{"id":6240,"date":"2012-02-13T00:02:50","date_gmt":"2012-02-12T22:02:50","guid":{"rendered":"http:\/\/www.siderlandia.it\/?p=6240"},"modified":"2012-10-11T01:09:20","modified_gmt":"2012-10-10T23:09:20","slug":"la-liberta-del-posto-fisso-e-dellart-18","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.siderlandia.it\/1\/?p=6240","title":{"rendered":"La libert\u00e0 del posto fisso e dell&#8217;Art. 18"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-3720\" src=\"http:\/\/www.siderlandia.it\/wp-content\/uploads\/2012\/02\/PostoFissoMonotono-e1329084557252-300x148.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"148\" srcset=\"http:\/\/www.siderlandia.it\/1\/wp-content\/uploads\/2012\/02\/PostoFissoMonotono-e1329084557252-300x148.jpg 300w, http:\/\/www.siderlandia.it\/1\/wp-content\/uploads\/2012\/02\/PostoFissoMonotono-e1329084557252.jpg 960w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">di <strong><em>Remo Pezzuto<\/em><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La nostra Costituzione, intrinseca di diritti e libert\u00e0, lascia ampi spazi al legislatore di disciplinare le garanzie degli individui. In pi\u00f9 di 60 anni di Repubblica Italia, numerosi sono stati gli interventi per garantire <em>in primis<\/em> il diritto al lavoro per tutti i cittadini. Cos\u00ec come \u00e8 stato disposto dall&#8217;art 1 della Carta Costituzionale \u201c<em>L&#8217;Italia \u00e8 una Repubblica fondata sul Lavoro<\/em>\u201d<!--more--> e l&#8217;art 4 stabilisce che \u201c<em>La Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto. Ogni cittadino ha il dovere di svolgere, secondo le proprie possibilit\u00e0 e la propria scelta, un&#8217;attivit\u00e0 o una funzione che concorra al progresso materiale o spirituale della societ\u00e0\u201d.<\/em> Trasuda da questi due articoli l&#8217;idea che sia il cittadino stesso a dover decidere e scegliere un lavoro piuttosto che un altro, in base alla sua disponibilit\u00e0, e non lo Stato ad imporre tempi e modi. Nella Costituzione si discorre di Lavoro <em>\u201cstabile, a tempo indeterminato\u201d <\/em>eppure i Governi di vario colore, negli ultimi 15 anni, sono arrivati a creare pi\u00f9 di 40 forme di \u201crapporti\u201d di lavoro \u2013 46 per l&#8217;esattezza \u2013 tra lavoro subordinato, parasubordinato, autonomo, speciale. Tutto questo in nome della flessibilit\u00e0, del progresso, ma generando in realt\u00e0 precariat\u00e0 e mancanza di tutele per i lavoratori e le lavoratrici, che hanno perso oggigiorno anche la dignit\u00e0 di poter essere chiamate cos\u00ec.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La prima cosa che si impara quando ci si approccia ad una materia tanto affascinante quanto delicata come quella del Diritto del Lavoro \u00e8 che i diritti acquisiti, quelli conquistati in anni di dure lotte \u2013 per esempio quelli presenti all&#8217;interno dello \u201c<em>Statuto dei diritti e dei doveri dei lavoratori<\/em>\u201d \u2013 non si possono pi\u00f9 cedere. Pu\u00f2 esistere solo una derogabilit\u00e0 cd <em>\u201cin meius\u201d, <\/em>un deroga per migliorare le condizioni di vita di chi lavora. Invece in questi anni di scellerate politiche neoliberiste, tornate alla ribalta in questo periodo di crisi, i governi di tutta Europa stanno facendo passare l&#8217;idea che, per evitare il crollo economico degli Stati, c&#8217;\u00e8 bisogno di rinunciare a queste garanzie e rimettere in discussione i contratti di lavoro e le tutele presenti nel mercato. L&#8217;attuale Governo italiano, quello dei Professori, sulla scia del precedente, oltre a continuare l&#8217;opera di smantellamento dello stato sociale, continua a proporre gli stessi slogan populisti per farci abituare all&#8217;idea di non avere pi\u00f9 un posto fisso e di dover essere liberamente licenziati in nome della spietata concorrenza del mercato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Come dice Nanni Moretti nel film \u201cPalombella Rossa\u201d,\u201c<em>le parole sono importanti<\/em>\u201d;<em> <\/em>perci\u00f2 non possiamo accettare l&#8217;idea che il Presidente Monti, cos\u00ec come il Ministro Fornero, dicano che il posto fisso e l&#8217;articolo 18 generino la <em>monotonia<\/em> delle lavoratrici e dei lavoratori. Piuttosto ci dicano che il precariato \u00e8 qualcosa contro cui non si vuole combattere, oppure che la libert\u00e0 di licenziamento \u00e8 una richiesta delle imprese \u2013 richiesta pi\u00f9 volte avanzata dalla Presidente di Confindustria, Marcegaglia \u2013 che altrimenti delocalizzerebbero le proprie industrie in altri paesi, cos\u00ec come minacciato dall&#8217;Amministratore Delegato di FIAT, Marchionne. Oppure ci dicano che saranno estese quelle tutele che oggi sono previste solo per coloro che hanno un contratto a tempo indeterminato. Nulla di tutto ci\u00f2 ci pu\u00f2 far accettare l&#8217;idea che la precariet\u00e0 e la libert\u00e0 di licenziamento sono le alternative alla monotonia; che non siano altro che l&#8217;opportunit\u00e0 di cambiare lavoro in maniera creativa e stimolante. Questa \u00e8 la brutale sintesi di un pensiero complesso in cui si prevede pi\u00f9 mercato, pi\u00f9 concorrenza, meno tutele, meno diritti, dove la massa dei disoccupati e inoccupati sar\u00e0 disposta ad accettare qualsiasi lavoro a qualsiasi condizione. Il che consentir\u00e0 ai datori di lavoro di sfruttare, usare, licenziare \u2013 rimpiazzando un lavoratore con qualcun&#8217;altro disposto a ricevere ancor meno.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La libert\u00e0 di cambiare lavoro in base alle proprie capacit\u00e0 e scelte \u00e8 proprio del lavoro a tempo indeterminato, in cui il lavoratore che non \u00e8 sottoposto ai ricatti del datore del lavoro \u00e8 libero di rinunciarvi quando vuole. La precariet\u00e0 e il licenziamento invece rendono impossibile ogni libera scelta: si \u00e8 in balia dell&#8217;arbitrio di un&#8217;altra persona, che pu\u00f2 disporre a suo piacimento della vita del lavoratore. Deve essere invece quest&#8217;ultimo a rompere l&#8217;idea della monotonia, dettata da un miglioramento delle sue condizioni, e non il licenziamento facile e la precariet\u00e0. Oggi, nonostante alcuni ministri dicano che i laureati cercano il lavoro sotto casa, ogni mese migliaia di giovani lasciano l&#8217;Italia e si mettono in discussione in altri paesi, inventandosi e inventando nuovi lavori e patendo numerosi problemi: dall&#8217;affitto che deve essere ancora pagato dai genitori alla mancanza di una reale prospettiva. Ma questo non \u00e8 solo un problema generazionale, visto che a causa della crisi migliaia di cassintegrati over 50 si trovano disoccupati, dopo anni impiegati sul proprio posto di lavoro. Proprio questa condizione di frustrazione generalizzata viene utilizzata dal Governo per mettere i \u201c<em>figli contro i padri<\/em>\u201d, \u201c<em>garantiti contro non garantiti<\/em>\u201d<em> <\/em>e generare cos\u00ec un attacco a 360\u00b0 al diritto del lavoro, sfruttando il disagio della precariet\u00e0 e la richiesta di riunificare il mondo del lavoro per estendere a tutti i lavoratori il ricatto della perdita del posto. Non si capisce davvero in che modo la libert\u00e0 di licenziamento universale potrebbe far uscire i giovani dalla precariet\u00e0. Anzi, si tratterebbe di una stabilizzazione della precariet\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dalla riforma del mercato del lavoro vogliamo pi\u00f9 diritti e pi\u00f9 welfare, non pi\u00f9 precariet\u00e0 e pi\u00f9 libert\u00e0 di licenziamento. Questa \u00e8 la sfida che bisogna lanciare: no al contratto unico precario, s\u00ec a diritti e reddito per tutti. Un reddito fissato al 60% del salario medio. Un provvedimento che ci chiede l&#8217;Europa, quella stessa Europa alla quale si ubbidisce per tagli e austerity e che si ignora se ci chiede di adottare una misura di welfare che esiste in tutti gli altri paes tranne che in Italia, Grecia e Ungheria. Bisogna eliminare tutta la giungla dei contratti di lavoro, che impongono la permanenza di uno stato di monotona schiavit\u00f9 a vita \u2013 con l&#8217;obbligo di prendere volentieri un calcio in quel posto ogni qualvolta il datore di lavoro lo riterr\u00e0 necessario. E&#8217; necessario smetterla di imporre sacrifici nell&#8217;interesse della nostra generazione, di smantellare il sistema di welfare, di distruggere i diritti, consegnandoci solo macerie e togliendo ai nostri padri quel po&#8217; che avevano. Bisogna smetterla di dire che la drammatica situazione \u00e8 stata causata da chi \u00e8 vissuto al di sopra delle proprie possibilit\u00e0. Se si vuole abbattere la monotonia, \u00e8 necessario un contratto libero dall&#8217;incubo della scadenza e dal ricatto del licenziamento. Saremo allora disposti ad abbandonare la monotonia del posto di lavoro stabile ogni qual volta ne avremo voglia. Questa \u00e8 la vera libert\u00e0 del posto fisso e dell&#8217;art 18.<\/p>\n<div id=\"wp_fb_like_button\" style=\"margin: 0; float: none\"><iframe src=\"http:\/\/www.facebook.com\/plugins\/like.php?href=http:\/\/www.siderlandia.it\/1\/?p=6240&amp;layout=standard&amp;show_faces=true&amp;action=like&amp;colorscheme=light&amp;width=450&amp;height=30\" scrolling=\"no\" frameborder=\"0\" allowTransparency=\"true\" style=\"border:none; overflow:hidden; width: 450px; height: 30px;\"><\/iframe><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Remo Pezzuto La nostra Costituzione, intrinseca di diritti e libert\u00e0, lascia ampi spazi al legislatore di disciplinare le garanzie degli individui. 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