{"id":5387,"date":"2011-03-21T22:36:04","date_gmt":"2011-03-21T20:36:04","guid":{"rendered":"http:\/\/www.siderlandia.it\/?p=5387"},"modified":"2012-10-09T03:46:30","modified_gmt":"2012-10-09T01:46:30","slug":"tremonti","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.siderlandia.it\/1\/?p=5387","title":{"rendered":"La lavagnetta di Tremonti ed il primo mostro del videogame"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"http:\/\/www.siderlandia.it\/index.php\/la-lavagnetta-di-tremonti\/tremonti\/\" rel=\"attachment wp-att-1678\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-1678\" src=\"http:\/\/www.siderlandia.it\/wp-content\/uploads\/2011\/03\/tremonti-300x283.png\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"283\" srcset=\"http:\/\/www.siderlandia.it\/1\/wp-content\/uploads\/2011\/03\/tremonti-300x283.png 300w, http:\/\/www.siderlandia.it\/1\/wp-content\/uploads\/2011\/03\/tremonti.png 319w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>\u201cLa vita \u00e8 un cioccolatino: non sai mai cosa ti capita\u201d: questo fa dire nel 1994 un grande Tom Hanks a Forrest Gump, poliedrico personaggio \u201cper caso\u201d del film di Zemeckis; stessa cosa ogni Gioved\u00ec sera guardando Annozero: non sai mai cosa ti capita. Il 10 Marzo \u00e8 capitato il Ministro dell\u2019Economia Tremonti con i suoi \u201cmostri\u201d: \u00e8 cos\u00ec che lui definisce da almeno due anni le fasi successive di una crisi ecnomica che non sembra avere mai fine.<br \/>\nQuando ho visto la lavagnetta e il pennarello, ho percepito l\u2019atmosfera da grande evento \u2013 tipo Berlusconi che firma il \u201ccontratto con gli italiani\u201d sulla scrivania in noce o Vespa cha fa indagini in diretta con annesso modellino in scala della casa di Cogne \u2013 e mi sono accomodato sul divano in religioso silenzio per assorbire gli insegnamenti del noto tributarista.<!--more--> Ha regalato tanti cioccolatini, Tremonti, e nessuno (dico nessuno) degli altri saggi ospiti in sala \u00e8 riuscito a riconoscerne il retrogusto amaro una volta esaurita il sottile strato di cioccolato: la critica molto blanda in alcuni casi sfumava verso un\u2019accettazione rassegnata di un ordine economico immodificabile.<br \/>\nIn particolare il nostro Ministro ha rappresentato un\u2019interpretazione \u2013 anche storica &#8211; delle cause della crisi economica gi\u00e0 avanzata nel suo libro \u201cLa paura e la speranza\u201d: un\u2019interpretazione che, in molti suoi passaggi, non convince per niente e che perci\u00f2 tenter\u00f2 di analizzare con articoli settimanali. Di seguito la critica al pensiero tremontiano \u201cmostro per mostro\u201d. Gi\u00e0 il primo \u201cmostro tremontiano\u201d necessita una trattazione in due articoli, data la quantit\u00e0 e l\u2019importanza delle grandezze economiche in gioco.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tremonti &#8211; \u201cEcco come la vedo io dopo tanti anni di esperienza in Italia e all\u2019estero: fino a 20-30 anni fa la vecchia economia era reale, basata cio\u00e8 sulla produzione e lo scambio di prodotti (petrolio; mais, grano frumento); vigeva il principio secondo cui la merce era scambiata contro altra merce; l\u2019economia di scambio era limitata ad un miliardo di individui, tutti residenti nei paesi occidentali, e la sovranit\u00e0 della moneta era un\u2019esclusiva degli Stati. Non esisteva finanza strutturata: su ogni dollaro (o euro) di bene reale scambiato venivano creati non pi\u00f9 di 3-4 dollari (o Euro) di movimenti finanziari. Con la World Trade Organization \u2013 chiamata da Tremonti \u201cWorld Trade\u201d [ndr] \u2013 nasce una nuova idea di commercio e di mondo. Oggi la globalizzazione ha allargato l\u2019economia di mercato a 4 miliardi di persone con 20 Euro di attivit\u00e0 finanziarie per ogni euro di produzione e scambio di economia reale. Queste operazioni finanziarie sono trans-nazionali, sfuggono al controllo degli Stati poich\u00e9 avvengono in tempo reale grazie alle nuove tecnologie informatiche. Ci\u00f2 \u00e8 successo perch\u00e9 la moneta [intesa come potre d\u2019acquisto in senso lato &#8211; ndr] \u00e8 andata fuori dal controllo degli Stati: tutto ci\u00f2 \u00e8 possibile grazie ai derivati \u201cover the counter\u201d, prodotti finanziari senza regolamentazione. Negli Stati Uniti \u00e8 successo un incidente (il fallimento della banca d\u2019affari Lehman Brotthers) ed il sistema \u00e8 andato in tilt, determinando una caduta di fiducia con il blocco degli scambi internazionali. Poi, lentamente, il sistema si \u00e8 ripreso con operazioni finanziarie \u2013 non politiche &#8211; che non hanno riguardato le banche italiane, molto tradizionali e poco legate a strumenti finanziari complessi. Gli italiani risparmiano, non abbiamo avuto problemi in finanza. Ma io ho detto e scritto in sedi ufficiali che i soldi dei contribuenti non sono stati utilizzati per salvare i cittadini (come nel New Deal di Roosvelt), ma sono stati utilizzati per salvare le banche e la finanza. Da noi non \u00e8 stato cos\u00ec, per fortuna; in altri paesi i governi avrebbero potuto decidere di nazionalizzare le banche e, anche se non \u00e8 ancora il momento, qualcuno dovr\u00e0 rendere conto alla storia e ai popoli di ci\u00f2 che \u00e8 stato fatto in questi anni. Oggi il primo mostro, costituito da questa massa di rischi in derivati, non \u00e8 ancora stato sconfitto perch\u00e9 il controvalore dei derivati in circolazione \u00e8 tornato al livello del 2007 \u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Commento: Tremonti abbraccia in toto la cosiddetta \u201cteoria della natura finanziaria\u201d della crisi cominciata nel 2007 con i mutui sub-prime ed esplosa in modo palese con il fallimento Lehman nel week-end di met\u00e0 settembre 2008. E\u2019 una spiegazione della crisi attuale che Alberto Alesina e Francesco Giavazzi &#8211; rispettivamente professori di politica economica all\u2019Universit\u00e0 di Harvard ed alla Universit\u00e0 Bocconi di Milano \u2013 illustrano nel loro libro \u201cLa crisi\u201d, avanzando anche le proprie ricette per uscire dalla situazione. La crisi economica deriverebbe da una crisi finanziaria, nata a causa del mancato controllo degli Stati sulle banche: l\u2019avidit\u00e0 e l\u2019ingordigia di qualche decina di banchieri (al massimo qualche centinaio) avrebbe causato la scintilla in grado di far scoppiare la bomba che avrebbe minato alla base anche l\u2019economia reale.<br \/>\nAppare corretta l\u2019analisi di Tremonti circa l\u2019attuale rischio del sistema finanziario legato alla grande massa di prodotti derivati in giro per il mondo: attualmente solo quelli regolamentati equivarrebbero all\u2019intero PIL mondiale (50-60.000 miliardi di Dollari) mentre quelli non regolamentati ammonterebbero a circa 6-7 volte il Pil mondiale. Si tratta di stime effettuate dal Fondo Monetario Internazionale e dalla Banca dei Regolamenti Internazionali, ma non c\u2019\u00e8 certezza, proprio perch\u00e9 i derivati \u201cover the counter\u201d non sono pubblicizzati per definizione (sono accordi tra privati molto spesso conclusi telefonicamente). Il valore di questi prodotti finanziari pu\u00f2 anche azzerarsi, quindi Tremonti ha ragione nell\u2019affermare che il rischio \u00e8 sempre l\u00ec.<br \/>\nIl seguito del ragionamento tremontiano, per\u00f2, mi sembra troppo semplicistico ed unidirezionale. La deregolamentazione dei mercati finanziari non \u00e8 una novit\u00e0 degli ultimi 20 anni: la globalizzazione e lo sviluppo di un mercato finanziario pi\u00f9 grande hanno determinato soltanto un\u2019amplificazione ed un aumento di frequenza delle crisi economiche registrate negli ultimi anni. Gi\u00e0 nel 1637 scoppi\u00f2 la prima bolla finanziaria di cui si abbia notizia, la bolla dei tulipani, e cominci\u00f2 come cominciano tutte le bolle finanziarie con o senza prodotti derivati: attraverso un aumento vorticoso delle contrattazioni su un qualsiasi tipo di bene con conseguente inverosimile aumento dei prezzi. Nel 1637, in particolare, i tulipani erano gi\u00e0 venduti dai produttori ancora prima della semina, solo su promessa futura di consegna di un bene non dico non finito, ma neanche ancora prodotto. Si pu\u00f2 tranquillamente affermare che le vendite con consegna futura \u2013 ci\u00f2 che oggi chiameremmo futures o, con una semplificazione, derivati &#8211; sono sempre esistiti. Nel 1637 non si chiamavano cos\u00ec, per\u00f2, perch\u00e9 non era ancora nata una teoria finanziaria e numerica dei derivati.<br \/>\nAncora: il rapporto 20 a 1 tra attivit\u00e0 finanziarie ed attivit\u00e0 reali del periodo pre-crisi \u2013 questo rapporto \u00e8 definito tecnicamente \u201cleva finanziaria\u201d \u2013 \u00e8 esattemente identico a quello vigente nell\u2019economia statunitense secondo tutti i libri di storia economica quando si parla del 24 ottobre 1929, primo giorno di crollo del mercato borsistico statunitense; in due mesi il mercato azionario statunitense perse il 50% del suo valore ed il 90% nei successivi 4 anni. Anche nel periodo della Grande Depressione non esistevano derivati; la gente della classe media prendeva i soldi a prestito dalle banche per investire in borsa nella convinzione che il mercato azionario sarebbe sempre salito: scommetteva in borsa a debito. Ora, i famosi derivati \u201cover the counter\u201d di Tremonti sono contratti in cui una controparte assume rischi 20 volte maggiori rispetto ai soldi che ha anticipato. Investe a debito, appunto.<br \/>\nSono tutte informazioni che un Ministro dell\u2019Economia e delle Finanze dovrebbe conoscere. Le gravi crisi economiche \u2013 quelle che non vengono superate nel giro 2-3 anni ma sono di sistema \u2013 si presentano tutte come crisi finanziarie e sono certamente accelerate dalla deregulation, cio\u00e8 dalla mancanza di adeguato controllo da parte degli Stati sulle modalit\u00e0 e le finalit\u00e0 con cui gli istituti finanziari prestano i soldi. Ma rimangono crisi economiche, che hanno cio\u00e8 solide basi reali.<br \/>\nTremonti sembra voler sottoporre le banche al controllo pubblico e conferisce certamente una connotazione negativa al termine \u201cderivati\u201d: si tratta di un artificio che copre la realt\u00e0 delle cose reali; sono d\u2019accordo con lui.<br \/>\nEsiste per\u00f2 un Giulio Tremonti che, con la legge 401\/2001, cre\u00f2 in Lussemburgo una societ\u00e0 chiamata SCIP (Societ\u00e0 di Cartolarizzazione Immobili Pubblici) dotata di 10.000 Euro di capitale e vi trasfer\u00ec 27.500 immobili pubblici di INPS, INPDAP, INAIL; la societ\u00e0 venne presieduta da uno sconosciuto cittadino scozzese (tal Gordon Burrows) e venne controllata da due fondazioni olandesi; questa societ\u00e0 ebbe il compito di emettere obbligazioni garantite dal patrimonio acquisito dagli enti statali italiani \u2013 patrimonio \u201cnostro\u201d \u2013 e dalla future entrate previste a seguito di vendita degli immobili ai privati. La SCIP1 fu seguita dalla SCIP2 (62.800 immobili in vendita) che si risolver\u00e0 in una perdita per gli enti previdenziali (e quindi per lo Stato) di 1,7 miliardi. Questo Giulio Tremonti del 2001 \u00e8 lo stesso Giulio Tremonti di Annozero: nel 2001 fu colui il quale introdusse per primo uno strumento di finanza derivata (o creativa) su attivit\u00e0 reali dello stato italiano. La SCIP 1 permise poi ad alcune banche private (BNL, Citigroup, JP Morgan, Banca Imi, Deutsche Bank, ABN Ambro) di accaparrarsi immobii di gran pregio a prezzi stracciati, lasciando invenduti \u2013 perch\u00e9 valutati troppo \u2013 immobili scadenti. A quei tempi le banche private non erano ancora il cancro della societ\u00e0 secondo la rappresentazione che il Ministro ci consegna.<br \/>\nLa reale causa della crisi economica \u00e8 il crollo dei consumi finanziati a credito; per dirla in maniera differente la crisi finanziaria del 2008 \u2013 esattamente come il crollo di borsa del 1929 \u2013 ha fatto venire a galla il vero problema: gran parte dei consumi degli ultimi 20-30 anni sono stati finanziati dai prestiti bancari; la gente si \u00e8 indebitata per continuare a sostenere il proprio tenore di vita nell\u2019illusione di poter mantenere il proprio livello di reddito reale nel tempo.<br \/>\nE\u2019 curioso come Tremonti non abbia memoria storica del crollo della produzione di autoveicoli negli Stati Uniti nel trimestre immediatamente precedente al crollo di borsa di Ottobre 1929 (da 662.000 a 419.000 unit\u00e0). A quei tempi il mercato americano era il pi\u00f9 importante e grande del mondo e le autovetture erano il bene durevole di consumo per antonomasia, il bene che misurava il benessere di una collettivit\u00e0. Eppure il nostro Ministro dell\u2019Economia non lo sa.<br \/>\nIl nostro Ministro conosce i dati relativi al controvalore di derivati in giro per il mondo ma non conosce i dati Ocse relativi alla riduzione dei redditi da lavoro su PIL totale dal 68% al 52% nel giro di 40 anni; in sintesi: i redditi reali dei lavoratori dipendenti si sono ridotti e soprattutto, si \u00e8 ridotta la loro quota sul totale del reddito di una collettivit\u00e0 distribuito sotto forma di compensi lavorativi.<br \/>\nDa questo punto di vista le crisi economiche epocali (e lunghe) sono facilmente spiegabili come crisi da consumo &#8211; il consumo di un\u2019economia sviluppata \u00e8 mediamente il 60% del Pil di quella collettivit\u00e0 quando 30 anni fa era il 70% del Pil della stessa; a loro volta le crisi da consumo sono crisi da reddito di lavoro dipendente.<br \/>\nInizialmente queste crisi sono mascherate dai prestiti bancari, ma quando per un qualsiasi intoppo \u201cfinanziario\u201d il bubbone viene a galla e le banche chiedono il rientro dei prestiti o non prestano pi\u00f9, il sistema economico si inceppa e la crisi vive momenti successivi di avvitamento su se stessa. Nel 1929 il crollo della produzione di autovetture era dovuto al crollo di domanda delle stesse e la spia della crisi economica fu il gioved\u00ec nero della borsa americana. Nel 2008 il sistema perverso dei mutui subprime e il fallimento Lehman furono la spia della crisi da bassi redditi mascherata da prestiti facili. Ma Tremonti queste cose non le disegna sulla sua lavagnetta.<\/p>\n<div id=\"wp_fb_like_button\" style=\"margin: 0; float: none\"><iframe src=\"http:\/\/www.facebook.com\/plugins\/like.php?href=http:\/\/www.siderlandia.it\/1\/?p=5387&amp;layout=standard&amp;show_faces=true&amp;action=like&amp;colorscheme=light&amp;width=450&amp;height=30\" scrolling=\"no\" frameborder=\"0\" allowTransparency=\"true\" style=\"border:none; overflow:hidden; width: 450px; height: 30px;\"><\/iframe><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u201cLa vita \u00e8 un cioccolatino: non sai mai cosa ti capita\u201d: questo fa dire nel 1994 un grande Tom Hanks a Forrest Gump, poliedrico personaggio \u201cper caso\u201d del film di Zemeckis; stessa cosa ogni Gioved\u00ec sera guardando Annozero: non sai mai cosa ti capita. 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