{"id":6302,"date":"2012-01-30T00:00:52","date_gmt":"2012-01-29T22:00:52","guid":{"rendered":"http:\/\/www.siderlandia.it\/?p=6302"},"modified":"2013-10-28T11:21:00","modified_gmt":"2013-10-28T09:21:00","slug":"voglia-di-rivoluzione","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.siderlandia.it\/1\/?p=6302","title":{"rendered":"Voglia di rivoluzione"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-3560\" src=\"http:\/\/www.siderlandia.it\/wp-content\/uploads\/2012\/01\/blocco-tir-300x150.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"150\" srcset=\"http:\/\/www.siderlandia.it\/1\/wp-content\/uploads\/2012\/01\/blocco-tir-300x150.jpg 300w, http:\/\/www.siderlandia.it\/1\/wp-content\/uploads\/2012\/01\/blocco-tir.jpg 600w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">di <strong><em>Massimiliano Martucci<\/em><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">C\u2019era una sorta di rassegnazione nelle fila di persone per procurarsi il carburante in questi giorni di blocco totale provocato dai tir. Una fila di persone che accettava con dignitoso silenzio gli accadimenti, i minuti in fila per procurarsi qualche litro di gasolio per lavorare. Un silenzio che sembra avere radici pi\u00f9 che nell\u2019accettazione di una condizione, nella condivisione dell\u2019azione portata avanti dagli autotrasportatori.<!--more--> Se siete stati attenti, vi sarete resi conto come nel giro di pochissimi giorni siano nati account e profili e pagine e gruppi sui social network di solidariet\u00e0 con i Forconi siciliani. E, inoltre, di come persone da cui non ce lo saremmo mai aspettato abbiano iniziato a scrivere o dire parole \u201crivoluzionarie\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In sintesi, i Forconi e i camionisti hanno rappresentato una specie di \u201csi pu\u00f2 fare\u201d, una dimostrazione che effettivamente, mettendosi insieme, si riesce quantomeno ad attirare l\u2019attenzione. Entrambi i movimenti hanno rappresentato, per pochissimi giorni, una sorta di speranza per i milioni di italiani terrorizzati pi\u00f9 che dalla crisi, dalle misure anticrisi del governo, diseducati ormai da anni a vedere ministri e premier che prima fanno e poi dicono.<br \/>\nLa crisi, i cui effetti reali sono ancora lontani dall\u2019essere percepiti realmente, ha prodotto una sorta di schiaffo in faccia a tutti coloro che per anni si sono concentrati solo su s\u00e9 stessi, dimenticando di far parte di un sistema, concentrando la propria riflessione e quindi la propria azione solo sui propri interessi. Ci si \u00e8 resi conto, dopo almeno 15 anni di obnubilamento, che il mondo non era esattamente quello che raccontava Giletti a Domenica In, n\u00e9 tanto meno quello che si leggeva sulle riviste. Quindi ci si \u00e8 trovati in una condizione come quella di quando ci si \u00e8 appena svegliati: non sappiamo dove siamo n\u00e9 chi siamo. Uno schiaffo che ci ha s\u00ec svegliati, ma a met\u00e0: sappiamo dove siamo, ma non sappiamo cosa fare. La consapevolezza di una condizione provocata da anni di mancanza di governo, in cui la forbice tra gli elettori e i loro rappresentanti politici si \u00e8 allargata cos\u00ec tanto da averci fatto rimuovere qualsiasi tipo di senso di responsabilit\u00e0 per quello che sta accadendo. Possiamo dire con certezza che contemporaneamente alla voglia di \u201ccambiare\u201d a tutti i costi non c\u2019\u00e8 stata la maturazione di un senso di responsabilit\u00e0. Siamo qui, ma non \u00e8 colpa nostra.<br \/>\nEcco forse dov\u2019\u00e8 la differenza tra coloro che sono scesi sempre in piazza in questi anni \u2013 i movimenti, i centri sociali, i sindacati, le associazioni \u2013 e coloro che lo stanno facendo ora: se gli avvocati e gli altri professionisti scendono in piazza per difendere i loro privilegi, i movimenti e i lavoratori hanno manifestato per salvaguardare i propri diritti e contemporaneamente ricordare a tutti gli altri dove stava la responsabilit\u00e0 di quanto accadeva.<br \/>\nQuindi \u00e8 la responsabilit\u00e0, la consapevolezza morale e intellettuale, lo snodo cruciale che differenzia il consenso diffuso per i forconi, con tratti di \u201cqualunquismo\u201d disarmante, e la difficolt\u00e0 di fare breccia nel \u201csenso comune\u201d dei vari movimenti, non per ultimo quello contro l\u2019inutile e devastante TAV Torino -Lione, colpito in questi giorni da decine di arresti. I Forconi bloccano una regione intera, indicando col dito puntato la \u201ccolpa\u201d senza storia, senza passato: un eterno presente di \u201cnoi\u201d poveri e \u201cloro\u201d privilegiati, in continuazione con il pensiero dominante che ha eliminato la coniugazione temporale delle azioni, quindi la possibilit\u00e0 di identificare responsabilit\u00e0 e colpe, riducendo al minimo la possibilit\u00e0 che una \u201crivolta\u201d si trasformi in \u201crivoluzione\u201d, perch\u00e9 elimina le premesse. Nella narrazione sono scomparsi i fatti che ci hanno portato a questa condizione.<\/p>\n<div id=\"wp_fb_like_button\" style=\"margin: 0; float: none\"><iframe src=\"http:\/\/www.facebook.com\/plugins\/like.php?href=http:\/\/www.siderlandia.it\/1\/?p=6302&amp;layout=standard&amp;show_faces=true&amp;action=like&amp;colorscheme=light&amp;width=450&amp;height=30\" scrolling=\"no\" frameborder=\"0\" allowTransparency=\"true\" style=\"border:none; overflow:hidden; width: 450px; height: 30px;\"><\/iframe><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Massimiliano Martucci C\u2019era una sorta di rassegnazione nelle fila di persone per procurarsi il carburante in questi giorni di blocco totale provocato dai tir. Una fila di persone che accettava con dignitoso silenzio gli accadimenti, i minuti in fila per procurarsi qualche litro di gasolio per lavorare. 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