{"id":5945,"date":"2012-04-23T00:00:28","date_gmt":"2012-04-22T22:00:28","guid":{"rendered":"http:\/\/www.siderlandia.it\/?p=5945"},"modified":"2012-10-12T23:39:40","modified_gmt":"2012-10-12T21:39:40","slug":"la-morte-ti-fa-rockstar","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.siderlandia.it\/1\/?p=5945","title":{"rendered":"La morte ti fa rockstar"},"content":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-4397\" src=\"http:\/\/www.siderlandia.it\/wp-content\/uploads\/2012\/04\/Arcade-Fire-Funeral-512747-300x271.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"271\" srcset=\"http:\/\/www.siderlandia.it\/1\/wp-content\/uploads\/2012\/04\/Arcade-Fire-Funeral-512747-300x271.jpg 300w, http:\/\/www.siderlandia.it\/1\/wp-content\/uploads\/2012\/04\/Arcade-Fire-Funeral-512747.jpg 500w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">di <strong><em>Cosimo Spada<\/em><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nella primavera del 1993 ero in gita di terza media dalle parti di Ravenna \u2013 il 1993 mi faceva schifo come anno, e quella gita con ragazzini arrapati e belli mi deprimeva, perch\u00e9 pure io ero arrapato, ma non ero bello e a nessuno importava.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ci\u00f2 che peggior\u00f2 la situazione fu una ragazza che chiese di mettere una cassetta da ascoltare nell&#8217;autobus. La cassetta conteneva tutti i \u201csuccessi\u201d di Marco Masini&#8230; Per mezz&#8217;ora fummo tutti risucchiati nel vortice della disperazione, manco fossimo un gruppo di aspiranti suicidi che volevano darsi la carica per un simpatico suicidio di massa.<!--more--> Nessuno faceva nulla, nessuno di noi aveva il coraggio di fermare quello scempio. A salvarci la vita fu il roccioso professor Fontana di educazione fisica, che dopo aver per un po&#8217; assecondato i dolori della giovane ragazza proruppe: \u201cM\u00f2 avast, e ce \u00e8 sta sufferenz?\u201d. Prontamente qualche ragazzo per salvare la situazione e ridarci allegria offr\u00ec una cassetta con il meglio della dance di quegli anni; e fu la dance&#8230; <em>What is looove Baby don&#8217;t hurt me\/don&#8217;t hurt me..no more&#8230;.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Io ne trassi un insegnamento quella volta: non volevo pi\u00f9 sentire una sola canzone depressa in vita mia. Dovevano solo passare un paio d&#8217;anni perch\u00e9 scoprissi il rock e quanto il dolore avesse parte in quel mondo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La morte ha sempre affascinato il rock, oppure ne \u00e8 stata una fonte di ispirazione. Basterebbe citare solo la musica dark e di un artista come Nick Cave, che su scene lugubri ci ha costruito una carriera, o Richard Hell dei Voidoids che negli anni &#8217;70 sfoggiava ai concerti una maglietta con la scritta \u201cPlease kill me\u201d: non basterebbe tutta la memoria del server a cui si appoggia Siderlandia per raccontare il rapporto tra morte e rock. Quindi direi di fare il lavoro sporco e parlare dell&#8217;album di questa settimana.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00c8 legato anch&#8217;esso alla morte, per via della morte \u2013 avvenuta poco prima di entrare in studio di registrazione \u2013 di alcuni parenti della band, fatto che ha influenzato la scrittura dell&#8217;album. Parlo di <strong>Funeral<\/strong>, album d&#8217;esordio del 2004 degli <strong>Arcade Fire. <\/strong>Anche se il nome fa presagire un suono funereo, la realt\u00e0 \u00e8 molto diversa: in contrapposizione ai testi, la musica \u00e8 piena di vita, energica. Sostenuta com&#8217;\u00e8 anche dall&#8217;uso di violini, pianoforte, violoncelli, fisarmonica e sicuramente altri strumenti che sto dimenticando. Gli Arcade Fire (che dal vivo arrivano ad essere anche in nove!) rientrano a pieno diritto nella categoria del rock sinfonico. Nato per fortuna o disgrazia coi Beatles dell&#8217;album <em>Sergent Pepper&#8230;<\/em> il rock sinfonico ebbe un certo successo negli anni &#8217;70, quando gener\u00f2 un orrore chiamato \u201cProgressive\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Rabbrividisco solo al pensiero di dischi con canzoni che duravano anche un ora.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dopo la fine dei &#8217;70 se ne sent\u00ec parlare davvero poco di rock sinfonico. Nel caso degli Arcade Fire per\u00f2 non si pu\u00f2 parlare di un rock sinfonico come quello del passato: le sonorit\u00e0 virano verso il rock dei primi anni &#8217;80, e gli strumenti classici diventano un forte supporto a quelle sonorit\u00e0, andando ad esaltare le chitarre ogni volta che queste decidono di essere pi\u00f9 aggressive. Succede in pezzi come <em>#Neighborhood 2 (Laika), <\/em>uno dei pezzi pi\u00f9 forti dell&#8217;album, o in <em>Wake Up. <\/em>Certo, questo casino di strumenti suona un po&#8217; barocco o roccoc\u00f2 (a voler citare una canzone dal loro terzo album <em>Suburbs \u2013<\/em> ma che bravo che sono che faccio anche le citazioni!!!), per\u00f2 non scade mai nel superfluo: ogni strumento suona necessario.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Come ho scritto prima, questo \u00e8 un album molto influenzato dalla vicenda della morte nel breve periodo di molti parenti dei componenti della band. E i testi, in contrapposizione alla musica cos\u00ec viva, raccontano il senso di smarrimento che questo vuoto ha generato e la necessit\u00e0 anche di imparare a convivere con quel dolore. Come nella conclusiva <em>In the Beackseat, <\/em>quando cantano : <em>\u201cAlice \u00e8 morta\/nella notte\/sto imparando a guidare\/da tutta la mia vita\/sto imparando.\u201d <\/em>Ma c&#8217;\u00e8 anche la consapevolezza dei rischi di soccombere al dolore, lo dicono in <em>Wake up<\/em>: <em>\u201c se i bambini non crescono\/ i nostri corpi crescono ma i nostri cuori si lacerano.\u201d <\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">C&#8217;\u00e8 anche spazio per il dolore della terra natia e per i suoi tanti problemi, che anche da lontano ti feriscono come Ugo Foscolo faceva in <em>A Zacinto, \u201cHiti mio paese\/madre ferita che non vedr\u00f2 mai\/la mia famiglia mi rende libera\/ Gettate le mie ceneri in mare.\u201d <\/em>Quasi come in una seduta psicoanalitica, dopo il dolore deve venire la cura, la presa di coscienza che quel dolore, malgrado tutto, non pu\u00f2 essere una scusa per arrestarsi; tutto questo lo cantano nella canzone pi\u00f9 bella dell&#8217;album, <em>Rebellion (Lies), <\/em>quando col primo verso dicono \u201c<em>Dormire \u00e8 arrendersi\u201d. <\/em>Non \u00e8 una negazione del dolore cantato nelle canzoni precedenti, ne \u00e8 anzi il necessario corollario.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Anche per questa settimana la rubrica Perle ai Porci finisce qui, ci vediamo la settimana prossima, se non ci suicidiamo prima&#8230;<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><iframe loading=\"lazy\" src=\"http:\/\/www.youtube.com\/embed\/S-8nQw-oV5o\" frameborder=\"0\" width=\"300\" height=\"225\"><\/iframe><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif;\"><span style=\"font-size: small;\">Mentre scrivevo questo articolo sentivo:<\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif;\"><span style=\"font-size: small;\">Fleet Foxes,<em> <\/em>album <em>Helplessness Blues, <\/em>2012<\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif;\"><span style=\"font-size: small;\">Africa Hitech, <em>Do U Wanna Fight,<\/em>, <em>93 Million Miles<\/em><\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif;\"><span style=\"font-size: small;\">Gill Scott Heron, <em>Lady Day and John Coltrane, <\/em>album <em>Pieces of Man, <\/em>1971<\/span><\/span><\/p>\n<div id=\"wp_fb_like_button\" style=\"margin: 0; float: none\"><iframe src=\"http:\/\/www.facebook.com\/plugins\/like.php?href=http:\/\/www.siderlandia.it\/1\/?p=5945&amp;layout=standard&amp;show_faces=true&amp;action=like&amp;colorscheme=light&amp;width=450&amp;height=30\" scrolling=\"no\" frameborder=\"0\" allowTransparency=\"true\" style=\"border:none; overflow:hidden; width: 450px; height: 30px;\"><\/iframe><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Cosimo Spada Nella primavera del 1993 ero in gita di terza media dalle parti di Ravenna \u2013 il 1993 mi faceva schifo come anno, e quella gita con ragazzini arrapati e belli mi deprimeva, perch\u00e9 pure io ero arrapato, ma non ero bello e a nessuno importava. 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