{"id":6208,"date":"2012-02-20T00:04:26","date_gmt":"2012-02-19T22:04:26","guid":{"rendered":"http:\/\/www.siderlandia.it\/?p=6208"},"modified":"2012-10-10T16:20:12","modified_gmt":"2012-10-10T14:20:12","slug":"una-rivoluzione-silenziosa","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.siderlandia.it\/1\/?p=6208","title":{"rendered":"Una rivoluzione silenziosa"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-3750\" src=\"http:\/\/www.siderlandia.it\/wp-content\/uploads\/2012\/02\/kush_450-300x239.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"239\" srcset=\"http:\/\/www.siderlandia.it\/1\/wp-content\/uploads\/2012\/02\/kush_450-300x239.jpg 300w, http:\/\/www.siderlandia.it\/1\/wp-content\/uploads\/2012\/02\/kush_450.jpg 450w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">di <strong><em>Simona Intern\u00f2<\/em><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u2026 Da dove comincio??? \u00c8 la domanda che mi faccio praticamente ogni giorno da sempre ed \u00e8 quella che mi porta via pi\u00f9 tempo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non serve essere \u2018giovani\u2019 per comprendere quello che pu\u00f2 provare un ragazzo a Taranto ogni volta che al mattino si chiede quale sia il suo compito, il suo ruolo, il suo destino\u2026 la sua \u2018vocazione\u2019 al di l\u00e0 dei pregiudizi che gli stanno affibbiando insegnanti, parenti, amici, \u2026 politici .<!--more--><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ho 34 anni, la formazione pedagogica forse mi ha messo strane idee in testa e non posso liberarmi della domanda : \u201cDa dove comincio, per essere una donna che costruisca il suo futuro, senza dover cercare la risposta in un\u2019altra citt\u00e0 o in un lavoro che dia certezza economica al prezzo di una coscienza malata e sofferente?\u00a0 \u00a0La scuola, le istituzioni, la comunit\u00e0, sono pronte a cogliere la sfida di ricominciare un nuovo modello di sviluppo sostenibile per questa citt\u00e0? C\u2019\u00e8 qualcuno che sproni i ragazzi a \u2018sognare\u2019 di costruire il proprio futuro qui prima di distruggere ogni forma di creativit\u00e0 e innovazione con un atroce realismo scettico? \u201c Sono le domande che seguono.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I grandi pensatori del nostro tempo (forse quelli che io ho scelto in linea col mio sentire) ci hanno detto che al principio di ogni gesto, di ogni \u2018progetto\u2019 che porti in s\u00e9 un valore, bisognerebbe fare una valutazione delle <em>priorit\u00e0<\/em>, dei bisogni a cui si vuole rispondere. Ci\u00f2 non significa che, una volta disegnata la scala delle priorit\u00e0, riusciremo a rispettarla. Spesso le contingenze ci porteranno a fare prima la cosa pi\u00f9 sbrigativa con la promessa di dedicare tutto il resto del tempo alla cosa di prioritaria importanza. Spesso invece, per raggiungere il risultato in tempi brevi, ci sentiremo costretti a sovvertire l\u2019ordine delle nostre stesse priorit\u00e0, per intervenire sull\u2019emergenza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ed \u00e8 proprio nell\u2019emergenza che ti assale il dubbio:\u00a0 \u201cho davvero tutto quello che mi serve? Se no, a chi posso chiederlo? Quanto mi coster\u00e0 ?\u201d<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La scuola non ha passato alla mia generazione gli strumenti per \u2018progettare\u2019 i percorsi che ci aiuteranno realmente a realizzare i nostri sogni. \u00a0Anche dopo la laurea e diversi percorsi formativi, tra master e specializzazioni, posso affermare che nessuno mi ha parlato degli strumenti per la \u2018progettazione\u2019: \u00a0ci\u00f2 che so in proposito l\u2019ho imparato, sin da piccola, nell\u2019associazionismo (ovvero nello scoutismo) e spesso ha fatto \u00a0la differenza. Perfino in un master sulla progettazione europea abbiamo dovuto chiedere a gran voce che ci dessero una struttura operativa adeguata alla progettazione, ma l\u2019unica risposta \u00e8 stata: \u201clo capirete facendo esperienza\u201d.\u00a0 Temo che la nostra ignoranza sia necessaria a mantenere il mercato della formazione per far sopravvivere corsi ed esperti che non ti diranno mai il \u2018segreto\u2019 del mestiere, perch\u00e9 devi imparare facendo!\u00a0 (Lo so, \u00e8 triste detto da una tutor). Ma cosa gli costava offrire una traccia chiedendo di individuare FINALITA\u2019, OBIETTIVI, STRUMENTI, RISORSE\/COMPETENZE, TEMPI e COSTI? \u00a0Sarebbe stato un inizio ideale per sperimentarsi . E invece no, in ogni corso regnava sovrano il motto socratico dell\u2019attesa che il discente trovi da se la risposta.. omettendo per\u00f2 la domanda e offrendo teorie slegate dal contesto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019associazionismo \u00e8 stato invece il luogo in cui sperimentarci, luogo di confronto con il gruppo dei pari e con gli adulti, il luogo della riflessione e dello svago, del conflitto e della proposta. Ma si sa, \u201cfa pi\u00f9 rumore un albero che cade che una foresta che cresce\u201d e alla stessa maniera\u00a0 \u00e8 spesso negato all\u2019associazionismo il riconoscimento del merito per il supporto concreto alla crescita e lo sviluppo di quelle abilit\u00e0 sociali e manuali che accompagneranno la persona e che spesso faranno la differenza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Cercando esempi concreti di queste realt\u00e0 associative nella nostra citt\u00e0, apro una cartella con su scritto: LA RIVOLUZIONE. L\u2019ho creata a giugno del 2010, il giorno in cui mi \u00e8 scoppiato letteralmente dentro un sogno assurdo, visionario e fuori da ogni logica economica attuale, ma che non mi permetteva di dormire n\u00e9 di parlare di altro, per cui ho scelto di condividerlo a costo di essere presa per folle. Una proposta di condivisione delle risorse il cui progetto era contenuto nel suo stesso nome: \u201cUn sogno condiviso\u2026 \u00e8 gi\u00e0 realt\u00e0\u201d. Ripartire dalla condivisione di informazioni, pensieri, sogni, risorse interiori e materiali in funzione di un cambiamento per la citt\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dopo aver fatto i lavori pi\u00f9 disparati, ma sempre con quella corsa a cercarne uno nuovo prima che termini l\u2019altro, quell\u2019 angoscia, quella ricerca\u2026 ma di che? Sentivo il disagio di stare a casa con i miei e non avere quella autonomia che solo un lavoro stabile consente . Ma anche lavorando fuori Taranto per un po\u2019 di mesi sentivo che mi sfuggiva la priorit\u00e0! Per cause fuori della mia volont\u00e0 sono dovuta rientrare ed \u00e8 stato allora che ho capito cosa cercavo: il mio sogno \u00e8 qui, tra la mia gente, vivi o morti, coloro che si spendono per cambiare questa realt\u00e0 infangata dagli interessi, da una politica che per decenni non si \u00e8 assunta le sue responsabilit\u00e0, rimandando le \u2018reali\u2019 priorit\u00e0 e dedicandosi tappare i buchi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nella mia citt\u00e0 ci si ammala gravemente di tanti mali terribili a tutte le et\u00e0, ma le malattie pi\u00f9 ricorrenti sono invisibili per la scienza medica tradizionale: sono la disperazione, la rassegnazione, la paura, la negazione delle realt\u00e0 intimamente rivoluzionarie. Ma c&#8217;\u00e8 chi ne ha contratta una diversa : \u00e8 la Speranza che le cose possano cambiare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Da allora ho avuto l\u2019occasione di ascoltare molte voci, ma anche molte persone che hanno dimostrato di avere trovato il coraggio, nonostante tutto. Il coraggio nato dalla disperazione lo si legge nelle parole dei ragazzi di Taranto se solo si prova ad ascoltarli, ma anche degli adulti e spesso \u00e8 legato alla percezione del dolore negli occhi. Forse la svolta sta nel fatto che abbiamo imparato a parlarci guardandoci negli occhi. Mi \u00e8 capitato di vedere persone durante le riunioni che si incontravano per la prima volta condividendo opinioni, poi si presentavano e scoprivano di essersi attaccate spesso e volentieri su facebook con toni e argomentazioni forti, e l\u00ec scattava un certo imbarazzo, che ci ha insegnato anche a capire meglio i rischi\u00a0 e le opportunit\u00e0 connessi agli strumenti della comunicazione. Dietro ogni opinione c\u2019\u00e8 una persona con il suo mondo di emozioni, battaglie e ottime ragioni comprensibili solo conoscendone il contesto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In quella cartella ho deciso di metterci tutto ci\u00f2 che mi ha interessata e travolta con l\u2019entusiasmo di chi ha le prove di non essere un folle solo, ma in ottima compagnia. Ci trovo le immagini di tutti quei ragazzi pi\u00f9 e meno\u00a0 giovani che a Taranto stanno esprimendo la loro voglia di reagire: attivit\u00e0 di sensibilizzazione nelle scuole, raccolte firme per indagini epidemiologiche, per salvare beni comuni come la Masseria Solito, per ottenere spazi gratuiti per le associazioni e attivit\u00e0 senza scopo di lucro, proposte di animazione per la citt\u00e0 di ogni genere, sia artistico che culturale per la valorizzazione \u2018gratuita\u2019 di beni archeologici a carico esclusivamente di professionisti senza alcun compenso, nuove botteghe per i commercio equo e solidale, reti di associazioni, proposte di carte etiche che rimettano in gioco il potere e la consapevolezza del cittadino di fronte all\u2019impegno assunto dagli amministratori, radio gestite da giovani universitari, giornali on-line di informazioni, tv sul web, impegno quotidiano per l\u2019accompagnamento allo studio per ragazzi con disturbi dell\u2019apprendimento, gruppi di azione cittadina non violenta, gruppi spontanei di ragazzi che scendono dalle gradinate dello stadio per denunciare le ingiustizie, che puliscono le piazze per senso civico, animazione sportiva senza campi adeguati con sforzi immani, sportelli di ascolto e consulenza gratuita, teatro, gruppi di acquisto solidale e a km zero.. la lista \u00e8 ancora molto lunga.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L&#8217;associazionismo ed il volontariato sono l&#8217;espressione della capacit\u00e0 di dare una parte di s\u00e8 per gli altri, anche se con tutte le sue imperfezioni, \u00e8 pur sempre una forza positiva che si ostina a costruire di un mondo migliore, facendo esperienza di vita reale in mezzo alla gente e i suoi problemi. Rischiamo di essere definiti ridicoli a causa dei nostri sentimenti positivi, ma a pensar bene si sta bene dentro.. lo viviamo sulla nostra pelle. Prima di esporre il mio sogno pensavo che, buttandomi in questa sfida, non avrei pi\u00f9 dormito la notte per l&#8217;ansia e la preoccupazione di sbagliare.. e invece dormo di pi\u00f9 e meglio di prima!<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E mi ritornano alla mente le sere di qualche anno prima davanti ai locali, truccate e in equilibrio precario sui tacchi, cercando qualcosa, qualcuno di interessante con cui avere un argomento di dialogo.. speranza quasi sempre disattesa, con le amiche che nei momenti di delusione e confidenza ammettevano: \u2018ma anche io mi annoio.. facciamo solo vetrina&#8230;\u2019 quante belle ragazze intelligenti mi hanno detto la stessa cosa!!!<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>\u201cLa vera alternativa al realismo e all&#8217;utopia \u00e8 il risultato dell&#8217;azione congiunta di pensiero-conoscenza-immaginazione-speranza per cui l&#8217;uomo \u00e8 in grado di vedere le possibilit\u00e0 reali gi\u00e0 ora presenti in seme. Una rinascita dello spirito illuministico, instancabilmente critico, realistico e purificato dai suoi pregiudizi troppo ottimistici e razionalistici, insieme con la rinascita dei valori umanistici, non predicati ma praticati nella vita personale e sociale: queste sono le condizioni della salute mentale e della sopravvivenza della civilt\u00e0\u2026.Credo nella possibilit\u00e0 reale di un mondo in cui l&#8217;uomo pu\u00f2 essere molto anche se ha poco. &#8220;<\/em> Erich Fromm lo scriveva nel 1992 in \u2018Io difendo l&#8217;uomo\u2019.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Lo ammetto, faccio parte di quella schiera di persone che quando legge un libro ci mette un mese, non perch\u00e8 ha l&#8217;esame, ma perch\u00e8 quello che leggo mi interessa, mi fa riflettere sulla realt\u00e0 e piango per le emozioni che mi d\u00e0, per rabbia, per desiderio di cambiare le cose&#8230;\u00a0 ci sono sogni che danno il mal di pancia, ma sai che il tempo \u00e8 finito, quello che devi fare .. lo devi fare ora. La realt\u00e0 \u00e8 come una ferita, come ci disse Johnni Dotti alla Summer School di Economia Civile, la dobbiamo adorare, dobbiamo baciarla la realt\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019esperienza della scuola di Economia Civile si \u00e8 aperta a Taranto dal 2010 offrendo ai molti giovani che ogni anno hanno partecipato, occasioni di riflessione e confronto su un modo diverso di fare Economia, un progetto che istituisce una volont\u00e0 di creare nuove realt\u00e0 produttive nel terzo settore, orientate ad un modello di sviluppo sostenibile per tutti, rispettoso per il territorio e carico di tutto l\u2019amore di cui siamo capaci. Abbiamo scelto di affermare, senza il timore di essere definiti infantili idealisti, che la rivoluzione sta nell\u2019accostare <strong>l\u2019economia<\/strong> alla <strong>passione per l\u2019altro<\/strong>. Servono organizzazioni, cooperative e associazioni che chiedano a gran voce che i beni comuni tornino al centro di una dinamica democratica ed economica per attivit\u00e0 senza scopo li lucro, con la consapevolezza che nella scarsit\u00e0 delle risorse solo la condivisione e la cooperazione possono permettere la sopravvivenza di tutti: beni demaniali beni confiscati alla mafia, macchine da condividere, stanze e risorse di ogni tipo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ci sono ragazzi a Taranto e nel resto della Puglia che vogliono ripartite da una libert\u00e0 economica che risvegli le relazioni tra i soggetti che operano sul territorio, creando dinamiche di scambio e promozione reciproca, con una relazione civile che non vuol dire essere sempre d&#8217;accordo: quando l\u2019altro ci dice che non \u00e8 d\u2019accordo, possiamo fermarci e accoglierne le ragioni perch\u00e9 \u00e8 l\u2019unico modo per perfezionarsi e cercare insieme una soluzione che crei vantaggi per tutti. Chiudersi in circoli in tutti la vedono allo stesso modo non stimola lo sviluppo, bisogner\u00e0 invece aprirsi e bussare alle porte di quelli che vogliono \u2018pensare\u2019 quella cosa che vogliamo realizzare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Poi ti senti ancora dire che \u201c Taranto \u00e8 una bella citt\u00e0, ma sono i tarantini che la rovinano..\u201d\u00a0 <strong>a quelle persone voglio consigliare di oltrepassare il muro del pregiudizio e rimboccarsi le maniche.<br \/>\n<\/strong>Con il saluto di chi ha messo nello zaino la pazienza e la fiducia nel futuro, auguro alla mia citt\u00e0 di continuare a combattere e sognare per progettare la sua rinascita. Buona Strada.<\/p>\n<div id=\"wp_fb_like_button\" style=\"margin: 0; float: none\"><iframe src=\"http:\/\/www.facebook.com\/plugins\/like.php?href=http:\/\/www.siderlandia.it\/1\/?p=6208&amp;layout=standard&amp;show_faces=true&amp;action=like&amp;colorscheme=light&amp;width=450&amp;height=30\" scrolling=\"no\" frameborder=\"0\" allowTransparency=\"true\" style=\"border:none; overflow:hidden; width: 450px; height: 30px;\"><\/iframe><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Simona Intern\u00f2 \u2026 Da dove comincio??? \u00c8 la domanda che mi faccio praticamente ogni giorno da sempre ed \u00e8 quella che mi porta via pi\u00f9 tempo. 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