{"id":6182,"date":"2012-02-27T00:02:20","date_gmt":"2012-02-26T22:02:20","guid":{"rendered":"http:\/\/www.siderlandia.it\/?p=6182"},"modified":"2012-10-10T16:04:35","modified_gmt":"2012-10-10T14:04:35","slug":"taranto-capitale-di-un-mondo-in-crisi","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.siderlandia.it\/1\/?p=6182","title":{"rendered":"Taranto capitale di un mondo in crisi"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-3837\" src=\"http:\/\/www.siderlandia.it\/wp-content\/uploads\/2012\/02\/423947_282441451823572_281674821900235_702763_2032664201_n-210x300.jpg\" alt=\"\" width=\"210\" height=\"300\" srcset=\"http:\/\/www.siderlandia.it\/1\/wp-content\/uploads\/2012\/02\/423947_282441451823572_281674821900235_702763_2032664201_n-210x300.jpg 210w, http:\/\/www.siderlandia.it\/1\/wp-content\/uploads\/2012\/02\/423947_282441451823572_281674821900235_702763_2032664201_n.jpg 420w\" sizes=\"(max-width: 210px) 100vw, 210px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">di <strong><em>Roberto Polidori <\/em><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201cIo sono con il popolo greco\u201d: molti frequentatori di Facebook (me incluso), hanno utilizzato come immagine questo slogan sovrimpresso sul disegno del Partenone e sulla bandiera greca. E\u2019 una forma di solidariet\u00e0 nei confronti di chi (il popolo greco, appunto) risulta essere il capro espiatorio di un insieme di politiche economiche e finanziarie comunitarie non certo fallite per l\u2019eccesso di \u201cdebito pubblico\u201d (cio\u00e8 per l\u2019eccesso di intervento statale) quanto per l\u2019eccesso di indebitamento privato che, nell\u2019arco di 30 anni, ha sostituito il potere d\u2019acquisto delle classi medie fatto di salari decrescenti.<!--more--><br \/>\nTaranto non \u00e8 un\u2019isola \u201cinfelice\u201d estranea al contesto economico e sociale europeo. Taranto \u00e8 in Italia; l\u2019Italia \u00e8 in Europa, continente simbolo della \u201cold economy\u201d, il cui tessuto socio-economico \u00e8 in progressivo veloce degrado.<br \/>\nQuesta nostra citt\u00e0 \u00e8 il coacervo amplificato di tutte (ma proprio tutte) le contraddizioni di questo modello socio-economico: disoccupazione crescente; sistema imprenditoriale locale non autosufficiente \u2013 per non dire \u201cinesistente\u201d al netto di rare eccezioni \u2013; relazioni industriali che chiedono maggiore flessibilit\u00e0 in cambio di riduzioni di salario e minori garanzie sul posto di lavoro; maggiore \u201csemplificazione\u201d di norme a tutela della salute dei lavoratori; progressiva sostituzione del welfare statale con un welfare privato \u2013 quindi: \u201c se hai soldi e se guadagni bene ti curi e ti crei la tua pensione privata, altrimenti ti arrangi\u201d \u2013; trasferimento della gestione di monopoli ed oligopoli naturali dal pubblico (da noi) al privato (a pochi privilegiati) con soldi pubblici.<br \/>\nQuesto \u00e8 ci\u00f2 che sta succedendo \u2013 in ordine di ingresso nel tunnel dell\u2019austerit\u00e0 imposta dalla Troika \u2013 nella Grecia di Papademos, in Portogallo, nella Spagna di Rajoy e nell\u2019Italia di Monti: un appiattimento verso il basso nelle condizioni di vita di larghi strati di popolazione europea con progressivo annientamento della \u201cclasse media\u201d e riduzione a condizioni di necessit\u00e0 che costituiscono l\u2019anticamera della moderna schiavit\u00f9.<br \/>\nTaranto sembra essere il prototipo in pejus di questo fosco quadro \u2013 talmente attuale che solo qualche inguaribile personaggio politico nostrano con le fette di salame agli occhi pu\u00f2 considerarlo \u201cpessimista\u201d\u2013: il \u201cdato peggiorativo\u201d (e quindi il pi\u00f9 sfruttato nella bagarre elettorale ormai abbondantemente cominciata) \u00e8 costituito dall\u2019inquinamento della grande industria. Basta scorrere velocemente le colonne di qualsiasi giornale locale per intercettare commenti e programmi incentrati su sviluppo e recupero ambientale.<br \/>\nIn questo delicato frangente non \u00e8 importante capire soltanto se e quanto differenti cartelli ascrivibili ad associazioni ambientaliste siano pi\u00f9 o meno in grado di ideare ed attuare piani di sviluppo alternativi alla grande industria inquinante, quanto, piuttosto, verificare se i loro rappresentanti e\/o portavoce abbiano ben presente quale sia il frangente storico nel quale la loro personale battaglia \u00e8 combattuta. L\u2019importanza strategica dell\u2019istanza ambientalista in una citt\u00e0 come Taranto risiede, a mio modesto modo di vedere, nell\u2019assurdo meccanismo psicologico ed economico del modo di produzione capitalista secondo il quale per avere un lavoro decentemente pagato devi rinunciare a qualcosa di diverso dal tuo tempo e da una giusta fatica. La grande industria, in presenza di un mercato che \u201ctira\u201d, avr\u00e0 sempre una enorme convenienza economica a produrre a Taranto finch\u00e9 le leggi attuali le consentiranno di farlo \u2013 l\u2019attuale AIA ne \u00e8 un esempio lampante \u2013; tutto ci\u00f2 per due motivi essenziali: 1) i costi sociali dei danni all\u2019ambiente (esternalit\u00e0 negative) sono pagati dalla collettivit\u00e0 e non addebitati a chi li provoca; 2) gli impianti industriali di Taranto (non solo l\u2019ILVA) rappresentano l\u2019applicazione pratica di un modello di produzione in grado di realizzare enormi economie di scala con costi decrescenti del personale per incrementi di produzione. Insomma, proprio le clamorose dimensioni produttive rendono l\u2019industria tarantina cos\u00ec conveniente per il padrone, quando la domanda tira. Si badi bene: proprio ora in Europa ed in Italia il modello economico del \u201cpiccolo \u00e8 bello\u201d viene ferocemente messo in discussione dal Governo Monti come profondamente antieconomico e viene additato come causa prima della mancanza di competitivit\u00e0 della nazione. Taranto, dunque, rappresenta il prototipo di sviluppo economico dell\u2019Italia governata dai tecnocrati; gli stessi tecnocrati che, per alleggerire da incombenze burocratiche il padrone delle ferriere, ha semplicemente sospeso l\u2019applicazione del SISTRI (norme attinenti il sistema di tracciamento dei rifiuti industriali) fino al 30\/06\/2012. Una qualsiasi amministrazione comunale \u2013 anche fortemente caratterizzata dall\u2019istanza ambientale \u2013 che volesse battere i pugni a Roma dovr\u00e0 tener conto di tutto ci\u00f2 e della precaria condizione economica che i comuni (e soprattutto quello di Taranto) si troveranno a fronteggiare (vedi <a href=\"http:\/\/www.lavoce.info\/articoli\/-conti_pubblici\/pagina1002761.html\">qui<\/a> e <a href=\"http:\/\/www.lavoce.info\/articoli\/-conti_pubblici\/pagina1002708.html\">qui<\/a>).<br \/>\nChe importanza pu\u00f2 avere in questo contesto un movimento ambientalista dal mio personalissimo punto di vista?<br \/>\nIl trionfo del pensiero unico capital-finanziario \u00e8 l\u2019effetto di trent\u2019anni di socialdemocrazia o, meglio, di trent\u2019anni di fallimenti progressivi del progetto socialdemocratico finalizzato al conseguimento di un capitalismo \u201cbuono\u201d (profitti crescenti garantiti per chi aveva i capitali in cambio di un forte Welfare State per gli operai); in realt\u00e0 la classe operaia e la classe media hanno concesso sempre pi\u00f9 ai padroni (se penso a Marchionne e a Riva non saprei come altro chiamarli) in termini di \u201caltro da tempo e giusta fatica\u201d. Ritengo fermamente che l\u2019asservimento fisico e mentale della forza lavoro al datore di lavoro sia l\u2019atto finale di un lungo processo scientemente perseguito di destrutturazione della coscienza di classe e di divisione del lavoratore europeo. La divisione delle coscienze \u00e8 stata ottenuta in due modi diversi: sullo stesso posto di lavoro e tra diversi posti di lavoro (attraverso la globalizzazione). In Fiat, ad esempio, il tempo dedicato al lavoro e la fatica sono sempre maggiori, il salario sempre pi\u00f9 basso. ILVA, che lavora attualmente su un solo turno, \u00e8 ancora un\u2019isola felice in Italia rispetto ad altre realt\u00e0 alla luce della sua alta produttivit\u00e0; \u00e8, per\u00f2, un\u2019isola infelice rispetto al problema salute. In questo contesto l\u2019asservimento del singolo operaio ed il suo sacrificio coincide con il maggior pericolo (sicuramente percepito) di morire di cancro; l\u2019iscrizione ad un sindacato diventa necessaria per il conseguimento di servizi utili a risolvere i quotidiani problemi del singolo operaio, pi\u00f9 che la scelta cosciente di un operaio che condivide insieme con i compagni i principi di fondo della sigla sindacale alla quale aderisce. Questa balcanizzazione delle relazioni tra simili sul posto di lavoro \u00e8, paradossalmente, il pi\u00f9 grosso guaio del mondo ambientalista tarantino; a Taranto, infatti, l\u2019ILVA \u2013 date le sue dimensioni \u2013 non potrebbe decidere di \u201cchiudere e spostarsi\u201d in altro loco n\u00e9 di licenziare (a meno di una caduta dell\u2019attivit\u00e0 produttiva): i ricatti tipici della grande industria sui lavoratori non sarebbero facilmente attuabili se la coscienza di classe operaia fosse paragonabile a quella di tempi passati.<br \/>\nIn questo contesto globale le istanze ambientaliste possono essere un formidabile catalizzatore di una necessaria riappropriazione di beni comuni in generale da parte della collettivit\u00e0: sanit\u00e0, mobilit\u00e0, istruzione, assistenza agli anziani; la progressiva riduzione di diritti e salari potrebbe aiutare a risvegliare le istanze del modo del lavoro cementandole con quelle ambientaliste; gli scioperi compatti in Grecia, Portogallo e Spagna \u2013 l\u2019Italia \u00e8 avviata su questa china \u2013 dimostrano che quando il \u201ctrade off\u201d, cio\u00e8 lo scambio, tra diritti (anche salute) e salario diventa realmente inaccettabile la gente reagisce in modo compatto.<br \/>\nAlla luce delle considerazioni sopra esposte, ritengo particolarmente appropriata alla situazione la mia attuale immagine Facebook: \u201cNon pensate, non informatevi, non dialogate tra voi. Rimanete separati e fatevi la guerra. Ma anche no!\u201d. Questo slogan assume ai miei occhi un significato particolare se utilizzato pensando ai rapporti tra classe operaia ed ambientalisti.<\/p>\n<div id=\"wp_fb_like_button\" style=\"margin: 0; float: none\"><iframe src=\"http:\/\/www.facebook.com\/plugins\/like.php?href=http:\/\/www.siderlandia.it\/1\/?p=6182&amp;layout=standard&amp;show_faces=true&amp;action=like&amp;colorscheme=light&amp;width=450&amp;height=30\" scrolling=\"no\" frameborder=\"0\" allowTransparency=\"true\" style=\"border:none; overflow:hidden; width: 450px; height: 30px;\"><\/iframe><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Roberto Polidori \u201cIo sono con il popolo greco\u201d: molti frequentatori di Facebook (me incluso), hanno utilizzato come immagine questo slogan sovrimpresso sul disegno del Partenone e sulla bandiera greca. 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