{"id":5468,"date":"2011-04-04T23:08:46","date_gmt":"2011-04-04T21:08:46","guid":{"rendered":"http:\/\/www.siderlandia.it\/?p=5468"},"modified":"2012-10-07T23:18:34","modified_gmt":"2012-10-07T21:18:34","slug":"coltano-pisa-vince-il-modello-toscano","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.siderlandia.it\/1\/?p=5468","title":{"rendered":"Coltano (Pisa): vince il &#8220;modello toscano&#8221;"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-full wp-image-1880\" src=\"http:\/\/www.siderlandia.it\/wp-content\/uploads\/2011\/04\/coltano.jpg\" alt=\"\" width=\"290\" height=\"192\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">di <strong><em>Filippo Bovo<\/em><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tutto inizia luned\u00ec 28 marzo, pochi minuti prima delle nove di sera: con una laconica velina ANSA, il governo annuncia d&#8217;aver individuato nell&#8217;ex Centro Radar di Coltano (ex distaccamento della base americana di Camp Darby nella vicina Tombolo, fra Pisa e Livorno) il sito ideale dove ospitare una tendopoli di profughi libici. Lo stesso sindaco di Pisa, Marco Filippeschi, che \u00e8 stato a Roma per tutto il giorno, viene a conoscenza della decisione leggendo l&#8217;articolo su internet, su indicazione di un cronista di \u201cRepubblica\u201d che lo chiama al telefono proprio per conoscere le sue prime reazioni.<!--more--> Filippeschi parla subito di una \u201cscelta d&#8217;imperio\u201d, accusando il fatto che il governo abbia preso una decisione cos\u00ec importante per la sua comunit\u00e0 senza n\u00e9 interpellarlo n\u00e9 preavvisarlo, scavalcando e conseguentemente umiliando tutti gli enti locali e territoriali, Comune e Regione per prime.<br \/>\nIl giorno dopo tutta la comunit\u00e0 \u00e8 in subbuglio. I pi\u00f9 vengono a conoscenza della notizia nella prima mattinata, accendendo la televisione. Per quella sera, alle nove, viene indetta un&#8217;assemblea pubblica presso il Circolo ARCI con la partecipazione del sindaco e degli assessori competenti. E&#8217; un salto di qualit\u00e0 nel processo di mobilitazione popolare: dall&#8217;analisi dei fatti diventa subito chiaro come la reale intenzione del governo non sia quella di stabilire una sistemazione provvisoria per dei profughi ma una struttura permanente nella quale rinchiudere gli immigrati, ovvero un CIE (il Centro di Identificazione ed Espulsione). Appena conclusa l&#8217;assemblea, verso mezzanotte, scatta subito il presidio davanti al Centro Radar. Ufficialmente avrebbe dovuto cominciare l&#8217;indomani, a partire dalle cinque del pomeriggio, ma in realt\u00e0 il primo nucleo si forma sedici ore prima, con un gruppo di coltanesi che trascorre la notte davanti alla cancellata principale della base.<br \/>\nMercoled\u00ec, gi\u00e0 di prima mattinata, arrivano le prime troupes televisive (prevalentemente locali) a filmare l&#8217;esterno della struttura e intervistare i presidianti. La giornata viene trascorsa in attesa delle cinque, allorch\u00e8 il presidio riceve il suo battesimo ufficiale con la visita del presidente della circoscrizione, del sindaco e del presidente della provincia, Andrea Pieroni. Ma intervengono anche altre autorit\u00e0 e, soprattutto, arrivano le prime troupes televisive di livello nazionale: Sky e RAI. Il TG3 sar\u00e0 sempre presente, offrendo un resoconto equilibrato ed attendibile della protesta in corso a Coltano; ben diverso \u00e8 il caso de \u201cLa vita in diretta\u201d, il programma di Lamberto Sposini in onda su Rai Uno durante il pomeriggio, che attraverso la manipolazione delle interviste far\u00e0 di tutto per presentare la comunit\u00e0 coltanese come un gruppo di razzisti \u201cbrutti, sporchi e cattivi\u201d di monicelliana memoria.<br \/>\nIn ogni modo l&#8217;appuntamento \u00e8 un successo: vi convengono pi\u00f9 di 300 persone, circondate dai trattori che nel frattempo sono giunti da tutto il paese come rinforzo per i manifestanti. Restano molte persone anche nelle ore seguenti, a trascorrere la sera e quindi la notte dinanzi ad un indispensabile fal\u00f2 (malgrado la sopraggiunta primavera, a quell&#8217;ora il freddo, l&#8217;umidit\u00e0 e la nebbia si tagliano col coltello). Ulteriori collegamenti con la televisione avvengono anche dopo cena, persino all&#8217;una di notte.<br \/>\nGioved\u00ec mattina inizia come il giorno precedente, ma nell&#8217;aria s&#8217;avverte gi\u00e0 qualcosa di diverso. Filippeschi, che durante tutta la vertenza \u00e8 sempre presente e viene continuamente a visitare i manifestanti, ritorna accompagnato dagli altri sindaci del territorio e dal presidente del parco naturale di Migliarino \u2013 San Rossore \u2013 Massaciuccoli (di cui anche Coltano fa parte).<br \/>\nNel frattempo polizia e carabinieri, fino a quel momento in piccolo numero, aumentano di ora in ora. Bloccano la strada che collega la base alla Via Emilia, piazzandovi diverse camionette, e sorvegliano l&#8217;accesso anche all&#8217;unico altro collegamento rimasto, quello con Coltano. Si respira aria di blitz: il timore \u00e8 che, sebbene Maroni abbia proclamato una moratoria di 24 ore, gli agenti possano intervenire nel momento in cui il numero dei manifestanti \u00e8 il pi\u00f9 basso per farli evacuare con le buone o con le cattive e riacquistare cos\u00ec il controllo della base. Gli occhi sugli agenti (ma anche verso il cielo, dove da un momento all&#8217;altro ci si aspetta di veder comparire un elicottero) sono sempre pi\u00f9 impazienti e nervosi. Fortunatamente il blitz non ci sar\u00e0 e le camionette della polizia e dei carabinieri se ne andranno alla spicciolata.<br \/>\nCi sar\u00e0 invece il corteo di trattori che, partendo da Coltano, si dirige alla volta di Pisa, percorrendo i Lungarni, attraversando Ponte di Mezzo e concentrandosi infine in Loggia dei Banchi, la piazza davanti al Comune. Le loro immagini compaiono sui telegiornali: ciascuno porta uno striscione. Memorabili quelli con scritto \u201cSi all&#8217;accoglienza, no al lager\u201d e \u201cColtano: si a Marconi, no a Maroni\u201d. A Coltano si trova infatti la Villa di Guglielmo Marconi da cui l&#8217;inventore della radio faceva, agli inizi del secolo, i suoi noti esperimenti: negli Anni &#8217;30 essa ospit\u00f2 la pi\u00f9 grande stazione radiofonica d&#8217;Europa.<br \/>\nIl presidio prosegue con successo anche in serata e durante la notte, ricevendo fra l&#8217;altro pure la visita di una rete televisiva olandese. Nel frattempo cominciano a circolare su internet le prime foto scattate dentro l&#8217;ex Centro Radar (il pi\u00f9 importante in Europa durante la Guerra Fredda, poich\u00e9 copriva l&#8217;intero Mediterraneo): definirle agghiaccianti \u00e8 poco. Un&#8217;immensa sala ospita delle gabbie come quelle delle stazioni di polizia americane; vi sono una doccia in materiale plastico giallo, di quelle contro le radiazioni; una porta, che non pu\u00f2 essere aperta avendo la serratura bloccata, con un divieto d&#8217;accesso e l&#8217;avviso che conduce ad una zona ad alta radioattivit\u00e0; all&#8217;esterno si trovano numerose cisterne contenenti oli esausti e rifiuti tossici; un capannone presenta il tetto squarciato ed annerito da una misteriosa esplosione. Ovunque si sente il \u201cbip\u201d inquietante e misterioso di un rilevatore di movimento, una specie d&#8217;allarme ancora collegato via cavo con la base di Camp Darby. Anche fuori, con gli impianti alogeni per l&#8217;illuminazione a giorno anche in piena notte, la doppia recinzione con filo spinato e laminato e la fossa, la base appare decisamente sinistra. Come pu\u00f2, un sito del genere, ospitare delle persone?<br \/>\nVenerd\u00ec mattina le televisioni sono di nuovo presenti per riprendere la soddisfazione degli abitanti di Coltano: sembra proprio che l&#8217;ipotesi di un CIE a Coltano sia stata \u201csmantellata\u201d, per usare l&#8217;aggettivo scelto per l&#8217;occasione dal Presidente della Regione, Enrico Rossi. Forse, negli ambienti governativi, ha pesato anche il timore di uno scandalo legato alla diffusione della notizia su cosa si trovi dentro la base. La Regione ha proposto dieci siti alternativi in cui gli immigrati potranno essere ospitati decentemente, rispettando la loro dignit\u00e0 ed evitando situazioni di scarsa igiene e di promiscuit\u00e0. E&#8217; anche grazie alla lotta della comunit\u00e0 coltanese se il \u201cmodello toscano\u201d alla fine riesce a trionfare.<br \/>\nNel pomeriggio s&#8217;aspetta la notizia ufficiale davanti alle troupes televisive. E&#8217; il momento in cui vengono, una volta per tutte, regolati i conti con \u201cLa vita in diretta\u201d. Sposini chiosa come al solito dicendo che la gioia dei coltanesi corrisponde al pianto di qualcun altro. Ma non \u00e8 questa la realt\u00e0: a Coltano non s&#8217;\u00e8 combattuto per \u201crifilare\u201d il lager a qualcun altro, ma per combatterne e rifiutarne il concetto ovunque esso venga applicato. Non a caso il risultato di questa lotta \u00e8 l&#8217;applicazione del modello della \u201cospitalit\u00e0 diffusa\u201d, il \u201cmodello toscano\u201d, e non lo spostamento del CIE in un&#8217;altra localit\u00e0. \u201cDovete finirla di comportarvi in questo modo, se dovete trattarci cos\u00ec allora \u00e8 meglio che da noi non ci veniate pi\u00f9, le interviste non ve le rilasceremo pi\u00f9\u201d, \u00e8 il commento che i coltanesi cominciano a rivolgere a Sposini e alla sua inviata. La quale, subito dopo, s&#8217;allontana a bordo della sua auto col minor clamore possibile.<br \/>\nMa ormai il clima \u00e8 di festa. Superato un breve equivoco con l&#8217;inviata del TG3 (che giustamente non voleva sentirsi mettere sullo stesso piano di Sposini) dilagano la gioia e la serenit\u00e0. Ora il presidio continuer\u00e0 ancora per qualche giorno, giusto per celebrare la vittoria.<\/p>\n<div id=\"wp_fb_like_button\" style=\"margin: 0; float: none\"><iframe src=\"http:\/\/www.facebook.com\/plugins\/like.php?href=http:\/\/www.siderlandia.it\/1\/?p=5468&amp;layout=standard&amp;show_faces=true&amp;action=like&amp;colorscheme=light&amp;width=450&amp;height=30\" scrolling=\"no\" frameborder=\"0\" allowTransparency=\"true\" style=\"border:none; overflow:hidden; width: 450px; height: 30px;\"><\/iframe><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Filippo Bovo Tutto inizia luned\u00ec 28 marzo, pochi minuti prima delle nove di sera: con una laconica velina ANSA, il governo annuncia d&#8217;aver individuato nell&#8217;ex Centro Radar di Coltano (ex distaccamento della base americana di Camp Darby nella vicina Tombolo, fra Pisa e Livorno) il sito ideale dove ospitare una tendopoli di profughi libici. 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