{"id":5894,"date":"2012-05-14T00:05:22","date_gmt":"2012-05-13T22:05:22","guid":{"rendered":"http:\/\/www.siderlandia.it\/?p=5894"},"modified":"2012-10-10T13:18:02","modified_gmt":"2012-10-10T11:18:02","slug":"crisi-economica-a-che-punto-e-la-notte","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.siderlandia.it\/1\/?p=5894","title":{"rendered":"Crisi economica. A che punto \u00e8 la notte?"},"content":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-4650\" src=\"http:\/\/www.siderlandia.it\/wp-content\/uploads\/2012\/05\/altan-crisi-e-stabilita-284x300.jpg\" alt=\"\" width=\"284\" height=\"300\" srcset=\"http:\/\/www.siderlandia.it\/1\/wp-content\/uploads\/2012\/05\/altan-crisi-e-stabilita-284x300.jpg 284w, http:\/\/www.siderlandia.it\/1\/wp-content\/uploads\/2012\/05\/altan-crisi-e-stabilita.jpg 568w\" sizes=\"(max-width: 284px) 100vw, 284px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">a cura di <strong><em>Roberto Polidori<\/em><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Taranto non \u00e8 un\u2019isola \u201cinfelice\u201d ed inquinata all\u2019interno di un contesto socio-economico italiano ed europeo \u00a0perfetto e giusto. Dopo la \u201csbornia\u201d da elezioni amministrative e le correlate polemiche, gli amministratori comunali dovranno fare i conti con una realt\u00e0 necessariamente condizionata dalle decisioni dei governanti italiani ed europei. Diciamolo chiaramente: il governo Monti ci sta condannando ad almeno 15 anni di fame e stagnazione ipnotizzandoci con il mantra dei \u201cproblemi strutturali\u201d delle economie di mercato attuali. Non lo affermiamo solo noi (non siamo cos\u00ec qualificati) e non lo dicono solo i \u201csoliti\u201d economisti eterodossi italiani, alcuni dei quali \u2013 dati storici alla mano &#8211; evidenziavano i pericoli delle politiche di austerit\u00e0 fin dal 2008.<!--more--> Giorno dopo giorno un numero impressionante di economisti \u201cliberisti\u201d americani ed europei sta, con crescente preoccupazione, ammonendo su pericoli dell\u2019applicazione del\u00a0 Fiscal Compact per la stabilit\u00e0 e l\u2019esistenza stessa del progetto europeo. Sfogliando solo le prime pagine dei quotidiani pi\u00f9 importanti di Sabato e Domenica, \u00e8 possibile leggere articoli in tal senso di De Benedetti, La Malfa e addirittura del finanziere George Soros, gente certamente allineata \u00a0al modello economico classico eppure profondamente scossa dalla profondit\u00e0 e dalla radicalit\u00e0 con cui tagli al welfare e incrementi di imposte stiano velocemente impoverendo fette crescenti di popolazione europea. L\u2019affermazione elettorale di Hollande &#8211; alla cui analisi \u00e8 riferito il primo brevissimo articolo &#8211; \u00e8 un segnale importante di cambiamento ed opposizione a quelle politiche nella misura in cui quest\u2019ultimo decliner\u00e0 le sue istanze decidendo di \u201cspaccare\u201d il sistema (per dirla con De Magistris) piuttosto che allinearsi con qualche \u201caggiustatina\u201d alle istanze tedesche di politica economica. Ma la situazione statunitense \u2013 analizzata nel secondo articolo del Premio Nobel Krugman \u2013 non \u00e8 troppo migliore di quella europea.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Come sostenuto da Gideon Rachman sul Financial Times dell\u20198 Maggio scorso, qualsiasi accordo europeo essenzialmente monetaristico tra Hollande e Merkel smaschererebbe come vacua la retorica anti-austerit\u00e0 di Hollande. Quest\u2019ultimo verrebbe abbandonato dalla sinistra di Jean \u2013 Luc Melenchon, arrivata quarta al primo turno delle presidenziali. E, soprattutto, si alienerebbe la periferia dell\u2019Europa e l\u2019intera regione del Mediterraneo che vede nella Francia un leader\u00a0 ed un alleato per promuovere politiche sociali. A giudicare da come la regione appare dopo le primavere arabe e le crisi siriana, libica, tunisina ed egiziana, la Francia direbbe addio alla sua partnership euro-mediterranea. E\u2019 ormai chiaro che l\u2019Europa \u00e8 davanti ad un bivio: o sceglie un\u2019agenda federale keynesiana a favore della crescita e del welfare, o sacrifica la sua popolazione sull\u2019altare del salvataggio delle banche e dei trafficanti di titoli del debito pubblico. Se la prima opzione non \u00e8 sul tavolo, non lo \u00e8 nemmeno la seconda \u2013 basta guardare ai risultati delle elezioni e ai movimenti sociali in Grecia. Il popolo greco ha mostrato all\u2019Europa non solo la strada da imboccare in politica economica, ma anche come fermare l\u2019avanzata nel Continente del neo-fascismo. <\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Vassilis Fouskas<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Professore di Relazioni Internazionali presso l\u2019Universit\u00e0 di Richmond, Londra.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Semplici teorie economiche inutili*<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alcuni giorni fa ho letto un saggio sull\u2019 American Economic Review, una delle riviste scientifiche pi\u00f9 importanti al Mondo in campo economico, scritto da autorevoli economisti che alla fine argomentavano come l\u2019alto tasso di disoccupazione americana avesse profonde radici strutturali non facilmente sradicabili. La diagnosi degli autori era la seguente: l\u2019economia americana non \u00e8 abbastanza flessibile per adeguarsi ai rapidi cambiamenti tecnologici. Il saggio era particolarmente critico nei confronti dei programmi di assicurazione sociale contro la disoccupazione poich\u00e9, secondo gli autori, il sussidio colpisce i lavoratori nel senso da ridurne l\u2019incentivo a trovarsi un lavoro da soli, minando l\u2019efficienza del sistema. Ok, c\u2019\u00e8 qualcosa che non vi ho detto: il saggio \u00e8 stato pubblicato nel Giugno del 1939. Solo alcuni mesi dopo scoppi\u00f2 la seconda guerra mondiale e gli Stati Uniti \u2013 sebbene non ancora coinvolti nel conflitto \u2013 cominciarono una portentosa campagna di spesa pubblica militare che, alla fine della guerra, fu comparabile con le dimensioni economiche della depressione del decennio 1929-1939. Nei due anni successivi a quest\u2019articolo sull\u2019impossibilit\u00e0 di una celere ripresa dell\u2019occupazione americana, il tasso americano di occupazione nei settori non industriali aument\u00f2 del 20%, l\u2019equivalente alla creazione di 26 milioni di posti di lavoro oggi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In questo momento ci troviamo in un\u2019altra depressione economica, non cos\u00ec grave come l\u2019altra, ma abbastanza grave. E, nuovamente, personaggi che sembrano autorevoli ci continuano a dire che i nostri problemi \u00a0sono \u201cstrutturali\u201d, che non possono essere risolti brevemente, ma nel \u201clungo periodo\u201d e la gente deve fidarsi di questi personaggi, confidando che essi siano responsabili. Ma la verit\u00e0 \u00e8 che costoro si stanno comportando in modo profondamente irresponsabile.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Che significa affermare che noi abbiamo problemi \u201cstrutturali\u201d di disoccupazione? La vulgata comune include il riferimento al fatto che gli operai americani lavorino in settori \u201cmaturi e vecchi\u201d e che non abbiano le competenze adatte. Un recente gettonatissimo articolo di Ranghuram Rajan \u2013 Professore dell\u2019Universit\u00e0 di Chicago \u2013 afferma che il problema pi\u00f9 grosso \u00e8 come decongestionare dai lavoratori in eccesso il settore edile, quello finanziario e quello governativo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In realt\u00e0 l\u2019occupazione del settore pubblico \u00e8 piatta da decadi, ma non importa: ci\u00f2 che realmente conta \u00e8 che, al contrario di ci\u00f2 che questo articolo farebbe pensare, la perdita di posti di lavoro non \u00e8 stata maggiore nei settori maggiormente cresciuti all\u2019apice della crescita (e quindi ritenuti \u201ccolpevoli\u201d della bolla), ma si \u00e8 distribuita uniformemente in tutti i settori produttivi, cos\u00ec come \u00e8 gi\u00e0 successo negli anni trenta. \u00a0E ancora, se realmente ci fossero tanti lavoratori con competenze non appetibili o troppo concentrati in determinati settori, i lavoratori con le giuste competenze ed al \u201cposto giusto\u201d avrebbero dovuto far registrare grandi incrementi di salario. Ed invece ci\u00f2 \u00e8 successo per pochi \u201cvincitori\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tutto ci\u00f2 suggerisce che noi non stiamo soffrendo le pene di un qualche tipo di transizione strutturale che deve gradualmente fare il suo corso, ma piuttosto soffriamo di una mancanza di domanda generalizzata \u2013 il tipo di problema che potrebbe e dovrebbe essere velocemente curata con programmi pubblici atti ad incrementare la spesa generale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma allora perch\u00e9 questa spinta ossessiva nel dichiarare i nostri problemi \u201cstrutturali\u201d? E voglio proprio dire\u00a0 \u201cspinta ossessiva\u201d. Gli economisti hanno dibattuto su questo problema per diversi anni e gli \u201cstrutturalisti\u201d non sono stati capaci di rispondere a una sola delle nostre domande, non importa quanto importanti fossero le nostre evidenze scientifiche a loro presentate.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Io credo che proprio il riferimento ai \u201cproblemi strutturali\u201d sia la scusa che questi economisti utilizzano per non agire, per non fare niente che allievi la piaga della disoccupazione. Ovviamente gli \u201cstrutturalisti\u201d ci dicono che noi pretendiamo aggiustamenti veloci, mentre loro \u201cmirano ad aggiustamenti di lungo periodo\u201d\u00a0 \u2013 bench\u00e9 non sia per niente chiaro cosa le politiche di \u201clungo periodo\u201d siano, oltre al piccolo particolare che queste implicano pene incredibili oggi per lavoratori e poveri.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In ogni caso J.M. Keynes aveva la seguente considerazione di queste persone circa 80 anni fa :\u201dil lungo periodo \u00e8 una guida fuorviante per gli attuali problemi. <em>Nel lungo periodo<\/em> saremo tutti morti. Gli economisti investono se stessi di un compito troppo facile ed inutile se, nelle stagioni tempestose, ci dicono che, quando la tempesta sar\u00e0 passata, il mare torner\u00e0 piatto\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Vorrei aggiungere che inventare ragioni per non fare niente per ridurre l\u2019attuale tasso di disoccupazione non \u00e8 solo crudele e distruttivo, ma \u00e8 anche una cattiva politica di lungo periodo. Questo perch\u00e9 vi sono prove sempre pi\u00f9 evidenti che\u00a0 l\u2019effetto corrosivo della\u00a0 disoccupazione crescente attanaglier\u00e0 per molti anni la nostra societ\u00e0. Ogni volta che qualche politico auto-referenziale comincia a blaterare su quanto i deficit di bilancio peseranno sulle generazioni future, ricordate che il problema pi\u00f9 grosso che angoscia i giovani americani di oggi non \u00e8 il futuro deficit di bilancio \u2013 un debito che, tra le altre cose, i prematuri tagli di spesa sociale aggraveranno e non miglioreranno. Il problema pi\u00f9 grosso \u00e8 la mancanza di lavoro che sta impedendo ai giovani americani laureati di vivere la propria vita.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quindi tutte queste chiacchiere sui \u201cproblemi strutturali\u201d non vogliono affrontare i problemi reali, ma evitarli: \u00e8 la solita comoda inutile via d\u2019uscita dai problemi. E\u2019 ora di cambiare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Paul Krugman<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Premio Nobel Economia 2008<\/p>\n<p style=\"text-align: justify; font-size: 11px;\">*: Articolo di fondo pubblicato sul New York Times in data 10\/05\/2012. traduzione di Roberto Polidori<\/p>\n<div id=\"wp_fb_like_button\" style=\"margin: 0; float: none\"><iframe src=\"http:\/\/www.facebook.com\/plugins\/like.php?href=http:\/\/www.siderlandia.it\/1\/?p=5894&amp;layout=standard&amp;show_faces=true&amp;action=like&amp;colorscheme=light&amp;width=450&amp;height=30\" scrolling=\"no\" frameborder=\"0\" allowTransparency=\"true\" style=\"border:none; overflow:hidden; width: 450px; height: 30px;\"><\/iframe><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>a cura di Roberto Polidori Taranto non \u00e8 un\u2019isola \u201cinfelice\u201d ed inquinata all\u2019interno di un contesto socio-economico italiano ed europeo \u00a0perfetto e giusto. Dopo la \u201csbornia\u201d da elezioni amministrative e le correlate polemiche, gli amministratori comunali dovranno fare i conti con una realt\u00e0 necessariamente condizionata dalle decisioni dei governanti italiani ed europei. Diciamolo chiaramente: il [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[73],"tags":[],"class_list":["post-5894","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-numero-41"],"_links":{"self":[{"href":"http:\/\/www.siderlandia.it\/1\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/5894"}],"collection":[{"href":"http:\/\/www.siderlandia.it\/1\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"http:\/\/www.siderlandia.it\/1\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.siderlandia.it\/1\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.siderlandia.it\/1\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=5894"}],"version-history":[{"count":2,"href":"http:\/\/www.siderlandia.it\/1\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/5894\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":5914,"href":"http:\/\/www.siderlandia.it\/1\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/5894\/revisions\/5914"}],"wp:attachment":[{"href":"http:\/\/www.siderlandia.it\/1\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=5894"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"http:\/\/www.siderlandia.it\/1\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=5894"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"http:\/\/www.siderlandia.it\/1\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=5894"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}