso unico e isolato e il numero esatto di RLS che hanno perso il lavoro per motivi in qualche modo legati all\u2019esercizio della loro funzione non \u00e8 facilmente quantificabile, anche perch\u00e9 nel Testo Unico 81\/2008 non c\u2019\u00e8 alcun riferimento alla possibilit\u00e0 di licenziare in seguito a dichiarazioni rese all\u2019opinione pubblica.\u00a0 Inoltre con la riforma del lavoro Monti\/Fornero mettere alla porta i Rappresentanti dei Lavoratori scomodi attraverso utili escamotage sar\u00e0 ancora pi\u00f9 semplice.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tornando all\u2019incidente mortale costato la vita al capoturno di Novi Ligure. l\u2019RLS incaricato \u00e8 formalmente indagato insieme ai responsabili aziendali per non aver espletato i compiti che la legge gli impone di svolgere. Il cerchio si chiude. Baster\u00e0 indignarsi?<\/p>\n<div id=\"wp_fb_like_button\" style=\"margin: 0; float: none\"><iframe src=\"http:\/\/www.facebook.com\/plugins\/like.php?href=http:\/\/www.siderlandia.it\/1\/?p=4958&amp;layout=standard&amp;show_faces=true&amp;action=like&amp;colorscheme=light&amp;width=450&amp;height=30\" scrolling=\"no\" frameborder=\"0\" allowTransparency=\"true\" style=\"border:none; overflow:hidden; width: 450px; height: 30px;\"><\/iframe><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Vincenzo Vestita Nella notte tra il 7 e 8 Giugno, nello stabilimento Ilva di Novi Ligure, perde la vita Pasquale La Rocca, capoturno di 31 anni del reparto spedizioni. 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