{"id":5958,"date":"2012-04-16T00:05:19","date_gmt":"2012-04-15T22:05:19","guid":{"rendered":"http:\/\/www.siderlandia.it\/?p=5958"},"modified":"2013-10-28T11:12:19","modified_gmt":"2013-10-28T09:12:19","slug":"alla-marcia-degli-otto-mila","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.siderlandia.it\/1\/?p=5958","title":{"rendered":"&#8230;alla &#8220;marcia degli otto mila&#8221;"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-4351\" src=\"http:\/\/www.siderlandia.it\/wp-content\/uploads\/2012\/04\/striscione-300x223.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"223\" srcset=\"http:\/\/www.siderlandia.it\/1\/wp-content\/uploads\/2012\/04\/striscione-300x223.jpg 300w, http:\/\/www.siderlandia.it\/1\/wp-content\/uploads\/2012\/04\/striscione.jpg 960w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">di <strong><em>Vincenzo Vestita<\/em><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Molto \u00e8 stato detto e scritto sulla giornata tarantina del 30 Marzo 2012. L&#8217;attenzione che i media nazionali hanno riservato al rapporto conflittuale tra ambiente, salute e lavoro \u2013 che la situazione del nostro territorio esemplifica in modo estremamente plastico \u2013 \u00e8 stata ben riassunta dal breve reportage di Alessandro Sortino andato in onda il 5 aprile su La7 nella trasmissione Piazza Pulita che, al netto di qualche piccola (e trascurabile) imprecisione, ha ben fotografato la giornata, inserendola nel quadro generale.<!--more--> Le immagini televisive sono state per me molto importanti, direi fondamentali, perch\u00e9 senza non avrei avuto una rappresentazione diretta di quello che \u00e8 successo fuori dalla Fabbrica quel venerd\u00ec. Io posso riportare, per esperienza diretta in un paradossale gioco dei ruoli a parti invertite, la mia giornata vissuta dentro il perimetro della pi\u00f9 grande acciaieria del continente. Se dovessi scegliere una coppia di parole per racchiudere questa strana esperienza userei &#8220;silenzio irreale&#8221;. Lavorare per oltre 10 anni in un posto che ha un suo&#8221;respiro&#8221;, il rumore degli impianti in marcia, il via vai delle auto e dei furgoni, dei mezzi pesanti, i passaggi a livello che si alzano e si abbassano in continuazione per permettere lo spostamento dei carri siluro incandescenti e fumanti o delle trenate di coils, e poi ritrovarsi in una strana giornata di inizio primavera in cui lo stabilimento sembra caduto in letargo, mantenendo la sua attivit\u00e0 il tanto che basta a non pregiudicare gli impianti stessi, ridefinisce i parametri di qualcosa che credevi di conoscere bene.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright size-medium wp-image-4364\" src=\"http:\/\/www.siderlandia.it\/wp-content\/uploads\/2012\/04\/20120402_063528-300x225.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"225\" srcset=\"http:\/\/www.siderlandia.it\/1\/wp-content\/uploads\/2012\/04\/20120402_063528-300x225.jpg 300w, http:\/\/www.siderlandia.it\/1\/wp-content\/uploads\/2012\/04\/20120402_063528-1024x768.jpg 1024w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/>La &#8220;marcia degli 8.000&#8221;, come \u00e8 stata battezzata da molti, ha rappresentato l&#8217;atto conclusivo di qualcosa che in realt\u00e0 ha iniziato a muoversi nella pancia del gigante d&#8217;acciaio, con intensit\u00e0 crescente, almeno 20 giorni \u00a0prima. La &#8220;missione fuori porta&#8221; dei &#8220;150 lavoratori&#8221; dell&#8217;ILVA striscione-muniti all&#8217;aeroporto di Bari per l&#8217;incontro tra Clini, Vendola, Stef\u00e0no e Florido \u00e8 stato in qualche modo il trailer del remake di un famosissimo kolossal prodotto dalla FIAT, regia di Cesare Romiti, degli anni &#8217;80 (e di cui ho parlato la settimana scorsa), con molte differenze e qualche analogia. Partiamo da queste ultime. L&#8217;organizzazione di una manifestazione di siffatta portata non pu\u00f2 essere improvvisata, in special modo quando si opera affinch\u00e9 dallo stabilimento esca la quasi totalit\u00e0 della forza lavoro. Le informazioni sulla marcia &#8220;<em>per difendere il nostro posto di lavoro barattato nelle aule dei tribunali<\/em>&#8221; viaggiavano attraverso una serie di volantini, affissi praticamente ovunque, anche nelle ordinatissime bacheche aziendali (normalmente chiuse e inaccessibili, la cui chiave \u00e8 a disposizione solo di alcuni capi all&#8217;interno dei vari reparti), oltre che attraverso le informazioni recepite direttamente &#8220;dall&#8217;alto&#8221;. Piuttosto strano per una manifestazione spontanea di lavoratori preoccupati&#8230; tanto strano che, quantomeno tra gli operai, nei giorni precedenti e fino alla stessa mattina del 30, non sapevano spiegarmi le ragioni di quella manifestazione, con parole e concetti che andassero oltre le frasi fatte preconfezionate. La risposta pi\u00f9 comune che mi veniva opposta \u00e8 stata &#8220;<em>per difendere il nostro posto di lavoro<\/em>&#8221; ma bastava che io controbattessi &#8220;<em>ma da chi?&#8221; <\/em>per mettere in difficolt\u00e0 la maggior parte dei miei colleghi. Per alcuni &#8220;<em>Bast ca ni paijn<\/em>&#8221; era il modo per troncare con eleganza francese la discussione. Gi\u00e0, l\u2019importante \u00e8 che ci paghino la giornata. E questa bella manifestazione non \u00e8 stata certo a buon mercato. Non riesco a quantificare con precisione quanto possa essere costata una cosa del genere; a naso, calcolando 80\/90 euro (tra paga netta e contributi) per ogni lavoratore che ha lasciato le sue mansioni per uscire dalla fabbrica a manifestare a difesa del suo posto di lavoro, moltiplicati per i circa 6.000 lavoratori diretti ILVA, fanno mezzo cuccuzzone di euro. La mancata produzione e delle attivit\u00e0 di manutenzione del primo turno di un venerd\u00ec potrebbe ammontare anche ad un altro mezzo cuccuzzone di euro (a tenersi molto ma molto bassi). Senza calcolare i pullman esterni, gli striscioni (pare &#8220;made in ILVA&#8221;), le trombette e i fischietti, perch\u00e9 non ho la certezza di chi li abbia materialmente affittati o acquistati; probabilmente &#8220;il tecnico del tubificio&#8221; (il fantomatico organizzatore della manifestazione, per i lavoratori dell&#8217;area a caldo) o &#8220;il tecnico dell&#8217;acciaieria&#8221; (il fantomatico organizzatore della manifestazione, per i lavoratori dell&#8217;area a freddo). Nessuna assemblea \u00e8 stata fatta, neanche tra gruppi ristretti di lavoratori, per discutere sulle ragioni, sulle finalit\u00e0 e sulle modalit\u00e0 di svolgimento della manifestazione, come ha fatto intelligentemente notare ed emergere il &#8220;rosso&#8221; Sortino nel suo servizio. Pur volendo credere, in mancanza di certezze assolute, che la manifestazione sia stata &#8220;lanciata&#8221; e organizzata da qualche solerte collega (con moltissimo tempo a disposizione) preoccupato dalla possibilit\u00e0 che le perizie commissionate dalla procura della Repubblica mettessero in qualche modo a rischio il suo salario, non si pu\u00f2 dire certo che sia stata una manifestazione &#8220;all&#8217;insaputa&#8221; (va piuttosto di moda in questo periodo) dell&#8217;azienda vista la quantit\u00e0 di &#8220;risorse&#8221; che quest&#8217; ultima vi ha investito. All&#8217;appello mancano 2.000 lavoratori, quelli dell&#8217;appalto. Anche loro hanno sfilato con giacche arancioni linde e stirate (cos\u00ec almeno mi \u00e8 parso di vedere dalle immagini televisive e dalle fotografie che sono circolate), con i marchi delle loro ditte stampate e bene in vista. Di solito nello stabilimento, in particolar modo i lavoratori delle ditte pi\u00f9 piccole, fai fatica a distinguerli dal resto dello scenario industriale per quanto sono sporche le loro tute. Non ho neanche la sicurezza che a questi lavoratori sia stata retribuita in qualche modo la giornata del 30 n\u00e9 tantomeno ho idea di come siano stati organizzati (o si siano organizzati) per partecipare alla marcia. Gli striscioni e i cartelli sono stati abbandonati frettolosamente, come nella marcia dei 40.000 del 1980 a Torino, questa volta non per un imprevisto lancio di qualche monetina ma per un tanto particolare quanto curioso concetto di ecosostenibilit\u00e0. Fin qui le analogie.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-4352 alignleft\" style=\"text-align: justify;\" src=\"http:\/\/www.siderlandia.it\/wp-content\/uploads\/2012\/04\/volantinobaratto-224x300.jpg\" alt=\"\" width=\"224\" height=\"300\" srcset=\"http:\/\/www.siderlandia.it\/1\/wp-content\/uploads\/2012\/04\/volantinobaratto-224x300.jpg 224w, http:\/\/www.siderlandia.it\/1\/wp-content\/uploads\/2012\/04\/volantinobaratto.jpg 500w\" sizes=\"(max-width: 224px) 100vw, 224px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le differenze tra la marcia del 1980 e quella del 2012 sono molte e soprattutto profonde. Innanzitutto le ragioni per le quali sono state organizzate. La Fiat aveva la necessit\u00e0 di &#8220;spezzare&#8221; il fronte comune (con ampi pezzi della societ\u00e0 civile) che si rafforzava giorno per giorno attorno agli operai attaccati ai cancelli della fabbrica (quelli s\u00ec che difendevano il loro posto di lavoro). La marcia organizzata dall&#8217;azienda dell&#8217;auto attraverso i suoi quadri fu l&#8217;elemento che, attraverso anche il supporto dei giornali, riusc\u00ec a cambiare lo scenario e a capovolgere le sorti dello scontro sociale in atto. Le forze sindacali e politiche (in particolar modo a livello centrale) non ebbero il coraggio di portare lo scontro alle estreme conseguenze e la forzatura di Romiti ebbe successo, determinando il repentino isolamento della classe operaia.\u00a0 La marcia dei lavoratori del siderurgico del mese scorso \u00e8 stata organizzata con l&#8217;intento di &#8220;pesare&#8221; in qualche modo sull&#8217;operato della magistratura che, dopo le rilevazioni del NOE di Lecce, ha aperto d&#8217;ufficio un procedimento a carico dei vertici dello stabilimento Ilva di Taranto, con capi d&#8217;accusa pesanti, tra i quali anche <em>omissione dolosa di cautele contro gli infortuni sul lavoro<\/em>. Prova di questo sono i volantini circolati in fabbrica, la data e il posto in cui far convergere i manifestanti (prima che il prefetto rendesse il Tribunale off-limits) e buona parte degli striscioni esposti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La seconda differenza, la pi\u00f9 determinante a mio modo di vedere, si pu\u00f2 riassumere in una sigla: FLM. Il movimento sindacale dei metalmeccanici, specie quando \u00e8 stato particolarmente unito (uno dei motti della FLM era &#8220;<em>uniti siam tutto, divisi siam canaglia<\/em>&#8220;), ha sempre rappresentato in Italia il fronte pi\u00f9 avanzato e combattivo, quello che pi\u00f9 di tutti gli altri ha contribuito alle conquiste di civilt\u00e0 e di democrazia nel lavoro \u00a0ma anche quello che ha subito le sconfitte pi\u00f9 cocenti e patito le conseguenze pi\u00f9 pesanti. L&#8217;attuale fase ci consegna invece un fronte sindacale estremamente frammentato e diviso da pi\u00f9 di un decennio. Il fronte unico \u00e8 solo un ricordo lontano, e proprio la sconfitta del 1980 ha rappresentato l&#8217;inizio della scomposizione della FLM e di un periodo di difficolt\u00e0 del sindacato inteso nel suo senso pi\u00f9 generale. Attualmente in ILVA su 11.500 lavoratori circa gli iscritti al sindacato sono poco meno di 6.000. Tra gli impiegati gli iscritti sono meno di 10, tra i capisquadra meno di 40. Questo dato \u00e8 perfettamente esplicativo del fatto che la &#8220;linea del comando&#8221; \u00e8 completamente appannaggio dell&#8217;azienda o, quanto meno, non \u00e8 minimamente in contatto con il sindacato. Inoltre per i sindacati ionici la &#8220;questione ambientale&#8221; non \u00e8 mai apparsa essere prioritaria, se si considera che in sede di concessione AIA sono sempre mancate proposte organiche delle organizzazioni dei lavoratori.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La riapertura della procedura di concessione dell&#8217;Autorizzazione Integrata Ambientale, e l&#8217;esito dell&#8217;incontro del 17 Aprile a Roma, rappresentano il passaggio determinante per rimettere al centro del dibattito il protagonismo vero dei lavoratori di Taranto. La mattina del 30 Marzo non tutti i lavoratori sono usciti a manifestare durante una bella giornata di sole, a prendersi un bel pezzo di focaccia o un panino per le vie del centro, con la sicurezza di essere comunque retribuiti. Una parte di questi lavoratori, sicuramente minoritaria ma non inconsistente, non \u00e8 uscita dallo stabilimento, perch\u00e9 non condivideva le ragioni e la metodologia di quella manifestazione attuata contro la possibilit\u00e0 di fare chiarezza sulle condizioni materiali in cui si lavora, chiarezza necessaria per riprogrammare lo stabilimento su basi nuove e moderne, difendendo cos\u00ec realmente il proprio posto di lavoro. Negli sguardi che si incrociavano quella mattina, avvolti dal silenzio degli impianti fermi o condotti al minimo regime, si potevano leggere coraggio, determinazione e consapevolezza. Bisogna unirle alla condivisione, allo studio di una materia che \u00e8 tanto tecnica quanto fondamentale, nella convinzione che chi lavora in fabbrica ha la possibilit\u00e0 di essere il discrimine tra l&#8217;aggravarsi di un problema e la sua soluzione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il padrone \u00e8 il padrone perch\u00e9 conosce 100 parole e gli operai solo 10. Bisogna studiare quindi per imparare 91 parole nuove&#8230; iniziamo: AIA, BAT&#8230;<\/p>\n<div id=\"wp_fb_like_button\" style=\"margin: 0; float: none\"><iframe src=\"http:\/\/www.facebook.com\/plugins\/like.php?href=http:\/\/www.siderlandia.it\/1\/?p=5958&amp;layout=standard&amp;show_faces=true&amp;action=like&amp;colorscheme=light&amp;width=450&amp;height=30\" scrolling=\"no\" frameborder=\"0\" allowTransparency=\"true\" style=\"border:none; overflow:hidden; width: 450px; height: 30px;\"><\/iframe><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Vincenzo Vestita Molto \u00e8 stato detto e scritto sulla giornata tarantina del 30 Marzo 2012. 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