{"id":6138,"date":"2012-03-05T00:02:23","date_gmt":"2012-03-04T22:02:23","guid":{"rendered":"http:\/\/www.siderlandia.it\/?p=6138"},"modified":"2013-10-28T11:19:55","modified_gmt":"2013-10-28T09:19:55","slug":"no-tav-prove-tattiche-di-criminalizzazione","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.siderlandia.it\/1\/?p=6138","title":{"rendered":"No Tav: prove tattiche di criminalizzazione"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"http:\/\/www.siderlandia.it\/?attachment_id=3924\" rel=\"attachment wp-att-3924\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-3924\" src=\"http:\/\/www.siderlandia.it\/wp-content\/uploads\/2012\/03\/manifestazione-roma-300x286.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"286\" srcset=\"http:\/\/www.siderlandia.it\/1\/wp-content\/uploads\/2012\/03\/manifestazione-roma-300x286.jpg 300w, http:\/\/www.siderlandia.it\/1\/wp-content\/uploads\/2012\/03\/manifestazione-roma.jpg 473w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">di <strong><em>Massimiliano Martucci<\/em><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La lotta del movimento No Tav offre diversi spunti di riflessione sulle tattiche di criminalizzazione di una istanza politica rispetto ad un\u2019altra.<br \/>\nIn ordine cronologico sono stati effettuati diversi tentativi volti a screditare, quindi a criminalizzare, un movimento che, per le sue caratteristiche, \u00e8 uno dei pi\u00f9 importanti degli ultimi anni. Anche e soprattutto perch\u00e9 ha le caratteristiche per diventare molto pi\u00f9 diffuso di quanto non sia l\u2019area interessata dall\u2019intervento.<!--more--><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Se il movimento fa paura lo si deve far tacere, ma non lo si pu\u00f2 fare con la forza fisica perch\u00e9 non farebbe altro che richiamare l\u2019attenzione dei cittadini che finora se ne sono stati buonini nelle loro case &#8211; e soprattutto non sarebbe altro che la metafora perfetta di quanto sta facendo lo Stato ai quei territori.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Niente violenza anche perch\u00e9 non \u00e8 possibile nasconderla, pilotando l\u2019informazione. Tablet, smartphone, citizen journalism e tutte le diavolerie moderne fanno in modo che su un fatto ci siano sempre i riflettori accesi e che la versione ufficiale deve fare i conti con i milioni di cittadini connessi in rete, come ha dimostrato l\u2019episodio tragico della Costa Concordia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma il movimento dei No Tav ha bisogno di essere contenuto, ridotto al silenzio, o al massimo, se non si riesce, bisogna estremizzarlo. Un movimento quanto pi\u00f9 \u00e8 pericoloso per il sistema tanto le strategie messe in campo per delegittimarlo, quindi per estremizzarlo, sono imponenti. L\u2019estremizzazione \u00e8 una strategia mediatica e comunicativa attraverso la quale si concentra l\u2019attenzione dei media, e quindi della maggioranza dei cittadini, su una piccola parte, magari vivacizzandola un po\u2019. La manifestazioni diventano scontri, i cittadini diventano \u201cquelli dei centri sociali\u201d. Per capire quanto questo accade, basta chiedersi da che prospettiva arrivano le immagini dei tg. Se guardano il corteo da dietro lo schieramento dei celerini, allora \u00e8 in atto la strategia di depistaggio, di estremizzazione, di criminalizzazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La strategia contro il movimento No Tav segna almeno tre passaggi chiaramente riconoscibili. Il primo \u00e8 la <span style=\"color: #0000ff;\"><span style=\"text-decoration: underline;\"><a href=\"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/?p=6991\">questione di Bobbio<\/a><\/span><\/span>: durante la manifestazione del 28 gennaio a Torino, alcuni manifestanti imbrattano un manifesto di Norberto Bobbio e scrivono accanto \u201cServo!\u201d. Immediatamente la notizia viene ripresa da alcune testate online e la twittersfera italiana inizia il tamtam con l\u2019hashtag #bobbio, in cui si accusava i No Tav di essere \u201c<span style=\"color: #0000ff;\"><span style=\"text-decoration: underline;\"><a href=\"http:\/\/storify.com\/uomoinpolvere\/paint-it-black-uno-storify-nero-di-lutto-sul-caso#4f26532cf49ee1093769344e\">talmente di sinistra da essere fascisti<\/a><\/span><\/span>\u201d. Attaccare Bobbio, significava mettersi nelle condizioni di indispettire la parte intellettuale del movimento, o meglio, i possibili fiancheggiatori. Coloro che culturalmente preparati avrebbero potuto fare da sponda alle rivendicazioni della Val Susa. La questione #bobbio \u00e8 per\u00f2 una bufala, smascherata il giorno dopo da un abile blogger che spiega attraverso un\u2019immagine e un <span style=\"color: #0000ff;\"><span style=\"text-decoration: underline;\"><a href=\"http:\/\/uomoinpolvere.tumblr.com\/post\/16708531518\/forgottenbones-arums-notav-bobbio-vi\">post su tumblr<\/a><\/span><\/span>, la verit\u00e0. L\u2019obiettivo non era Bobbio ma un <span style=\"color: #0000ff;\"><span style=\"text-decoration: underline;\"><a href=\"http:\/\/www.carmillaonline.com\/archives\/2011\/11\/004105.html\">giornalista<\/a><\/span><\/span> de La Stampa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019attacco mediatico al movimento aveva come obiettivo la delegittimazione culturale: i fianchi molli degli intellettuali sedotti dalla possibilit\u00e0 di difendere un padre sacro della cultura italiana.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il secondo attacco \u00e8 arrivato pochi giorni fa, e aveva come hashtag #pecorella. La storia \u00e8 quella di un manifestante che <span style=\"color: #0000ff;\"><span style=\"text-decoration: underline;\"><a href=\"http:\/\/www.corriere.it\/cronache\/12_febbraio_29\/ehi-pecorella-vuoi-sparare-giangiacomo-schiavi_2028862a-62ad-11e1-8fe6-00ac974a54fa.shtml\">stuzzica un carabiniere<\/a><\/span><\/span> reso irriconoscibile dalla tenuta antisommossa, affibbiandogli l\u2019epiteto di \u201cpecorella\u201d. Un video che ha fatto il giro della rete e che immediatamente ha scatenato la prevedibile citazione unisona di Pasolini e Valle Giulia. Il movimento No Tav quindi paragonato agli studenti del \u201968 e il carabiniere al figlio degli operai. L\u2019attacco questa volta era in direzione della percezione del movimento visto come esperienza legittima dei cittadini, il risultato \u00e8 stato discreditarlo dal punto di vista del rispetto della legge e dell\u2019onest\u00e0. Manifestare \u00e8 giusto, per carit\u00e0, ma si lo fa con educazione. Il tocco finale \u00e8 stato l\u2019encomio solenne al carabiniere, che non ha reagito, un premio per non aver utilizzato il manganello contro le parole del manifestante: \u201c<em>Non \u00e8 un graduato n\u00e8, tantomeno, un veterano dell&#8217;ordine pubblico: ma il ragazzo che ieri dietro la divisa antisommossa dei Carabinieri ha sfidato, guardandolo dritto negli occhi, il manifestante che dalle barricate dei No Tav gli urlava contro ogni tipo d&#8217;insulto, ha forse ottenuto, senza alzare un dito, molto pi\u00f9 di centinaia di lacrimogeni sparati nella Val di Susa in questi mesi per fermare le proteste dei contestatori pi\u00f9 violenti<\/em>\u201d (tratto da <span style=\"color: #0000ff;\"><span style=\"text-decoration: underline;\"><a href=\"http:\/\/www.unionesarda.it\/Articoli\/Articolo\/255762\">qui<\/a><\/span><\/span>). L\u2019encomio invece rappresenta l\u2019ammissione da parte dello Stato che la violenza \u00e8 una delle possibili opzioni e il non avervi fatto ricorso, in un momento in cui poteva essere giustificata (!), merita un premio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dopo la parte culturale, quindi, anche il risvolto sociale: quel carabiniere appartiene al popolo pi\u00f9 di quel manifestante e la solidariet\u00e0 andr\u00e0 a colui che non ha utilizzato la forza, sebbene fosse stato autorizzato. Il carnefice si trasforma in vittima e il suo punto di vista diviene il punto di vista nazionale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il terzo, geniale, attacco al movimento arriva direttamente dalla bocca del premier Mario Monti che in una <span style=\"color: #0000ff;\"><span style=\"text-decoration: underline;\"><a href=\"http:\/\/www.youtube.com\/watch?feature=player_embedded&amp;v=l6-8qMP4JLk\">conferenza stampa<\/a><\/span><\/span> in cui dichiarava che le ruspe non si fermeranno, si sofferma a parlare di chi non \u00e8 d\u2019accordo, con la solita calma micidiale. Attraverso le gallerie della Torino \u2013 Lione passa la possibilit\u00e0 dell\u2019Italia di uscire dalla crisi, perch\u00e9 saranno l\u2019infrastruttura attraverso la quale il nostro Paese sar\u00e0 ancora pi\u00f9 legato all\u2019Europa. Stare fuori dall\u2019Europa significa andare alla deriva (cfr. incidenti navi Costa). Il risultato \u00e8 che se in Italia continuer\u00e0 ad esserci la disoccupazione \u00e8 colpa del movimento No Tav che blocca le gallerie attraverso le quali passeranno le soluzioni alla crisi. Sar\u00e0 colpa dei No Tav se in Italia ci saranno tensioni sociali. Una mossa geniale per coinvolgere il ventre molle del Paese che non sa quali sono le motivazioni del s\u00ec o del no alla Tav, ma assocer\u00e0 il movimento alla causa della propria condizione.<\/p>\n<p>Paura, eh?<\/p>\n<div id=\"wp_fb_like_button\" style=\"margin: 0; float: none\"><iframe src=\"http:\/\/www.facebook.com\/plugins\/like.php?href=http:\/\/www.siderlandia.it\/1\/?p=6138&amp;layout=standard&amp;show_faces=true&amp;action=like&amp;colorscheme=light&amp;width=450&amp;height=30\" scrolling=\"no\" frameborder=\"0\" allowTransparency=\"true\" style=\"border:none; overflow:hidden; width: 450px; height: 30px;\"><\/iframe><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Massimiliano Martucci La lotta del movimento No Tav offre diversi spunti di riflessione sulle tattiche di criminalizzazione di una istanza politica rispetto ad un\u2019altra. 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