{"id":5493,"date":"2011-04-11T23:22:51","date_gmt":"2011-04-11T21:22:51","guid":{"rendered":"http:\/\/www.siderlandia.it\/?p=5493"},"modified":"2013-10-28T11:26:59","modified_gmt":"2013-10-28T09:26:59","slug":"universita-a-taranto","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.siderlandia.it\/1\/?p=5493","title":{"rendered":"Che ne sar\u00e0 dell&#8217;Universit\u00e0 a Taranto?"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-1984\" src=\"http:\/\/www.siderlandia.it\/wp-content\/uploads\/2011\/04\/facolta-giuris-ta-1-300x225.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"225\" srcset=\"http:\/\/www.siderlandia.it\/1\/wp-content\/uploads\/2011\/04\/facolta-giuris-ta-1-300x225.jpg 300w, http:\/\/www.siderlandia.it\/1\/wp-content\/uploads\/2011\/04\/facolta-giuris-ta-1.jpg 900w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">di <strong><em>Remo Pezzuto*<\/em><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La contro-riforma Gelmini e i tagli imposti dal Ministro dell&#8217;Economia Tremonti alla spesa pubblica hanno messo in ginocchio in questi ultimi anni, dal 2008 ad oggi, tutto il sistema universitario pubblico nazionale. L&#8217;universit\u00e0 pubblica, a causa alle scelte politiche del Governo Berlusconi, conosce oggi il suo momento pi\u00f9 buio: i fondi erogati dallo Stato si sono ridotti ai minimi termini, la ricerca e i ricercatori sono sempre pi\u00f9 precarizzati e il Diritto allo Studio ormai \u00e8 rimasto soltanto una norma presente nella carta costituzionale \u2013 dove si dispone l&#8217;erogazione delle borse di studio e delle provvidenze per i capaci e meritevoli anche se privi di mezzi, mentre in realt\u00e0 i pi\u00f9 alti gradi degli studi sono diventati una conquista di pochi privilegiati.<!--more--><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alla base di tutto ci\u00f2, stando alle parole di chi ci dovrebbe rappresentare, vi \u00e8 la crisi economica che sta investendo tutto il mondo. Eppure, mentre in Italia il Governo investe nell&#8217;universit\u00e0 e nella ricerca pubblica solo l&#8217;1,2% del PIL nazionale, altri stati come la Francia e la Germania investono il 5% e 6%, mentre i paesi socialdemocratici scandinavi investono pi\u00f9 del 7%. Questo perch\u00e9 in un momento di crisi economica, la scelta di un governo dovrebbe essere orientata a finanziare la formazione dei giovani del suo paese e soprattutto la ricerca \u2013 il solo strumento che pu\u00f2 permettere di elaborare vie di uscita dalla crisi nel senso di un reale sviluppo culturale, scientifico ed economico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma questa non \u00e8 l&#8217;idea del Governo Italiano, che in realt\u00e0 dal 2008 ha tagliato 1.500.000 di euro al FFO [Fondo di finanziamento ordinario, <em>ndr<\/em>] dell&#8217;Universit\u00e0 Pubblica Italiana, determinando cos\u00ec una contrazione dei servizi, della spesa per la didattica, delle strutture. Se a questo aggiungiamo poi la contestata riforma, ormai Legge 240, che privatizza l&#8217;universit\u00e0 pubblica, ridisegnandone la <em>governance <\/em>(viene permesso l&#8217;ingresso di privati all&#8217;interno dei Consigli d&#8217;Amministrazione) e il taglio dell&#8217;89% del Fondo Integrativo per il Diritto allo Studio il quadro della situazione \u00e8 chiaro. Lasciare che all&#8217;universit\u00e0 acceda chi solo se la potr\u00e0 permettere. Rischia cos\u00ec di affermarsi una separazione fra una Universit\u00e0 \u201cPubblica-Privata\u201d con pochi fondi (e tasse alte), zero servizi, una didattica di scarsa qualit\u00e0 e quindi una cattiva formazione e una Universit\u00e0 Privata che invece continuer\u00e0 a ricevere fondi statali nonostante i massicci investimenti di imprese e privati, nonch\u00e9 rette pagate da famiglie facoltose.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Maggiormente penalizzati da questa pessima operazione politica sono stati soprattutto i piccoli Atenei e le sedi distaccate. L&#8217;Universit\u00e0 a Taranto, per quanto nasca come decongestione dell&#8217;enorme appartato di docenti e ricercatori dell&#8217;Universit\u00e0 degli Studi di Bari, dagli anni novanta ad oggi ha acquisito un suo radicamento nel territorio e una ragione d&#8217;esistere. Il Polo Universitario Ionico \u00e8 diventato un punto di riferimento per numerosi studenti non solo della stessa citt\u00e0 di Taranto o della Provincia, ma anche di regioni vicine. Sicuramente si \u00e8 sbagliato a non investire sin dall&#8217;inizio in servizi e strutture che avrebbero agevolato e accolto gli studenti..<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per quanto la proliferazione dei corsi di laurea nelle sedi universitarie pi\u00f9 recenti rischi di dispedere i finanziamenti statali, il Polo Universitario Ionico ha permesso a molti ragazzi privi di mezzi economici di conseguire un valevole e qualificato titolo di studio, contribuendo allo sviluppo culturale della Citt\u00e0. Nonostante le amministrazioni comunali e provinciali negli ultimi anni non abbiano colto a pieno la possibilit\u00e0 di rinnovamento che sarebbe derivata all&#8217;intera economia dell&#8217;area da una presenza massiccia dell&#8217;Universit\u00e0 sul suolo tarantino, sono stati messi in cantiere numerosi progetti di sviluppo. Fra questi, l&#8217;autonomia di tre Facolt\u00e0 (Scienze MM.FF.NN, Giurisprudenza ed Economia) dall&#8217;Ateneo di Bari e una dal Politecnico (Ingegneria), oltre all&#8217;attivazione di corsi distaccati di delle Facolt\u00e0 di Lettere e Filosofia, Scienze della Formazione, Medicina e Chirugia (Professioni Sanitarie) e Medicina Veterinaria (Maricoltura) e una presenza sul territorio di pi\u00f9 di 6000 studenti di cui un 10% fuorisede.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma i numerosi progetti strutturali, di servizi, di diritto allo studio e di miglioramento della didattica, dal 2008 hanno visto una brusca frenata, dovuta prevalentemente ai tagli dei finanziamenti operati dal governo e poi alle numerose circolari ministeriali (160 del Miur e Dm 270\/2004 e 17\/2010) che hanno ridisegnato il panorama didattico delle Universit\u00e0 Italiane, facendo chiudere a Taranto proprio i corsi pi\u00f9 qualificati, come Lettere e Culture del Territorio, Ge.Ri.Ma.Co., Maricoltura, Fisioterapia, Ingegneria Ambientale e tanti altri poi accorpati. Questi erano unici non solo nel territorio pugliese, ma in tutto il Sud Italia. I trasferimenti e la costruzione delle strutture universitarie, come sedi, mense e casa dello studente, che permetterebbero un reale sviluppo universitario nella nostra citt\u00e0, sono stati fermati a causa della mancanza di fondi; e persino l&#8217;erogazione e la copertura di borse di studio, che a Taranto si aggirava al 100% dei richiedenti, nell&#8217;accademico 2010\/2011 ha visto un crollo del 30%.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel 2010 si \u00e8 registrato il dato pi\u00f9 alto della recessione del Polo Universitario Jonico e l&#8217;anno in corso non promette bene. La Legge 240 imporr\u00e0 a tutte le Universit\u00e0 italiane un ridimensionamento delle Facolt\u00e0, e questo accadr\u00e0 anche a Bari, dove attualmente si contano 15 facolt\u00e0, incluse le 3 autonome a Taranto, a fronte di un tetto massimo previsto dalla nuova legge di 12. Non \u00e8 difficile prevedere quali di queste sono destinate a chiudere. Ma ancor prima che si insedi la Commissione Statuto \u2013 l&#8217;organo che andr\u00e0 a ridisegnare lo scheletro dell&#8217;Universit\u00e0 di Bari \u2013 varie ipotesi iniziano a circolare, fra le quali ve n&#8217;\u00e8 una che pare farsi largo con sempre maggiore forza, stando alle esternazioni dei Presidi di Facolt\u00e0 e professori tarantini. L&#8217;universit\u00e0 degli Studi di Bari si divider\u00e0 in Scuole (unione dei Dipartimenti con i Corsi di Laurea), cos\u00ec come previsto dalla Legge Gelmini, in cui la ricerca sar\u00e0 affiancata dalla formazione. Per quanto questa ipotesi possa avere dei lati positivi, nulla di tutto ci\u00f2 \u00e8 per\u00f2 previsto per il Polo Universitario Jonico, dove oltre alla perdita dell&#8217;autonomia delle Facolt\u00e0 tarantine (ad eccezione di Ingegneria del Politecnico di Bari) e all&#8217;ulteriore riduzione dei corsi di laurea, si prevede solo l&#8217;istituzione di una Scuola Ionica, nella quale rientreranno i corsi di laurea di Giurisprudenza ed Economia, uniti al Dipartimento Jonico, che raggrupper\u00e0 gli altri corsi di laurea presenti nel territorio \u2013 presentandosi come un grande calderone all&#8217;interno del quale potremo trovare di tutto. La qualit\u00e0 della didattica e dalla formazione in questo senso ne risentir\u00e0 tantissimo ed oltre ai problemi gi\u00e0 legati alla mancanza di laboratori e biblioteche, ci si vedr\u00e0 costretti a fare i conti con un Dipartimento privo di sovvenzionamenti e luoghi dove condurre e fare Ricerca.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il Polo Ionico assumer\u00e0 cos\u00ec solo la parvenza di una reale universit\u00e0: i baroni locali si divideranno le cattedre e i pochi soldi che arriveranno, a discapito delle studentesse e degli studenti tarantini. A questo per\u00f2 dobbiamo aggiungere la volont\u00e0 degli enti locali di istituire una Fondazione da affiancare all&#8217;universit\u00e0, all&#8217;interno della quale ci saranno le associazioni di categoria, le imprese e le societ\u00e0, che faranno in modo che il Polo Ionico diventi un mero ufficio di collocamento o di sfruttamento degli interessi privati, invece di essere un libero centro di crescita culturale, economica e scientifica della citt\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Bisogna intendere l&#8217;Universit\u00e0 e il Polo Ionico invece come luoghi di rinnovamento, come fari illuminanti per nuovi meccanismi di produzione nella nostra citt\u00e0, partendo dalla formazione e non dalle esigenze delle aziende. I fenomeni di iperspecializzazione hanno trasformato l&#8217;enorme massa dei corsi di laurea nati in questi dieci anni in continuazioni dei licei. La didattica universitaria \u00e8 stata indebolita a favore di percorsi di studio che avrebbero dovuto essere immediatamente professionalizzanti, ma che in realt\u00e0 si sono rivelati difficilmente spendibili. Nei Corsi di Laurea tarantini oggi sono sempre pi\u00f9 stretti i tempi di studio, che impongono di dare priorit\u00e0 alla rapidit\u00e0 a discapito della qualit\u00e0 della didattica. Nell&#8217;universit\u00e0 a catena di montaggio non c&#8217;\u00e8 spazio per la vita, per gli interessi, per l&#8217;approfondimento. Dobbiamo perci\u00f2 rivendicare con forza una formazione di qualit\u00e0, una valutazione seria ed affidabile delle competenze di ciascuno, con tempi di studio compatibili con la vita e con la condivisione di un sapere cooperativo all&#8217;interno del contesto cittadina.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Bisogna rivedere completamente l&#8217;offerta formativa tarantina, anche in un ottica di Confederazione degli Atenei del Sud-Est, dove vi \u00e8 necessit\u00e0 di una diversificazione dei corsi di studio rispetto a quelli delle altre citt\u00e0. Andrebbero offerti percorsi unici nel panorama nazionale \u2013 o quanto meno meridionale \u2013, che attirino le studentesse e gli studenti provenienti dalle altre regioni e che permettano di avere una formazione completa, con una ricerca libera da ogni logica di mercato. La valorizzazione e lo sviluppo dell&#8217;Universit\u00e0 e della Ricerca nel nostro territorio dovrebbe puntare all&#8217;elaborazione di progetti articolati di riconversione culturale ed economica dell&#8217;intera area. E&#8217; necessario perci\u00f2 costruire delle infrastrutture specifiche che permettano a docenti, ricercatori e studenti di poter svolgere i loro lavoro e di potersi formare praticamente grazie alla presenza di biblioteche e laboratori scientifici e multimediali, che garantiscano una didattica e una ricerca d&#8217;eccellenza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L&#8217;attenzione degli Enti territoriali e locali dovrebbe guardare alla valorizzazione dell&#8217;Universit\u00e0 e degli studenti, che andrebbero considerati come cittadini e quindi come risorsa per il presente e il futuro. Questi andrebbero sostenuti elaborando forme di <em>welfare<\/em> municipale che facilitino la mobilit\u00e0, varando politiche abitative che agevolino gli studenti fuorisede, promuovendo l&#8217;accesso alla cultura anche al di l\u00e0 dei luoghi classici della formazione, favorendo la partecipazione e la creativit\u00e0 giovanile, sperimentando forme di micro-reddito e un sistema di sostegno per il diritto allo studio. E infine, poich\u00e9 nella nostra citt\u00e0 si assiste al degrado delle aree urbane, causato dalla dall&#8217;assenza di luoghi di aggregazione, sarebbe importante investire nella capacit\u00e0 di socializzazione degli studenti: questi rendono vivo un territorio e costituiscono un presidio culturale e civile per una legalit\u00e0 democratica che emerge dal basso.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">* Coordinatore del sindacato studentesco Link Taranto<\/p>\n<div id=\"wp_fb_like_button\" style=\"margin: 0; float: none\"><iframe src=\"http:\/\/www.facebook.com\/plugins\/like.php?href=http:\/\/www.siderlandia.it\/1\/?p=5493&amp;layout=standard&amp;show_faces=true&amp;action=like&amp;colorscheme=light&amp;width=450&amp;height=30\" scrolling=\"no\" frameborder=\"0\" allowTransparency=\"true\" style=\"border:none; overflow:hidden; width: 450px; height: 30px;\"><\/iframe><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Remo Pezzuto* La contro-riforma Gelmini e i tagli imposti dal Ministro dell&#8217;Economia Tremonti alla spesa pubblica hanno messo in ginocchio in questi ultimi anni, dal 2008 ad oggi, tutto il sistema universitario pubblico nazionale. L&#8217;universit\u00e0 pubblica, a causa alle scelte politiche del Governo Berlusconi, conosce oggi il suo momento pi\u00f9 buio: i fondi erogati [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[30,88],"tags":[],"class_list":["post-5493","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-numero-5","category-dai-banchi"],"_links":{"self":[{"href":"http:\/\/www.siderlandia.it\/1\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/5493"}],"collection":[{"href":"http:\/\/www.siderlandia.it\/1\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"http:\/\/www.siderlandia.it\/1\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.siderlandia.it\/1\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.siderlandia.it\/1\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=5493"}],"version-history":[{"count":2,"href":"http:\/\/www.siderlandia.it\/1\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/5493\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":5502,"href":"http:\/\/www.siderlandia.it\/1\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/5493\/revisions\/5502"}],"wp:attachment":[{"href":"http:\/\/www.siderlandia.it\/1\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=5493"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"http:\/\/www.siderlandia.it\/1\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=5493"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"http:\/\/www.siderlandia.it\/1\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=5493"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}