{"id":6089,"date":"2012-03-19T00:06:05","date_gmt":"2012-03-18T22:06:05","guid":{"rendered":"http:\/\/www.siderlandia.it\/?p=6089"},"modified":"2013-10-28T11:11:59","modified_gmt":"2013-10-28T09:11:59","slug":"lavoro-e-ambiente-oltre-lambientalismo-borghese","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.siderlandia.it\/1\/?p=6089","title":{"rendered":"Lavoro e Ambiente. Oltre l&#8217;ambientalismo &#8220;borghese&#8221;"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-4124\" src=\"http:\/\/www.siderlandia.it\/wp-content\/uploads\/2012\/03\/vignetta-300x300.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"300\" srcset=\"http:\/\/www.siderlandia.it\/1\/wp-content\/uploads\/2012\/03\/vignetta-300x300.jpg 300w, http:\/\/www.siderlandia.it\/1\/wp-content\/uploads\/2012\/03\/vignetta-150x150.jpg 150w, http:\/\/www.siderlandia.it\/1\/wp-content\/uploads\/2012\/03\/vignetta.jpg 450w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">di <strong><em>Salvatore Romeo (&#8217;84)<\/em><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Mercoled\u00ec mattina un gruppo di dipendenti ILVA (circa 150) sale su tre pullman messi a disposizione dall&#8217;azienda. Direzione Aeroporto di Bari. Non stanno per imbarcarsi per un viaggio premio; portano con s\u00e9 striscioni patinati con tanto di logo della pi\u00f9 grande imprese siderurgica d&#8217;Italia. L&#8217;obbiettivo della breve escursione \u00e8 l&#8217;incontro fra il ministro dell&#8217;Ambiente, il Presidente della Regione e i rappresentanti di Provincia e Comune di Taranto: nella sala conferenze dell&#8217;Aeroporto si discute infatti della riapertura della procedura di concessione dell&#8217;AIA all&#8217;ILVA. Ma i 150 non ci stanno: temono che un eventuale inasprimento delle prescrizioni nei confronti dell&#8217;azienda potrebbe mettere a rischio la sopravvivenza stessa dello stabilimento jonico.<!--more--><br \/>\nFin qui i fatti. Ma ancora pi\u00f9 interessanti dei fatti sono forse le reazioni \u2013 che si scatenano soprattutto sui social network. Queste mettono in evidenza alcune profonde lacune dell&#8217;opinione pubblica locale, ormai sempre pi\u00f9 distante dalla realt\u00e0 della fabbrica.<br \/>\nAppena la notizia inizia a girare in rete i \u201cprotestanti\u201d vengono identificati dai pi\u00f9 come \u201coperai\u201d. Poco importa che nella foto pubblicata dal sito del Corriere del Giorno siano ben riconoscibili, quasi in primo piano, un paio di donne. Non per fare del facile sessismo&#8230; ma quante operaie ci sono in ILVA? E&#8217; presto detto: nessuna. Le signore ritratte sono addette della divisione sicurezza (il SIL), al quale appartengono anche altri dei 150, insieme a impiegati dell&#8217;ufficio del personale e capi di diversi reparti. Si viene cos\u00ec a scoprire che nella pi\u00f9 grande fabbrica d&#8217;Italia non ci sono solo il padrone con la frusta e gli operai alla catena&#8230; c&#8217;\u00e8 un&#8217;intera gerarchia che struttura su diversi livelli la linea del comando. Come in tutti gli altri contesti lavorativi&#8230; incredibile!<br \/>\nA segnalarlo, in questo caso, \u00e8 stata anche la\u00a0<a href=\"http:\/\/www.siderlandia.it\/?page_id=4079\">nota<\/a> prontamente redatta dalla cellula di fabbrica di Rifondazione Comunista, nella quale si denuncia il \u201ctrucchetto\u201d della dirigenza: mandare in avanscoperta i reparti \u201cd&#8217;elite\u201d (tecnici e capi) e nel frattempo preparare il terreno per un assalto della fanteria (gli operai).Diversi esponenti del movimento ambientalista tarantino hanno colto opportunamente l&#8217;assist offertogli dagli operai comunisti, ma non senza forzature. La rielaborazione del comunicato \u00e8 suonata pressappoco cos\u00ec: \u201cnon preoccupatevi, amici operai: noi abbiamo le soluzioni gi\u00e0 pronte per voi; chiudendo la fabbrica nessun posto di lavoro verr\u00e0 perso.\u201d E dire che quella stessa nota contiene una precisa presa di posizione, che \u00e8 bene citare testualmente: \u201cvediamo nella revisione dell\u2019AIA, attraverso il massimo impegno di tutte le parti coinvolte \u2013 specie quelle istituzionali \u2013 per raggiungere l\u2019 obiettivo della massima eco-sostenibilit\u00e0 previo l\u2019utilizzo di ogni mezzo tecnico possibile \u2013 arrivando a poter discutere anche nel merito dei piani industriali dell\u2019azienda \u2013 il segnale che a Taranto si possa superare una volta per tutte il conflitto tra ambiente e lavoro.\u201d Insomma, la parte relativa alla proposta \u00e8 stata rimossa e sostituita con quello che ultimamente, complice anche la campagna elettorale, \u00e8 diventato il mantra di quasi tutto l&#8217;ambientalismo nostrano (anche di chi, fino a non molto tempo fa, sosteneva tutt&#8217;altra posizione): \u201cchiudere chiudere chiudere\u201d.<br \/>\nChe cosa si ricava da questi atteggiamenti nei confronti della realt\u00e0 di fabbrica e delle componenti organizzate del movimento operaio?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">1)La narrazione sulla \u201cfabbrica-mostro\u201d ha prodotto sfaceli. Quasi nessuno, al di fuori del recinto del siderurgico, conosce le dinamiche interne all&#8217;ILVA \u2013 n\u00e9, il che \u00e8 peggio, appare interessato a conoscerle per volgerle magari a vantaggio della propria causa. La cosa non pu\u00f2 che dispiacere particolarmente a chi scrive, dal momento che in questi mesi Siderlandia ha provato a sfatare quel mito insensato avvalendosi della straordinaria collaborazione di Vincenzo Vestita, che ha raccontato \u201cdall&#8217;interno\u201d la vita dello stabilimento. Ma evidentemente non c&#8217;\u00e8 peggior sordo di chi non vuol sentire. E cos\u00ec la dirigenza continuer\u00e0 ad avere gioco facile nel condurre l&#8217;operazione spregiudicata di porre in antitesi ambiente e lavoro, cercando di mostrare all&#8217;esterno una presunta compattezza di tutti i suoi dipendenti attorno alla difesa dello status quo. E forse, in assenza di resistenze adeguate, riuscir\u00e0 persino a portare sul proprio terreno diversi operai.<br \/>\n2)Anche agli occhi di chi ostenta posizioni \u201cprogressiste\u201d gli operai restano pur sempre una massa indistinta di manovali. Non ci sono differenze fra di loro: tutti badano in primo luogo a portare a casa i propri mille euro al mese. E non importa come: un lavoro vale un altro; per cui sar\u00e0 facilissimo, un domani, resettare e riprogrammare questi undicimilacinquecento automi per svolgere tutt&#8217;altre mansioni (magari pescatori o allevatori) per i soliti mille euro al mese. D&#8217;altra parte questi robot non sono abilitati a esprimere pensieri complessi: cosa volete dunque che valgano le prese di posizione di quanti fra di loro espongono il proprio posteriore alle rappresaglie dell&#8217;azienda? Grazie, del favore&#8230; ma ora \u201cdescansateve ni\u0144os, che continuiamo noi\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ecco, questo atteggiamento nel suo insieme io lo definisco \u201cambientalismo borghese\u201d. Perch\u00e9 \u00e8 tipico della spocchia borghese negare la realt\u00e0 e la soggettivit\u00e0 delle classi subalterne e fare di esse un&#8217;unica indistinta poltiglia. Ed \u00e8 tremendamente borghese la netta separazione fra dirigenti e diretti, menti e braccia: le prime impegnate a elaborare piani e strategie, le seconde chiamate di volta in volta a metterle in pratica. Ma purtroppo per chi reitera questa mentalit\u00e0, la Storia dimostra che quando le elite che perseguivano progetti radicali (e persino rivoluzionari) non hanno saputo costruire un rapporto organico con le classi subalterne ne sono risultate catastrofi immani \u2013 rileggersi la vicenda della Rivoluzione Partenopea del 1796 (magari attraverso il bellissimo film di Antonietta De Lillo, \u201cIl resto di niente\u201d) potrebbe essere utile di questi tempi.<br \/>\nQuesto atteggiamento, infine, \u00e8 il pi\u00f9 utile ai fini dell&#8217;azienda. Quello che infatti davvero interessa ai vertici ILVA in questo momento \u00e8 che tutto rimanga com&#8217;\u00e8; che l&#8217;azienda cio\u00e8 non sia costretta a varare investimenti ulteriori rispetto a quelli gi\u00e0 preventivati. Insomma, ILVA teme di perdere quello che in questi anni \u00e8 stato forse il principale vantaggio competitivo rispetto ai concorrenti europei: la quasi totale mancata assunzione dei sovra-costi necessari a rendere compatibile con la vita il ciclo di produzione. E il modo migliore per centrare questo obbiettivo \u00e8 tenere ben separati i gruppi che fanno opposizione dentro e fuori la fabbrica. Cos\u00ec gli oppositori interni, purtroppo gi\u00e0 minoritari, verranno marginalizzati, mentre quelli esterni li si continuer\u00e0 ad additare come \u201cnemici dei lavoratori\u201d.<br \/>\nAlla luce di tutto questo \u201cun altro ambientalismo \u00e8 necessario\u201d. Mettendo da parte le parole d&#8217;ordine ideologiche, assumendo coerentemente l&#8217;interesse dei lavoratori e, soprattutto, allargando la propria visione. Risulta infatti inspiegabile la ragione per cui ci si ostina a non considerare casi relativamente simili al nostro in cui la questione ambientale \u00e8 stata per\u00f2 affrontata con ben maggiore determinazione e con esiti positivi per le comunit\u00e0 locali, per i lavoratori e per l&#8217;economia nazionale. A ben vedere, infatti, dal modo in cui verr\u00e0 trattato il \u201ccaso Taranto\u201d dipender\u00e0 in buona parte il \u201cmodello di sviluppo\u201d che il nostro paese maturer\u00e0 nel prossimo futuro \u2013 restando in ogni caso la siderurgia \u201csettore strategico\u201d per tutti i paesi che vogliano conservare una manifattura degna di questo nome. Sotto quest&#8217;ultimo aspetto non si pu\u00f2 che condividere l&#8217;<a href=\"http:\/\/stellaciao.altervista.org\/257600227\/\">appello di Gigi Pulpito<\/a>: \u201csi abbia dunque il coraggio di dire chiaramente con quali conseguenze occorrer\u00e0 confrontarsi nel lungo periodo, si trattino i cittadini di Taranto come persone dotate di intelletto e non come selvaggi con l\u2019anello al naso, poi, solo poi, si potr\u00e0 ragionare con loro.\u201d<\/p>\n<div id=\"wp_fb_like_button\" style=\"margin: 0; float: none\"><iframe src=\"http:\/\/www.facebook.com\/plugins\/like.php?href=http:\/\/www.siderlandia.it\/1\/?p=6089&amp;layout=standard&amp;show_faces=true&amp;action=like&amp;colorscheme=light&amp;width=450&amp;height=30\" scrolling=\"no\" frameborder=\"0\" allowTransparency=\"true\" style=\"border:none; overflow:hidden; width: 450px; height: 30px;\"><\/iframe><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Salvatore Romeo (&#8217;84) Mercoled\u00ec mattina un gruppo di dipendenti ILVA (circa 150) sale su tre pullman messi a disposizione dall&#8217;azienda. 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